Wednesday, April 8, 2009

Torneo Gabriele Cardinaletti - Jesi - Girone eliminatorio

Due partite discrete per i ragazzi , che al Toreno Cardinaletti organizzato dalla società MMSA si sono classificati al primo posto nel girone e si sono qualificati alla finale, che si svolgerà domenica 24 Maggio all'omonimo stadio di Jesi e che avrà la forma del triangolare con 3 partite da 30 minuti ciascuna ( 15 per tempo ) , la stessa della fase eliminatoria.

I ragazzi hanno battuto prima per 7-1 i pari età del MMSA ( società nata dalla fusione dei settori giovanili di Monsano , Borgo Minonna , Spes e Aurora ) e poi per 4-1 l'USAP Agugliano Polverigi.

A parte un autogoal e una rete di D.Q. nel finale del secondo incontro, le reti sono state messe a segno quasi tutte dalla coppia di attaccanti Da.M e N.G. , alcune anche di buona fattura e realizzate di destro ( sono entrambi mancini ).

In entrambe le partite i ragazzi sono partiti in modo un po' confusionario , crescendo pian piano e arrivando al termine di ciascuna partita anche a sviluppare trame discrete : il risultato non tragga in inganno perché bisognerà ancora migliorare tanto per avere qualche chance in finale , dove affronteremo la Vigor Senigallia ( con la quale abbiamo già giocato 3 volte quest'anno e non abbiamo mai vinto , pur giocandocela sempre alla pari ) e il Cral Palombina , che ho visto strapazzare per 5-0 la Dorica Torrette ( uno dei migliori settori giovanili della regione , mica bruscolini come si dice dalle nostre parti ) e che sinceramente ha 4 o 5 elementi davvero impressionati per il rapporto fra capacità tecniche ( e parlo di tecnica applicata ) ed età.

Di seguito la sintesi del primo incontro Borghetto - MMSA e il primo tempo del secondo incontro , Borghetto - USAP Agugliano Polverigi :
Per finire un ricordo di Gabriele Cardinaletti , cui è intitolato il torneo giunto ormai alla 25° edizione , tratto dal sito della società organizzatrice : Gabriele è stato un ragazzo disabile dotato di forte motivazione ed entusiasmo che si è impegnato durante la sua vita nel mondo dello sport al servizio di atleti normodotati. Forte della capacità di superare ostacoli, sapeva infondere ai suoi allievi la forza e gli stimoli per superare le difficoltà della disciplina sportiva, metafora della vita. I ragazzi a cui ha insegnato il calcio e i collaboratori delle varie società sportive in cui ha svolto le sue attività, non lo hanno mai visto svantaggiato. L’ambiente in cui ha vissuto lo ha visto diversamente abile ma privo di handicap. La vita di Gabriele ci ha insegnato che la disabilità non è un fattore estetico ma culturale, chi non si sente disabile non lo è. "Chi non pensa agli altri come disabili non li considera tali”.

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Wednesday, February 11, 2009

Il tiro di collo pieno ( 2° parte ) : la punta del piede

Come anticipato in un post precedente iniziamo ad affrontare ad uno ad uno gli errori che impediscono di effettuare correttamente il tiro di collo pieno dal più semplice ( ma non banale come potrebbe sembrare ) : il posizionamento della punta del piede.

Canonicamente , come si può leggere in ogni manuale , la punta deve essere tenuta rivolta verso il basso , con l'articolazione della caviglia rigida , il più possibile allineata con la tibia quasi a costituirne un prolungamento.

Viceversa:

1) se la punta non è sufficientemente rivolta verso il basso , ad arrivare per prime a contatto con la palla saranno parti anatomiche del piede diverse dal collo , tipicamente la punta
2) se l'articolazione non è rigida intervengono fenomeni di assorbimento dell'urto che possono ridurre anche di molto la forza del tiro
3) se la punta non è tenuta diritta , ma c'è un'orientamento verso l'interno o verso l'esterno , il tiro non prenderà la traiettoria rettilinea ma tenderà a sfuggire verso l'esterno o verso l'interno. Non necessariamente questo modo di calciare è un errore , perché il calciatore può consciamente orientare la punta in un senso o nell'altro per calciare di interno collo o di esterno collo. Quando questo succede , però , egli avrà preso la rincorsa in modo opportuno e programmato un certo tipo di traiettoria : se invece la rotazione è inconscia , la rincorsa e il posizionamento del piede di appoggio saranno tali da aspettarsi una traiettoria rettilinea , che invece non verrà rispettata , dando luogo ad un errore non solo tecnico ma anche di tattica individuale.

Dicevamo che il problema del posizionamento della punta è semplice ma non banale : non deve infatti essere dato per scontato , perché va insegnato ed è tutt'altro che spontaneo nella maggior parte ragazzi della fascia d'età 8-11 anni. Chiedete ad esempio ad un ragazzo di questa fascia d'età di restare in equilibrio monopodalico spingendo la punta del piede verso il basso e tenendo l'articolazione della caviglia rigida. Ve ne sarà più di uno che faticherà a combinare i due gesti.

Per questo il primo esercizio (1a) che si può proporre è di sdraiarsi su un fianco e , senza palla , ripetere il gesto del calcio di interno collo avendo cura di spingere la punta del piede verso il basso fino ad allinearla perfettamente con la tibia. Fatto questo si possono disporre i ragazzi a coppie e passare a colpire effettivamente la palla (1b).

Una volta riuscita questa esercitazioni si potrà provare a simulare il gesto del tiro senza palla in equilibrio monopodalico sul posto (2a) e poi alternandolo a degli skip (2b) , come mostrato al minuto 0:40 del video che segue.


Si può quindi passare alle esercitazioni a coppie con la palla. Ecco alcuni esempi :
3a) a distanza di 20m calciare la palla al compagno di collo pieno , cercando di tenere la traiettoria il più possibile rettilinea e la punta rigidamente orientata verso il basso come provato negli esercizi senza palla precedenti;
3b) a distanza ravvicinata , circa 5m , un giocatore passa la palla con le mani al compagno ( circa 30cm di altezza da terra ) , che la colpisce di collo pieno cercando di indirizzarla di nuovo nelle mani del compagno. Serie da 20 colpi , alternandone 10 di destro e 10 di sinistro
3c) come sopra , cercando di colpire la palla di controbalzo

Infine si passa finalmente ai tiri in porta veri e propri , avendo cura di far precedere gli stessi da esercitazioni di rapidità e coordinazione , che fanno arrivare il ragazzo al tiro con maggiore concentrazione e rapidità della rincorsa , altro aspetto che come vedremo in seguito risulta fondamentale per imprimere forza alla palla.

Un esempio di esercizio a riguardo può essere il seguente:

4) 8 metri di skip come nell'esercizio 2b + 8 metri di sprint + tiro in porta. Variante 4a con palla servita incontro rasoterra dall'istruttore , variante 4b con palla da fermo.

p.s. come avrete notato si tratta di esercizi fortemente analitici , perché derivano appunto dall'analisi del gesto fin nei minimi particolari. Nel post si è parlato di fascia d'età 8-11 anni per sottolineare che in questa fascia d'età il corretto posizionamento della punta del piede non è un problema banale dal punto di vista motorio per alcuni bambini/ragazzi. Per quanto riguarda invece la fascia d'età in cui sarebbe opportuno iniziare ad affrontare analiticamente il problema e correggerlo , ogni istruttore può regolarsi da sé in base alla propria esperienza , ai propri metodi di lavoro e alle caratteristiche dei ragazzi a disposizione. Per quanto mi riguarda gli esercizi indicati sono stati proposti nella stagione in corso a ragazzi della categoria esordienti primo anno.

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Tuesday, November 11, 2008

Allenamento giovanissimi con i tecnici dell'Ascoli Soccer Academy

Copio e incollo l'articolo che ho scritto per il sito della S.S.D. Borghetto sull'iniziativa in oggetto:

I giovanissimi '94/95 sono stati fra i primi a beneficiare delle iniziative concrete collegate all'affiliazione con l'Ascoli Soccer Academy ( dopo i tornei a cui hanno partecipato gli esordienti '96 e i pulcini '98 ) : nel pomeriggio di mercoledì due tecnici dell'IFA , Roberto Gnagnetti e Luis Pomares , sono venuti al campo comunale di Via Facchetti per affiancare Mister Greganti in un allenamento e visionare alcuni ragazzi per un provino che si terrà a Macerata nel mese di Dicembre , presso le strutture di un'altra delle società affiliate al progetto , cioè la Vis Macerata la cui prima squadra milita nel campionato di eccellenza.

Ecco un resoconto filmato della seduta di allenamento:

1) RISCALDAMENTO DI TECNICA DI BASE : si è cominciato con guida della palla "nel traffico" all'interno dell'area di rigore , toccando la palla con le varie parti anatomiche del piede e provando la finta detta doppio passo o forbice , proseguendo poi con con dei palleggi sul posto. Per rendere l'esercizio allenante per tutti i ragazzi , ovviamente caratterizzati da diversi livelli tecnici , gli istruttori hanno proposto il metodo della progressione per step dal facile al difficile : prima un doppio passo semplice , poi doppio , infine chi riusciva negli step precedenti poteva tentare una forbice tripla o quadrupla. Analogo metodo per i palleggi : palla in mano , destro e sinistro , di nuovo palla in mano; poi due volte , tre volte e via di seguito ; idem per i palleggi di coscia e di testa.

2) TECNICA APPLICATA 1C0 : guida della palla fra i cinesini , doppio passo sul cinesino , tiro in porta. Anche in questo caso sottolineiamo la progressione didattica dal facile al difficile: la finta del doppio passo è stata proposta senza alcun riferimento spaziale nel primo esercizio , in questo step intermedio è stata proposta con un riferimento spaziale fisso e passivo ( il cinesino a simboleggiare un avversario ) , mentre nell'ultimo e più difficile step sarà proposto nelle condizioni di gara , ovvero con avversario attivo e libero da vincoli.
3) TATTICA INDIVIDUALE 1C1 : dopo aver proposto la finta del doppio passo in forma semplificata ( senza riferimento spaziale , poi con riferimento spaziale fisso e passivo ) si è passati all'1c1 senza vincoli , come i ragazzi lo affrontano in ogni partita.
Avendo affrontato l'aspetto offensivo del dribbling negli esercizi precedenti , in questa fase i tecnici si sono soffermati sull'aspetto difensivo. Consigliamo a tutti la visione del video seguente , dove Gnagnetti affronta il corretto appoggio dei piedi da parte del difensore : sono cose che ogni tecnico ripete chissà quante volte , ma non è rado vedere errori madornali anche fra giocatori adulti ( peccato solo per l'audio che non è perfettamente chiaro perché le riprese sono state effettuate a una certa distanza ).
4) TATTICA COLLETTIVA 3C2 : prima dell'immancabile partitella finale ai ragazzi sono state proposte delle situazioni 3c2 , con Gnagnetti che forniva consigli ai 3 attaccanti ("la sovrapposizione si fa passando dietro al compagno , non davanti !" è stato fatto notare a qualche ragazzo che aveva cercato intraprendentemente questa forma di collaborazione col compagno chiudendogli però di fatto lo spazio per la conclusione ) mentre Pomares seguiva i due difensori , uno dei quali era chiamato ad "uscire" sul portatore di palla e l'altro a dare copertura al compagno.
5) PARTITA FINALE ( PRIMA A 3 TOCCHI POI LIBERA ) : come ogni giovane allenatore che si rispetti , Luis non ha resistito alla tentazione di prendere parte all'incontro!

Per chi volesse scaricare le immagini dell'evento rimandiamo all'apposita sezione photogallery del sito.

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Friday, November 7, 2008

A proposito di "dai e segui" e passaggio a rimorchio

Si è detto a proposito della partita con la Vigor Senigallia che uno degli errori più frequenti commesso da alcuni dei miei ragazzi è stato quello di intestardirsi , in situazione spalle alla porta e con più di un avversario alle spalle , a volersi girare a tutti i costi anziché appoggiare con un passaggio che coi bambini siamo soliti chiamare "a rimorchio" ( fra gli adulti è più usuale il termine "passaggio di scarico" ) per il compagno a sostegno.

In settimana affrontavamo la forma di collaborazione a 2 giocatori detta "dai e segui" : il portatore di palla serve il compagno che viene incontro spalle alla porta e gli va immediatamente a sostegno ( a rimorchio , appunto ) a ricevere l'eventuale passaggio di ritorno. Questa forma di collaborazione si può allenare proficuamente con le partitelle a tema : ad esempio prevedendo che si possa segnare solo tirando di prima su un passaggio di scarico del compagno oppure permettendo di segnare in qualsiasi modo ma assegnando a questa forma di segnatura un numero di punti doppio, triplo , ecc.

Realizzando la partita a tema in un campo piuttosto corto ( doppia area ) con due porte regolamentari , diventa particolarmente allenante per il tiro in porta , che come si sa risulta anche divertente e gratificante per gli stessi ragazzi.

Inoltre , come già detto in altri post , quando capita l'occasione sono solito esemplificare quanto detto in allenamento con reti o situazioni viste in tv dai ragazzi .. solitamente partite di champions league o campionato. Fortunatamente questa settimana sono state segnate due reti nel modo su-indicato , sebbene non si tratti di due "dai e segui" ma di semplici passaggi di scarico da parte del portatore di palla : mi riferisco ai goal di Vucinic in Roma-Chelsea ( Champions League ) e a quello di Ronaldinho in Milan- Sporting Braga ( Coppa Uefa ).

Particolarmente didattico è il passaggio di Gattuso per Ronaldinho , perché l'azione del centrocampista del Milan non termina col passaggio ma continua con la protezione della palla rispetto all'avversario di spalle , per facilitare il tiro di Ronaldinho.






Postilla : se state leggendo questo post molto tempo dopo la sua stesura , i link ai video potrebbero non funzionare. Putroppo l'avidità di alcuni media è tale da vietare in chiaro non solo la visione in diretta della partita , ma anche brevi spezzoni del match a distanza di giorni. I riferimenti alle partite e agli autori dei goal sono comunque espliciti , per cui chiunque può risalire al video mancante.

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Monday, November 3, 2008

Borghetto - Vigor Senigallia [Ma.D.(2) , N.P.]

Due tempi discreti , il secondo ed il terzo , mentre nel primo abbiamo lasciato troppo l'iniziativa agli avversari , regalando due goal.

Abbiamo imparato che , quando guidiamo palla frontalmente e siamo contrastati da più di un avversario , conviene chiedere il triangolo "dai e vai" al compagno che viene incontro. Altrettanto non può dirsi quando abbiamo più avversari alle spalle : preferiamo intestardirci e girarci con la palla piuttosto che scaricare sul compagno
a sostegno... in settimana ci lavoreremo , dato che l'obiettivo tattico del mesociclo è proprio il "dai e segui".

Sul piano del gioco c'è da registrare un passo indietro rispetto alla bella prestazione contro il Marinamonte , ma come sempre nel calcio va tenuto conto anche della presenza dell'avversario che stavolta era la squadra esordienti A di una delle società più importanti a livello di settore giovanile nella provincia.






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Tuesday, October 14, 2008

S.S.D. Borghetto - A.S. Senigallia [L.M.]

C'è ancora molto da lavorare prima di poter dire che stiamo crescendo come individui e come squadra. Il gruppo , come putroppo mi è capitato lo scorso anno , è fortemente disomogeneo e se qualcuno dimostra di aver recpito gli obiettivi su cui ho maggiormente insistito in queste settimane ( triangolo in fase di possesso palla , appoggio dei piedi e indirizzamento dell'avversario nell'1c1 in fase di non possesso palla ) , altri si comportano come se l'argomento non fosse mai stato affrontato.

Tutti invece , indistintamente , continuano a muoversi come le api che corrono dietro il miele , per usare una metafora utilizzata dalla stessa guida tecnica della FIGC. Peccato che la metafora si riferisse alla categoria Piccoli Amici , mentre gli esordienti dovrebbero iniziare ad occupare razionalmente gli spazi a disposizione. Non a caso in una delle poche azioni in cui abbiamo portato a termine un cambio di gioco da una fascia all'altra siamo andati in goal : si tratta proprio della prima azione del primo tempo come si può vedere dal video qui sotto.


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Sunday, June 1, 2008

Perché si perde il possesso palla ( 3° parte ) : lo smarcamento. Come , dove , ma soprattutto quando.

Continuando ad analizzare le cause che possono condurre ad uno scarsa capacità di mantenere il possesso palla da parte dei giovani calciatori , passiamo a parlare di smarcamento : ai fini del possesso palla il passaggio sta alla tecnica di base come lo smarcamento sta alla tattica individuale. Se cioè il passaggio è il primo aspetto di tecnica di base da migliorare per favorire il possesso , lo smarcamento è il primo aspetto da migliorare per quanto riguarda la tattica individuale.

Del resto in questo blog si è parlato ampiamente dello smarcamento e proprio la tesina che ho presentato al corso di allenatore di base si apre con la citazione non c'è calcio se non c'è smarcamento : sono stati affrontati i concetti del come smarcarsi ( ad uscire dal cono d'ombra creato dall'avversario ) e del dove smarcarsi ( ampiezza o profondità in relazione alla disposizione degli avversari ) , mentre mi sono accorto di non aver mai affrontato in generale (sul blog , non sul campo) il tema del QUANDO smarcarsi ( se ne è parlato qui , ma nello specifico del solo smarcamento in profondità ).

Rispetto al "come" e al "dove" , il "quando" può dirsi last but not least perché , se non insegniamo ai nostri ragazzi a capire quando smarcarsi , possiamo vanificare tutti gli eventuali vantaggi derivanti dall'aver insegnato il come e il dove. Mi spiego con un esempio. Tenendo presente uno smarcamento in una zona generica del campo , la classica situazione del giocatore senza palla che deve uscire dalla zona d'ombra costituita dalla presenza dell'avversario , abbiamo che :

1) se lo smarcamento avviene troppo tardi si rischia di far intercettare il passaggio al difensore o di non farsi vedere dal portatore di palla ( che opterà quindi per altre soluzioni ).

2) se lo smarcamento avviene in anticipo si da il tempo al difensore di riposizionarsi , ricreando così la zona d'ombra.

Se poi consideriamo lo smarcamento in profondità alle spalle della difesa avversaria, eventuali asincronie vanificano del tutto il buon esito dell'azione ( uno smarcamento in anticipo manda l'attaccante in fuorigioco e uno smarcamento in ritardo permette al difensore di trovarsi in vantaggio sulla palla).

Si pone quindi il problema di insegnare ai nostri ragazzi ad osservare il comportamento del portatore di palla al fine di riconoscere le condizioni di inizio-smarcamento : uno smarcamento che venisse effettuato prima di tali condizioni sarebbe in anticipo , uno smarcamento che venisse effettuato molto dopo che si sono verificate queste condizioni sarebbe in ritardo.

Vediamo quindi di capire quali sono queste condizioni di inizio-smarcamento. Secondo Stefano Bonaccorso , che ha toccato di sfuggita l'argomento durante la visita che abbiamo effettuato con l'AIAC Macerata al settore giovanile dell'Atalanta , le due condizioni sono :

A) Contatto visivo , ovvero fra il ricevente e il portatore di palla deve intercorrere un segnale che faccia capire al secondo le intenzioni di movimento del primo ( dettare il passaggio )

B) Palla giocabile , ovvero il portatore è nelle condizioni di effettuare il passaggio : un portatore voltato di spalle , una palla aerea o contesa fra compagno e avversario , una palla che deve ancora essere ricevuta o controllata in prossimità del piede calciante sono palle non giocabili e quindi uno smarcamento effettuato in tali frangenti non potrà essere prontamente servito da un passaggio.

E' il caso di affrontare subito una possibile obiezione : tutti gli smarcamenti che si svolgono in una partita di calcio rispondono alla regola di Bonaccorso? In teoria si tratta di una approssimazione , che però ha piena ragione di esistere se ricordiamo che stiamo parlando di settore giovanile e in particolare di come migliorare una squadra di giovanissimi o esordienti carente nel possesso palla. Una volta che i giocatori avranno superato queste lacune e quando magari giocheranno in categorie superiori , si potranno trovare in alcune situazioni che non soddisfano questa regola. Si pensi ad esempio ai giocatori che fintano un passaggio per ingannare l'avversario quando sanno a priori che eseguiranno un altro gesto tecnico ( ma a quel punto il compagno dovrà conoscere le intenzioni del portatore di palla per altre vie , il più delle volte perché il gesto è stato provato in allenamento ) o che vedono il compagno ( addirittura alle loro spalle ) con la visione periferica e senza instaurare il contatto visivo. Uno degli esempi più lampanti di queste capacità evolute è il goal che segue , che tutti ci ricordiamo per le emozioni che è stato in grado di trasmetterci e non certo per la situazione tattica ( però c'è anche quella ):


Lasciando da parte obiezioni ed emozioni , vediamo qualche esercitazione che può fare al caso nostro :

1) un gioco iniziale adatto ai più piccoli è una semplice variante all'un-due-tre stella proposto nel post precedente. Al fischio dell'istruttore al giocatore rosso in figura è lanciata la palla e ai giocatori blu è chiesto di guidarla per conquistare più spazio possibile , come nell'"un-due-tre stella" per la guida della palla. L'arresto dovrà però avvenire quando il giocatore rosso avrà controllato palla e avrà alzato la testa per prendere visione del movimento dei compagni : a quel punto chi sarà trovato ancora in movimento dovrà ripartire dalla linea iniziale.


L'esercizio si presta bene ad essere l'inizio di una progressione didattica , perché focalizza l'attenzione solo sul riconoscimento delle due condizioni sopra indicate : si noti che la reazione alle due condizioni è opposta a quella che i giocatori dovrebbero attuare in condizioni di gioco ( si arrestano anziché mettersi in movimento come avviene nello smarcamento ).

2) per il contatto visivo degli esercizi adatti sono il 2c1 e il 3c1 per il triangolo "dai e vai" : nel 2c1 il portatore di palla deve scegliere fra 2c1 o dribbling in relazione al movimento del giocatore-sponda , che può essere lo stesso istruttore. Se la sponda viene incontro al portatore e stabilisce il contatto visivo , il portatore opta per il triangolo "dai e vai" ( prima figura ) , se invece la sponda resta ferma ( o volta volutamente le spalle al portatore , nel caso dell'istruttore ) l'attaccante sarà costretto ad optare per il dribbling ( seconda figura ).


Analogamente nel 3c1 i due giocatori sponda si coordineranno in modo che solo uno dei due assicura il contatto visivo venendo incontro al portatore , mentre l'altro si disinteressa del gioco : il portatore dovrà ovviamente passare la palla per il "dai e vai" alla sponda che assicura il contatto visivo.




3) una volta appresi i concetto , per proporre qualcosa di più vicino alle condizioni di gara , si possono proporre delle conclusioni in porta precedute da smarcamenti mediante corsa diagonale o taglio.


Si posizionano 4 conetti a simulare una linea difensiva, un attaccante che parte dalla fascia destra e un centrocampista dalla fascia sinistra : l'azione inizia con l'istruttore che lancia per il centrocampista e l'attaccante che inizia ad accentrarsi lentamente con corsa orizzontale o "a mezzaluna" , osservando i movimenti del centrocampista; quando questi avrà controllato la palla ( palla giocabile ) e alzato la testa ( contatto visivo ) a prendere visione della sua posizione , l'attaccante effettuerà un rapido cambio di direzione ( taglio in profondità ) e di velocità per ricevere palla alle spalle del difensore ( conetto ) in cui si troverà in quel momento ( a tale scopo lo spazio di gioco è stato suddiviso in 8 quadrati mediante altrettanti cinesini ). Le varianti a questa situazione di gioco sono molteplici e via via più complesse :
a) si possono sostituire i conetti con dei difensori passivi , che si muovono in sincronia come una linea difensiva reale , per ridurre i tempi di percezione e di decisione
b) si può chiedere ai due difensori che presidiano la zona del centrocampista e dell'attaccante di eseguire movimenti reali di contrasto all'azione , con un difensore che esce ad attaccare il centrocampista ed un altro che accompagna in marcatura il taglio dell'attaccante.

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Friday, May 2, 2008

Un campione per un fondamentale : la veronica ( o roulette ) di Monsieur Zidane

Riprendo la rubrica un pallone per un fondamentale con Zinedine Zidane e la "sua" veronica o roulette.


La veronica è un gesto che si vede abbastanza di rado nel calcio d'elites , ancora meno fra i dilettanti e quasi mai nei nostri settori giovanili. Per questo si presta a mettere in luce due errori che secondo me sono piuttosto comuni nella didattica del dribbling ( o almeno lo sono stati per gli allenatori che ho avuto nel settore giovanile ) :

1) si tende a pensare alla finta e al dribbling come capacità innate , che si apprendono direttamente in situazione , trascurando l'analicità e l'approccio sistematico che invece è riservato ad altri gesti tecnici. Questo articolo apparso sul notiziario del settore tecnico è la conferma che questa visione è ancora molto diffusa : a Gennaio 2006 non esisteva ancora una categorizzazione sistematica e una nomenclatura univocamente condivisa delle finte , come invece esiste da decenni per tutti gli altri gesti tecnici. La veronica dimostra proprio che alcune finte non vengono spontanee durante l'1c1 , a meno che non si sia prima appreso e perfezionato il movimento in assenza di avversario ; in compenso si tratta di un gesto relativamente semplice , cioè si imprime facilmente nella memoria dopo un numero non eccessivo di ripetizioni. A questo proposito , una novità che ho pensato di introdurre nella programmazione della stagione per gli esordienti del prossimo anno è di sfruttare per questo scopo il pre-riscaldamento , ovvero quella fase durante la quale si attende che tutti i ragazzi si siano cambiati e che l'allenatore abbia preparato il setting della seduta : affrontando una finta diversa ad ogni mesociclo , i ragazzi sanno che possono ( e devono ) impiegare il tempo che trascorre dall'uscita degli spogliatoi all'inizio dell'allenamento vero e proprio a provare liberamente la finta della settimana. Otterrei così il duplice scopo di affrontare durante l'arco dell'anno quasi tutte le finte catalogate nell'articolo di cui sopra e di risparmiare tempo prezioso all'interno delle sedute vere e proprie per l'esecuzione situazionale; veniamo così al secondo aspetto:

2) nell'esecuzione situazionale della finta (1c1 , 2c1 , ecc ) , che invece trova ampio spazio nelle sedute di allenamento sin dalla scuola calcio , si dovrebbe rproporre per ciascuna finta una o più situazioni di gioco in cui essa risulti redditizia , così che ritrovando lo stesso contesto in partita il ragazzo possa associare immediatamente al problema (situazione) la soluzione (finta e dribbling); ho sottolineato il termine immediatamente perché mi è capitato di leggere ultimamente il libro di R.Capanna , Allenare Oggi Le Quattro Regole d'Oro , in cui si afferma che secondo recenti ricerche di alcuni neuroscenziati se lo stimolo creato da una situazione di gioco ricalca abbastanza fedelmente un contesto già affrontato e risolto in precedenza , la programmazione del gesto motorio in reazione allo stimolo avviene senza che vengano sollecitate le aree cognitive. Avrò modo in seguito di riaffrontare questo argomento , per ora mi preme sottolineare che la veronica si presta molto bene ad esemplificare questa seconda questione relativa alla didattica del dribbling : c'è una particolare situazione , che viene mostrata nel video al minuto 1:30 e che Zidane spiega chiaramente al minuto 1:20 , in cui la veronica può risultare la soluzione ottima al problema; è il caso in cui la palla è "contesa" a metà strada fra attaccante e difensore ( perché il primo se la è allungata in guida della palla o semplicemente perché vi si è trovata dopo un rimpallo) , tanto da indurre il difensore a tentare l'intercetto ("pensi di poter prendere il pallone e quindi vieni in avanti" dice Zidane all'intervistatore che si improvvisa difensore ) ; la veronica è ottimale perché permette all'attaccante di anticipare l'intervento del difensore , richiamare rapidamente la palla verso la propria sfera di competenza , proteggerla interponendo il corpo e superare il difensore senza che la palla sia mai scoperta ( durante l'intera rotazione fra difensore e attaccante c'è sempre di mezzo il corpo di quest'ultimo ). In molte altre situazioni , specialmente quando il portatore di palla ha saldamente il possesso della stessa e non si tratta quindi di una situazione di palla "contesa" , tentare una veronica può risultare addirittura controproducente .. perché rispetto ad altri dribbling si rischia di perdere il contatto con la palla.

Per chiudere l'argomento , a dimostrazione che in fondo la veronica non è un'esclusiva di Zidane ma è invece possibile vederla anche in una modesta partita di un campionato provinciale , a patto che il gesto sia stato memorizzato (punto 1) e che si sia in grado di riconoscere la situazione di gioco in cui può essere redditizia (punto 2) , eccola eseguita da Eg.M. contro la Castelfrettese , proprio nella situazione di gioco descritta poche righe sopra :


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Friday, March 7, 2008

Gli esercizi di De Bellis gratis su youtube

Youtube è veramente una fonte inesauribile di informazioni per allenatori in cerca di ispirazione , quindi ne approfitto spesso quando ho occasione di navigare un po' in internet; ieri sera mi ero messo a cercare qualche esercizio interessante sulle capacità coordinative ( a proposito : in inglese si chiamano "coordinative skills" o "coordination skill"?) : con mia grande sorpresa , ho trovato una serie di video degli allenamenti di una squadra turca che ripropongono tali e quali tutti gli esercizi proposti nel DVD di Roberto De Bellis Esercitazioni per l’adattamento e la trasformazione del gesto calcistico attraverso la variazione dello stimolo. Da una rapida ricerca su ho scoperto che l'allenatore è Hikmet Karaman e la squadra dovrebbe essere l'Ankaraspor ( ex squadra , mi pare di aver capito , visto che sembra sia stato esonerato ) : qui potete trovare tutti i video in oggetto.

Che il libro fosse molto apprezzato e che i suoi esercizi avessero iniziato a circolare mi era noto , ricordo ad esempio di averne visti alcuni opportunamente rimodulati quando durante il corso di allenatore di base siamo andati ad assistere agli allenamenti degli juniores nazionali della Maceratese.

Il problema è però , appunto , la capacità di rimodularli da parte di ciascun allenatore per adattarli alle proprie esigenze , che del resto è l'auspicio formulato dallo stesso De Bellis al termine del DVD: qui invece sono semplicemente riproposti tali e quali e per di più pubblicati su internet come se si trattasse di contributi originali. Non penso ci siano gli estremi legali per la violazione del copyright , perché in fondo si tratta delle riprese dell'allenamento di una squadra di calcio e non è reato riproporre gli esercizi trovati su un libro o su un DVD ( anzi , i libri e i DVD si comprano proprio per quello ). Certo la scelta di pubblicarli su youtube , senza citare la fonte e attribuendosene in qualche modo la paternità , lascia per lo meno un po' perplessi.

Per quanto mi riguarda , ho sempre cercato di interpolare questo genere di esercizi ( ad esempio skip su over bassi o su cerchi , magari alternati a rotazioni delle braccia ) all'interno delle esercitazioni tecnico-tattiche , soprattutto per allenare la capacità di reazione motoria.

Eccone un esempio:

ESERCIZIO per allenare la conclusione in condizioni di pressione temporale

Si dispongono una serie di 5-6 over bassi ( o di cerchi ginnici o la combinazione di entrambi ) immediatamente fuori dall'area di rigore. L'allenatore si colloca sul dischetto di rigore con un pallone : quando calcio la palla verso gli over l'allievo inizia ad eseguire gli skip e deve terminarli prima che arrivi la palla : una volta uscito dagli ostacoli deve calciare di prima in porta.


Il "segreto" dell'esercizio sta nel calciare la palla più o meno forte a seconda del grado di difficoltà che si vuole dare all'esercizio : calciando piano l'allievo avrà a disposizione due o tre passi di rincorsa prima di concludere. Calciandola più forte dovrà tirare di prima non appena messo il piede di appoggio fuori della serie di ostacoli. In entrambi i casi , per poter calciare di prima , dovrà programmare il gesto motorio prima di uscire dalla serie di ostacoli , mentre sta eseguendo gli ultimi 2-3 skip , e questo ripropone un contesto molto simile a quello di gara : in area può capitare ad esempio che l'attaccante sia a contatto con un avversario o stia osservando il piazzamento del portiere o dei compagni. In tutti questi casi , se vuole poter calciare di prima intenzione , deve pianificare il gesto tecnico mentre sta svolgendo altri "compiti".

VARIANTE : quando l'esercizio è stato appreso e si vuole aumentare la difficoltà , oltre a passare la palla con una forza tale da obbligare l'allievo a calciare non appena mette il piede di appoggio fuori dagli ostacoli , si può prevedere la presenza di un portiere che quando mancano ancora un paio di skip si sposti verso uno dei due pali. L'allievo dovrà tirare di prima verso il palo lasciato libero.

Già lo scorso anno portai l'esempio di benefici evidenti che questo genere di esercizi avevano portato ai miei ragazzi : lo feci in questo post e ne approfitto per riproporre il video del goal di T.B. che ricalca in modo chiarissimo questo esercizio.

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Thursday, March 6, 2008

S.S.D.Borghetto - Filottranese 0-3 ( e non solo )

Perdere 3-0 e restare soddisfatti : si può? Limitatamente a questa partita contro la prima in classifica direi di si.

Nel primo tempo , con la squadra al completo per la prima volta in tutto il campionato , ce la siamo giocata tranquillamente alla pari , palla a terra ( in occasione del turno infrasettimanale abbiamo potuto giocare allo stadio comunale in erba ) e concedendo molto poco : ci hanno segnato su un tiro al volo da fuori area su una respinta dei nostri difensori , non potevamo farci niente , solo i complimenti a chi ha tirato. In compenso , fosse entrata quella palla che invece si è stampata sulla traversa nei primi minuti , la partita avrebbe preso una piega diversa.

Nel secondo tempo , complici un paio di infortuni e 7 cambi ( i '94 non potranno neanche disputare il torneo dei giovanissimi sperimentali , quindi ho dato spazio un po' a tutti ) , abbiamo retto altri 15 minuti e poi nel finale hanno dilagato.

Qui sotto un video del primo tempo; le occasioni da goal sono state poche , quindi ho preferito raccogliere le azioni in cui abbiamo cercato di impostare l'azione dai difensori , ovvero quello che avevo chiesto ai ragazzi prima della partita : non sempre siamo arrivati a concludere , ma apprezzo il fatto che ci abbiano provato.




Mancano 2 partite , poi i '93 andranno coi '92 per il torneo allievi sperimentali 2° fascia e i '94 con i '95 , senza però disputare il torneo giovanissimi 2° fascia , perché i numeri non lo consentono. Abbiamo ormai affrontato tutte e 3 le prime della classe e rispetto al girone di andata ce la siamo giocata alla pari con chiunque; nelle riflessioni a margine della partita con il responsabile tecnico e l'allenatore dei '95 concordavamo su un doppio rammarico :

1) non essere riusciti a posizionarci subito dietro le prime 3 , piazzamento che sarebbe stato tranquillamente alla nostra portata per i valori visti in campo , causa assenze e limiti caratteriali più volte evidenziati da parte di chi invece avrebbe dovuto fare la differenza;

2) non aver potuto disporre dei 3 ragazzi '93 che in estate se ne sono andati a fare i regionali altrove: per potenziale tecnico , per ruolo ( una punta centrale , un centrocampista e un difensore centrale .. proprio l'ossatura della squadra ) e per capacità di trascinare la squadra sono proprio gli elementi che ci avrebbero permesso di lottare per il vertice e per il miraggio di una promozione fra i regionali di cui avremmo tanto bisogno.

Se ne è parlato già abbastanza nei post di questa estate e non tornerei a farlo se non si avvicinasse la scadenza dell'attuale consiglio direttivo, con la necessità di fare un bilancio e guardare alle prospettive future : il bilancio di questi 3 anni dice che , grazie a disponibilità economiche prima impensabili , si è arrivati al top di quello che è possibile fare con il solo bacino di utenza di Monte San Vito : il rapporto istruttori/ragazzi e le qualifiche dei tecnici (4 allenatori di base , 3 diplomati ISEF e tutti gli altri con patentino scuola calcio-FIGC ) è quello di una scuola calcio specializzata , abbiamo due preparatori dei portieri , un responsabile tecnico libero da impegni di allenatore , un pulmino , ecc ecc

Nonostante questo la competitività delle categorie del settore agonistico è costantemente minata dalla fuga dei ragazzi migliori verso le società regionali , anche le categorie del settore di base possono trovarsi in difficoltà per via dei numeri ( i '95 ed i '96 si allenano in 7-8 elementi ), siamo costretti a far giocare giovanissimi e Juniores su un campo sterrato largo 50metri e se piove far allenare tutti risulta quasi impossibile : mi sento di dire che siamo ad un bivio.

Da una parte continuare su questa strada , con la consapevolezza che , se dovesse venir meno il sostegno economico su cui abbiamo potuto contare in questi 3 anni , il ridimensionamento sarebbe inevitabile. Continuando a masticare amaro perché se ne andranno i ragazzi migliori e qualche volta anche i tecnici migliori ( a proposito , il mister della Filottranese capolista è proprio di Monte San Vito ed ha allenato a Borghetto quando mio padre era presidente, così come il loro responsabile tecnico; a questo punto ne approfitto per fargli un "in bocca al lupo" per la vittoria del campionato ).

Dall'altra parte cercare di allargare gli orizzonti , avviando una qualche collaborazione con società dei comuni limitrofi , che permetterebbe di risolvere le carenze numeriche e di strutture ed uscire finalmente da un ruolo di subalternità. Per quanto mi riguarda , penso che l'unica strada percorribile per il futuro sia la seconda e sento di dover fare qualcosa perché si apra una riflessione in questo senso : l'iniziativa sarà online prossimamente su "questo schermo".

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Monday, March 3, 2008

Castelfrettese - S.S.D.Borghetto 2-1 [A.F.]

Un passo indietro rispetto alle prestazioni precedenti , a livello di gioco ma anche e soprattutto a livello di carattere; sono tornati a galla i problemi del girone di andata : amnesie difensive ( assurdo come abbiamo preso il 1° goal , senza riuscire a spazzare una respinta che ci era caduta sui piedi ) , palle buttate via troppo precipitosamente ( sempre il 1° goal è venuto da una palla in nostro possesso letterlamente regalata agli avversari ) , intermittenza e scarsa incisività in attacco ( abbiamo alternato azioni pericolose a momenti in cui letteralmente sparivamo dal campo).

Non mi è piaciuta soprattutto la scarsa determinazione nei minuti finali , quando dopo aver rischiato il 3-1 c'era la possibilità concreta di portare via un pareggio. Di positivo c'è la conferma che , nel girone di ritorno , ce la siamo giocata fino in fondo con chiunque , anche con le squadre della parte alta della classifica.

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Thursday, February 21, 2008

Mancini in Roma - Real Madrid : il taglio perfetto!

Mancini è un calciatore "didattico" , alcune delle sue azioni andrebbero mostrate nei settori giovanili : già lo scorso anno mi ricordo di aver postato il video del suo goal contro il Lione perché mostrava in modo esemplare le tre fasi del dribbling ( tentativo di sbilanciamento dell'avversario --> osservazione dello sbilanciamento --> dribbling per passare dalla parte opposta ).

Contro il Real Madrid , in collaborazione con Totti , ne ha sfornata un'altra delle sue : l'azione è talmente simile a questa progressione didattica per il taglio che abbiamo eseguito la scorsa settimana , che questo pomeriggio agli allenamenti non potrò fare a meno di farlo osservare i ragazzi.

Il rischio quando si propongono esercitazioni come questa, soprattutto lavorando con ragazzi adolescenti che per loro natura tendono a mettere in dubbio e vagliare criticamente ogni insegnamento ricevuto , è quello di passare per dei fissati che passano mezz'ora su una stessa situazione di gioco finché non viene recepita in tutti i suoi aspetti.

Per questo motivo quando capita di rivedere la stessa azione riproposta in una partita così importante , l'occasione di ribadire l'efficacia di quanto insegnato non può essere lasciata cadere.


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Friday, February 8, 2008

Un campione per un fondamentale : Dejan Savicevic e la guida della palla

Si è già detto in qualche post passato di quanto possa essere importante far leva sull'attenzione che i nostri ragazzi prestano al calcio dei campioni , facendolo diventare uno strumento di apprendimento a nostro favore : per quanto possiamo aver giocato in alte categorie ( e non è il mio caso! ) non saremo mai in grado di mostrare un gesto tecnico con la perfezione che riesce solo a pochi campioni delle massime serie.

Ne approfitto per inaugurare una nuova "rubrica" del blog , intitolata "un campione per un fondamentale" : ci sono fuoriclasse come Maradona , Pelé , Kaka , Van Basten che eccellono in tutti i fondamentali e poi ci sono giocatori che sono così bravi in un fondamentale che passeranno alla storia per quel particolare : non è raro sentir dire "tira come Roberto Carlos" , "dribbla come Garrincha" , ecc ecc

L'idea di questa rubrica mi era balenata in testa osservando come protegge palla Clarence Seedorf , ma non avevo ancora avuto modo di metterla per iscritto : oggi mentre svolgevamo alcune esercitazioni di guida della palla in slalom fra conetti ( slalom ad 1 tocco solo di interno , slalom ad 1 tocco solo di destro o solo di sinistro , slalom ad 1 tocco solo di esterno o solo con la pianta del piede ) discutevamo coi ragazzi di quanto quest'ultimo modo di guidare la palla sia difficile da vedere oggi giorno; così mi è subito venuto in mente "il genio" Savicevic e mi sono stupito che nessuno lo conoscesse ( salvo ricredermi pensando che nel Maggio 1994 , quando il genio metteva in rete quel pallonetto pazzesco nella finale di Atene , qualcuno dei miei ragazzi non era nemmeno nato! ).

Ecco dunque l'occasione per rivederlo all'opera ; degni di nota sono appunto le guide della palla con la pianta del piede e , nell'ultima azione , la capacità di guidare la palla voltandosi addirittura indietro per osservare se il guardialinee avesse segnalato fuorigioco : un aneddoto non isolato dato che , non ricordo in quale partita , lo vidi correre addirittura per 10 metri palle al piede con lo sguardo volto ad osservare l'avversario che lo inseguiva. Segno che uno così in guida della palla poteva anche salire sul tram e fare le scale !


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Thursday, January 17, 2008

Tecnica applicata ( alla perfezione )

Giusto qualche post fa si parlava di quanto una ricezione orientata possa diventare decisiva , soprattutto nei pressi dell'area di rigore ( "la differenza di un tocco" , recitava un articolo del nuovo calcio lo scorso anno e mai titolo fu più appropriato).

Il debutto di Pato mi ha permesso di riaffrontare l'argomento coi ragazzi , dato che l'attesa mediatica senza precedenti rivolta all'evento ha fatto si che quasi tutti avessero visto il goal in questione : se è vero che il calcio dei professionisti ha il demerito di trasmettere ai nostri giovani tanti atteggiamenti negativi ( simulazioni , infinite sceneggiate dopo gli infortuni , bestemmie , ecc ), almeno cerchiamo di sfruttarlo a nostro favore per quanto riguarda l'insegnamento dei fondamentali tecnici e tattici.



Nella discussione a margine dell'allenamento qualche ragazzo mi ha obiettato che , data la similitudine fra la situazione di gioco in oggetto e quella che avevamo analizzato in precedenza in riferimento allo stop sbagliato di A.F. ( difensore alla sinistra del ricevente , in linea o in leggero ritardo rispetto a questi ) , la soluzione migliore sarebbe stata la ricezione a seguire verso la porta ad allontanarsi dal difensore , mentre Pato ha orientato inizialmente lo stop proprio "andando incontro al difensore".

Che dire : obiezione senz'altro pertinente e gradita ( quantomeno dimostra che i ragazzi hanno compreso bene l'argomento ) e in effetti penso che il 99% dei giocatori avrebbe fatto proprio questo , mettendo il corpo fra palla e difensore e cercando di non farsi spingere troppo verso l'esterno da questi. Poi c'è quell'1% di giocatori , che non a caso vengono detti "fuoriclasse" , che scelgono la soluzione più difficile facendola sembrare facile : il ritardo del difensore era minimo , ma lasciava comunque una "finestra" di qualche frazione di secondo per infilarsi e affrontare il portiere centralmente anziché da posizione defilata. Con "un tocco che fa la differenza" Pato ha infilato quella finestra guadagnadosi un tiro con lo specchio della porta almeno doppio a quello che avrebbe avuto tirando da posizione più defilata.

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Friday, January 4, 2008

"Back to back" e "Coast to coast"

Scritte così sembrerebbero l'ultimo tormentone di striscia la notizia , invece si tratta di due delle esercitazioni più proficue per l'allenamento della resistenza con la palla : il back to back per la resistenza lattacida e il coast to coast per la potenza aerobica.

Premetto che non le ho certo inventate io : il "back to back" ce lo ha presentato anche il Prof. Cannavacciuolo al corso di allenatore di base , sebbene mi fosse già noto perché l'avevo già letto su fare calcio.it".

Il "coast to coast" ricordo che me lo proponevano anche i miei mister quando giocavo , sebbene non l'abbia mai sentito chiamare così; l'ho rinominato in questo modo sulla falsa riga del "back-to-back" perché in questo modo rende subito l'idea di qual'è lo scopo del gioco : partire da una porta e andare a segnare nell'altra.

Si gioca a tre squadre a tutto campo ( diciamo per semplicità rossi , blu e gialli ) , anche se le zone di gioco effettivo si limitano alle due aree o alle due zone comprese fra la 3/4 campo e la linea di fondo.

Andiamo per fasi :

1) i blu ricevono dal portiere e devono uscire palla al piede dalla propria area ostacolati dai rossi;



2) conquistata la zona centrale ( dove non vi sono avversari ) , devono raggiungere l'altra area a passo sostenuto : si deve mettere un vincolo temporale allo svolgimento dell'azione , ad esempio 20 secondi da quando si riceve palla dal portiere a quando si conclude;



3) arrivati all'area di rigore devono concludere entro il tempo stabilito , contrastati dai verdi.



Terminata l'azione i gialli ricevono palla dal portiere e si ricomincia dal punto 1.



Dal punto di vista condizionale le capacità allenanti di questo esercizio sono molto molto valide , provare per credere : stabilendo un tempo limite per l'esecuzione dell'intera azione in 20 secondi , equivale a un intermittente 20''+40'' in cui i primi secondi dei 40 sono di recupero attivo ( si deve ritardare l'uscita dall'area della squadra in possesso palla ) così come gli ultimi ( si deve impedire alla squadra in possesso palla di segnare ); nel tempo restante il recupero è passivo, ma la squadra si riorganizza per affrontare un nuovo attacco degli avversari, quindi il tempo che si rimane fermi è davvero minimo. Stimolando il giusto clima di competitività fra le 3 squadre , si evitano quelli che sono i due principali svantaggi dell'allenamento atletico con la palla come ad esempio il 3vs3 o il 4vs4:

1) la disomogeneità del carico rispetto alle caratteristiche tecnico-tattiche dei giocatori : il rischio è che la squadra con migliori capacità tecnico-tattiche faccia "girare a vuoto" la squadra avversaria , per cui la prima svolge un carico di lavoro inferiore al previsto e l'altra viene sovraccaricata;

2) la difficoltà ad imprimere alta intensità nelle categorie inferiori : come ho detto più volte , nei giovanissimi provinciali l'aspetto più difficile da insegnare non sono i fondamentali tecnici o tattici ma è la cultura del lavoro e la volontà di svolgere ogni allenamento alla massima intensità.

Anche dal punto di vista tattico l'esercizio stimola molti aspetti importanti :

1) inanzitutto la capacità di portare a termine una transizione arrivando a concludere in porta con pochi passaggi e nel minimo tempo possibile ( e le statistiche dimostrano come i goal originati dalla perdita del possesso della squadra avversaria sono in numero molto maggiore dei goal che finalizzano lunghe azioni manovrate ). Qui sotto un contropiede "esemplare" che abbiamo portato a termine contro la Biagio Nazzaro e che mi ha lasciato particolarmente soddisfatto , anche se non si è concluso con la rete:



2) l'ampiezza e la mobilità : è difficile andare a concludere in pochi tocchi se la difesa è chiusa e schierata; al momento di entrare in area i ragazzi dovranno quindi compiere movimenti per allargarla ed eludere le marcature , in particolare tagli e sovrapposizioni;

3) lo scaglionamento : soprattutto nell'esecuzione con squadre da 5 o 6 giocatori , già nella fase di transizione attraverso la zona centrale chi attacca dovrà disporsi su più linee , perché altrimenti le possibilità di passaggio (e quindi di conclusione) risultano drasticamente ridotte. Al momento di affrontare i difensori vi saranno quindi uno o due giocatori che entrano prima degli altri in area giocando di sponda per gli avversari rimasti fuori.

Il metodo migliore per proporre ai ragazzi gli accorgimenti dei punti 2 e 3 è il cosiddetto "globale-analitico-globale" : ipotizzando 3 manches da 5' o 6' ( corrispondenti come carico di lavoro a 3 serie di intermittente 20''+40'' ) nella prima si lascernno i ragazzi liberi di sbagliare; nella pausa fra la 1° e la 2° ripetizione si analizzeranno gli errori commessi e si proporranno movimenti analitici per risolverli nella 2° manche; nella 3° manches si tornerà a lasciare piena libertà ai ragazzi , così che i movimenti richiesti nella 2° manches vengano percepiti come delle proposte e non come delle imposizioni , che ciascun giocatore può utilizzare o meno in base alla situazione di gioco e al proprio pensiero tattico individuale.

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Tuesday, December 4, 2007

S.S.D. Borghetto - Agugliano Polverigi 1-2 [R.L.]

Sconfitta meritata per il nostro atteggiamento di sufficienza e disattenzione; l'ennesima contro una squadra alla nostra portata , senza nulla togliere all'Agugliano Polverigi che si è dimostrata squadra tosta e compatta e ha lottato fino all'ultimo secondo ( dimostrando di non meritare la classifica che occupa .. fra l'altro sono tutti '93 e anche loro hanno subito campagne acquisti dalla stessa società limitrofa ) , a differenza nostra che continuiamo ad essere una squadra dai due volti : c'è chi da anima e corpo e chi si limita al compitino o , peggio ancora , si esibisce in passeggiate al limite dell'indisponenza.

Nulla di nuovo , perché i nostri limiti caratteriali erano noti dallo scorso anno : se consideriamo che ieri chi ha tenuto sù la baracca sono stati due '94 e che i tre '93 che ci sono venuti a mancare erano i trascinatori sul piano agonistico , i conti tornano. Non intendo sottrarmi alle mie responsabilità ( mi sono messo in discussione più volte e ho provato tutti i tipi di bastone e tutti i tipi di carota ) , ma mi sto convincendo che l'aspetto caratteriale dipende da così tanti fattori che l'allenatore può incidere solo in minima parte : del resto l'agonismo mostrato dai '94 e da un paio di '93 mi conforta sotto questo punto di vista!

Preso atto che l'obiettivo di breve periodo è ormai praticamente buttato alle ortiche ( il massimo a cui possiamo aspirare con un bel girone di ritorno è il 4° posto ) , non resta che guardare all'obiettivo di lungo periodo : preservare l'aspetto tecnico-tattico nella speranza che , crescendo , gli elementi che possono aspirare ad un posto in prima squadra si diano una svegliata e , trovando l'agonismo necessario , diventino dei giocatori degni di questo nome. Al momento non lo sono : sono solo dei ragazzi con discrete doti tecniche che corricchiano su un campo di calcio.

I numeri del resto confermano questa analisi impietosa : arrivati all'8° giornata abbiamo segnato 23 goal , quasi 3 a partita , sintomo che creiamo occasioni con una certa facilità (anche ieri ce ne siamo mangiate di clamorose) e qualche volta anche con belle azioni ; ma ne abbiamo subiti altrettanti , sintomo di una scarsa capacità di sacrificio e di attenzione in fase di non possesso palla.

Queste le azioni del primo tempo , appena avrò un po' di tempo pubblicherò la sintesi della partita completa :

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Monday, November 26, 2007

Veri campioni : Julio Gonzalez

Non ho intenzione di rubare il lavoro agli amici del sito educalcio.it , ma rovistando su youtube alla ricerca di video calcistici mi sono imbattuto in una storia che merita di essere raccontata , quella del calciatore paraguaiano ex Vicenza Julio Gonzalez. Mi è subito venuta in mente , per associazione , la storia di Kirk Kilgour ed ho così avuto l'idea di inaugurare la sezione del blog "veri campioni" ( a Kilgour sarà dedicato un prossimo post ).

Il termine campioni non è scelto a caso , perché nel dizionario della lingua italiana ( De Mauro - Paravia ) fra le varie accezioni ha sia il significato di atleta particolarmente bravo e di grande fama ( sostenere il proprio c. è una squadra di campioni ) , che quello di chi difende, sostiene una causa, un ideale ( c. della fede, c. della libertà ).

Questa è la storia , tratta dal sito kataweb.it/sport :

ASUNCION - Un sogno che sembrava impossibile e che si avvera. A due anni dal terribile incidente automobilistico in seguito al quale subì l'amputazione del braccio sinistro, Julio Gonzalez torna a giocare una gara da professionista. L'ex giocatore del Vicenza è tra i convocati del Tacuary, che affronta l'Olimpia per la nona giornata del torneo Clausura in Paraguay. L'annuncio della convocazione e dell'impiego del giocatore è arrivato dal presidente del Tacuary, Francisco Ocampo, il quale ha spiegato come il l'attaccante scenderà in campo senza la protesi al braccio. "Ho passato momenti molto difficili nella mia vita, ma non ho mai smesso di credere in Dio che ora mi dà un'altra volta l'allegria e la possibilità di fare quello che più mi piace: giocare a calcio", queste le parole di Gonzalez.

Tanta terapia e soprattutto tante delicate operazioni dopo le quali gli era stato detto che per lui il calcio era un capitolo chiuso. Ma la fede in Dio e la forza di volontà ne hanno permesso il ritorno in campo, con il Tacuary che nel giugno scorso lo ha messo sotto contratto. Per Gonzalez si tratta di un ritorno, avendo giocato nel club prima di arrivare in Europa: "La mia famiglia mi ha appoggiato in tutto ed io ho fatto tutto quello che era possibile per realizzare questo sogno. Nella vita di tutti i giorni uso un braccio ortopedico, ma sono preparato per giocare senza. In Italia sono stato un anno in un centro di riabilitazione e questo mi ha aiutato molto. Sono grato al Tacuary e a Francisco Ocampo, perchè sin dall'inizio hanno fatto di tutto perchè io potessi tornare a giocare. La vita è tanto bella, e ancora di più se uno pensa che qui ed in tutto il mondo ci sono problemi. Per questo motivo, la speranza e l'allegria non si devono mai perdere".


E questo è il video dal sito gazzetta.it :

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Friday, November 23, 2007

Tecnica di Base e Tecnica Applicata ( o Tattica individuale )

Mi è capitato spesso in questi due anni di esperienza da istruttore di provare a calarmi nei panni dei ragazzi che alleno e così mi sono trovato talvolta nella paradossale situazione di analizzare il mio trascorso da calciatore con occhio da allenatore.

A lacune che mi erano note a suo tempo ( prima su tutte una scarsa tenuta atletica , soprattutto una pessima resistenza alla velocità ; ero per dirla con l'appellativo di un mio amico "lo spadino Robbiati dei poveri" perché davo il meglio sulla distanza dei 25-30 minuti , terminato il bonus di sprint e dribbling tanto valeva che mi sostituissero , non a caso le migliori le ricordo partendo dalla panchina), mi sono accorto che ero in possesso di una buona tecnica di base ma non mi hanno mai insegnato davvero bene la tecnica applicata ( ovviamente parlo di settore giovanile , perché una volta arrivati in prima squadra il dado è tratto).

In termini formali la tecnica applicata è l’insieme degli accorgimenti che rendono la tecnica di base utile, redditizia ed economica. Per farla breve la tecnica applicata è l'uso della tecnica di base in presenza dell'avversario e dei compagni : richiede la diversificazione del gesto in base alla situazione di gioco , pertanto presuppone un pensiero tattico ed è il motivo per cui viene detta anche tattica individuale.

Calciare è ad esempio un gesto della tecnica di base ( gli altri sono ricevere , guidare , contrasto , colpo di testa , rimessa laterale poi c'è la tecnica del portiere ) : passando alla tecnica applicata il calciare si diversifica in "tirare" e in "passare" a seconda della situazione. La ricezione è tecnica di base : il controllo e la difesa della palla sono tecnica applicata perché la ricezione va orientata in funzione dei compagni e degli avversari.

Come un genitore che cerca di dare ai propri figli quello che non hanno mai avuto , così negli allenamenti io mi soffermo molto su questo aspetto : 10-15' al massimo per eseguire analiticamente il gesto tecnico poi subito l'avversario ( prima passivo , poi attivo ) , cercando di riproporre il maggior numero possibile di situazioni che si possono incontrare in partita.

Una situazione lampante di "tecnica NON applicata" che abbiamo analizzato in allenamento è quella in cui è incappato A.F. in questo video :


L'analisi ci è stata molto utile per affrontare la ricezione a seguire (di controbalzo) : dei 4 possibili modi in cui poteva essere eseguita la ricezione a seguire ( interno dx , interno sx , esterno dx , esterno sx ) due ( esterno sx e interno dx ) avrebbero permesso ad A.F. di trovarsi solo solo davanti al portiere perché disponeva di almeno due metri di vantaggio dal diretto avversario . Malaguratamente A.F. ha scelto di ricevere la palla proprio interno sx , allontanandosi dalla porta e avvicinandosi all'avversario , vanificando i due metri di vantaggio che si era conquistato con un bello smarcamento in una bella azione ( che era iniziata proprio da lui che era venuto a fare la sponda e si era liberato in profondità per ricevere il passaggio in 5° battuta ).

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Monday, November 12, 2007

A.S.D. Biagio Nazzaro - S.S.D. Borghetto 2-3 [Eg.M. (3)]

Bella partita , con parecchie occasioni da una parte e dall'altra : le nostre concentrate nei primi 40 minuti , le loro negli ultimi 20 , quando sono andati più di una volta vicini al pareggio; sarebbero stati gli ennesimi punti persi per la scarsa concretezza che ci caratterizza sotto porta : per due volte in doppio vantaggio non siamo mai riusciti a chiudere il conto.

Forse meglio così , perché la partita è stata combattuta fino all'ultimo secondo come si conviene ad un derby : basti pensare che i nostri campi distano in linea d'aria meno di un chilometro e che il protagonista della giornata , Eg.M. , è proprio di Chiaravalle nonostante abbia sempre giocato nelle fila del Borghetto; una traversa e tre goal , di cui uno davvero molto molto bello : palla sotto il sette dalla tre/quarti campo partendo spalle alla porta ( peccato che sia proprio l'unico sfuggito alla telecamera e non potrò pubblicarlo fra i video del blog ). Se giocasse sempre al massimo delle sue possibilità potrebbe tranquillamente aspirare ad altri palcoscenici , invece quando la squadra manca di carattere è spesso sul "banco degli imputati". Vedremo di fare in modo che questa partita diventi un punto di non ritorno , prendendola come termine di confronto per le prestazioni future.

Queste sono le azioni salienti per quanto riguarda il Borghetto
:


Infine va segnalato , in una giornata in cui il calcio che conta raschia il fondo per l'ennesima volta , il clima di costante fair play con tanto di scambi di mano finale nonostante l'agonismo visto in campo.

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Saturday, May 26, 2007

Allenamento tecnico individuale sulla conclusione ( esecuzione al volo e rapidità di esecuzione)

Le due azioni che ho più apprezzato nella partita contro la Nuova Folgore Ancona sono state quelle concluse con i goal di prima intenzione di T.B. e di Eg.M.

Non che si tratti di goal particolarmente spettacolari , tutt'altro : in entrambi ci sono responsabilità del portiere e , probabilmente , con un portierino come quello della Filottranese la palla nemmeno sarebbe entrata.

Quello che ho apprezzato particolarmente è invece l'esecuzione di prima intenzione , su cui ho insistito molto durante la stagione : ho cercato di far capire ai ragazzi che spesso è preferibile optare per un tiro "sporco" in grado di cogliere in controtempo il portiere , piuttosto che cercare a tutti i costi il bel tiro .. quando questo comporta 2 o 3 tocchi in più che permettono al portiere di chiudere lo specchio della porta e al difensore di recuperare.

Ho insistito molto su questo aspetto , anche con allenamenti tecnici specifici riservati agli attaccanti. Anche nelle sessioni dedicate ai tiri durante gli allenamenti ordinari , cerco sempre di combinare il tiro con esecuzioni di gesti che richiedono rapidità di esecuzione : l'esempio classico è il tiro al termine di una serie di skip su ostacoli o su cerchi ( come negli esercizi 3a , 3b e 3c della scheda di allenamento linkata ) . Il pallone viene passato o lanciato in aria prima che la serie di skip sia terminata , in modo che la pianificazione del gesto tecnico avvenga mentre il ragazzo è ancora impegnato a pianificare il gesto coordinativo.

Nel goal di T.B. questo è evidente : prima ancora di ricevere palla alza la testa e osserva la posizione del portiere. A quel punto la pianificazione del tiro è già avvenuta e non resta che eseguire il pallonetto per insaccare la palla.



Anche il goal di Eg.M. mi ha dato particolare soddisfazione perché , oltre alla rapidità di esecuzione , è palese l'analogia fra il gesto tecnico e le esercitazioni per le conclusioni al volo che abbiamo provato nella medesima seduta , in particolare nei punti 2a e 2b della progressione didattica 2. Nel punto 2a il tiro viene provato con la palla sopra un conetto : isolare il momento in cui la palla si trova all'altezza preferibile per calciare ( 25-30 cm circa ) permette di affrontare analiticamente il modo di colpire la palla ( dove , con che forza , con il movimento ad arco della gamba calciante e con la gamba di appoggio che funge da perno per la rotazione dell'altra ) ; una volta imparato correttamente il gesto non resta che togliere il conetto e lanciare la palla in aria : il ragazzo deve "isolare" l'istante in cui la palla si trova all'altezza di 25-30 cm e ripetere il gesto precedentemente impresso nella memoria motoria. Che Eg.M. lo abbia imparato particolarmente bene lo dimostra il fatto che ha tirato di sinistro , suo piede non naturale :


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Monday, April 23, 2007

S.S.D. Borghetto - Monserra 1-1 [T.B.]

Il nostro campionato si conclude a 22 punti ( in 22 partite ) con un pareggio beffa nei minuti di recupero e una traversa colta proprio all'ultimo secondo : degna conclusione di una stagione in cui abbiamo perso per strada un sacco di punti per le tante rimonte subite.

Complessivamente si conferma il trend che ci ha visto lottare alla pari con tutte le squadre nel girone di ritorno : basta pensare che nel girone di andata contro il Monserra avevamo perso 5-0 , mentre oggi la partita l'abbiamo certamente fatta noi.

Per il resto è stata una buona partita , abbiamo provato a giocare palla a terra per onorare il campo sportivo principale nel quale giocheremo anche il torneo 2° fascia. Averlo a disposizione sarà un'opportunità importante per mettere in pratica quanto provato in allenamento : una cosa è provare su un campo in ghiaia di dimensioni ridotte ( dove basta un ribalzo sbagliato per avere subito addosso 3 avversari ) , tutt'altra cosa è provare su un campo in erba naturale di dimensioni regolamentari. E oggi si è visto.

Ho comunque ricevuto importanti indicazioni:

1) La nuova coppia di centrali 1993 ( A.L. e M.C. ) , schierata in vista del torneo giovanissimi 2° fascia , dimostra una certa solidità : finché sono rimasti in campo entrambi non abbiamo subito molte occasioni da goal e , guarda caso , ci hanno segnato proprio nei minuti finali quando uno dei due era stato sostituito.

Manca ancora un po' di rodaggio , perché sarebbero entrambi portati a giocare come "liberi" o "mediani" davanti la difesa e quindi chi si sacrifica in marcatura ( A.L. , in questo caso , perché un po' in ritardo di crescita e quindi meno veloce a chiudere su avversari lanciati a rete; gli ho spiegato che si tratta di una fase provvisoria - anche perché i suoi genitori sono di statura medio-alta quindi è solo questione di tempo , e di prenderla come un'opportunità per imparare a fare anche il marcatore puro .. così da diventare un giocatore completo e non rischiare la specializzazione precoce ) deve rinunciare qualche volta al contrasto , soprattutto in condizioni di palla coperta ( non a caso la loro azione più pericolosa , nel primo tempo , è venuta da un errato anticipo su un fallo laterale ).

In compenso abbiamo il grosso vantaggio di disporre di due difensori centrali tecnicamente dotati , che ci permette di impostare l'azione partendo dalla difesa; il possesso palla è l'arma migliore per mantenere i vantaggi e la partita di oggi ne è la dimostrazione : le loro due azioni più pericolose dopo il nostro vantaggio ( il goal ed una seconda rete annullata per un fuorigioco ) sono venute da palle buttate via troppo precipitosamente. Sto meditando di realizzare una presentazione power point dove accompagnare queste ed altre considerazioni con i relativi spezzoni video : sarebbe un ausilio didattico importante per recepire definitivamente questi concetti.

2) gli obiettivi degli ultimi due mesocicli di quest'anno saranno protezione della palla e psicocinetica. Sono concetti che abbiamo già affrontato , ma che necessitano di un richiamo perché troppo spesso abbiamo perso il possesso palla per non aver correttamente protetto il pallone o per aver impiegato troppo tempo a "pensare" un passaggio ( nel video si vede chiaramente un'azione in cui il nostro centrocampista centrale , R.R. , combina entrambi gli errori , perdendo palla al limite dell'area ed esponendoci ad un'azione pericolosa ).

3) proseguiremo con gli allenamenti integrativi sulla tecnica di base , in particolare sui tiri : come si vede dal video , troppe occasioni potenzialmente pericolose si sono concluse con tiri non all'altezza.

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Wednesday, April 18, 2007

Prove tecniche di sovrapposizione

In un post di qualche giorno fa spiegavo come , pur senza averla mai affrontata direttamente , la sovrapposizione a 2 giocatori fosse già nel pensiero tattico dei ragazzi , avendo trattato concetti quali il triangolo e lo smarcamento in profondità , ai quali è possibile ricondurre il gesto.

Sono andato a ripescare un paio di episodi risalenti alla partita Falconarese-Borghetto di Dicembre 2006 , che abbiamo perso per 1-0 ( si tratta del torneo di Natale , lo stesso di questo video ):




E' interessante notare come , in queste categorie ( e non solo : si pensi a Perrotta e Mancini nella Roma di Spalletti ) , inserirsi con convinzione da dietro significa in sostanza restare liberi da qualsiasi marcatura.

E' il motivo per cui ho scelto il 4-2-3-1 , che è un ottimo strumento per "obbligare" allo smarcamento in profondità ; si potrebbe definire il "modulo anti-pigrizia" : se si è in giornata e si ha voglia di proporsi ed inserirsi si possono creare innumerevoli palle-goal. Se si è in giornata-no e si rinuncia agli inserimenti , si può tranquillamente arrivare a fine partita senza mai aver tirato in porta.

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Tuesday, March 20, 2007

Palle lunghe e pedalare : una mentalità dura a morire ( un episodio simpatico ma significativo ).

Giusto qualche giorno fa discutevo con un amico su come , nella nostra categoria , non sempre la ricerca del gioco paghi , anzi : la fascia d'età è tale per cui , se si dispone di 3-4 giocatori in anticipo di crescita e sufficientemente veloci , la vecchia filosofia del "palle lunghe e pedalare" può risultare molto più redditizia nel breve periodo. La divertente conferma di quanto tale mentalità sia diffusa ancora oggi , soprattutto fra genitori e dirigenti meno lungimiranti , mi è arrivata stasera : stavo montando il video di un torneo disputato sotto le vacanze di Natale ( per la cronaca la partita era S.S.D. Borghetto - Castelfrettese 2-2 ) e , durante una fase di gioco in cui recuperiamo palla nella nostra metà campo e cerchiamo di costruire una nuova azione ripartendo dal possesso difensivo , mi accorgo del simpatico commento di un nostro sostenitore che invita per ben due volte i ragazzi a non andare troppo per il sottile ( "calciala" perché non è il caso di "complicarsi la vita" ).

Ripeto : si tratta di un episodio per sorridere ( simpaticissima anche la risposta di un sostenitore avversario , in puro dialetto anconetano , per veri intenditori del genere : "come nun ce complicamo la vita , ce sté a fà gira la testa .. c***o vulé? " ) , ma che la dice lunga su come un allenatore possa trovarsi spesso a difendere le proprie idee contro-corrente. Tanto che il simpatico avventore , nel breve periodo , ha avuto ragione : dopo 5 o 6 passaggi e smarcamenti effettuati correttamente e proprio dopo aver liberato il terzino sulla fascia è stato sufficiente che questi sbagliasse la guida della palla per perderne il possesso!

Fra l'altro penso di aver capito di chi si tratti ed è una persona affabile e che sa stare alle battute : sarebbe divertente riguardarlo insieme nel lungo periodo .. diciamo fra 5 anni... se avrò avuto ragione avanzerò una bevuta!

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Thursday, March 8, 2007

Dribbling e memoria motoria

Non rinunciamo ad insegnare il dribbling ai nostri ragazzi : è l'insegnamento che si può trarre dagli ottavi di Champions League disputati dalle squadre italiane.

Più si va avanti nelle competizioni , più i valori in campo iniziano ad equivalersi , più i tatticismi diventano esasperati ( si pensi al 4-5-1 col quale il Celtic è riuscito a mettere in crisi il Milan di Ancelotti ) , tanto più avere in rosa un giocatore che riesce a saltare l'uomo può diventare la chiave per risolvere la partita.

Kakà per il Milan e Mancini per la Roma sono esempi di questi giocatori : nell'Inter , pur essendoci giocatori teoricamente in grado di farlo , nessuno è riuscito a trovare la giocata individuale e , infatti , la partita non si è sbloccata dallo 0-0.

Sarà un caso che tanto Kakà quanto Mancini provengono dalla scuola brasiliana? E' noto che in Brasile , anche a livello di prime squadre , l'importanza dell'aspetto tecnico rispetto a quello tattico è più preminente che non in Europa : figuriamoci nei settori giovanili.

Da noi invece l'1c1 è pane quotidiano fino ai pulcini/esordienti , per poi essere talvolta trascurato dai giovanissimi in poi a favore di situazioni via via più complesse ( 3cx , 4cx , ecc ).

Proprio dai giovanissimi , invece , le capacità coordinative e condizionali raggiungono una maturità tale da permettere di consolidare il gesto tecnico fino a imprimerlo indelebilmente nella memoria motoria , con una complessità e una rapidità non proponibili nell'età prepuberale; la memoria motoria , appunto , ha molto a che fare col dribbling di Mancini : non si eseguono 5 doppi passi di fila con quella velocità e in un simile contesto di stress emotivo ( a Lione la Roma si giocava la stagione ) se non si è provato e riprovato il gesto decine di volte in allenamento; chissà se è tutto merito della scuola brasiliana ( bell'esempio di memoria a lungo termine ) o c'è anche il merito di qualche allenatore italiano ( non ricordo che a Venezia , nella sua prima stagione italiana , Mancini avesse mai sfoderato simili prodezze).


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