Friday, January 16, 2009

Programmazione : nella pausa invernale spazio alla tecnica di base

Da quando ho iniziato ad allenare, 6 anni fa , questa è la prima stagione alla guida di una squadra del settore di base da inizio stagione : a Febbraio 2006 presi gli esordienti 1993 proprio a ridosso del campionato primaverile.

Perciò in questi mesi sto sperimentando una fase della stagione un po' particolare , che solo chi allena pulcini ed esordienti conosce : la pausa invernale. La peculiarità di questo periodo della stagione, che va indicativamente da metà Dicembre a metà Marzo , è che non ci sono partite ufficiali ( sempre che non si decida di disputare i tornei di calcio a 5 in palestra , che la mia società ha giudicato non strettamente necessari ) : si può vedere questo fatto come uno svantaggio e adoperarsi quindi per organizzare ogni settimana una amichevole o vederla come una pausa salutare da impegni "ufficiali" , che per quanto non agonistici e improntati più alla verifica degli obiettivi comportano sempre una certa attenzione.

Personalmente propendo per questa seconda opzione e ne ho approfittato per passare da due a tre allenamenti ( gli impegni settimanali restano sempre 3 come durante il campionato autunnale ) , proponendo al termine del terzo allenamento un'amichevole "in famiglia" alternativamente con gli esordienti 1996 o con i pulcini 1998. Avendo quindi un allenamento in più e non dovendo disputare incontri ufficiali , ne ho approfittato per ridurre un po' all'interno degli allenamenti le proposte "tattiche" come partite a tema o situazioni di gioco e per aggiungere qualche esercizio in più di coordinazione e tecnica di base. Del resto è quello che propone lo stesso settore giovanile della FIGC nella sua guida tecnica per le scuole calcio : nel capitolo dedicato agli esordienti si trova infatti un grafico con l'andamento annuale dei carichi tecnici , tattici e motori. Come si può osservare il fattore tecnico ha un picco proprio in corrispondenza del mese di Gennaio , in corrispondenza del quale viene anche suggerita una riduzione del carico di esercizi relativi al fattore tattico-cognitivo.

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Friday, October 17, 2008

Qual'è il vero "risultato" nel settore giovanile? Una riflessione che merita di essere letta

Non l'avevo ancora scritto sul blog ma la S.S.D. Borghetto si è affiliata all'Ascoli Soccer Academy.

L'accordo prevede diversi servizi a nostro favore : corsi di aggiornamento , supporto e supervisione alla programmazione con tanto di visite dei tecnici dell'academy ai nostri allenamenti , eventuale organizzazione di camp e provini , ecc.

Il primo step di questa attività di supporto alla programmazione è stata la consegna di una guida tecnica di ben 252 pagine , molto ben fatta , che ricorda un po' la guida tecnica per le scuole calcio della FIGC ( con la differenza che qui l'attività arriva fino alla categoria allievi ) : in una prima parte di tipo generale viene spiegata quale dovrebbe essere la metodologia di lavoro nel settore giovanile in generale , poi si passa alle singole categorie con tanto di obiettivi didattici ed esercizi.

La perla di tutta la guida è però , secondo me , la prefazione dell'autore ( Marco Stoini ) perché in fondo tratta l'aspetto che davvero contraddistingue il calcio giovanile dal calcio degli adulti : la necessità di guardare all'obiettivo finale della formazione di un calciatore completo e non a quello parziale della vittoria a tutti i costi. In fondo è lo stesso concetto espresso da Mino Favini con la metafora della siepe , di cui parlai in un post di qualche mese fa.

L'ho già pubblicata nell'home page del sito del borghetto , dopo aver fatto chiedere il permesso al nostro responsabile tecnico per non violare le regole sul copyright. La riporto anche sul blog:

Un pensiero personale , perché tanta fretta? ( prefazione alla guida tecnica 2008/09 dell'Ascoli Soccer Academy )

C’è una domanda precisa, riferita ai temi concernenti i Settori Giovanili di calcio, sulla quale mi interrogo costantemente.
Ma più ci penso e più non mi so dare una risposta: o meglio, più cerco di rispondermi più mi allontano da un’ opinione plausibile e che abbia un briciolo di logica o di senno. La domanda è : “Perché c’è sempre così tanta fretta in un Settore Giovanile di calcio”. Riformulandola e specificando meglio: “Perché quasi sempre manca la pazienza di attendere i risultati del proprio lavoro con i bambini e con i giovani in genere?” Con più crudezza: “Perché, in sostanza, vogliamo veder invecchiare i nostri bambini prima del tempo?”
La prima risposta che – di getto- ci si potrebbe dare è la seguente: “Perché si vogliono ottenere subito dei responsi in termini numerici e marcatamente visibili anche in questo campo, come tendenza comune in moltissime attività della nostra vita sociale ed economica in genere negli anni che stiamo vivendo”.
In altri termini: “In un qualsiasi contesto, qualsiasi input io fornisca, esso deve essere in grado di produrmi rapidamente un output che giustifichi quanto fatto in termini di energia spesa per fornire l’input”.
Questa è una realtà: probabilmente costruita dalla società del terzo millennio, poco umana e naturale –per così dire- ma pur sempre una realtà. Ed è talmente vera che chi non vi si adegua spesso è costretto a pagarne delle conseguenze, anche in termini di benessere personale.
Fra tante oggettività riferite a molti aspetti della nostra vita ce n’è però un’altra, la più forte di tutte, imbattibile: ci riferiamo a quella delle leggi della natura, contro le quali anche l’uomo più performante spessissimo non ha scampo e deve alzare bandiera bianca.
Quando si lavora con i giovani in qualsiasi campo - ed anche in questo caso ove si parla di calcio - non è ammessa la fretta. La performance dei bambini non esiste. E’ Madre Natura che ce lo dice, non l’opinione di questo o quel pur eccellente tecnico sportivo.
L’ umana natura ha peculiarità che non possiamo confondere con altre: il bambino appena nato non impara a parlare dopo pochi giorni solo perché tutti attorno a lui dialogano, va a gattoni perché inizia ad acquisire autonomia ma non sa alzarsi in piedi come mamma e papà, non impara poi a camminare solo perché i genitori glielo hanno mostrato per un anno intero. Poi –più tardi- non riuscirà a padroneggiare una gestualità tecnica qualsiasi fino a che non l’avrà egli stesso percepita, sperimentata, vissuta, interiorizzata ed applicata. Oppure –ancora- non sarà capace di gestire efficacemente il suo comportamento generale in campo in rapporto al gioco ed al contesto fino a che la sua personalità non sarà stata sostenuta dal passare degli anni e forgiata dalle fasi della crescita.
Solo degli esempi fra i cento possibili: ci vuole tempo. Ci vuole il tempo che l’ essere uomo (o donna) ci chiede nel passaggio dal cucciolo al bambino, al giovane ed –infine- all’ adulto. Ci vuole il tempo che siamosempre piùabituati a non avere, lapazienza che manca sempre piùalle nuove generazioni, la “strana saggezza” che fasembrare delle mosche bianche persone di solo normalissimo buon senso e competenza in termini educativi e di formazione dei giovani.
Vogliamo capire che ogni gara di forzatura contro la natura umana, a lungo andare è una gara persa?
Vogliamo capire che il soggetto assoluto ed unico siamo noi persone; o meglio, i nostri figli a cui vogliamo dare tutto, subito, senza pensare che devono prima poter avere le manine per afferrare o l’intelletto per comprendere cosa siano in effetti quelle ricchezze che vorremmo consegnare loro?
Vogliamo capire che possiamo contribuire a forgiare dei geni precoci ed incompresi, dei piccoli adulti condizionati e saturi di informazioni poco comprensibili senza la naturale gradualità e l’efficacia della crescita che solo la soggettività individuale possono fornire?
Vogliamo capire che noi adulti facciamo dei danni smisurati se vogliamo pesare con i nostri parametri il mondo dei bambini?
Vogliamo capire che la fretta non giova quasi mai al bambino, né ha effettive possibilità di successo sul lungo termine?
Vogliamo capire che impoveriamo l’ infanzia in profondità se desideriamo poter dire al collega d’ ufficio che il nostro figliolo ieri ha fatto 3-4 goals ad un portierino che mai avrebbe potuto parare quei tiri perché ora è troppo piccolo?
Vogliamo capire che quello stesso piccolo portierino forse fra 10 anni giocherà ai livelli di eccellenza ove avremmo bramato (anzi ne eravamo certi) potesse arrivare nostro figlio, il quale invece è già 5 anni che non gioca più perché adesso tutti quei goal non è più capace di segnarli e, non essendo stato abituato a capire le difficoltà, si è stufato di giocare ed ora frequenta compagnie di amici che non ci piacciono per nulla?
Insomma, chi lavora seriamente nel Settore Giovanile deve capire che esso serve a dare basi, non a raccogliere risultati: deve servire a questo e non può oggettivamente servire ad altro.
Chi cerca soddisfazioni in un Settore Giovanile deve comprendere che esse consistono nel vedere che il ragazzo percorre i gradini della crescita poggiandosi saldamente su quello precedente prima di salire sul successivo ed avendo nel mirino quello ancora più in alto, con una tempistica dettata solo in parte dall’ istruttore.
L’ auspicio è quello di non vedere ancora a lungo allenamenti di tattica di reparto a secco con bambini di 10 anni. O lunghe sedute di palle inattive con l’ istruttore a calciare, con bambini che sono dei paletti in area di rigore, hanno paura del contatto con una palla aerea che quasi mai arriverà a destinazione quando la calceranno loro e che mai impatteranno anche perché non riescono a valutarne bene la traiettoria.
L’ auspicio è quello di non sentirsi più rispondere da un istruttore o da un dirigente di Società che l’ obiettivo stagionale è quello di vincere quel tale campionato Pulcini, che su quella finalità si imposta il lavoro e per quello scopo si trattengono a forza e con ogni mezzo ragazzini che invece meriterebbero contesti più qualificati.
Un lavoro così è quasi sempre inutile per il bambino e certamente non lo fa crescere come dovrebbe: chi guiderà quei bambini qualche anno dopo di sicuro non potrà giovarsi del lavoro di diagonali e doppie linee di copertura o di blocchi, veli e contro-movimenti che quel tecnico “vincente” avrà svolto in precedenza, solo per sé tesso, la sua fretta di cercare l’ impossibile e la sua inetta preparazione di fondo nel lavoro con i bambini.
Ed anche qualora si vincesse quel campionato Pulcini? Vincere i Pulcini deve far piacere solo ai bambini. Intendiamoci: vincere è sempre bello, fa sempre piacere a tutti e va ricercato senza dubbio in ogni minuto del gioco. Ma facendo le cose giuste e solo quelle, anche per arrivare ultimi, se non può essere diversamente. Le soddisfazioni devono essere altre.
Come definire quell’ istruttore che vive sempre del ricordo di quell’ esaltante vittoria in quella memorabile stagione Pulcini, anche ora che molti di quei suoi bimbi non riescono più a proseguire nelle categorie superiori con soddisfazione o addirittura non giocano più? La definizione di costui non può che essere poco lusinghiera!
Ancora: l’ auspicio è quello di poter parlare con dei genitori sensibilizzandoli sulla necessità primaria di trovare dovunque nei primi anni un bravo istruttore per il loro figlio. Non dover invece spendere ore ed ore a convincere persone impazienti ed ansiose ad attendere che il proprio talentuosissimo piccolino finisca di succhiarsi il dito e sia capace di legarsi le scarpe prima di mirare alle giovanili del Milan o dell’ Inter, o della Juve o … dell’ Ascoli Calcio! Per questo ci sarà il tempo, semmai.
Ma di che cosa stiamo parlando? Di che cosa stanno parlando costoro? La contraddizione è evidente su tutta la linea.
I conti globali in un Settore Giovanile si fanno a 17-18 anni, mai prima. In quel momento si tira una riga e si valuta: quasi sempre il bilancio il frutto di tutto il lavoro iniziato 10 anni prima, anno per anno, momenti in cui si fanno solo delle somme parziali. Chi ci sa fare davvero riesce a capire molto bene dove ci sono stati i buchi creati da chi voleva solo vincere i campionati e basta; così come riesce a capire l’ eccellente valore del lavoro fatto sei o sette anni prima in quel preciso momento dello sviluppo.
Allora: “Perché tanta fretta?”, ci richiediamo. Non solo inutile, ma addirittura insensato.
Fino a che non capiremo bene tutto ciò la fretta degli adulti rovinerà molti dei nostri bambini che fanno calcio ed un buon Settore Giovanile rimarrà ancora un obiettivo da inseguire.

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Thursday, October 9, 2008

Programmazione esordienti 1° anno S.S.D. Borghetto - Stagione 2008/09

Questa è la programmazione degli allenamenti di questa stagione , per la categoria esordienti 1° anno.

Gli aspetti salienti sono:

1) attenzione concentrata sulla tecnica di base e sulla tattica individuale ( obiettivi in verde ). Secondo la mia accezione di tattica individuale vi sono comprese anche le forme di collaborazione a 2 e 3 giocatori in fase di possesso palla ( dai e vai , dai e segui , dai e sovrapponi , sovrapposizione a 3 , taglio dietro , interscambio e incrocio ) , perché in fondo si tratta di sfaccettature del tema "smarcamento".

2) alla tattica collettiva sarà riservato quel poco tempo che basta per permettere ai ragazzi di muoversi correttamente sul campo 9c9 e mettere in pratica in condizioni ideali quanto appreso a proposito di tecnica di base e tattica individuale ( tanto per fare un esempio , difficile mettere in atto un triangolo o una sovrapposizione quando tutti i ragazzi si ammassano attorno alla palla , l'occupazione razionale degli spazi deve iniziare ad essere un requisito imprescindibile ).

3) i mesocicli saranno di 2 settimane , quindi relativamente brevi , in modo da affrontare entro Dicembre tutti gli obiettivi che avevo in programma per la stagione. Da Gennaio a Giugno provvederemo ad approfondire con mesocicli più lunghi ( tre o quattro settimane ) gli obiettivi che rivestono un maggiore interesse o quelli in cui si sono evidenziate le maggiori carenze.

Due le novità che ho introdotto da quest'anno e che, se avranno successo, penso di riproporre anche nelle prossime stagioni:

1) l'utilizzo della fase di pre-riscaldamento per proporre un nuovo dribbling ad ogni mesociclo; i ragazzi cioè , mentre attendono l'arrivo dei compagni e/o la preparazione da parte del sottoscritto del setting della seduta di allenamento vera e propria , prendono un pallone a testa ( prima settimana del mesociclo ) o un pallone a coppia ( seconda settimana del mesociclo ) e provano analiticamente o con l'avversario il dribbling proposto.

2) il ricorso a parole chiave per stabilizzare l'apprendimento dell'obiettivo del mesociclo, come spiegato nel post precedente.

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Wednesday, October 8, 2008

Il ricorso alle parole chiave per stabilizzare l'apprendimento

Uno dei tanti meriti che va riconosciuti a Massimo De Paoli è quello di aver proposto l'idea di parole chiave condivise fra allenatore e giocatori per permettere una più facile e rapida comunicazione , in partita come in allenamento , grazie a un codice condiviso. La sua (meritata) considerazione fra gli allenatori di settore giovanile è ormai tale che le sue stesse parole chiave risuonano "domenicalmente" sui campi di ogni categoria : dal "castello" alla "zona di costruzione" per non parlare del "corto" o "lungo" per definire gli smarcamenti ad avvicinarsi o ad allontanarsi dal portatore di palla , che sono ormai un must anche fra gli allenatori di prime squadre.

Per quanto mi riguarda, come ho già ripetuto in altre occasioni, preferisco prendere quanto di buono c'è nelle proposte di De Paoli e adattarle al contesto della mia categoria ( che non è certamente quella dei giovanissimi nazionali dell'Inter! ), piuttosto che trasportarle tali e quali col rischio di vedermi guardare ad ogni seduta di allenamento da occhi strabuzzanti.

Di buono in questo caso c'è che le parole chiave , oltre a facilitare e rendere più immediata la comunicazione , permettono di "stabilizzare l'apprendimento" : permettono cioè di far si che almeno una parte dell'enorme flusso di informazioni con cui bombardiamo i ragazzi durante le sedute di allenamento ( spesso inconsapevolmente , ma basta calarsi solo un attimo nei loro panni per rendersene conto ) , resti in modo stabile nella memoria e nel pensiero tattico dei ragazzi.

Avevo già trattato questo aspetto in alcuni post passati , portando l'esempio del dualismo fra ampiezza e profondità: improntando la programmazione in modo che nel mesociclo tattico riguardante la profondità i ragazzi siano fortemente stimolati a vedere e attaccare lo spazio alle spalle della difesa avversaria , mentre nel mesociclo riguardante l'ampiezza siano stimolati a cercare la continua circolazione della palla da una fascia all'altra, il rischio è che parlando di ampiezza ci si dimentichi quanto detto a proposito della profondità e viceversa.

Ricorrendo invece a parole chiave che al termine del mesociclo riassumano il nucleo dell'obiettivo affrontato, esse potranno essere richiamate nei mesocicli successivi con l'effetto di un rapido e immediato riferimento a quanto si è appreso in precedenza.

Per fare qualche esempio , ecco l'associazione fra alcuni obiettivi della programmazione di quest'anno e alcune parole chiave ( che sono sempre del tipo alternativa1 vs alternativa2 perché si vuole sempre stimolare le capacità critiche dell'allievo e la sua capacità di scegliere la soluzione più adeguata in riferimento al contesto di gioco ):

1) obiettivo passaggio. Parole chiave favore vs dispetto. Con queste parole chiave si vogliono riassumere i seguenti insegnamenti: un passaggio va sempre effettuato con l’intenzione di mettere il compagno nelle migliori condizioni possibili per ricevere e proteggere o concludere; un passaggio effettuato con forza eccessiva o viceversa troppo debole , un passaggio effettuato con traiettoria aerea quando il compagno poteva essere servito con traiettoria rasoterra , un passaggio eseguito con rimbalzi irregolari sono esempi di “dispetti”. Un passaggio eseguito con la giusta forza , con traiettoria il più possibile regolare e compatibile con le dinamiche di movimento di compagni e avversari ( spazio/uomo ) è un “favore”.

2) obiettivo protezione della palla. Parole chiave palla coperta vs palla scoperta. Mediante queste parole chiave si vogliono riassumere i seguenti insegnamenti : in fase di possesso palla, fra palla e avversario si deve cercare di interporre il proprio corpo ( braccia e/o busto ) e la stessa ricezione va effettuata in questa prospettiva; in fase di non possesso palla dovranno avere chiaro che il contrasto va effettuato nel frangente in cui l’avversario scopre la palla , altrimenti per non commettere fallo è preferibile temporeggiare mantenendo comunque la protezione della porta.

3) obiettivo smarcamento. Parole chiave zona luce vs cono d'ombra. Mediante queste parole chiave si vogliono riassumere i seguenti insegnamenti: quando si è in fase di possesso palla e la stessa è nei piedi di un compango , bisogna rendersi visibili allo stesso portandosi “in zona luce” ed uscendo dalla marcatura dell’avversario il cui scopo è impedire le possibilità di passaggio ponendo il potenziale ricevente in “zona d’ombra”.

4) obiettivo dribbling. Parole chiave chiudi ed entra vs temporeggia e/o corri con lui. Mediante queste parole chiave si vogliono riassumere i seguenti insegnamenti : il difensore che si trova 1c1 con l'avversario in possesso palla deve decidere in base alla situazione di gioco se tentare il recupero della palla ( avversario con lo specchio della porta libero , situazione di superiorità numerica con compagno a copertura della porta) o viceversa temporeggiare e cercare di indirizzarlo in zone non pericolose del campo ( 1c1 in zona centrale lontana dalla porta , condizioni di inferiorità numerica ).

5) obiettivo triangolo dai e vai. Parole chiave passaggio sull'uomo vs passaggio sullo spazio. Mediante queste parole chiave si vogliono riassumere i seguenti insegnamenti : un compagno fermo o in corsa verso il portatore di palla va servito sui piedi , un compagno in corsa trasversale rispetto al portatore di palla va servito con una traiettoria compatibile con la sua velocità di corsa e con la presenza di avversari , in modo da non dover arrestare la propria corsa a causa dell'errata valutazione nel passaggio. Nel triangolod dai e vai , in particolare , sono riassunte entrambe queste forme di passaggio : il passaggio al giocatore perno ( che possibilmente si muove incontro al portatore ) è eseguito sull'uomo; il passaggio di ritorno è effettuato sullo spazio , solitamente alle spalle del difensore che si vuole tagliare fuori con l'uno-due.

6) obiettivo sovrapposizione e ampiezza : parole chiave attacca lo spazio vs chiuso , riparti. Mediante queste parole chiave si vuole riassumere l'insegnamento fondamentale della ricerca dello spazio su tutto il fronte del gioco. Se il giocatore in possesso palla si trova in una zona del campo in cui vi è spazio e/o superiorità numerica può tentare l'affondo in profondità per creare occasione da goal , se si trova in una zona ove non vi è spazio e/o si è in inferiorità numerica è preferibile ricominciare l'azione per cercare una zona del campo meno e/o peggio presidiata dai difensori avversari.

7) obiettivo sovrapposizione a 3 giocatori e interscambio: parole chiave smarcamento sul corto vs smarcamento sul lungo. I ragazzi devono capire quando smarcarsi in avvicinamento al portatore di palla ( sul corto ) e quando smarcarsi allontandosi dal portatore di palla ( sul lungo ). In particolare , in condizioni di parità o inferiorità numerica dovranno smarcarsi secondo direzioni opposte ( uno sul corto ed uno sul lungo , il cosiddetto interscambio ) per creare gli spazi.

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Monday, April 28, 2008

Maggio , tempo di bilanci

Torno a postare dopo più di un mese di "assenza" , dovuta in parte a impegni di lavoro e in parte ad una pausa di riflessione che al termine di una stagione è sempre propizia per riordinare le idee e prepararsi verso nuove avventure.

Sto già mettendo mano alla programmazione per il prossimo anno che , salvo stravolgimenti dell'ultima ora , riguarderà la categoria esordienti. Consiglio quindi chi fosse interessato all'argomento ( e dalle statistiche di accesso al sito sono parecchi ) a tenere d'occhio il blog nei prossimi mesi.

Riparto quindi con un nuovo gruppo ( un ottimo gruppo , li ho già visti più volte all'azione e ringrazio il responsabile tecnico per la fiducia accordatami ) più o meno da dove ero partito tre anni fa nella mia prima esperienza da "istruttore in solitaria" , con lo stesso entusiasmo e , spero , con un pizzico di esperienza in più. La pausa di riflessione mi è servita infatti per un'autovalutazione non esente da un po' di sana autocritica : consiglio questo articolo di Lucia Castelli per chi volesse una scaletta di punti in base ai quali autovalutarsi.

L'aspetto che più dovrò migliorare è sicuramente quello organizzativo : mi sono accorto che in molte sedute ci sono troppi tempi morti e questo toglie intensità; i motivi sono principalmente due:

1) per questioni di lavoro difficilmente riesco ad arrivare al campo 20 minuti prima ed allestire con calma il setting della seduta ( o molto spesso questo non è possibile perché il campo è occupato da altre squadre );

2) le sedute me le costruisco da solo ( il più delle volte osservando le carenze dei ragazzi durante le partite ) e spesso anche gli stessi esercizi sono inventati di sana pianta : questo fa si che fra un esercizio e l'altro ci sia da spostare parecchia attrezzatura. Dovrò fare più attenzione a questo aspetto , perché allenamenti poco intensi spesso si traducono in scarsa intensità in partita e nel torneo Velox che abbiamo appena terminato questa lacuna è stata chiarissima.

Avevo chiesto alla società di iscrivere i ragazzi al torneo Velox , a carattere regionale , perché si era prospettata la possibilità di avere in prestito due dei nostri ragazzi che la scorsa estate erano andati a fare i regionali. Putroppo a torneo iniziato la federazione ha posto ostacoli al nulla osta e ci siamo ritrovati a giocare contro squadre regionali senza i rinforzi sperati ( e anzi sono subentrate "le solite" assenze ) , facendoci rimediare due brutte figuracce.

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Wednesday, March 12, 2008

Perché si perde il possesso palla? ( 1° parte ).

Il campionato "ordinario" sta terminando e da questa settimana abbiamo diviso i giovanissimi ('93/'94) e gli allievi ('91/'92) creando un unico gruppo '92/'93 , che andrà ad affrontare il torneo allievi 2° fascia : d'ora in poi i '94 si allenaranno coi '95 ed i '91 con gli '89/'90.

Gli allenamenti saranno tenuti dal sottoscritto e dal mister degli allievi : entrambi ci siamo trovati di fronte nuovi elementi ( dei '92 che hanno disputato quest'anno il campionato allievi , solo 2 erano con me nei giovanissimi dello scorso anno ) e abbiamo concordato che questa settimana servirà per valutare la situazione di partenza , sulla quale impostare la programmazione , oltre che per conoscerci reciprocamente per quanto riguarda i metodi di allenamento di ciascuno.

Personalmente , quando mi trovo di fronte ad un nuovo gruppo , il primo esercizio che propongo è un semplice possesso palla su ampi spazi , prima a tocchi liberi e poi a 2 tocchi , con l'obiettivo di raggiungere almeno 10 passaggi consecutivi.

Il motivo è presto detto : se l'obiettivo dei 10 passaggi viene raggiunto spesso , ha senso inserire sin da subito nelle sedute di allenamento situazioni di gioco e partite a tema per la tattica collettiva ; se la squadra non è in grado di inanellare più di 5-6 passaggi consecutivi è illusorio pensare di poter insegnare proficuamente i principi di tattica collettiva : è invece il caso di rimuovere le cause di questo impedimento e insistere maggiormente sulla tecnica e sulla tattica individuale.

Nella mia pur breve carriera mi sono trovato quasi sempre nella seconda situazione ( se non altro perché ho sempre allenato esordienti o giovanissimi "misti" , cioè con ragazzi appena usciti dalla categoria esordienti , senza avere mai a disposizione lo stesso identico gruppo per 2 anni consecutivi, come può succedere nelle società più grandi dove i gruppi sono divisi per annate ) e ho potuto osservare che i motivi degli scarsi risultati nel possesso palla sono quasi sempre gli stessi :

1) scarsa "cultura del passaggio" ( nel prossimo post spiegherò cosa intendo con questa locuzione apparentemente un po' oscura )
2) poco smarcamento o smarcamento sbagliato nei parametri "come" , "dove" (ampiezza o profondità) , "quando" ( contatto visivo e palla giocabile )
3) tendenza a giocare "a testa bassa" e scarsa visione periferica
4) scarsa protezione della palla
5) errori nella ricezione : tecnici e tattici ( ricezione orientata )
6) scarsa lettura delle dinamiche del gioco e delle traiettorie : traiettorie di corsa dei compagni ( passaggio sull'uomo quando la palla andrebbe servita sullo spazio e viceversa passaggio sullo spazio quando il compagno è fermo o fa un movimento sul corto per chiedere palla sui piedi ) , traiettorie della palla
7) tendenza a concentrarsi in una zona del campo senza sfruttare tutti gli spazi a disposizione

Ciascuno di questi punti meriterebbe una trattazione separata , tante sono le cose che ci sarebbero da dire , perciò spezzerò questo argomento in più post. Alla prossima puntata.

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Monday, September 17, 2007

MMSA - S.S.D. Borghetto 2-4 [Eg.M.-E.C.-R.R.-F.A.]

Sono molto soddisfatto di questo primo test amichevole al termine della preparazione : al di là del risultato ( che abbiamo detto quest'anno conterà relativamente nelle partite ufficiali , figuriamoci nelle amichevoli ) , i ragazzi hanno mostrato di aver recepito l'obiettivo "possesso palla" proposto nel periodo preparatorio ( qui le sedute 4,5,6 del primo microciclo , che hanno fatto seguito alle sedute 1-2-3 presentate nel post precedente).

Ho visto pochissimi palloni calciati via o gettati in fallo laterale , anzi i due goal subiti sono originati proprio da possessi persi nel tentativo di far girare palla nella linea difensiva , piuttosto che affrettarsi a calciarla ; se per i '93 la giusta mentalità può essere vista come il frutto del lavoro svolto lo scorso anno , la vera sorpresa restano i '94 : c'è ancora molto da lavorare , ma la buona impressione sull'impegno e sulla voglia di migliorarsi che avevo avuto ad inizio preparazione è stata confermata dal campo .. qualcuno sta compiendo passi da gigante.

Come da programma , questa settimana inizieremo ad affrontare l'obiettivo "sponda , protezione della palla e tiro" , ma non sarò io a proporlo direttamente ai ragazzi perché non sarò presente agli allenamenti per 5 settimane : sabato mattina ho superato la prova tecnica per il corso di allenatore di base e già questo pomeriggio sono iniziate le lezioni ( 5h al gg. x 5gg x 5 settimane ).

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Saturday, September 1, 2007

Primi 3 allenamenti del periodo preparatorio

Il gruppo si è ridotto a 21 per le mancate iscrizioni di 3 ragazzi '94 ( che comunque , a quanto mi dicono , anche lo scorso anno non erano stati costanti nell'impegno e nella presenza agli allenamenti ).

Rispetto alle previsioni , quindi , il problema della rotazione per dare spazio a tutti si fa meno arduo e anche la disomogeneità è un po' meno marcata del previsto: con sommo piacere ho notato che un paio di '94 hanno compiuto notevoli progressi dal punto di vista tecnico-coordinativo. Mi piace pensare che sia anche merito dei "compiti per le vacanze" che avevo assegnato nelle ultime sedute dello scorso anno : dagli esercizi di salto della corda non mi è stato difficile verificare chi si è impegnato durante l'estate e chi neanche ci ha provato.

Sono moderatamente soddisfatto dei 21 rimasti : sono tutti bravissimi ragazzi e si sono dimostrati molto recettivi rispetto agli insegnamenti proposti. Come da programma , in queste 2 settimane e mezzo del periodo preparatorio affronteremo il possesso palla e gli aspetti di tecnica e tattica individuale che lo rendono possibile : il passaggio , la ricezione , lo smarcamento.

Perché i ragazzi capissero davvero l'importanza di mantenere il possesso della palla anziché lasciarlo agli avversari abbiamo affrontato una chiacchierata durante la quale mi sono servito di queste due slides : 1,2. Ho cercato con un approccio induttivo di coinvolgere i ragazzi : abbiamo ricondotto l'obiettivo "vincere una partita" all'obiettivo "segnare più goal degli avversari" e quindi ai due obiettivi in fase offensiva ("segnare goal") e in fase difensiva ("non far segnare gli avversari"). Abbiamo così convenuto che ogni volta che si perde palla ci si allontana dall'obiettivo "segnare più goal degli avversari" perché ci si allontana singolarmente dai due sotto-obiettivi:

1) perdendo palla la propria squadra perde una potenziale occasione da goal

2) perdendo palla la squadra avversaria acquista una potenziale occasione da goal

Questi concetti , espressi anche nelle slides , sono semplici e potrebbero sembrare banali , ma l'esperienza dimostra che non sono affatto scontati , soprattutto fra ragazzi di 13 e 14 anni : quanti giocatori , quando si liberano in fretta della palla o lanciano un attaccante attorniato da 3 difensori , si rendono conto che in questo modo stanno regalando una potenziale occasione da goal alla squadra avversaria e togliendone una alla propria? Dovremmo imparare dal basket , dove la perdita di un possesso palla è considerata alla stregua di un canestro subito e il recupero di un rimbalzo come un canestro realizzato. Nel calcio , invece , c'è chi ancora incita a buttare via palla senza pensarci troppo sopra.

Nel primo allenamento abbiamo quindi affrontato la causa statisticamente prevalente nella perdita del possesso palla : l'imprecisione del passaggio e della ricezione.

Nella seconda seduta abbiamo affrontato l'altra causa principale : il mancato smarcamento.

Nella terza seduta siamo passati a considerare il recupero della palla , introducendo il gesto tecnico del tackle scivolato e le nozioni tattiche di palla coperta e palla scoperta ( che i '93 conoscevano già ) : riprendendo il discorso della prima giornata , abbiamo convenuto che ad ogni recupero del possesso si compie un doppio avvicinamento all'obiettivo di "segnare più goal degli avversari" , perché si raggiungono i due sotto-obiettivi sopra esposti:

1) la propria squadra acquista una potenziale occasione da goal

2) la squadra avversaria perde una potenziale occasione da goal

All'inizio della preparazione a ciascun ragazzo è stata consegnata una cartellina che conteneva , assieme alle due slides suddette , la programmazione degli allenamenti e una scheda di autovalutazione : ho infatti dato seguito all'idea , balenatami lo scorso anno , di coinvolgere direttamente i ragazzi nella programmazione degli obiettivi e nella verifica del loro raggiungimento , così da spostare l'attenzione dalla posizione in classifica ad una autovalutazione dei progressi di ciascuno rispetto alla situazione di partenza : quest'anno ne avremo particolarmente bisogno , visto che dopo le vicessitudini di quest'estate non saremo certo lì davanti a lottare per le prime posizioni.

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Friday, August 24, 2007

Programmazione Didattica Giovanissimi 2007-2008 : Macrociclo Agosto-Dicembre

Ecco una bozza della programmazione 2007/08 , per quanto riguarda la prima parte della stagione ( macrociclo Agosto-Dicembre ).

Le novità rispetto alla programmazione dello scorso anno (*) sono:

1) la durata dei mesocicli : lo scorso anno erano 2 settimane per 2 allenamenti ( +1 facoltativo ) , ma spesso ho avuto l'impressione che 4 sedute non fossero sufficienti per approfondire abbastanza l'obiettivo. Quest'anno dureranno 3 settimane e gli allenamenti per ciascun mesociclo saranno almeno 6 ( considerando che il terzo allenamento , non più facoltativo , resta però di tipo individuale e verrà svolto a piccoli gruppi ) : diciamo che ho seguito le indicazioni emerse in questo sondaggio.

2) la successione degli obiettivi tecnico-tattici , funzionale allo scopo descritto nell'ultimo post ( il recupero di parte del gap esistente fra i '93 e i '94 ) : i primi 3 mesocicli saranno una full-immersion nell'obiettivo tecnico "passaggio e ricezione" , finalizzato agli obiettivi tattici "triangolo" , "sovrapposizione" e "sponda/appoggio". Al termine di questo periodo sarà fondamentale per i '94 essere in grado di mantenere un sufficiente possesso palla ( 7-8 passaggi di fila , tanto per intenderci ) , presupposto senza il quale è inutile avventurarsi negli step successivi.

3) la successione dei microcicli all'interno del mesociclo : avendone a disposizione 3 , lo stesso obiettivo potrà essere affrontato nelle diverse sfaccettatura , seguendo magari una progressione didattica. Ad esempio nel mesociclo sovrapposizione , i microcicli seguono la progressione "sovrapposizione a 2 giocatori" , "sovrapposizione a 3 giocatori" e "sovrapposizione a 3 giocatori per il passaggio in profondità a un 4° giocatore".

4) il periodo preparatorio , che non sarà più strutturato in microcicli di due sedute con un'anticipazione di tutti gli obiettivi che saranno affrontati nel resto della stagione ma , per quanto detto sopra , una monografia sull'obiettivo tattico collettivo "possesso palla" .. affrontando i due mattoni fondamentali che lo rendono possibile : smarcamento ( obiettivo tattico individuale ) e precisione nel passaggio/ricezione ( obiettivo tecnico ).

(*) p.s. mi sono accorto che nella programmazione dello scorso anno c'è un errore di stesura abbastanza grossolano : è ovvio che gli obiettivi tattici in fase di possesso palla sono preminenti rispetto a quelli in fase di non possesso ( evidenziati erroneamente in rosso ) ; trattandosi di giovanissimi , devono sì imparare a marcare e intercettare la palla , ma ovviamente prima di rompere il gioco avversario dovrebbero imparare a costruire il proprio.

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Thursday, August 9, 2007

Si ricomincia ( tutto da capo ).

Dopo un mese di "spina staccata" , doveroso per un po' di meritato riposo e perché nel frattempo sono diventato papà (!!) , si ricomincia programmando la stagione che sta per iniziare.

Putroppo le notizie non sono delle migliori : si sapeva che un paio di ragazzi ( T.B. e Em.M. , capitano e vice-capitano ) erano stati contattati da una società che disputa i regionali , ma dalla riunione svolta ieri sera con ragazzi e genitori risulta che se andranno addirittura in tre.

Da istruttore potrei anche essere soddisfatto , perché significa che si è lavorato bene .. da sportivo e sostenitore della S.S.D. Borghetto l'amarezza resta : il discorso è sempre il solito e se ne è discusso più volte , il caso in oggetto non fa che confermare quanto espresso in passato.

Mi limito a riportare un aneddoto che coglie la situazione meglio di tanti discorsi : sul finire della scorsa stagione sono andato ad assistere alle partite di T.B. e Em.M con la loro ( possibile ) nuova squadra , mentre disputavano un torneo estivo proprio nel campo di fronte al mio ufficio. In 5 partite la squadra ha realizzato 9 goal e 7 portavano la firma proprio dei nostri due ragazzi ; uno dei restanti mi pare l'abbia segnato il terzo giocatore in "prestito" : se avessi avuto davanti uno dei dirigenti di questa squadra ( che fra l'altro si è comportata anche in modo "relativamente" corretto , interloquendo con la Ns. società senza andare direttamente a parlare coi genitori .. e si è detto in altri post che non sempre funziona così , anzi ) non sarei riuscito a esimermi dal porre la banale domanda "ma una scuola calcio ce l'avete?".

Poi magari quest'anno faranno anche un bel campionato , perché nell'estate hanno svolto una buona "campagna acquisti" .. fatto sta che , con il numero dei prestiti "limitato" a tre , non si sono nemmeno qualificati per la fase finale del torneo a scapito di squadre dell'organico provinciale : è in questo modo che la federazione intende premiare le società che provano a programmare sul lungo periodo partendo dalla scuola calcio??

Chiusa la parentesi polemica , parliamo proprio di programmazione a lungo termine : considerando che il dolore al ginocchio di R.L. non era la sindrome di Osgood-Schlatter , ma un problema alle cartilagini che potrebbe tenerlo fuori per l'intera stagione , vengono a mancarci 4 pedine fondamentali e il piano biennale che ci eravamo posti ( una stagione di transizione con ragazzi '93 contro squadre '92/93 per un bel campionato quest'anno ) è andato a farsi benedire , insieme ai buoni propositi di una pianificazione pluriennale.

Con 4 elementi in meno dobbiamo rinunciare anche alla possibilità di allestire due squadre di giovanissimi , per far giocare tutti il più possibile : la rosa è di 24 giocatori perciò , salvo defezioni , sarò costretto a lasciare a casa 6 ragazzi ogni week-end ( e per come vedo il calcio io , mi piange il cuore .. ma non ci sono alternative).

Inoltre la rosa è molto disomogenea ( per il ritardo tecnico-coordinativo dei '94 di cui si è discusso qui ) , quindi la programmazione degli allenamenti sarà delicata : da inguaribile ottimista , questo potrebbe comunque essere un aspetto positivo , perché nonostante le disavventure la passione è ancora tanta e far recuperare ai '94 il gap che li separa dai '93 è una sfida che mi sento di raccogliere.

Importante sarà il terzo allenamento , da svolgere a gruppi di 4-5 ragazzi su un tema "monografico" riguardante un fondamentale tecnico o una capacità coordinativa : abbiamo già provato qualche volta lo scorso anno e l'esperimento sembra essere piaciuto, quest'anno non si tratta più di un esperimento .. è una necessità.

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Tuesday, April 10, 2007

Maestro di Tecnica , Preparatore Coordinativo e Allenamento Individualizzato

Navigando per internet ho scoperto che diverse società iniziano a prevedere due figure relativamente nuove nello staff del settore giovanile : il maestro di tecnica e il preparatore coordinativo. Personalmente le reputo particolarmente interessanti , perché permettono all'allenatore di lavorare su gruppi omogenei e concentrarsi quindi sugli obiettivi di squadra , delegando a queste figure il recupero delle lacune dei ragazzi più in difficoltà dal punto di vista tecnico/coordinativo ( e , perché no , il perfezionamento dei ragazzi tecnicamente più dotati ).

Almeno per quest'anno , il budget del nostro settore giovanile non permette di annoverare un allenatore aggiuntivo da destinare a questo scopo ( a dire il vero non abbiamo nemmeno un responsabile tecnico che ricopre esclusivamente questo compito , che grava sulle spalle del "decano" degli allenatori ) , pertanto avevo previsto nella programmazione di inizio stagione un allenamento aggiuntivo a settimana da eseguirsi a gruppi di 4-5 ragazzi composti in modo omogeneo rispetto alle capacità tecnico/coordinative : avendo a disposizione 17-18 ragazzi , questo avrebbe comportato un allenamento integrativo mensile per ciascuno , senza quindi ingenerare interferenze con altri impegni e lamentele da parte dei genitori.

Putroppo la montagna ha partorito un topolino : per questioni lavorative , familiari e logistiche ( indisponibilità del campo e dei ragazzi ) , il tutto si è risolto in 4 allenamenti : 2 sui palleggi nella pausa natalizia e 2 sui tiri nella sosta pasquale.

Spero di riuscire nell'intento il prossimo anno , sempre che la società non decida di investire e non ci regali un "maestro di tecnica" o un "preparatore coordinativo"!

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Friday, March 30, 2007

Quante sedute di allenamento per ogni mesociclo?

Dalla settimana scorsa siamo tornati ad allenarci sulla profondità , ponendo l'attenzione sul concetto di sovrapposizione : a 2 giocatori o a 3 giocatori con appoggio , per il cross o per l'inserimento in profondità , ecc ( domani spero di riuscire a pubblicare le schede delle sedute).

Infatti mi sono accorto che , dopo aver martellato per mesi su questo obiettivo che sembrava definitivamente recepito ( contro Ostra Vetere e Fortitudo Fabriano ) appena abbiamo affrontato un obiettivo complementare ( ampiezza ) gli inserimenti sono via via diminuiti e con essi le occasioni da goal ( nonostante tutto il tempo speso a spiegare che sono due facce della stessa medaglia , che far girare palla da un lato all'altro serve ad aprire gli spazi per gli inserimenti).

Al di là dei black-out nei vari spezzoni di partita , anche nelle fasi di gara in cui ce la siamo giocata abbiamo espresso un possesso poco fruttuoso .. non ci è più capitato , per intenderci , di creare palle goal a ripetizione come nelle due partite sopra citate.

Solo dalla partita con l'Aesina abbiamo mostrato di essere in ripresa da questo punto di vista , non a caso proprio quando abbiamo terminato il mesociclo "ampiezza" per tornare ad allenarci sulla profondità.

Mi sto chiedendo se , affrontato un qualsiasi obiettivo , posso sperare che entri definitivamente nel bagaglio tecnico-tattico dei ragazzi o è inevitabile doverci tornare sopra periodicamente per un richiamo : proverò ad estendere la durata di ciascun mesociclo da 2 settimane ( scelta obbligata nella prima fase di stagione , per cercare di affrontare più obiettivi possibili data la lacunosa situazione di partenza ) a 3 o 4 settimane , così da non fermarmi alle prime avvisaglie di riuscita , ma perseverando fino a "marcarlo a fuoco" (più o meno..).

Ne approfitto per chiedere un suggerimento ai visitatori del sito che vantano più esperienza di me in materia , proponendo il sondaggio che segue.












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Tuesday, March 13, 2007

Circolazione della palla in ampiezza

Repetita iuvant : questa settimana riproporrò tali e quali le due sedute di allenamento della settimana scorsa ( per chi volesse scaricarle : seduta nr.1 e seduta nr.2 ).

L'obiettivo del mesociclo è l'ampiezza da ottenere mediante circolazione della palla a terra ( in altre occasioni avevamo già affrontato l'ampiezza mediante lanci e rapidi cambi di gioco ) . Non si tratta di una scelta casuale ; ho già ripetuto in altri post che la programmazione va modulata in base alle risposte del campo e alle situazioni contingenti : il campo dice che ci proponiamo discretamente in profondità , ma ci intestardiamo a farlo anche quando gli spazi sono chiusi e sarebbe più opportuno ripartire e cambiare fascia ; le situazioni contingenti dicevano che domenica scorsa avremmo potuto giocare sul campo ideale per mettere in pratica quanto provato in allenamento ( campo largo e superficie in erba naturale : un vero biliardo! ) e con un avversario tecnicamente forte ma che non ci soverchiava fisicamente , quindi lasciava un certo margine per giocare la palla.

Invece quanto svolto nelle due sedute di allenamento ci è scivolato addosso senza incidere neanché un po' : nemmeno nel primo tempo , pur giocato discretamente , ho visto una transizione completa palla a terra da una fascia all'altra.

Non poteva essere altrimenti visto l'atteggiamento di "sufficienza" con cui sono stati svolti gli esercizi : a costo di ripetermi , penso che trasmettere la cultura del lavoro e l'importanza dell'allenamento in una categoria come i giovanissimi sia molto più difficile che non insegnare la tecnica o la tattica individuale ; tanto più in un contesto come il settore giovanile del Borghetto , dove i numeri risicati e la categoria provinciale non aiutano certo quel clima di motivazione e sano agonismo funzionale allo scopo : lo seguo da quando ci giocavo io stesso e ho ben chiare le enormi difficoltà affrontate in questo senso da chi mi ha preceduto .

E' un compito difficile , che richiede di dosare adeguatamente "bastone" e "carota" ; la carta "bastone" me la sono giocata nel post-partita , ieri era d'obbligo ricorrere alla carota perché insistere in continui rimproveri proddurrebbe solo l'effetto contrario : ho chiesto ad un amico che gioca nella prima squadra di venire ad allenarsi con noi.

Quando il rapporto istruttori/giocatori è 1:8 è certamente più facile tenere sotto pressione ( e quindi motivare ) i ragazzi che non quando si è 1:16 ( non a caso a inizio stagione avevo chiesto espressamente di poter essere in 2 .. poi le esigenze della società hanno determinato una scelta diversa ) , soprattutto quando si svolgono esercitazioni a gruppi di 4-5 giocatori e non è possibile controllare tutti contemporaneamente.

I risultati si sono visti e nella partitella finale ho potuto verificare che l'obiettivo era stato recepito , a dimostrazione che gli esercizi svolti in precedenza erano validi .. si trattava solo di svolgerli con la dovuta concentrazione : abbiamo completato più transizioni di fascia palla a terra in 20 minuti che in tutte le 15 partite giocate quest'anno. Anche i ragazzi se ne sono accorti e la motivazione era davvero alta : abbiamo terminato con 15 minuti di ritardo fra le proteste generali di chi , finalmente , aveva capito che non ci si diverte solo scherzando...

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Friday, March 2, 2007

Ancora modulistica per il settore giovanile

Dopo il modulo di analisi della partita pubblico la scheda di valutazione calciatore che serve a farsi un'idea della situazione di partenza , ad inizio stagione , per impostare la programmazione di massima. Ogni 3-4 mesi , solitamente a Dicembre ( al termine del girone di andata ) e a fine Marzo ( al termine del girone di ritorno e prima dei tornei primaverili/estivi ), valuto i progressi maturati e , se necessario , modifico in corsa la programmazione stessa.

Ormai la stagione è iniziata , ma sarebbe stato interessante consegnarne una copia a ciascun ragazzo per suggerire l'autovalutazione delle proprie qualità tecniche-tattiche-condizionali e relazionali : sarebbe una buona occasione per far capire che nel settore giovanile l'obiettivo è la formazione di giocatori completi e non il risultato a breve termine.

Se qualcuno fosse interessato alla versione .doc senza logo della S.S.D. Borghetto sullo sfondo , può inviarmi una e-mail.

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Saturday, February 24, 2007

Programmazione Giovanissimi 2006/2007

Il primo documento che pubblico è la programmazione della prima fase della stagione 2006/07 ( macrociclo Agosto/Dicembre ) per i giovanissimi della S.S.D. Borghetto , così come l'avevo pensata quest'estate .. in base alla situazione di partenza che avevo potuto valutare allenando nella fase primaverile della categoria esordienti il gruppo che mi sarebbe stato assegnato quest'anno ( classe 1993 ).

Seguira una breve relazione , già consegnata alla società , che spiega la successione degli obiettivi , l'individuazione degli obiettivi primari e i criteri di associazione fra obiettivi tecnici , tattici , coordinativo-motori e condizionali.

Si tratta di un programma di massima che ho riadattato in corsa perché , come ho già detto , l'ultima parola spetta sempre al campo : ad agosto il campo imponeva di focalizzare l'attenzione sulle capacità tattiche individuali in fase di possesso palla ( obiettivi primari evidenziati in rosso ) perché , al termine della stagione scorsa , i 1993 denotavano buone capacità tecniche e coordinative , ma scarsa propensione alla collaborazione in fase di possesso palla. Per farla breve , vincevano ( talvolta anche largamente ) , ma i goal erano per lo più frutto di azioni personali : gli schemi elementari di collaborazione a 2 o 3 giocatori , come triangolo , sponda , sovrapposizione , sostegno e appoggio risultavano poco o per niente assimilati.

Già dalle prime partite del girone , però , si è reso necessario un cambio di rotta : nel cambio di categoria ci siamo spesso trovati ad affrontare squadre interamente composte da giocatori classe 1992 , già calati nel "contesto giovanissimi" ( rimediando talvolta sonore sconfitte ) mentre la nostra squadra è quasi interamente composta da ragazzi provenientei dal "contesto esordienti" : fra abbandoni e mancati ritorni abbiamo solo 3 ragazzi del 1992 , di cui al massimo un paio appaiono di volta in volta nella formazione titolare. Si è quindi resa necessaria una momentanea ma massiccia digressione sulle capacità tattiche individuali in fase di non possesso palla.

Per giocatori "calati nel contesto giovanissimi" intendo ragazzi in grado di eseguire contrasti con una certa decisione , valutare i tempi dell'intervento rispetto alle condizioni di palla coperta e palla scoperta e/o superiorità o inferiorità numerica , proteggere la palla esprimendo una certa forza negli arti superiori.

Per giocatori rimasti al "contesto esordienti" intendo ragazzi abituati ad un gioco dove il contatto fisico è scarso o inesistente , gli spazi sono larghi e permettono insistite azioni personali e relativa facilità di passaggio senza venire intercettati.

Allegherò il cronoprogramma definitivo che abbiamo seguito nel macrociclo Agosto-Dicembre , con gli obiettivi tattici in fase di non possesso evidenziati in rosso , alla relazione sulla stagione 2006/07 che consegnerò alla società : spero di riuscire presto a pubblicare su questo sito lo stralcio relativo al primo macrociclo.

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Friday, February 23, 2007

Yet Another Blog !

L'idea di questo blog nasce da due semplici considerazioni :

1) alla base dell'attività di ogni allenatore/istruttore che opera nel settore giovanile sta una programmazione didattica degli allenamenti mediante la quale , a partire dagli obiettivi che si intendono perseguire , vengono prima costruite le sedute di allenamento e poi organizzate in microcicli , mesocicli e macrocicli. Perché la programmazione risulti di stagione in stagione sempre più efficace è importante fare tesoro delle indicazioni che provengono dal campo. Allenare dei ragazzi è cosa ben diversa che giocare alla playstation : l'esercizio che sulla carta sembrava stimolante e ben strutturato può rivelarsi sul campo di difficile comprensione/attuazione o semplicemente può essere migliorato osservando le reazioni dei ragazzi. La partita che doveva sancire il raggiungimento di determinati obiettivi può in realtà evidenziare lacune inaspettate o viceversa. E' più che mai opportuno che l'allenatore riporti queste osservazioni su una sorta di diario , sia per migliorare la programmazione di stagione in stagione , sia per modificarla in corso qualora l'apprendimento non proceda come aspettato.

2) al di là di pochi siti che gli addetti ai lavori certamente conoscono , la rete è relativamente povera di materiali gratuiti per istruttori del settore giovanile : ce se ne rende conto se si pensa all'enorme numero di appassionati che ruotano attorno a questo entusiasmante mondo o al continuo prolificare di sempre nuove edizioni a pagamento. Tali risorse sono inoltre carenti , a mio modesto parere , da un punto di vista non secondario nel mondo del calcio : l'interattività , particolarmente quella immediata e priva di filtri che lo strumento-blog è invece in grado di offrire.

L'auspicio è dunque quello di riuscire a fornire materiali e spunti interessanti senza la pretesa di essere autorevole quanto libri , riviste e allenatori affermati , ma con la consapevolezza di essere aperto al confronto e alla critica che , se costruttiva , è senz'altro un'opportunità di crescita per un tecnico alle prime armi : l'ennesimo buon motivo per spostare il "diario del mister" da un'agenda cartacea ad un sito internet.

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