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Questo articolo vuole essere la prima puntata di una serie dedicata alla presa di posizione , un aspetto di tattica individuale in fase di non possesso palla che ritengo un prerequisito fondamentale prima di iniziare a proporre ai ragazzi aspetti di tattica collettiva difensiva.
Troppo spesso nei settori giovanili , già dalle categorie esordienti e giovanissimi , si inizia a parlare di difesa a zona , diagonali , triangoli di copertura , ecc ecc senza che i ragazzi abbiano padronanza dei concetti individuali della marcatura e della presa di posizione.
La conseguenza di tutto questo? Illustri allenatori di prime squadre si lamentano che i difensori non sanno più marcare ( personalmente mi è capitato di sentirlo dalla viva voce di Ulivieri in un incontro-dibattito e di leggerlo in una intervista del CT mondiale Marcello Lippi ) .
L'obiettivo di questa serie di post è di fare in modo che , attraverso una serie di sedute in progressione didattica fra loro , concetti come "diagonali" e "triangoli di copertura" possano essere proposti come la naturale conseguenza dei principi della presa di posizione in situazione 1vs1 e 2vs2 , senza che vengano calate dall'alto con i loro nomi altisonanti , all'unico scopo di far sentire l'allenatore "importante" e "alla moda".
Veniamo quindi al sodo : come affrontare l'avversario 1vs1 nelle situazioni che si possono incontrare in gara , ovvero 1c1 frontale in fascia , 1c1 frontale in zona centrale , 1 contro 1 con attaccante voltato spalle alla porta : l'ordine in cui ho citato queste tre situazioni è quello che , secondo me , facilita la progressione didattica.
La trattazione seguirà i seguenti passi :
A) trattazione teorica. B) Una proposta di riscaldamento utile ad introdurre questi concetti C) Una proposta di esercitazione tecnico-coordinativa che faciliti l'automatizzazione del gesto D) Una situazione di gioco elementare , da proporre nelle prime sedute in cui viene trattato l'argomento E) Una situazione di gioco "riepilogativa" , utile per essere riproposta
A) TRATTAZIONE TEORICA : COME AFFRONTARE UN AVVERSARIO 1C1 NELLE VARIE SITUAZIONI DI GARA
1) Come affrontare in 1vs1 un portatore di palla frontalmente in fascia laterale? Si deve:
1a) andare inizialmente in pressione fino a posizionarsi ad una distanza di circa un metro / un metro e mezzo , lungo la traiettoria portatore di palla - porta ; perché proprio questa distanza? Io sono solito chiamarla distanza di sicurezza e/o distanza di pressione , infatti si tratta di un compromesso fra queste due esigenze :
- chiudere lo specchio della porta e dare pressione all'avversario ; una distanza superiore permetterebbe al portatore di palla di tirare ( se nei pressi della tre/quarti difensiva ) o di effettuare giocate in piena tranquillità , senza "sentire" la pressione del difendente ;
- una distanza inferiore ridurrebbe i tempi di reazione alle finte e ai cambi di direzione ; la "distanza di sicurezza" va quindi vista come un "vantaggio iniziale" che il difensore ha rispetto al tentativo di dribbling del portatore di palla : supponiamo ad esempio che quest'ultimo cerchi di superarlo in velocità spostandosi avanti la palla di 5 metri ; se il difensore si è tenuto ad una distanza di 1 metro dovrà percorrerne 4 . In una seconda fase , quando il pensiero tattico del difensore sarà più evoluto , sarà egli stesso a variare questa distanza in base all'esperienza delle proprie capacità : i più reattivi e rapidi potranno difendere efficacemente restando a mezzo metro del portatore di palla , altri avranno bisogno di due metri per difendere in sicurezza ( inutile aggiungere che i primi saranno in grado , a parità di difesa della porta , di portare una maggiore pressione e quindi indurre ).
1b) tenere gli appoggi non allineati , me nella posizione "a coltello" che permette la massima reattività ( che potremmo defnire di guardia , mutuandola da sport come la scherma e il pugilato );
1c) arretrare con corsa di scivolamento cercando di mantenere gli appoggi come al punto 2) , avendo cura di indirizzare l'avversario verso l'esterno , dove è chiaramente meno pericoloso : male che vada gli si concede il cross e non il tiro e anche nel caso di conclusione lo specchio della porta si restringe;
1d) se l'attaccante effettua delle finte o dei cambi di direzione , cercare anzitutto di guardare la palla per non farsi ingannare dalle finte e , soprattutto , cambiare direzione di conseguenza avendo cura di non voltare mai le spalle all'attaccante perdendo contatto visivo con la palla : il cambo di direzione del difensore deve essere effettuato con rotazione a compasso , per continuare il paragone con la scherma o col pugilato possiamo parlare di cambio da guardia destra a guardia sinistra : se si affronta un avversario sufficientemente evoluto in termini di pensiero tattico , saprà riconoscere la perdita del contatto visivo fra difensore e palla per concludere a rete , accelerare e superlo definitivamente oppure ancora per effettuare un passaggio risolutivo.
2) Come affrontare in 1vs1 un portatore di palla frontalmente in zona centrale ? Valgono gli accorgimenti visti al punto 1 , con due differenze sostanziali :
2a) la direzione verso cui indirizzare l'attaccante non è così immediata da scegliere , essendo entrambe le fasce equidistanti; alcune alternative nella scelta possono essere : - piede non dominante del portatore di palla ( suo lato debole ) - proprio piede dominante ( proprio lato forte ) - lato dove stanno rientrando eventuali compagni per il raddoppio;
2b) man mano che ci si avvicina alla porta sarà sempre più difficile chiuderne lo specchio ( viceversa sulla fascia l'avanzamento dell'attaccante produceva un restringimento dello specchio ) e diventano importanti altri due aspetti di tattica individuale in fase di non possesso : il contrasto e la difesa della porta. Diventa quindi importante capire quando intervenire e contrastare l'attaccante ? Quando si è sufficientemente distanti dalla porta il contrasto va tentato solo se l'attaccante perde il contatto con la palla in modo evidente ; man mano che ci si avvicina alla porta , invece , il contrasto diventa fondamentale e , se l'attaccante non perde il contatto con la palla può essere lo stesso difensore ad indurlo con delle finte difensive ( ad esempio aumentando e riducendo la distanza dal portatore , tipo accorcia e scappa ).
3) Come affrontare in 1vs1 un avversario voltato di spalle ? E' necessario che il difensore riduca subito gli spazi di manovra dell'avversario , portandosi ad una distanza decisamente inferiore a quella dell'1vs1 frontale: la distanza di un braccio o anche a contatto , avendo però cura di non commettere fallo spingendo con le braccia e di non offrire il perno agli attaccanti particolarmente bravi ad utilizzare il corpo. Gli appoggi dovranno sempre essere ancora "a coltello" come nelle situazioni precedenti , per garantire la massima reattività : questo perché li difensore dovrà impedire all'attaccante di voltarsi , ma qualora questi tentasse di voltarsi fronte alla porta il difensore dovrà essere reattivo per intervenire e contrastarlo nel momento in cui scopre la palla.
Su come comportarsi rispetto al contrasto , anche qui dipende dalla distanza dalla porta : nei pressi dell'area sono solito dire ai miei difensori che se costringono l'avversario a scaricare per un compagno a sostegno possono ritenere di aver svolto il proprio compito ; se invece l'avversario riesce a girarsi fronte alla porta o a conquistare una punizione , hanno comunque commesso un errore. In altre parole l'anticipo sull'avversario di spalle va tentato solo se questi compie evidenti errori di copertura della palla , altrimenti meglio continuare a difendere la porta e obbligarlo a ricominciare l'azione.
Un po' diversa la situazione nella metà campo avversaria , quando un portatore di palla spalle alla porta , magari senza il sostegno di un compagno , è una condizione da riconoscere come condizione per cercare il recupero della palla , soprattutto quando c'è un compagno a raddoppio , ma in questo caso si esula dall'1c1.
Detto questo , passiamo ad illustrare l'esercizio. Si svolge su una metà campo e prevede la partecipazione di 3 centrocampisti (C1,C2,C3) , 1 attaccante (A1) e 2 difensori (D1,D2 ) , disposti in 4 stazioni per i giocatori che attaccano e 2 per i giocatori che difendono , come mostrato nelle figure 1 e 2 ( al termine di ogni esecuzione i giocatori che hanno preso parte all'azione cambiano stazione ).
 Figura 1  Figura 2
L'esercizio inizia con C1 che serve A1 nel quadrato. A1 è contrastato spalle alla porta da D1 e dovrà decidere se:
A) voltarsi per concludere, passando per le due porticine contraddistinte dai cinesini rossi : in tal caso l'azione termina , con la chiara certezza per il difensore di aver commesso un errore permettendo all'attaccante di voltarsi;
B) appoggiare nuovamente per C1 ( dai e segui ) , che cambierà gioco per C3 (figura 1); C3 sarà affrontato da D2 in fascia laterale , il cui obiettivo sarà impedirgli di entrare in area ( indirizzamento verso l'esterno , come visto sopra ). Se C1 riesce ad entrare in area deve essere lasciato libero di concludere;
C) appoggiare centralmente per C2 ( figura 2 ), che affronterà un 1c1 in fascia centrale ancora con D2. L'obiettivo per D2 sarà far indirizzare C2 verso l'esterno dell'area o intervenire tentando il recupero quando C2 si sarà avvicinato eccessivamente alla porta. Se C2 è costretto ad uscire dall'area , il difensore ha svolto il proprio compito e l'azione termina con il successo di D2.
Sempre per il principio che non vanno comunicate troppe informazioni tutte insieme , inizialmente si possono omettere i vincoli ( passaggio per le porticine rosse dell'attaccante spalle alla porta , obbligo per il difensore in fascia di non far entrare l'attaccante in area e per l'attaccante in zona centrale di non farsi portare fuori dall'area ) e far svolgere semplicemente tre 1c1. Dopo un certo numero di esecuzioni si introducono i vincoli e se ne spiega il significato. |