Sunday, May 31, 2009

Allenamenti degli allievi regionali della Vigor Senigallia - Mister Corrado Capotondo

Quando questo sito è passato dal semplice blog su piattaforma blogger ( http://allenatorenelpallone.blogspot.com ) all'indirizzo www.allenatorenelpallone.info , l'obiettivo era quello di far diventare il sito un punto di incontro e di confronto fra tutti gli allenatori e gli operatori in generale del settore giovanile. Fra le varie idee in cantiere c'era una rubrica dove pubblicare le sedute di allenamento e le riflessioni di chiunque avesse voluto portare il contributo : una gradita e-mail di Mister Corrado Capotondo mi da l'opportunità di inaugurare questa sezione del sito.

Ricevo e pubblico 12 sedute molto interessanti svolte da Mister Capotondo con gli allievi regionali della Vigor Senigallia nella stagione 2008-2009 :


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Nel ringraziarlo , rinnovo l'invito a chiunque volesse dare il proprio contributo al confronto ad inviare sedute di allenamento , programmazioni e semplici riflessioni all'indirizzo ing.ciampichetti@(togliquesto)gmail.com . Ricordo inoltre che è ancora attivo il forum , che stenta a decollare ma che sono certo possa essere un utile strumento per confrontarci e arricchirci a vicenda.

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Tuesday, April 7, 2009

Seduta di allenamento sui tempi e i modi dello smarcamento mediante taglio e sulla guida della palla a testa alta

Assistere, durante una partita di calcio, giocata a qualsiasi livello, ad un passaggio filtrante su un giocatore in corsa che si inserisce in uno spazio liberato da un compagno, genera sensazioni positive.Tale movimento può essere spontaneo; spesso però questa combinazione di gioco è frutto di abilità che, attraverso un appropriato allenamento, si possono migliorare.Tale tipo di azione non può essere efficace se è la risultante di un gioco espresso da un solo individuo, seppur di talento , ma essa deve coniugare in modo sinergico il lavoro di più giocatori : mi è già capitato in altri post del blog di citare le parole di Massimo De Paoli , che ritengo uno dei migliori allenatori di settore giovanile che vi siano in Italia e non solo in Italia.

Questa riassume bene la mia visione della fase offensiva , quella che cerco di trasmettere ai miei ragazzi , perché voglio che si abituino già dagli esordienti a vedere gli spazi vuoti come un pieno di possibili ( per usare ancora le parole di De Paoli ) e , se gli spazi vuoti non ci sono , a saperseli creare . La frase in oggetto ha inoltre il merito di farci vedere una situazione come il passaggio filtrante per quello che è : l'azione sinergica fra due o più giocatori , che per poterla mettere in pratica devono possedere determinati pre-requisiti. Abituati a vedere partite di adulti e anche di alto livello , probabilmente si tende a dimenticare quanto lavoro può esserci dietro una situazione del genere , svolto da noi allenatori del settore giovanile.

Perché due giocatori della categoria esordienti o giovanissimi siano posti nelle condizioni di effettuare un passaggio filtrante con taglio , avremmo dovuto insegnare loro :

1) a vedere lo spazio vuoto come un'opportunità per lo smarcamento
2) qualora questo spazio non ci sia , a crearselo con movimenti opportuni ( movimento a mezzaluna o a spezzata prima ad allargare e poi a stringere )
3) a passare la palla con i tempi opportuni
4) a passare la palla con la forza opportuna
5) a smarcarsi e ricevere la palla con i tempi opportuni
6) a guidare e/o ricevere la palla a testa alta o almeno sfruttando la visione periferica per poter cogliere il movimento dell'attaccante che si sta inserendo.

La seduta di allenamento che segue si propone di allenare tutte queste abilità.


Strumento fondamentale di tutte le esercitazioni situazionali della seduta sono i 3 o 4 paletti allineati , che solitamente completo con una casacca ciascuno perché sia ben chiaro che rappresentano una linea difensiva composta da 3 o 4 avversari , perché si tratta di un metronomo straordinario : imponendo il vincolo che vale la regola del fuorigioco , i ragazzi hanno immediatamente una autovalutazione sui tempi del passaggio e dello smarcamento , perché hanno immediatamente il feedback sulla riuscita o meno della giocata ( fuorigioco = giocata non riuscita , in gioco = giocata riuscita ).

All'istruttore spetterà casomai cercare di far capire ai ragazzi dove e cosa hanno sbagliato : anticipo o ritardo nello smarcamento in verticale , anticipo o ritardo nel passaggio e nel caso di ritardo se questo è dovuto ad una ricezione errata piuttosto che ad una guida a testa bassa che non ha permesso di cogliere il movimento dell'attaccante.

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Tuesday, March 17, 2009

Ancora sul cambio di gioco e sulla ricezione orientata : il lancio con traiettoria a parabola di interno collo.

Ho messo sotto forma di seduta di allenamento le esercitazioni che erano state presentate nel post sulla ricezione orientata e sul cambio di gioco. Chi volesse scaricare la seduta può farlo cliccando sull'immagine

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Prerequisito per la riuscita delle esercitazioni 3-4-5-6 è la capacità dei ragazzi di passare la palla con traiettoria aerea calciandola di interno collo : prerequisito non sempre soddisfatto da ragazzi della categoria esordienti , quindi se vi sono lacune è bene soffermarsi sull'esercitazione 2 , magari insegnando prima a calciare la palla da fermo e poi in movimento.

Una chiave di lettura per suggerire ai ragazzi la corretta esecuzione di un lancio a parabola di interno collo consiste nel far loro osservare che quelli che potevano essere degli errori nel calcio di collo pieno , qui sono degli accorgimenti da attuare consapevolmente :

1) se nel calcio di collo pieno la rincorsa deve essere rettilinea , nel lancio di interno collo deve essere leggermente obliqua rispetto alla palla
2) se nel calcio di collo pieno il busto deve essere inclinato in avanti , quasi a coprire la palla , nel lancio di interno collo la copertura è inferiore e anzi per parabole particolarmente accentuate deve essere anche lievemente inclinato all'indietro
3) idem per il piede di appoggio : è meno vicino alla palla che non nel tiro di collo e per parabole particolarmente accentuate può essere anche poggiato qualche centimetro indietro rispetto alla palla.

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Tuesday, November 11, 2008

Allenamento giovanissimi con i tecnici dell'Ascoli Soccer Academy

Copio e incollo l'articolo che ho scritto per il sito della S.S.D. Borghetto sull'iniziativa in oggetto:

I giovanissimi '94/95 sono stati fra i primi a beneficiare delle iniziative concrete collegate all'affiliazione con l'Ascoli Soccer Academy ( dopo i tornei a cui hanno partecipato gli esordienti '96 e i pulcini '98 ) : nel pomeriggio di mercoledì due tecnici dell'IFA , Roberto Gnagnetti e Luis Pomares , sono venuti al campo comunale di Via Facchetti per affiancare Mister Greganti in un allenamento e visionare alcuni ragazzi per un provino che si terrà a Macerata nel mese di Dicembre , presso le strutture di un'altra delle società affiliate al progetto , cioè la Vis Macerata la cui prima squadra milita nel campionato di eccellenza.

Ecco un resoconto filmato della seduta di allenamento:

1) RISCALDAMENTO DI TECNICA DI BASE : si è cominciato con guida della palla "nel traffico" all'interno dell'area di rigore , toccando la palla con le varie parti anatomiche del piede e provando la finta detta doppio passo o forbice , proseguendo poi con con dei palleggi sul posto. Per rendere l'esercizio allenante per tutti i ragazzi , ovviamente caratterizzati da diversi livelli tecnici , gli istruttori hanno proposto il metodo della progressione per step dal facile al difficile : prima un doppio passo semplice , poi doppio , infine chi riusciva negli step precedenti poteva tentare una forbice tripla o quadrupla. Analogo metodo per i palleggi : palla in mano , destro e sinistro , di nuovo palla in mano; poi due volte , tre volte e via di seguito ; idem per i palleggi di coscia e di testa.

2) TECNICA APPLICATA 1C0 : guida della palla fra i cinesini , doppio passo sul cinesino , tiro in porta. Anche in questo caso sottolineiamo la progressione didattica dal facile al difficile: la finta del doppio passo è stata proposta senza alcun riferimento spaziale nel primo esercizio , in questo step intermedio è stata proposta con un riferimento spaziale fisso e passivo ( il cinesino a simboleggiare un avversario ) , mentre nell'ultimo e più difficile step sarà proposto nelle condizioni di gara , ovvero con avversario attivo e libero da vincoli.
3) TATTICA INDIVIDUALE 1C1 : dopo aver proposto la finta del doppio passo in forma semplificata ( senza riferimento spaziale , poi con riferimento spaziale fisso e passivo ) si è passati all'1c1 senza vincoli , come i ragazzi lo affrontano in ogni partita.
Avendo affrontato l'aspetto offensivo del dribbling negli esercizi precedenti , in questa fase i tecnici si sono soffermati sull'aspetto difensivo. Consigliamo a tutti la visione del video seguente , dove Gnagnetti affronta il corretto appoggio dei piedi da parte del difensore : sono cose che ogni tecnico ripete chissà quante volte , ma non è rado vedere errori madornali anche fra giocatori adulti ( peccato solo per l'audio che non è perfettamente chiaro perché le riprese sono state effettuate a una certa distanza ).
4) TATTICA COLLETTIVA 3C2 : prima dell'immancabile partitella finale ai ragazzi sono state proposte delle situazioni 3c2 , con Gnagnetti che forniva consigli ai 3 attaccanti ("la sovrapposizione si fa passando dietro al compagno , non davanti !" è stato fatto notare a qualche ragazzo che aveva cercato intraprendentemente questa forma di collaborazione col compagno chiudendogli però di fatto lo spazio per la conclusione ) mentre Pomares seguiva i due difensori , uno dei quali era chiamato ad "uscire" sul portatore di palla e l'altro a dare copertura al compagno.
5) PARTITA FINALE ( PRIMA A 3 TOCCHI POI LIBERA ) : come ogni giovane allenatore che si rispetti , Luis non ha resistito alla tentazione di prendere parte all'incontro!

Per chi volesse scaricare le immagini dell'evento rimandiamo all'apposita sezione photogallery del sito.

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Tuesday, September 30, 2008

Ancora sui tempi di smarcamento

Torno sull'argomento , di cui si è parlato qui , perché uno degli errori più frequenti che i miei ragazzi hanno commesso nella prima amichevole stagionale riguarda proprio l'errata scelta di tempo nel movimento incontro al portatore di palla. Era un obiettivo che avevo chiesto in particolare ai centrocampisti centrali e alla punta , perché l'amichevole doveva essere un momento di verifica del lavoro svolto nel periodo preparatorio :

- ai centrocampisti centrali chiedevo di dare appoggio ai difensori che impostavano l'azione

- alla punta chiedevo di dare appoggio a sua volta ai centrocampisti

La buona volontà c'è stata , ma :

1) qualche volta partivano troppo presto , quando ad esempio il difensore stava ancora aspettando palla dal portiere , con l'effetto di trovarsi a ridosso della linea dei difensori nel momento in cui era effettivamente arrivato il momento di ricevere palla; a quel punto il passaggio si riduceva ad una "palla consegnata" pressoché inutile , perché di fatto il centrocampista toglieva la palla dai piedi del difensore senza aver guadagnato neanche un metro in profondità.

2) qualche volta aspettavano troppo , restando di fatto marcati dal diretto avversario e mettendo in difficoltà il portatore di palla che si vedeva privato della principale soluzione di passaggio ( e su questo errore abbiamo regalato diverse palle pericolose all'avversario da cui sono venuti anche uno o due goal ).

Dall'allenamento di oggi iniziamo ad affrontare in modo specifico il "triangolo uno-due" , quindi ho pensato di modificare l'allenamento odierno per focalizzare l'attenzione proprio sul tempo dello smarcamento : gli esercizi 3,4, e 5 stimolano proprio questa capacità.

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Sunday, September 7, 2008

Perché si perde il possesso palla ( 6° ed ultima parte ) : una proposta di periodo preparatorio per categoria esordienti 1° anno

A conclusione della serie di post che questo blog ha dedicato nei mesi scorsi al possesso palla vorrei presentare una proposta di periodo pre-campionato per la categoria esordienti primo anno , che è la naturale conclusione delle riflessioni maturate.

Alcune istruzioni per l'uso , raccolte anche nelle note introduttive che presentano le sedute:

1) non si tratta di una preparazione atletica , perché a mio parere non ha senso parlare di preparazione atletica a quest'età ( 11 anni ) : forza e resistenza lattacida non si possono allenare , mentre resistenza aerobica e velocità/rapidità possono essere allenate proficuamente ma implicitamente nelle esercitazioni con la palla. Le uniche capacità motorie che vengono allenate "a secco" facendo uso dei più svariati attrezzi ( ostacoli alti e bassi , cerchi , funicelle , speed ladder , ecc ) sono le capacità coordinative.

2) si cerca di migliorare il possesso palla migliorando gli aspetti di tattica individuale , come penso abbia capito chi ha seguito questi 6 post : non ha senso , secondo me , impegnare parti consistenti delle sedute a parlare di ampiezza , profondità , scaglionamento , ecc se i ragazzi non sono in grado di ricevere o proteggere palla in modo da mantenerla coperta dall'avversario o di distinguere un passaggio sullo spazio da un passaggio sull'uomo.

Qualcuno potrebbe dissentire ma mi permetto di citare, a sostegno della mia scelta, la seguente statistica curata dall'autore del libro 250 esercizi e giochi per il perfezionamento tattico : di tutte le cause che durante una partita di calcio danno luogo ad una transizione fra fase di possesso palla e fase di non possesso , ben il 50% sono dovuti ad errori tecnici "non forzati" come passaggi sbagliati o cattivo controllo della palla; il 10% è costituito da "errori forzati" , dovuti cioè a pressing e fuorigioco ; il 15% da contrasti persi e il 5% da intercetti. Nel 12% dei casi il possesso passa alla squadra avversaria attraverso un fallo con conseguente punizione , mentre la percentuale di azioni che terminano con una conclusione in porta è solo del 6%.

La statistica si riferisce al calcio degli adulti , quindi presumibilmente l'incidenza degli errori tecnici nelle partite di calcio giovanile è ancora maggiore , più probabilmente un 60-70%. E' su questi aspetti che quindi si possono avere i maggiori margini di miglioramento e su cui bisogna insistere prima di passare a risolvere gli errori di tattica collettiva.

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Monday, September 1, 2008

Perché si perde il possesso palla ( 5° parte ) : la protezione della palla , il basket e altre considerazioni

La protezione della palla è l'ultimo fondamentale di tecnica applicata che tratterò in questa serie di post perché è l'ultimo aspetto di tattica individuale che , se migliorato , può avere importanti ripercussioni sulle capacità della propria squadra di mantenere il possesso palla , anche e soprattutto in condizioni di inferiorità numerica.

Prima di presentare alcune sedute di allenamento specifiche per questo obiettivo , però , mi permetto un breve confronto fra l'importanza che il possesso palla riveste nel calcio e in altri sport di squadra con la palla : lo faccio proprio parlando della protezione della palla perché i due aspetti sono secondo me strettamente collegati.

Mi sono chiesto spesso , infatti , assistendo a partite di basket/pallanuoto/football americano ecc perché nel calcio c'è minor consapevolezza che perdere una palla significa consegnare agli avversari un'opportunità per segnare; in altre parole perché i tifosi di calcio non salutano il recupero di un pallone con lo stesso entusiasmo con cui i tifosi di basket salutano la riconquista di un rimbalzo sotto canestro? E perché un giocatore di calcio si può permettere di lanciare via una palla a caso senza essere beccato dai tifosi , mentre non potrebbe permetterselo in una partita di basket o di pallanuoto ( figurarsi il football americano dove la perdita del possesso provoca il fermo del gioco per la sostituzione dell'intera squadra di attacco con la squadra di difesa )? Eppure in entrambi i casi si sta consegnando agli avversari un'opportunità in più per mettere a segno un punto.

La risposta , secondo me , sta proprio nella protezione della palla : nel basket è praticamente impossibile perdere una palla che si ha saldamente in mano e nella pallanuoto è comunque difficile , mentre il passaggio ha i suoi rischi di intercetto più o meno come nel calcio. Questo fa si che la percentuale di azioni che iniziano da una conclusione avversaria e terminano con una conclusione nell'altra porta è molto più alta nel basket o nella pallanuoto che non nel calcio : per dirla con un termine molto in voga fra gli allenatori di oggi , nel basket vi sono molte meno "transizioni" e queste si limitano per lo più a conclusioni non andate a buon fine ( ed è lì appunto che il cestista va a recuperare i rimbalzi ) .

Possiamo trarre qualche conclusione didattica utile per un allenatore di settore giovanile da queste elucubrazioni apparentemente così astratte? Secondo me si. Parliamo di pensiero tattico individuale e proviamo a porci nei panni di un giocatore di basket in possesso della palla ed un giocatore di calcio nella stessa situazione :

1) il giocatore di basket sa che nessuno può portargli via la palla dalle mani e , anche vedendo avvicinarsi l'avversario , può osservare "con calma" le posizioni dei compagni ed attendere lo smarcamento che ritiene più opportuno ( ho messo le parole "con calma" fra virgolette perché poi ci sono le infrazioni temporali o di passi , ma questo non fa che rafforzare il nostro ragionamento : chi ha scritto le regole era consapevole che bisognava forzare il passaggio altrimenti il cestista avrebbe potuto attendere anche per tempi lunghissimi tanta è la sua certezza di non perdere palla ).

2) il giocatore di calcio non ha la certezza di non perdere palla e sa che dovrà cercare un compagno libero per il passaggio ( o concludere ) molto più in fretta del cestista;
2a) il giocatore di un certo livello, comunque , sa che può porre in atto un certo numero di accorgimenti ( quelli riguardanti la protezione della palla ) che gli assicurano se non la certezza di mantenere il pallone , almeno una buona probabilità di farlo ( o al massimo di conquistare fallo ) finché l'avversario è uno : certo se gli avversari che si apprestano ad affrontarlo sono più di uno mentre pone in essere questi accorgimenti dovrà velocemente trovare una soluzione per passare la palla.
2b) il ragazzo o il giocatore delle categorie inferiori non ha neanche questo margine di sicurezza ( anzi spesso compagni , spettatori e purtroppo anche qualche allenatore contribuiscono a mettergli ansia di non riuscire a mantenerla ) e questo lo spinge a buttare via palla.

Intervenire sul pensiero tattico individuale dei nostri allievi perché possa essere sempre più vicino a quello descritto al punto 2a e sempre meno vicino a quello descritto al punto 2b è proprio il nostro compito. Che i bambini partano quasi tutti dalla situazione 2b potete verificarlo voi stessi , molto semplicemente, come ho fatto oggi al primo allenamento con gli esordienti 1997 : consegnate le casacche e chiedete di svolgere un possesso palla con le mani senza alcuna regola ( fermo restando il divieto di sradicare la palla dalle mani degli avversari ) , ma fissando l'obiettivo per il punto ad un valore relativamente alto di passaggi.

Nessuna regola significa che si può correre con la palla quanto si vuole senza obbligo di rimbalzo , che non vi sono infrazioni di tempo , ecc ecc : se i ragazzi avessero un pensiero tattico evoluto ogni azione terminerebbe con il raggiungimento dell'obiettivo. La situazione , invece , è radicalmente diversa : già al 2° o al 3° passaggio c'è chi preferisce rischiare passaggi improbabili piuttosto che tenere palla in mano qualche secondo in più per attendere un passaggio più sicuro. Oggi c'era addirittura chi buttava palla alle proprie spalle senza guardare, tipo terno al lotto!

Dopo aver lasciato sbagliare i ragazzi per un po' ho fatto notare loro questi errori ( metodo globale/analitico/globale) : se prima l'obiettivo dei 10 passaggi non veniva quasi mai raggiunto , poi la maggior parte delle azioni terminava positivamente.

Questa aumentata consapevolezza va subito sfruttata per migliorare il possesso palla specifico che ci interessa , ovvero quello svolto coi piedi : prendiamo un pallone e scegliamo un ragazzo a caso, chiediamogli di toglierci la palla dai piedi. Mostrando il corretto uso del busto e del braccio opposto a quello con cui controlliamo la palla , non dovremmo avere difficoltà a tenerlo lontano : questa breve dimostrazione aiuta i ragazzi a comprendere che , con opportuni accorgimenti di protezione dell'attrezzo , possono avere un approccio al possesso palla simile a quello che avevano nell'esercizio precedente svolto con le mani , evitando cioè di buttare via la palla e proteggendola fino a che non si presenta l'opportunità di un passaggio utile.

Spero di non avervi tediato con tutte queste parole : ecco quindi la prima seduta sulla protezione della palla ed ecco la seconda seduta.

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Thursday, August 21, 2008

Perché si perde il possesso della palla (4° parte) : la ricezione e la lettura delle traiettorie.

Continuiamo la serie di post dedicati al miglioramento degli aspetti di tecnica applicata ( o tattica individuale ) che hanno una diretta conseguenza nel miglioramento del possesso palla ( tattica collettiva ) ed affrontiamo il tema della ricezione.

Gli errori di ricezione sono sostanzialmente di due tipi:
1) errori tattici : il giocatore orienta la palla nella direzione sbagliata o esegue una ricezione a seguire quando era opportuna una ricezione da fermo e viceversa; un video con l'esemplificazione di questo genere di errore lo si può trovare qui
2) errori tecnici: il giocatore ha deciso correttamente la ricezione più opportuna ma non è in grado di metterla in atto per carenze tecniche.

Di seguito propongo 3 sedute che ho inserito nel periodo preparatorio che andremo ad affrontare con gli esordienti 1° anno della S.S.D. Borghetto; le stesse sedute saranno riproposte ed ampliate nel mesociclo specifico dedicato alla ricezione:

1) seduta per la ricezione della palla da fermo ( stop )
2) seduta per la ricezione della palla a seguire da traiettoria radente
3) seduta per la ricezione della palla a seguira da traiettoria aerea

Nelle sedute si affronta implicitamente ed anche esplicitamente l'obiettivo di migliorare la lettura delle traiettorie : nella lista di 7 cause della perdita del possesso palla esposta in precedenza la lettura delle traiettorie era elencata subito dopo la ricezione , anche se i due aspetti sono duali e possono essere visti come due facce della stessa medaglia. In effetti all'errore tattico e a quello tecnico si potrebbe aggiungere una terza specie di errori di ricezione:

3) errori coordinativi: il giocatore saprebbe dove orientare la ricezione e avrebbe le capacità tecniche per ricevere la palla se si trovasse in traiettoria con la stessa , ma non vi si trova per lacune di anticipazione motoria e di timing.

Nelle sedute proposte si cerca di migliorare entrambe queste capacità : l'esercizio detto "palla rilanciata" ( che è presente in quasi tutti gli eserciziari per la scuola calcio, ma che per onor di copyright ho letto la prima volta nel libro di Stefano Bonaccorso - Calcio. Allenare il settore giovanile ) obbliga i ragazzi a valutare la traiettoria della palla e a farsi trovare nel punto di caduta pena l'assegnazione di un punto alla squadra avversaria se la palla tocca terra senza essere stata controllata.

Il timing viene invece allenato nel riscaldamento della seduta 1 e nelle successive esercitazioni tecniche, dove mi sono avvalso di un metronomo che a differenza di altri è gratuito e sempre disponibile : la forza di gravità! In particolare l'esercizio che alterna la ricezione ad un percorso andata-ritorno attorno a un conetto l'ho mutuato ( sempre per onor di copyright ) da un esercizio per la rapidità proposto nel libro di Weineck - l'allenamento ottimale del calciatore.

Un altro metronomo più difficile da reperire su un campo di calcio ma ugualmente efficace è la corda : ricordo che al corso di scuola calcio CONI-FIGC il Prof. Marziali ci propose un interessante esercizio in cui due allievi fanno girare una corda come nei giochi popolari e un terzo allievo lancia la palla e deve scegliere il tempo giusto per passare sotto la corda ed andare a riceverla dall'altra parte. Detto così sembra abbastanza facile , ma assicuro che metterebbe alla prova anche la capacità di timing di molti giocatori adulti.

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Tuesday, May 27, 2008

Come organizzare una seduta d'allenamento della categoria esordienti

La categoria esordienti è la categoria "di transizione" dal settore di base , la cosiddetta scuola calcio , al settore agonistico , comprendente giovanissimi e allievi. Se nel settore di base l'attività deve essere prevalentemente ludica , nel settore agonistico l'aspetto del gioco deve lasciare spazio a lavori analitici e situazionali più specifici.

Negli esordienti , quindi , bisognerebbe cercare di combinare i due aspetti , mettendoli il più possibile al servizio dell'obiettivo didattico della seduta : è quanto ho cercato di fare ad esempio nella seduta sulla guida della palla e il dribbling presentata nel post precedente. Ho cercato di utilizzare esercitazioni ludiche per intervallare le fasi della seduta di allenamento che invece richiederebbero più impegno e concentrazione ( una sorta di "fasi di scarico" ). Le fasi della seduta , così come ce le hanno proposte al corso di istruttore scuola calcio ( mentre , spiace dirlo , al corso di allenatore di base nessuno ci ha spiegato come strutturare una seduta di settore giovanile ) sono :

1) riscaldamento
2) esercitazioni coordinative e/o condizionali ( negli esordienti prevarrà il coordinativo , nei giovanissimi e allievi il condizionale , per cui se si tratta di lavori aerobici o lattacidi questa fase andrebbe spostata a fine seduta )
3) esercitazioni analitiche ( per la tecnica di base )
4) situazione di gioco ( per la tecnica applicata / tattica individuale )
5) gioco a tema ( per la tattica collettiva )
6) partita libera

Le fasi più impegnative vanno dalla 2 alla 5 , mentre il riscaldamento e la partita libera sono per loro natura più ludiche : per questo cerco di "spezzare" la seduta inserendo , al termine della fase analitica e a verifica della stessa , un esercizio chiamato "gioco a confronto" che la stessa federazione ha voluto proporre agli istruttori con la manifestazione Sei Bravo a Scuola Calcio.

Per chi non lo conoscesse , si articola più o meno così : ci sono due manches , due stazioni e due squadre ( che sono le stesse del gioco iniziale , se questo prevedeva una suddivisione in squadre , e saranno le stesse della partita finale , così da strutturare tutto l'allenamento come una competizione e stimolare il massimo impegno ). Le stazioni si chiamano "gioco a orologio" e "gioco a punteggio" : il gioco orologio prevede l'esecuzione di un numero predefinito di gesti tecnici ( che ovviamente devono riguardare l'obiettivo della seduta : nell'esempio si tratta di una staffetta in guida della palla ) , mentre il gioco a punteggio prevede la soluzione di una situazione di gioco con tiro in porta finale che fa mettere a segno i punti ( anche la situazione deve essere in topic con l'obiettivo : in questo caso si tratta di un 1c1 con tiro in porta , con punteggio doppio se il dribbling è un doppio passo). Nella prima manches i verdi svolgono il gioco orologio e i blu il gioco a punteggio , nella seconda manches si invertono i ruoli.

Il tutto è svolto in condizioni di forte competitività ( per la presenza delle due squadre ) e di forte pressione temporale ( perché minore è il tempo che si impiega a svolgere il gioco orologio e minore è il tempo che gli avversari hanno a disposizione per segnare goal ) : per esperienza posso testimoniare che , fra l'impegno che i ragazzi mettono in questa esercitazione e quello che mettono nelle esercitazioni analitiche precedenti, non c'è proprio paragone. Per questo l'ho sempre usato anche nella categoria giovanissimi e sono sicuro che , soprattutto fra i provinciali dove spesso gli stimoli e la "cultura dell'allenamento" sono nettamente inferiori che fra i regionali , non sfigurerebbe neanche nelle categorie allievi e juniores.

Chiudo con una nota simpatica : qualche collega e lo stesso responsabile tecnico, venuti a conoscenza di qualcuna delle schede di allenamento pubblicate in questo blog , mi hanno obiettato "davvero riesci a fare tutti quegli esercizi in un allenamento?" parafrasandomi con uno scherzoso "sarai matto". Diciamo che queste schede servono da promemoria per tutto quello che vorrei proporre durante la seduta : molto spesso capita che una o più esercitazioni vengano saltate o accorpate , perché per imprevisti o tempi morti si rischia di sforare ( e di terminare la seduta con i genitori che ti guardano di trasverso ) o molto più semplicemente perché un esercizio non viene svolto come si pensava ed è necessario soffermarcisi più tempo del previsto. Lo scrissi già nel primo post del blog : l'ultima parola spetta sempre al campo.

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Friday, May 16, 2008

Un-due-tre-stella e la guida della palla

Nella visita al settore giovanile dell'Atalanta con l'AIAC Macerata , Stefano Bonaccorso ci ha tenuto una lezione sull'utilità della riproposizione dei giochi popolari nella scuola calcio , che permettono di sviluppare in forma ludica molte capacità propedeutiche al gioco del calcio: attraverso i giochi i giocatori in erba imparano ad affrontare le molteplici situazioni dello sport e della vita: l’io, l’altro, le regole, il divertimento, la vittoria, la sconfitta, la lealtà, l’errore, l’egoismo, la solidarietà, la gioia, la rabbia, la sfida, il rischio, la paura, ecc ( dagli atti del 3° convegno sul calcio giovanile dell'associazione prima del risultato ).

Ci ha poi mostrato a titolo d'esempio le capacità sviluppate dai ragazzi nel gioco del rubabandiera ( reattività , capacità di accelerazione , capacità di arresto , inganno dell'avversario ) e dei quattro cantoni eseguito con e senza palla ( anche qui : reattività , capacità di accelerazione ed arresto ma soprattutto visione periferica e capacità di intesa e comunicazione con il compagno con il quale ci si vuole scambiare di posto ).

Nell'ottica di passare da una squadra di giovanissimi 2° anno ad una di esordienti 1° anno , sto cercando di inserire alcuni di questi giochi nelle attività di riscaldamento , consapevole che le esigenze di un gruppo di esordienti sono diverse da quelle di un gruppo di pulcini o addirittura primi calci , ai quali si riferiva Bonaccorso ( e infatti assistendo alle sedute dei loro esordienti , di giochi ne ho visti ben pochi! :D ) : se nei primi calci e magari anche nei pulcini l'attività ludica deve essere preponderante , negli esordienti questo genere di giochi può essere un'ottima attività iniziale , ma nel resto della seduta è necessario concentrarsi su esercitazioni più specifiche.

Nel mesociclo dedicato alla guida della palla ho quindi pensato di rispolverare il gioco noto come un-due-tre stella : per questioni di specificità ho preferito inserire sin da subito la palla , ma nulla vieta , se i ragazzi sono un po' in ritardo motorio , di proporlo inizialmente nella sua versione classica senza la palla.

Lo scopo del gioco penso sia noto a tutti , ma lo ripropongo brevemente : i giocatori si dispongono con la palla su una linea di fallo laterale e l’istruttore si pone sull’altra. Quando l’istruttore è voltato di spalle i ragazzi devono condurre la palla conquistando più spazio possibile verso la linea di meta ; quando l’istruttore si volta verso i ragazzi , questi devono arrestarsi : chi viene sorpreso ancora in movimento riparte dalla posizione iniziale; vince chi supera per primo la linea di meta e conquista il posto dell'istruttore.



Gli obiettivi toccati dall'esercizio sono molteplici :

- guida della palla a testa alta per percepire quando l'istruttore sta per voltarsi

- guida della palla con frequenza dei tocchi variabile , in particolare con tocchi meno frequenti quando si parte e più frequenti quando l'istruttore sta per voltarsi (per riuscire ad arrestarsi in tempo)

- equilibrio monopodalico statico , dinamico e nella fase di transizione da dinamico a statico ( arresto )

- capacità di reazione semplice a stimoli uditivo-visivi ( se l'istruttore pronuncia la famosa frase "un-due-tre-stella" ) o solo visivi ( se l'istruttore si volta in silenzio ).

Il metodo che suggersico di utilizzare per far rendere al massimo questa esercitazione , soprattutto per quanto riguarda la giusta frequenza dei tocchi durante la guida della palla , è il cosiddetto "globale-analitico-globale" di cui si è già accennato in post precedenti , ovvero si lascia in una prima fase i ragazzi liberi di giocare e sbagliare. Molti non riusciranno ad arrestarsi in tempo perché conducono la palla toccandola ogni 3 o 4 passi : si può quindi chiedere di eseguire un paio di andate e ritorni da fallo laterale a fallo laterale guidando la palla con un tocco ad ogni passo. Si torna quindi a giocare altre manches chiedendo ai ragazzi di provare se non sia più redditizio guidare la palla con il metodo appena introdotto ( soprattutto poco prima che l'istruttore o chi per lui si sta voltando ).

Qui sotto ho riportato un esempio di possibile seduta , in particolare la prima del mesociclo guida della palla e dribbling.

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Monday, March 24, 2008

Insegnare la copertura reciproca ai più piccoli? E' sufficiente un accorgimento logistico

In questo fine settimana sono andato ad assistere ad alcune partite del torneo di Filottrano categoria esordienti : ne approfitto per fare i complimenti ai nostri '95/96 che , pur classificandosi al penultimo posto causa un palese strapotere fisico degli avversari , hanno strappato applausi al pubblico presente per la capacità di giocare sempre la palla senza mai buttare via il pallone ( altrettanto non può dirsi di alcune squadre che pure sono arrivate nelle prime posizioni ).

Se ce ne fosse bisogno mi sono ulteriormente convinto di quanto nella fascia d'età 11-15 anni la differenza nei risultati la facciano pochi elementi in anticipo di crescità rispetto agli altri , che possono prendere palla a metà campo e arrivare con azione personale soli davanti al portiere). Se non si dispone di difensori altrettanto veloci e fisicamente sviluppati risulta difficile arginare tali individualità ; addirittura impossibile se , come è probabile nella categoria esordienti , i ragazzi non padroneggiano pienamente forme di collaborazione difensiva quali il raddoppio e la copertura reciproca.

Mi è venuto quindi in mente il seguente esercizio , anche se più che un esercizio si tratta di una diversa organizzazione logistica degli esercizi 1c1 : per quanto riguarda la fase analitica dell'insegnamento della finta e del dribbling , in cui il difensore svolge un ruolo passivo , sono solito far eseguire gli esercizi a coppie in ordine sparso per il campo ( soprattutto nella fase di riscaldamento ). Perché non svolgere invece l'esercizio a terne , con i difensori che , una volta superati , vanno a coprire nuovamente la porta alle spalle del compagno?




Soprattutto nelle categorie pulcini ed esordienti , in cui le esercitazioni 1c1 sono svolte molto di frequente , la continua ripetizione di questo movimento permetterebbe di imprimerlo nell'esperienza tattico-motoria senza dover svolgere sedute specifiche sul raddoppio e sulla copertura , che risulterebbero troppo precoce in queste categorie.

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Tuesday, March 18, 2008

Perché si perde il possesso palla , 2° puntata : la cultura del passaggio

Nella prima "puntata" di questa serie di post ho citato come una delle cause della perdita del possesso palla la scarsa "cultura del passaggio". Avrei potuto parlare semplicemente di "precisione del passaggio" o "attenzione nel passaggio" , ma queste sono a mio parere delle conseguenze : a monte sta un atteggiamento mentale , un approccio al gesto tecnico che riesco a definire solo come "cultura del passaggio" ( per fare un parallelo , riuscireste a definire in altri termini quella che viene definita "cultura dello sport"? E' possibile ridurla al solo fair play o al sano agonismo? ).

Tale approccio presuppone la consapevolezza che affinché si possa mantenere il possesso , non è sufficiente servire il compagno , ma è necessario metterlo nelle condizioni ideali per mantenerlo :

1) un giocatore con la cultura del passaggio sa che trasmettere la palla è anzitutto un gesto di altruismo e di fiducia nel compagno , nelle cui mani ( o meglio , nei cui piedi ) si affida il proprio destino ( calcistico , si intende! ) e quello della squadra e quindi si mette nei suoi panni , lo serve nel modo migliore perché possa riceverla , controllarla ed eventualmente proteggerla;

2) un giocatore con scarsa cultura del passaggio interpreta la trasmissione della palla come uno scaricabarile ( "la palla ti è pervenuta , in un modo o nell'altro , ora sono affari tuoi e posso ritenere concluso il mio compito" ( o sarebbe meglio dire "il compitino");

La differenza sta tutta in quel "in un modo o nell'altro" : spesso il ragazzo che riesce a far pervenire palla al compagno pensa di avere assolto a pieno al proprio compito , invece quel passaggio contiene in nuce le cause che porteranno alla perdita del possesso nel giro di pochi istanti , perché :

1) è stato eseguito con forza sproporzionata rispetto alla distanza del compagno
2) è stato eseguito alzando la palla da terra , nonostante non vi fossero fra i due ostacoli che giustificassero la traiettoria aerea
3) è stato eseguito con la palla che rimbalza in modo irregolare , mentre bastava accompagnarla con l'arto calciante per farle assumere una triaiettoria il più possibile regolare
4) è stata passata palla ad un compagno marcato nella direzione dell'avversario , invece che "ad allontanarsi" dallo stesso
5) è stato eseguito verso compagni in inferiorità numerica quando vi erano soluzioni alternative in zone di superiorità
6) è stato eseguito sulla corsa mentre il compagno era fermo oppure è stato servito sui piedi un compagno che stava correndo e si aspettava la palla sullo spazio
7) è stato eseguito "con il giro sbagliato" ( ad esempio un passaggio lungo la linea laterale destra eseguito di interno sinistro o esterno destro )

Tornando all'esercizio di possesso palla di inizio stagione descritto nel post precedente , è importante interrompere l'azione ogni volta che si perde il possesso palla per il presentarsi di una di queste situazioni ed evidenziare la relazione causa-effetto ; è chiaro che il continuo spezzettamento dell'azione può essere praticato in una fase iniziale , ma è poi scarsamente tollerato dai ragazzi: una volta chiari i concetti e stabilito un dizionario condiviso sono sufficienti poche parole perché l'allievo capisca di essere caduto in uno degli errori sopra esposti; io ad esempio distinguo fra "favori" e "dispetti" : un passaggio eseguito nei 7 modi sopra descritti è chiaramente un dispetto , mentre un passaggio che mette il compagno nelle condizioni ideali di ricevere la palla e mantenerne il controllo è un "favore".

Qui è possibile scaricare la prima seduta di allenamento della preparazione di quest'anno , in cui appunto abbiamo affrontato questi temi.

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Friday, January 4, 2008

"Back to back" e "Coast to coast"

Scritte così sembrerebbero l'ultimo tormentone di striscia la notizia , invece si tratta di due delle esercitazioni più proficue per l'allenamento della resistenza con la palla : il back to back per la resistenza lattacida e il coast to coast per la potenza aerobica.

Premetto che non le ho certo inventate io : il "back to back" ce lo ha presentato anche il Prof. Cannavacciuolo al corso di allenatore di base , sebbene mi fosse già noto perché l'avevo già letto su fare calcio.it".

Il "coast to coast" ricordo che me lo proponevano anche i miei mister quando giocavo , sebbene non l'abbia mai sentito chiamare così; l'ho rinominato in questo modo sulla falsa riga del "back-to-back" perché in questo modo rende subito l'idea di qual'è lo scopo del gioco : partire da una porta e andare a segnare nell'altra.

Si gioca a tre squadre a tutto campo ( diciamo per semplicità rossi , blu e gialli ) , anche se le zone di gioco effettivo si limitano alle due aree o alle due zone comprese fra la 3/4 campo e la linea di fondo.

Andiamo per fasi :

1) i blu ricevono dal portiere e devono uscire palla al piede dalla propria area ostacolati dai rossi;



2) conquistata la zona centrale ( dove non vi sono avversari ) , devono raggiungere l'altra area a passo sostenuto : si deve mettere un vincolo temporale allo svolgimento dell'azione , ad esempio 20 secondi da quando si riceve palla dal portiere a quando si conclude;



3) arrivati all'area di rigore devono concludere entro il tempo stabilito , contrastati dai verdi.



Terminata l'azione i gialli ricevono palla dal portiere e si ricomincia dal punto 1.



Dal punto di vista condizionale le capacità allenanti di questo esercizio sono molto molto valide , provare per credere : stabilendo un tempo limite per l'esecuzione dell'intera azione in 20 secondi , equivale a un intermittente 20''+40'' in cui i primi secondi dei 40 sono di recupero attivo ( si deve ritardare l'uscita dall'area della squadra in possesso palla ) così come gli ultimi ( si deve impedire alla squadra in possesso palla di segnare ); nel tempo restante il recupero è passivo, ma la squadra si riorganizza per affrontare un nuovo attacco degli avversari, quindi il tempo che si rimane fermi è davvero minimo. Stimolando il giusto clima di competitività fra le 3 squadre , si evitano quelli che sono i due principali svantaggi dell'allenamento atletico con la palla come ad esempio il 3vs3 o il 4vs4:

1) la disomogeneità del carico rispetto alle caratteristiche tecnico-tattiche dei giocatori : il rischio è che la squadra con migliori capacità tecnico-tattiche faccia "girare a vuoto" la squadra avversaria , per cui la prima svolge un carico di lavoro inferiore al previsto e l'altra viene sovraccaricata;

2) la difficoltà ad imprimere alta intensità nelle categorie inferiori : come ho detto più volte , nei giovanissimi provinciali l'aspetto più difficile da insegnare non sono i fondamentali tecnici o tattici ma è la cultura del lavoro e la volontà di svolgere ogni allenamento alla massima intensità.

Anche dal punto di vista tattico l'esercizio stimola molti aspetti importanti :

1) inanzitutto la capacità di portare a termine una transizione arrivando a concludere in porta con pochi passaggi e nel minimo tempo possibile ( e le statistiche dimostrano come i goal originati dalla perdita del possesso della squadra avversaria sono in numero molto maggiore dei goal che finalizzano lunghe azioni manovrate ). Qui sotto un contropiede "esemplare" che abbiamo portato a termine contro la Biagio Nazzaro e che mi ha lasciato particolarmente soddisfatto , anche se non si è concluso con la rete:



2) l'ampiezza e la mobilità : è difficile andare a concludere in pochi tocchi se la difesa è chiusa e schierata; al momento di entrare in area i ragazzi dovranno quindi compiere movimenti per allargarla ed eludere le marcature , in particolare tagli e sovrapposizioni;

3) lo scaglionamento : soprattutto nell'esecuzione con squadre da 5 o 6 giocatori , già nella fase di transizione attraverso la zona centrale chi attacca dovrà disporsi su più linee , perché altrimenti le possibilità di passaggio (e quindi di conclusione) risultano drasticamente ridotte. Al momento di affrontare i difensori vi saranno quindi uno o due giocatori che entrano prima degli altri in area giocando di sponda per gli avversari rimasti fuori.

Il metodo migliore per proporre ai ragazzi gli accorgimenti dei punti 2 e 3 è il cosiddetto "globale-analitico-globale" : ipotizzando 3 manches da 5' o 6' ( corrispondenti come carico di lavoro a 3 serie di intermittente 20''+40'' ) nella prima si lascernno i ragazzi liberi di sbagliare; nella pausa fra la 1° e la 2° ripetizione si analizzeranno gli errori commessi e si proporranno movimenti analitici per risolverli nella 2° manche; nella 3° manches si tornerà a lasciare piena libertà ai ragazzi , così che i movimenti richiesti nella 2° manches vengano percepiti come delle proposte e non come delle imposizioni , che ciascun giocatore può utilizzare o meno in base alla situazione di gioco e al proprio pensiero tattico individuale.

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Monday, September 17, 2007

MMSA - S.S.D. Borghetto 2-4 [Eg.M.-E.C.-R.R.-F.A.]

Sono molto soddisfatto di questo primo test amichevole al termine della preparazione : al di là del risultato ( che abbiamo detto quest'anno conterà relativamente nelle partite ufficiali , figuriamoci nelle amichevoli ) , i ragazzi hanno mostrato di aver recepito l'obiettivo "possesso palla" proposto nel periodo preparatorio ( qui le sedute 4,5,6 del primo microciclo , che hanno fatto seguito alle sedute 1-2-3 presentate nel post precedente).

Ho visto pochissimi palloni calciati via o gettati in fallo laterale , anzi i due goal subiti sono originati proprio da possessi persi nel tentativo di far girare palla nella linea difensiva , piuttosto che affrettarsi a calciarla ; se per i '93 la giusta mentalità può essere vista come il frutto del lavoro svolto lo scorso anno , la vera sorpresa restano i '94 : c'è ancora molto da lavorare , ma la buona impressione sull'impegno e sulla voglia di migliorarsi che avevo avuto ad inizio preparazione è stata confermata dal campo .. qualcuno sta compiendo passi da gigante.

Come da programma , questa settimana inizieremo ad affrontare l'obiettivo "sponda , protezione della palla e tiro" , ma non sarò io a proporlo direttamente ai ragazzi perché non sarò presente agli allenamenti per 5 settimane : sabato mattina ho superato la prova tecnica per il corso di allenatore di base e già questo pomeriggio sono iniziate le lezioni ( 5h al gg. x 5gg x 5 settimane ).

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Saturday, September 1, 2007

Primi 3 allenamenti del periodo preparatorio

Il gruppo si è ridotto a 21 per le mancate iscrizioni di 3 ragazzi '94 ( che comunque , a quanto mi dicono , anche lo scorso anno non erano stati costanti nell'impegno e nella presenza agli allenamenti ).

Rispetto alle previsioni , quindi , il problema della rotazione per dare spazio a tutti si fa meno arduo e anche la disomogeneità è un po' meno marcata del previsto: con sommo piacere ho notato che un paio di '94 hanno compiuto notevoli progressi dal punto di vista tecnico-coordinativo. Mi piace pensare che sia anche merito dei "compiti per le vacanze" che avevo assegnato nelle ultime sedute dello scorso anno : dagli esercizi di salto della corda non mi è stato difficile verificare chi si è impegnato durante l'estate e chi neanche ci ha provato.

Sono moderatamente soddisfatto dei 21 rimasti : sono tutti bravissimi ragazzi e si sono dimostrati molto recettivi rispetto agli insegnamenti proposti. Come da programma , in queste 2 settimane e mezzo del periodo preparatorio affronteremo il possesso palla e gli aspetti di tecnica e tattica individuale che lo rendono possibile : il passaggio , la ricezione , lo smarcamento.

Perché i ragazzi capissero davvero l'importanza di mantenere il possesso della palla anziché lasciarlo agli avversari abbiamo affrontato una chiacchierata durante la quale mi sono servito di queste due slides : 1,2. Ho cercato con un approccio induttivo di coinvolgere i ragazzi : abbiamo ricondotto l'obiettivo "vincere una partita" all'obiettivo "segnare più goal degli avversari" e quindi ai due obiettivi in fase offensiva ("segnare goal") e in fase difensiva ("non far segnare gli avversari"). Abbiamo così convenuto che ogni volta che si perde palla ci si allontana dall'obiettivo "segnare più goal degli avversari" perché ci si allontana singolarmente dai due sotto-obiettivi:

1) perdendo palla la propria squadra perde una potenziale occasione da goal

2) perdendo palla la squadra avversaria acquista una potenziale occasione da goal

Questi concetti , espressi anche nelle slides , sono semplici e potrebbero sembrare banali , ma l'esperienza dimostra che non sono affatto scontati , soprattutto fra ragazzi di 13 e 14 anni : quanti giocatori , quando si liberano in fretta della palla o lanciano un attaccante attorniato da 3 difensori , si rendono conto che in questo modo stanno regalando una potenziale occasione da goal alla squadra avversaria e togliendone una alla propria? Dovremmo imparare dal basket , dove la perdita di un possesso palla è considerata alla stregua di un canestro subito e il recupero di un rimbalzo come un canestro realizzato. Nel calcio , invece , c'è chi ancora incita a buttare via palla senza pensarci troppo sopra.

Nel primo allenamento abbiamo quindi affrontato la causa statisticamente prevalente nella perdita del possesso palla : l'imprecisione del passaggio e della ricezione.

Nella seconda seduta abbiamo affrontato l'altra causa principale : il mancato smarcamento.

Nella terza seduta siamo passati a considerare il recupero della palla , introducendo il gesto tecnico del tackle scivolato e le nozioni tattiche di palla coperta e palla scoperta ( che i '93 conoscevano già ) : riprendendo il discorso della prima giornata , abbiamo convenuto che ad ogni recupero del possesso si compie un doppio avvicinamento all'obiettivo di "segnare più goal degli avversari" , perché si raggiungono i due sotto-obiettivi sopra esposti:

1) la propria squadra acquista una potenziale occasione da goal

2) la squadra avversaria perde una potenziale occasione da goal

All'inizio della preparazione a ciascun ragazzo è stata consegnata una cartellina che conteneva , assieme alle due slides suddette , la programmazione degli allenamenti e una scheda di autovalutazione : ho infatti dato seguito all'idea , balenatami lo scorso anno , di coinvolgere direttamente i ragazzi nella programmazione degli obiettivi e nella verifica del loro raggiungimento , così da spostare l'attenzione dalla posizione in classifica ad una autovalutazione dei progressi di ciascuno rispetto alla situazione di partenza : quest'anno ne avremo particolarmente bisogno , visto che dopo le vicessitudini di quest'estate non saremo certo lì davanti a lottare per le prime posizioni.

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Saturday, May 26, 2007

Allenamento tecnico individuale sulla conclusione ( esecuzione al volo e rapidità di esecuzione)

Le due azioni che ho più apprezzato nella partita contro la Nuova Folgore Ancona sono state quelle concluse con i goal di prima intenzione di T.B. e di Eg.M.

Non che si tratti di goal particolarmente spettacolari , tutt'altro : in entrambi ci sono responsabilità del portiere e , probabilmente , con un portierino come quello della Filottranese la palla nemmeno sarebbe entrata.

Quello che ho apprezzato particolarmente è invece l'esecuzione di prima intenzione , su cui ho insistito molto durante la stagione : ho cercato di far capire ai ragazzi che spesso è preferibile optare per un tiro "sporco" in grado di cogliere in controtempo il portiere , piuttosto che cercare a tutti i costi il bel tiro .. quando questo comporta 2 o 3 tocchi in più che permettono al portiere di chiudere lo specchio della porta e al difensore di recuperare.

Ho insistito molto su questo aspetto , anche con allenamenti tecnici specifici riservati agli attaccanti. Anche nelle sessioni dedicate ai tiri durante gli allenamenti ordinari , cerco sempre di combinare il tiro con esecuzioni di gesti che richiedono rapidità di esecuzione : l'esempio classico è il tiro al termine di una serie di skip su ostacoli o su cerchi ( come negli esercizi 3a , 3b e 3c della scheda di allenamento linkata ) . Il pallone viene passato o lanciato in aria prima che la serie di skip sia terminata , in modo che la pianificazione del gesto tecnico avvenga mentre il ragazzo è ancora impegnato a pianificare il gesto coordinativo.

Nel goal di T.B. questo è evidente : prima ancora di ricevere palla alza la testa e osserva la posizione del portiere. A quel punto la pianificazione del tiro è già avvenuta e non resta che eseguire il pallonetto per insaccare la palla.



Anche il goal di Eg.M. mi ha dato particolare soddisfazione perché , oltre alla rapidità di esecuzione , è palese l'analogia fra il gesto tecnico e le esercitazioni per le conclusioni al volo che abbiamo provato nella medesima seduta , in particolare nei punti 2a e 2b della progressione didattica 2. Nel punto 2a il tiro viene provato con la palla sopra un conetto : isolare il momento in cui la palla si trova all'altezza preferibile per calciare ( 25-30 cm circa ) permette di affrontare analiticamente il modo di colpire la palla ( dove , con che forza , con il movimento ad arco della gamba calciante e con la gamba di appoggio che funge da perno per la rotazione dell'altra ) ; una volta imparato correttamente il gesto non resta che togliere il conetto e lanciare la palla in aria : il ragazzo deve "isolare" l'istante in cui la palla si trova all'altezza di 25-30 cm e ripetere il gesto precedentemente impresso nella memoria motoria. Che Eg.M. lo abbia imparato particolarmente bene lo dimostra il fatto che ha tirato di sinistro , suo piede non naturale :


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Tuesday, March 13, 2007

Circolazione della palla in ampiezza

Repetita iuvant : questa settimana riproporrò tali e quali le due sedute di allenamento della settimana scorsa ( per chi volesse scaricarle : seduta nr.1 e seduta nr.2 ).

L'obiettivo del mesociclo è l'ampiezza da ottenere mediante circolazione della palla a terra ( in altre occasioni avevamo già affrontato l'ampiezza mediante lanci e rapidi cambi di gioco ) . Non si tratta di una scelta casuale ; ho già ripetuto in altri post che la programmazione va modulata in base alle risposte del campo e alle situazioni contingenti : il campo dice che ci proponiamo discretamente in profondità , ma ci intestardiamo a farlo anche quando gli spazi sono chiusi e sarebbe più opportuno ripartire e cambiare fascia ; le situazioni contingenti dicevano che domenica scorsa avremmo potuto giocare sul campo ideale per mettere in pratica quanto provato in allenamento ( campo largo e superficie in erba naturale : un vero biliardo! ) e con un avversario tecnicamente forte ma che non ci soverchiava fisicamente , quindi lasciava un certo margine per giocare la palla.

Invece quanto svolto nelle due sedute di allenamento ci è scivolato addosso senza incidere neanché un po' : nemmeno nel primo tempo , pur giocato discretamente , ho visto una transizione completa palla a terra da una fascia all'altra.

Non poteva essere altrimenti visto l'atteggiamento di "sufficienza" con cui sono stati svolti gli esercizi : a costo di ripetermi , penso che trasmettere la cultura del lavoro e l'importanza dell'allenamento in una categoria come i giovanissimi sia molto più difficile che non insegnare la tecnica o la tattica individuale ; tanto più in un contesto come il settore giovanile del Borghetto , dove i numeri risicati e la categoria provinciale non aiutano certo quel clima di motivazione e sano agonismo funzionale allo scopo : lo seguo da quando ci giocavo io stesso e ho ben chiare le enormi difficoltà affrontate in questo senso da chi mi ha preceduto .

E' un compito difficile , che richiede di dosare adeguatamente "bastone" e "carota" ; la carta "bastone" me la sono giocata nel post-partita , ieri era d'obbligo ricorrere alla carota perché insistere in continui rimproveri proddurrebbe solo l'effetto contrario : ho chiesto ad un amico che gioca nella prima squadra di venire ad allenarsi con noi.

Quando il rapporto istruttori/giocatori è 1:8 è certamente più facile tenere sotto pressione ( e quindi motivare ) i ragazzi che non quando si è 1:16 ( non a caso a inizio stagione avevo chiesto espressamente di poter essere in 2 .. poi le esigenze della società hanno determinato una scelta diversa ) , soprattutto quando si svolgono esercitazioni a gruppi di 4-5 giocatori e non è possibile controllare tutti contemporaneamente.

I risultati si sono visti e nella partitella finale ho potuto verificare che l'obiettivo era stato recepito , a dimostrazione che gli esercizi svolti in precedenza erano validi .. si trattava solo di svolgerli con la dovuta concentrazione : abbiamo completato più transizioni di fascia palla a terra in 20 minuti che in tutte le 15 partite giocate quest'anno. Anche i ragazzi se ne sono accorti e la motivazione era davvero alta : abbiamo terminato con 15 minuti di ritardo fra le proteste generali di chi , finalmente , aveva capito che non ci si diverte solo scherzando...

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