Sunday, July 26, 2009

La presa di posizione 6° parte : dall'inferiorità numerica alla copertura reciproca

Continuiamo il nostro viaggio nei fondamentali della presa di posizione ( qui il riepilogo delle puntate precedenti : 1 , 2 , 3 , 4 , 5 ) e , come di consuetudine ormai , vediamo come quanto imparato nella seduta di allenamento precedente può essere propedeutico per il gradino successivo.

Parliamo ad esempio di come un difensore debba dare copertura ad un proprio compagno di reparto. In un post precedente si era già parlato di sfuggita dell'argomento , mostrando come questo principio possa essere proposto già dalle categoria dei più piccoli , seppure en passant , ovvero limitandosi ad un accorgimento "logistico" nell'esecuzione di esercitazioni 1c1.

Ora è il caso di addentrarsi più specificamente nel problema ( ricordo che stiamo parlando di categoria esordienti 2° anno ) e vediamo come può tornarci utile quanto appreso nella seduta precedente , dove i nostri ragazzi hanno imparato ad affrontare avversari in inferiorità numerica , tipicamente 1c2.

Hanno infatti imparato che :
a) l'avversario più pericoloso è il portatore di palla e devono interporsi fra questi e la porta
b) devono farlo tenendo sempre presente anche la posizione dell'avversario senza palla , in modo da :
b1) intercettare l'eventuale passaggio
b2) riposizionarsi in traiettoria avversario-porta qualora questi riceva il passaggio da parte del portatore di palla.

Ma se hanno imparato ad affrontare due avversari in situazione 1c2 a maggior ragione sapranno applicare i principi appresi in situazione 2c2. Partiamo proprio dalla situazione 2c2 in figura e chiamiamo A1, A2 , D1 , D2 rispettivamente i due attaccanti e i due difensori.
Concentriamoci sul difensore D2 , quello che non affronta direttamente il portatore di palla (A1) ma marca A2:
a) se ci fossimo fermati alle prime sedute sulla presa di posizione individuale ( 1° puntata ) , si posizionerebbe in un qualsiasi punto lungo la traiettoria fra l'avversario senza palla (A2) e la porta ; per semplicità abbiamo individuato tre possibilità : D2' ( davanti al compagno ) , D2'' ( in linea col compagno ) e D2''' ( dietro al compagno );

b) nella lezione precedente , però , il nostro difensore D2 dovrebbe aver imparato che l'avversario più pericoloso è il portatore di palla e che per ostacolare questi può deviare leggermente dalla traiettoria avversario senza-palla porta , a patto di poter intercettare il passaggio e/o riposizionarsi lungo tale traiettoria non appena l'avversario senza palla riceva il passaggio
c) non potendo escludere la possibilità che il portatore ( avversario più pericoloso ) salti in dribbling il proprio compagno , dovrà prevedere la possibilità di ritrovarsi in situazione di inferiorità numerica e quindi comportarsi come visto nella puntata precedente.


Per quanto detto ai punti b) e c) , fra le tante traiettorie avversario senza palla - porta , sceglierà quindi quella che gli permetterà di posizionarsi qualche metro dietro il compagno in modo da trovarsi sulla traiettoria portatore-porta qualora questi venga saltato , ovvero in posizione D2'''. Meglio ancora se devia un po' dalla traiettoria A2-porta , come in figura. La posizione ivi indicata mette in atto proprio il concetto di copertura.


Per spiegare questi concetti , può risultare utile una variante all'esercitazione 1 della puntata precedente. Dal 2c1 con difensore passivo al 2c2 con difensori passivi.

Esercitazione 1. 2c2 con difensori passivi. A centrocampo si posizionano due attaccanti , di cui uno in possesso palla ; di fronte a loro , a pochi metri ci sono due difensori che devono prendere posizione : il difensore più vicino alla palla va in pressione sul portatore , il compagno gli da copertura cercando di marcare "a distanza" l'attaccante senza palla ( posizionamento lungo la traiettoria avversario senza palla - porta o comunque nei pressi della stessa , in modo da frapporsi quando questi riceverà palla).


Analogamente al post precedente , si possono prevedere due step per questa esercitazione : prima con gli attaccanti che si passano la palla sul posto , poi in avanzamento con conclusione a rete.

Il terzo step , che è la naturale evoluzione dell'esercizio , è ovviamente il 2c2 con difensori attivi , magari prevedendo diverse posizioni di partenza per gli attaccanti in modo da stimolare i difensori rispetto a tutte le possibili situazioni che possono incontrare in situazione di gara.

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Friday, July 3, 2009

La presa di posizione 5° parte : l'inferiorità numerica

Se le nozioni impartite nelle sedute di allenamento precedenti ( 1 , 2 , 3 e 4 ) sono state recepite correttamente , insegnare ai ragazzi come prendere posizione in situazione di inferiorità numerica dovrebbe risultare abbastanza intuitivo. Consideriamo ad esempio la situazione di inferiorità più semplice , il 2c1 :

1) c'è un portatore di palla , solitamente in guida della palla fronte alla porta , e si è imparato come affrontarlo

2) c'è un giocatore non in possesso palla ( più di uno nel caso di 3c1 ) , che sarà oggetto di un potenziale passaggio. Nelle sedute precedenti si è spiegato anche come affrontare un avversario senza palla :

2a) se la palla è vicina e il rischio di un passaggio è concreto , posizionarsi sulla traiettoria avversario-porta orientandosi in modo da vedere contemporaneamente palla e avversario
2b) se la palla si trova sul lato forte e l'avversario sul lato debole si può anche stringere verso il lato forte , a patto di tenere una posizione che permetta di portarsi lungo la traiettoria avversario-porta quando questi riceverà palla ( ad esempio con un cambio di gioco ).

E' chiaro che in condizione 1c2 stringere verso la palla diventa fondamentale : il portatore è l'attaccante più pericoloso e quindi deve essere l'oggetto principale di attenzione, ma si deve comunque tenere presente la posizione del giocatore senza palla. Si dovrà essere in grado:

a) di intercettare il passaggio

oppure

b) di trovarsi sulla traiettoria fra la porta e il nuovo portatore di palla, in caso di passaggio riuscito.

Vediamo di tradurre quanto detto finora in qualche esercitazione , che scopriremo potranno rivelarsi anche uno straordinario insegnamento di tattica collettiva in fase di possesso palla , utile ad aprire la mente ai ragazzi anche su concetti quali l'ampiezza , lo sfruttamento della superiorità numerica , la sovrapposizione , il taglio , ecc ecc

Esercitazione 1. 2c1 con difensore passivo. A centrocampo si posizionano due attaccanti , di cui uno in possesso palla ; di fronte a loro , a pochi metri c'è un difensore che deve prendere posizione coprendo lo specchio della porta al portatore di palla orientandosi in modo da vedere anche l'attaccante senza palla. Ad ogni passaggio fra i due attaccanti il difensore si riposiziona interponendosi alla porta rispetto al portatore di palla. Per questo stesso esercizio si possono prevedere due step :

1° step) passaggi sul posto fra gli attaccanti. La situazione è chiaramente molto semplice , ma permette al difensore sia di comprendere l'esercizio sia di valutare la giusta distanza da tenere. Detta P la porta A1 il 1° attaccante e A2 il secondo attaccante , per ovvie considerazioni geometriche è chiaro che se A1 e A2 giocano stretti ( figura 1 ) il difensore potrà tenere una distanza più ravvicinata riuscendo ugualmente a spostarsi fra le traiettorie A1-P e A2-P ad ogni passaggio. Se invece A1 e A2 giocano più larghi ( figura 2 ) la distanza da tenere sarà maggiore , perché avvicinarsi troppo al portatore significherebbe essere tagliati definitivamente fuori in caso di passaggio. Già questo 1° step dovrebbe essere un suggerimento per gli attaccanti sui vantaggi di dare ampiezza al fronte di attacco.
Figura 1

Figura 2


2° step) dopo alcuni passaggi sul posto gli attaccanti cominciano ad avanzare continuando a passarsi la palla. Arrivati nei pressi dell'area , se il portatore di palla ha lo specchio della porta libero conclude a rete.


Esercitazione 2 : 2c1 con difensore attivo : si lasciano gli attaccanti liberi di muoversi e mettere in difficoltà il difensore come credono. Queste esercizio è anche un test sul grado di maturazione tattica dei propri attaccanti : se continueranno a muoversi paralleli , senza neanche allargarsi , il difensore potrà avere vita facile a coprire costantemente lo specchio della porta. Se invece gli attaccanti posseggono un minimo di pensiero tattico , per il difensore sarà molto molto dura.

Nel caso in cui le capacità tattiche degli attaccanti siano limitate , sarà il caso di proporre alcuni suggerimenti per mettere in difficoltà il difensore. La prospettiva si ribalta e , dal punto di vista degli attaccanti , la questione diventa come mettere più in difficoltà possibile un difensore in situazione 2c1.

suggerimento 1 : allargare il fronte di attacco ( ampiezza ). I due attaccanti devono allontanarsi via via che si avvicinano alla porta , magari con l'ausilio di una fila di cinesini che funga da riferimento. Noteranno immediatamente come il riposizionamento del difensore sia via via più difficile , fino a che avranno lo specchio della porta libero per un tempo sempre maggiore.


suggerimento 2 : puntare il difensore per il passaggio o il dribbling. Nel 1° step dell'esercizio 1 abbiamo scritto che il difensore , per temporeggiare sul portatore e potersi riposizionare in caso di passaggio , ha interesse a mantenere fra sé e l'attaccante una certa distanza ( almeno finché , essendosi avvicinato troppo alla porta , non decida di tentare il contrasto e quindi il recupero della palla ). E' quindi interesse dell'attaccante puntare il difensore per ridurre questa distanza : se mentre il portatore punta l'altro attaccante si allarga , il tentativo di temporeggiamento del difensore fallisce e questi si vede costretto a tentare o il contrasto sul portatore di palla o l'intercetto dell'eventuale passaggio. Con un minimo di reazione e anticipazione delle mosse del difensore , il portatore di palla potrà scegliere se mandare in porta il compagno con un passaggio ( il difensore non fa più in tempo a recuperare ) oppure se dribblare il difensore ed andare in porta personalmente.


suggerimento 3 : sovrapposizione. Il portatore di palla serve il compagno e si sovrappone passandogli alle spalle. Per il difensore questa situazione può essere particolarmente difficile , perché se il giocatore senza palla si sovrappone all'esterno , per poter coprire entrambe le soluzioni ( portatore e attaccante senza palla ) il difensore rischia di farsi portare verso l'esterno , magari leggermente ma di quel tanto che basta per il portatore per trovare lo specchio della porta o per superare il difensore in dribbling.


suggerimento 4 : taglio. E' la situazione opposta all'ampiezza del suggerimento 2 , anche se si tratta di una scelta consapevole e non di una carenza tattica. L'attaccante senza palla , anziché allargarsi , stringe quasi a puntare il difensore per poi ricevere palla dalla parte opposta. Il taglio può avvenire:

a) dietro al difensore , che sarà in difficoltà perché non riuscirà a vedere contemporaneamente palla e avversario
b) davanti al difensore , che in questo caso va in difficoltà perché fra lui e il portatore di palla si trova per un istante anche l'altro avversario , che esercita quindi qualcosa di simile ad un "blocco" , permettendo al portatore di andarsene in porta palla al piede.

In entrambi i casi un'ulteriore arma a disposizione del difensore ( se si tratta di un 2c1 vero e proprio e non vi sono altri difensori che stanno recuperando in altre zone del campo ) può essere il fuorigioco : se il portatore ritarda il tempo del passaggio o l'attaccante senza palla taglia direttamente in profondità e non con un movimento "ad L" o a mezzaluna , avanzando un istante prima del passaggio il difensore può mettere l'attaccante in offside.

Per gli attaccanti , questa possibilità è uno stimolo a smarcarsi e a passare la palla ( o eventualmente dribblare ) con i tempi giusti.
Terminiamo le esercitazioni proposte eliminando ogni vincolo e facendo giocare liberamente i ragazzi come nel contesto di gara.

Esercitazione 3: minipartite 2c1 con giocatore jolly. : si compongono squadre di 2 giocatori ciascuna e per ciascun campo di gioco si prevede la presenza di un giocatore jolly che gioca con la squadra in possesso di palla. Uno dei due giocatori per ciascuna squadra svolge il ruolo del portiere : terminata l'azione avversaria il giocatore che svolgeva il ruolo di portiere diventa attaccante e chi ha fatto il giocatore di movimento diventa portiere. Se il difensore conquista palla senza che l'azione termini , si effettua immediatamente la transizione cercando di andare in goal con l'appoggio del giocatore jolly.

In figura è mostrata anche una possibile soluzione "logistica" per la creazione dei campi di gioco : uno più ampio con porte grandi ottenuto prolungando l'area di rigore , due più piccoli laterali ricavati nello spazio che va dalla linea dell'area di rigore al fallo laterale. L'obiettivo è quello di far eseguire un elevato numero di azioni 2c1 variando spazi e situazioni , per far maturare esperienza tattica e motoria che i ragazzi potranno riutilizzare nei diversi contesti di gara.

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Saturday, June 13, 2009

La presa di posizione 4° parte : l'avversario senza palla ( in condizioni di parità numerica )

Nei precedenti post di questa serie sulla presa di posizione si è parlato dei diversi modi di affrontare il portatore di palla. Dopo le esercitazioni proposte i ragazzi dovrebbero sapere come affrontare il possessore fronte alla porta ( 1° parte ) , quello spalle alla porta ( 2° parte ) e come saper discernere dinamicamente nel contesto di gara fra queste due situazioni ( il timing , 3° parte ).

Passando a considerare la presa di posizione rispetto all'avversario senza palla ( in condizioni di parità o superiorità numerica , quando cioè sul portatore di palla vi sia già almeno un compagno ) , la comprensione dovrebbe essere agevolata da quanto detto in precedenza : inanzitutto continua a valere il principio per cui il difendente deve trovarsi sempre nella traiettoria avversario-porta o per lo meno deve avere la certezza di potercisi trovare quando questi riceverà la palla.

Questo concetto è così fondamentale che , a mio parere , può e deve diventare una di quelle parole chiave condivise fra allenatore e giocatori che rendano immediata la comunicazione durante la partita : se chiedo ad un mio ragazzo che sta affrontando il proprio avversario diretto di mettersi in traiettoria capisce immediatamente di cosa stiamo parlando. Qualcosa di analogo succede per richiamare le diverse distanze da mantenere lungo questa traiettoria : in pressione significa ad una distanza di 1:1,5mt senza attaccare , attacca significa che si deve cercare il contrasto ( perché l'avversario seppure frontale è ormai troppo vicino alla porta ) o almeno il contatto ( situazione di spalle ).

Trovati i punti comuni con le situazioni precedenti , quali sono gli elementi di difficoltà introdotti da questa nuova situazione? Sostanzialmente tre :

1) che orientamento tenere
2) che distanza tenere dall'avversario
3) come comportarsi quando l'avversario sta per ricevere un passaggio

La prima domanda ha una risposta semplice : in tutti i casi tranne che in uno l'orientamento da tenere è quello che permette di vedere contemporaneamente palla e avversario. Il caso particolare è il cross da fondo campo o comunque all'indietro , caso in cui è impossibile vedere contemporaneamente avversario e pallone a meno di contravvenire al principio di interposizione fra avversario e porta ( figura 1 ). Poiché il principio di interposizione fra avversario e porta resta comunque prioritario , l'alternativa è quella che vediamo messa in atto dai tanti difensori esperti di cui la scuola italiana è maestra : si privilegia la vista della palla , ma la posizione dell'avversario viene seguita con il tatto. E' la classica indicazione che diamo ai nostri ragazzi di "sentire l'avversario" , ovvero di utilizzare il contatto braccio-petto per controllare continuamente i movimenti dell'avversario e comportarsi di conseguenza.




Per quanto riguarda la seconda domanda , la distanza da tenere dipende principalmente da due fattori :
a) la distanza dalla porta , ovvero la pericolosità della zona di campo in cui si trova a marcare : quanto più ci si avvicina alla porta , tanto più le distanze si devono accorciare , fino ad andare a diretto contatto in area di rigore.
b) la distanza della palla , ovvero quante probabilità ci sono che l'avversario senza palla riceva un passaggio e sia immediatamente pericoloso : è chiaro che quanto più l'avversario ha probabilità di essere servito in modo immediatamente pericoloso e tanto più lo si dovrà marcare da vicino.

Introducendo concetti come questi, anche se si sta spiegando la marcatura individuale e quindi non si sta affrontando la tattica collettiva , in realtà si stanno già abituando i ragazzi al dualismo fra marcatura e copertura tipica del gioco a zona. Si pensi ad esempio alla marcatura dell'avversario senza palla su lato debole , ovvero sulla fascia opposta a quella del portatore di palla : il giocatore per essere servito necessiterà di un cambio di un gioco , che richiede un certo tempo di esecuzione ( considerata anche la ricezione orientata da parte dell'avversario ). Il nostro difensore potrà stringere verso il lato forte, ma la distanza dovrà essere tale da permettergli di trovarsi immediatamente in traiettoria non appena l'avversario riceva palla e diventi il portatore. Ricordiamo che stiamo parlando di tattica individuale e non abbiamo ancora parlato di diagonali e di gioco a zona ( e personalmente non lo faccio né nella categoria giovanissimi né tantomeno in quella esordienti ) : risulta però intuibile come insegnare la diagonale a ragazzi che siano in possesso di questo bagaglio sulla presa di posizione è praticamente immediato : puoi stringere fino a portarti in linea con il penultimo difensore , ma bada bene che appena l'avversario sul lato debole riceve palla devi essere in grado di interporti fra lui e la porta.

Una simile introduzione graduale ai principi del gioco a zona come la diagonale ha l'enorme vantaggio che i ragazzi sanno perché stringono verso il lato forte e quindi sanno come farlo ( non è un incomprensibile dettame di tattica collettiva , come se fossero soldatini di un risiko a loro sconosciuto ): ovvero stringeranno di quel tanto che permetterà loro di trovarsi in traiettoria avversario-porta non appena l'avversario avrà ricevuto il cambio di gioco. Quante volte invece vediamo , anche nelle categorie degli adulti , terzini che stringono troppo con la conseguenza che l'avversario sul lato forte una volta ricevuta palla si trova direttamente in porta??

La terza questione è a sua volta strettamente dipendente dalla seconda : quanto più l'avversario si trova vicino alla porta e quindi potenzialmente pericoloso , quanto più si dovrà cercare l'intercetto o il contrasto. Se viceversa l'avversario si trova in una zona non pericolosa e quindi è marcato a distanza tale da non permettere l'intercetto , si potrà anche permettere che riceva palla riconducendosi così al problema di affrontare un portatore di palla come visto nei post precedenti.

Veniamo ora ad alcune esercitazioni mediante le quali insegnare i principi finora descritti. Sulla falsa riga delle esercitazioni di riscaldamento proposte negli articoli precedenti , un esercitazione di messa in azione che entri subito nell'obiettivo può essere la seguente :

esercitazione 1 : messa in azione a coppie : i ragazzi vengono divisi a coppie attaccante-difensore e corrono liberamente su una metà campo , svolgendo eventualmente andature preatletiche o skip. L'istruttore ( o un compagno ) guida la palla nella medesima metà campo. Al fischio dell'istruttore gli attaccanti si fermeranno sul posto e i difensori prenderanno posizione rispetto ai tre riferimenti :
a) portatore di palla ( istruttore )
b) avversario
c) porta

Osservando le posizioni assunte dai difensori , l'istruttore potrà correggere e spiegare gli eventuali errori , al limite anche passando la palla all'avversario del difensore che si è posizionato erroneamente , chiedendo di concludere l'azione 1c1.

Esercitazione 2 : 1c1 con passaggio proveniente da diverse posizioni. Su una metà campo vengono posizionati diversi cinesini , mentre l'istruttore in possesso della palla si posiziona in un altro punto della metà campo. A turno una coppia attaccante-difensore viene coinvolta a disputare un 1c1 , con l'attaccante che si posiziona su un cinesino e il difensore che , al fischio dell'istruttore dovrà prendere posizione rispetto ai riferimenti palla-porta-attaccante partendo da posizioni diverse ( dietro la porta , da una fascia , dalla metà campo ). Se l'attaccante vince l'1c1 e va alla conclusione senza segnare conquista 1 punto , se segna due punti. Se l'attaccante riceve palla ma il difensore vince l'1c1 , il difensore conquista 1 punto. Se il difensore intercetta palla prima che l'attaccante la riceva , conquista 2 punti.

Esercitazione 3 : 2c2 con partenza da diverse posizioni. Lasciando i cinesini sparsi per la metà campo come nell'esercitazione 2 , una coppia di giocatori ( attaccante in possesso palla e suo marcatore ) parte da un cinesino ed un altra coppia ( attaccante senza palla e suo marcatore ) da un altro cinesino. Al fischio dell'istruttore prende il via un normale 2c2 dove il 1° difensore si trova ad affrontare un avversario in possesso palla e l'altro difensore un attaccante senza palla. In caso di passaggio fra i due attaccanti dovranno o tentare l'intercetto oppure invertire i ruoli : chi attaccava il portatore prende posizione rispetto all'avversario senza palla , chi dava copertura e marcava l'attaccante senza palla va in pressione sul portatore.

Esercitazione 4 : partita con le fasce e lato debole interdetto ai difensori. Si gioca una partita con 3 zone longitudinali : una zona centrale e due fasce laterali. Quando la palla staziona in una delle due fasce , la squadra non in possesso palla deve lasciare libera la fascia opposta ( lato debole ). Osservazione : il marcatore di un eventuale attaccante che si trovi sul lato debole è tenuto ad "aspettare" l'attaccante lungo la linea di demarcazione della fascia sulla traiettoria attaccante-porta.

Nell'esercizio 3 si può iniziare ad introdurre modifiche alla presa di posizione intesa come nozione di tattica individuale per iniziare a guardare alla tattica collettiva. Il marcatore dell'avversario senza palla dovrà mettersi non solo in modo da potersi trovare sulla traiettoria attaccante-porta quando questi sarà in possesso palla , ma anche in modo da dare copertura al compagno che affronta l'attaccante in possesso palla , per prevedere la possibilità che questi perda l'1c1 e venga saltato. Ma questo argomento sarà l'oggetto delle prossime puntate.

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Sunday, May 10, 2009

La presa di posizione - 3° parte : il timing

Nei precedenti post di questa serie sulla presa di posizione si è parlato dei diversi modi di posizionarsi rispetto al possessore di palla nel caso in cui esso sia fronte alla porta o spalle alla porta.

Come in ogni progressione didattica , queste prime esercitazioni miravano ad un obiettivo minimo : insegnare ai ragazzi a riconoscere le due diverse situazioni di gioco ( attaccante spalle alla porta e attaccante fronte alla porta ) e ad associare immediatamente il relativo comportamento da tenere.

Purtroppo ( o per fortuna ) , nella situazione reale di gara raramente capitano situazioni di gioco in cui applicare questa associazione per così dire statica , molto più spesso ci si trova in contesti dinamici dove l'avversario può cambiare la sua condizione da frontale a di spalle (e viceversa) in pochi istanti.

Una situazione tipica , ad esempio , è quella riportata in figura ( per comodità sono stati riportati solo la palla - o meglio il portatore di palla - il difensore e il suo diretto avversario , nelle esercitazioni successive saranno introdotti anche altri avversari e compagni) :
L'avversario spalle alla porta sta per ricevere palla e ci si potrà trovare nelle seguenti situazioni :

1) la distanza fra attaccante e difensore nel momento in cui parte la palla è sufficiente all'attaccante per voltarsi e puntare frontalmente il difensore
2) la distanza è tale che il difensore fa in tempo ad "accorciare" e portarsi a contatto con l'attaccante impedendogli di voltarsi
3) la distanza è minima e l'attaccante non si approssima con sufficiente velocità al portatore di palla e/o non protegge a sufficienza la palla.

Il ventaglio di soluzioni al problema da parte del difensore sono sempre le stesse ( posizione di guardia a distanza di sicurezza con indirizzamento dell'avversario , pressione di spalle a contatto con l'avversario e , solo qualora si sia certi di prendere la palla , l'anticipo ) : la difficoltà sta nel riconoscere il problema perché, che come dicevamo in precedenza, la situazione non è statica ( l'avversario fermo con la palla come nel gioco delle "sedie musicali" ) ma dinamica. Per di più i parametri che deve determinare il difensore per discernere in quale delle tre situazioni si trovi sono molti : distanza di partenza fra difensore e attaccante , velocità di trasmissione della palla , velocità con cui l'attaccante si sta avvicinando alla palla , velocità massima che l'attaccante è in grado di esprimere e velocità massima che il difensore è in grado di esprimere.

Una errata percezione della situazione può significare mandare l'uomo in porta. . Infatti può capitare che :

a) il difensore percepisce erroneamente che la distanza non sia sufficiente all'attaccante per voltarsi , si avvicina a grande velocità per portarsi a contatto ( soluzione al problema dell'attaccante voltato di spalle ) , ma questi fa in tempo a voltarsi e a sorprenderlo in velocità. In altre parole il difensore percepisce di trovarsi nella situazione 1 ma la situazione reale è quella descritta al punto 2

b) il difensore pensa di non essere sufficientemente vicino all'attaccante da potersi portare a contatto , lasciandogli la possibilità di voltarsi e puntarlo frontalmente ( il difensore percepisce di trovarsi nella situazione 2 , mentre in realtà la situazione reale è quella descritta al punto 1 ). Questo errore è generalmente meno grave del precedente , perché il difensore eccede in prudenza : l'attaccante ha comunque l'indubbio vantaggio di poter puntare frontalmente il difensore e dribblarlo , mentre spalle alla porta col difensore a contatto avrebbe molto più probabilmente optato per un passaggio di scarico.

c) il difensore pensa di poter anticipare l'attaccante , che invece è più veloce e lo taglia fuori ( il difensore percepisce la situazione 3 in luogo della situazione 2 ).

d) il difensore percepisce di trovarsi nella situazione 2 invece si trova nella situazione 3 : questo errore è quello che causa meno problemi alla squadra , perché in fondo si tratta soltanto di un mancato anticipo e quindi di un mancato recupero della palla. L'attaccante si trova comunque voltato di spalle con un difensore a contatto e difficilmente potrà rendersi pericoloso. Per questo motivo dico ai miei ragazzi che l'anticipo ( soprattutto sulla propria tre/quarti ) va tentato solo se si è certi di intercettare la palla.

La capacità di riconoscere il problema ed associare la giusta soluzione è un mix di di esperienza , percezione e capacità coordinative che solo in parte si possono insegnare , perché in parte faranno sempre parte del bagaglio genetico del ragazzo , del suo intuito e della sua predisposizione.

Possiamo comunque provarci con esercitazioni come quella mostrata in figura ( l'esercitazione si svolge in parallelo su due gruppi , sia sulla fascia destra che su quella sinistra ) :
Situazione 1c1 con attaccante che parte spalle alla porta : Un centrocampista C esegue uno slalom in guida della palla su dei conetti , terminato il quale l'attaccante A , che parte dal lato più lontano del quadrato di gioco , si farà incontro per ricevere palla. Il difensore D parte alle spalle di A secondo tre differenti distanze determinate da tre differenti cinesini ( che per comodità potranno essere di 3 colori diversi ). L'obiettivo è superare il difensore ed entrare in guida della palla in una delle due porticine : il goal sulla porticina interna vale 3 punti , quello sulla porticina esterna vale 1 punto. Ovviamente l'istruttore chiamerà di volta in volta la partenza da uno dei 3 cinesini per far variare continuamente il tempo e lo spazio che deve percepire il difensore.

variante 2c1 : se i difensori sono così bravi che l'attaccante raramente riesce a voltarsi , si può far partecipare al gioco anche il centrocampista C , creando così un 2c1. Si possono ad esempio assegnare : 4 punti se l'attaccante riesce a fare goal nella porticina interna senza appoggiarsi al centrocampista , 3 punti se riesce a fare goal nella porticina interna aiutandosi col centrocampista , 2 punti se riesce a fare goal nella porticina esterna senza appoggiarsi col centrocampista , un punto se riesce a fare goal nella porticina esterna appoggiandosi col centrocampista.

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Tuesday, April 14, 2009

La presa di posizione - 2° puntata : 1c1 con attaccante fronte alla porta e 1c1 con attaccante spalle alla porta

La scorsa esercitazione sulla presa di posizione nell'1c1 è piaciuta ai ragazzi e quindi ho deciso di riproporla ogni tanto come forma di riscaldamento, introducendo però di volta in volta qualche variante.

Così come era stata pensata nel post precedente , però , si riduce ad una sola casistica e cioè la presa di posizione rispetto ad un avversario :
1) in possesso di palla
2) orientato fronte alla porta
3) senza compagni né avversari (1c1 puro).

Le prime volte che si propone l'esercizio , limitarsi ad un caso circostanziato non è un limite , anzi : permette di concentrarsi su una situazione specifica evitando , come già detto mille volte in questo blog , di proporre troppe nozioni tutte in una volta ( troppa informazione = nessuna informazione ). Una volta però che i ragazzi hanno ben compreso come si affronta in 1c1 un portatore di palla fronte alla porta , si può allargare l'orizzonte : eliminando il vincolo elencato al punto 2 si può ad esempio passare a considerare entrambi i casi in cui il portatore di palla sia fronte alla porta e spalle alla porta , insegnando ai ragazzi a riconoscere immediatamente le due situazioni e ad associare ad ognuna di esse un diverso comportamento tattico.

Il setting dell'esercitazione , a questo punto , non potrà più prevedere solamente la disposizione di un certo numero di palloni nella metà campo , perché i ragazzi dovranno essere in grado di distinguere fra il caso del portatore fronte alla porta e quello del portatore spalle alla porta.

Una possibile soluzione ( da adottare ad esempio se il numero di ragazzi a disposizione è limitato ) potrebbe essere quella di posizionare dei conetti a rappresentare l'avversario : la palla pochi centimetri avanti il conetto rappresenta un avversario fronte alla porta , la palla pochi centimetri dietro il conetto significa l'avversario spalle alla porta.

Su come affrontare un attaccante frontalmente si è già detto nello scorso post , in questa esercitazione dobbiamo riuscire a trasmettere ai ragazzi l'importanza di dare una pressione molto più ravvicinata in caso di portatore spalle alla porta , per impedirgli di voltarsi ed obbligarlo a far ricominciare l'azione. In pochissimi istanti dovranno essere in grado di effettuare l'associazione : portatore frontale = disposizione a distanza di sicurezza in posizione di guardia , portatore di spalle = immediatamente a contatto per impedirgli di voltarsi.

Se questo portarsi immediatamente a contatto significhi un effettivo contatto petto-dorso ( il buon vecchio "attaccati e allarga le braccia" che ci ricordavano i nostri allenatori ) o invece porsi in posizione di guardia ad una distanza molto ravvicinata ( la distanza di un braccio, diceva Beppe Bergomi in un interessantissimo articolo sul nuovo calcio ) è una questione da affrontare successivamente : quando saranno adulti sarà certamente preferibile questa seconda soluzione , perché affronteranno attaccanti smaliziati che sfrutteranno l'appoggio per fare perno e voltarsi verso la porta ( che era proprio l'obiezione portata da Bergomi in quell'articolo ) . Come prima proposta nelle categorie inferiori ( ricordo che stiamo parlando di esordienti 1° anno ) io propenderei invece per il contatto petto-dorso , perché quello che mi preme sottolineare è che un portatore di spalle va affrontato molto più da vicino di un portatore frontale. Una volta appreso questo concetto fondamentale ( che non è così scontato neanche nelle prime squadre , dato che ancora capita di assistere a giocatori adulti che si dimenticano di "accorciare" sull'avversario spalle alla porta permettendogli di voltarsi agevolmente ) potremo pian piano insegnare loro come non dare l'appoggio all'attaccante "smaliziato".

Tornando all'esercizio in questione , se si dispone di un sufficiente numero di allievi si possono anche dividere i ragazzi in due gruppi : quelli di un gruppo svolgeranno i ruoli di "attaccanti" e quelli del gruppo restante saranno i "difensori" che dovranno allenarsi sulla presa di posizione. Ho messo le virgolette perché i ruoli nell'esercizio non hanno necessariamente correlazione con i ruoli in campo e dopo un certo numero di esecuzioni i due gruppi si invertiranno : anche un attaccante , infatti , può trovarsi in partita ad affrontare un portatore di palla frontale o di spalle e deve sapere come farlo.

Se si ha un sufficiente numero di ragazzi a disposizione , questa seconda soluzione è certamente da preferire , per due buone ragioni :

1) per questioni logistiche : si evita di perdere tempo a posizionare i conetti e dividendo i ragazzi in due squadre con due colori della casacca si può ad esempio far seguire o precedere l'esercizio da un normale possesso palla. Oppure si può organizzare l'esercizio in modo che prima tutti i giocatori eseguano una guida della palla secondo varie modalità ( interno , esterno , pianta del piede , figura A ) poi , al fischio dell'istruttore , gli "attaccanti" si arrestano mantenendo l'orientamento che hanno maturato ( fronte o spalle alla porta ) , mentre i difensori abbandonano la palla correndo a posizionarsi sulla traiettoria attaccante-palla secondo le modalità suddette ( figura B ).


figura A


figura B

2) per questioni di specificità : attaccare un avversario in carne ed ossa è molto più simile al contesto di gara che non attaccare un conetto. L'importanza della memoria visiva , tattile e cinestetica nell'apprendimento infatti non è da trascurare : senza scomodare i neuroni specchio ( sui quali comunque consiglio la lettura del libro di Riccardo Capanna Allenare Oggi : Le quattro regole d'oro ) è intuitivo comprendere che una esperienza motoriamente vissuta e ripetuta si ricorda meglio e si associa più facilmente in gara alla situazione di gioco contingente , piuttosto che una spiegazione astratta. Inoltre sostituendo i conetti con degli attaccanti veri si ha il notevole vantaggio che l'esercio statico sulla presa di posizione si tramuti immediatamente in un esercizio dinamico , cioè un vero e proprio 1c1 : alla chiamata nominale dell'istruttore ciascuna coppia inizierà ad affrontarsi con il vincolo per l'attaccante di concludere entro un tempo prestabilito. Ecco che l'esercizio allena anche i tempi di reazione e la velocità di ragionamento ( psicocinetica ).

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Thursday, February 19, 2009

L'1c1 difensivo : questioni generali ed una esercitazione specifica

L'esercizio che propongo in questo post è pensato per chi , come il sottoscritto , ha a disposizione solo due allenamenti a settimana ed è quindi costretto a proporre esercitazioni che allenino contemporaneamente più aspetti , sia durante le esercitazioni tecnico-tattiche che in quelle coordinativo-motorie.

In questo caso , parlando di 1c1 , molteplici sono le situazioni in cui il difensore può affrontare l'avversario in possesso palla : 1c1 con attaccante voltato spalle alla porta , 1c1 frontale in zona centrale , 1c1 frontale su una fascia laterale.

L'esercizio si presta bene a riepilogare come comportarsi in queste diverse situazioni , che andrebbero precedentemente affrontate una per una , altrimenti per il ben noto principio troppa informazione = nessuna informazione rischiamo di proporre un carico eccessivo di nuove nozioni in un'unica dose, col rischio concreto che nessuna di esse venga appresa in forma stabile.

In precedenza avremo cioè dover spiegato ai nostri ragazzi che :

1) affrontando in 1c1 un attaccante voltato di spalle , al limite dell'area o comunque in zone dove può pervenire al tiro , è necessario che il difensore riduca subito gli spazi di manovra dell'avversario , portandosi a contatto petto-schiena e avendo cura di non spingerlo e di non commettere fallo con le braccia , che saranno quindi tenute ben aperte. Per farmi comprendere sono solito dire ai difensori che se costringono l'avversario a passare la palla ad un compagno a sostegno possono ritenere di aver svolto il proprio compito ; se invece l'avversario riesce a girarsi fronte alla porta o a conquistare una punizione , c'è in qualche modo la loro responsabilità. In altre parole l'anticipo sull'avversario di spalle va tentato solo se questi compie evidenti errori di copertura della palla , altrimenti meglio continuare a difendere la porta e obbligarlo a ricominciare l'azione.

2) affrontando un avversario frontalmente su fascia laterale devono cercare di:
2a) andare inizialmente in pressione fino a posizionarsi ad una distanza di sicurezza di circa un metro lungo la traiettoria attaccante-porta ( difesa della porta e presa di posizione , due dei principi fondamentali della tattica individuale in fase di non possesso );
2b) tenere gli appoggi non allineati , me nella posizione che permetta la massima reattività ( quella che Mister Gnagnetti allo stage dell'Ascoli Soccer Acedemy definì di guardia , mutuandola da sport come la scherma e il pugilato );
2c) arretrare con corsa scivolata all'indietro ed appoggi come al punto 2b) , avendo cura di indirizzare l'avversario verso l'esterno , dove è chiaramente meno pericoloso e lo specchio della porta si restringe;
2d) se l'attaccante effettua delle finte o dei cambi di direzione , cercare inanzitutto di tenere fissi gli occhi sulla palla per non farsi ingannare dalle finte e soprattutto cambiare direzione di conseguenza ( per continuare il paragone con la scherma o col pugilato possiamo parlare di cambio da guardia destra a guardia sinistra ) avendo cura di non voltargli mai le spalle , perché la perdita del contatto visivo con l'avversario e la palla può essere fatale;
Riassumendo : anche qui il contrasto e l'intercettamento vanno tentati solo se l'attaccante mostra palesemente di perdere il contatto con la palla; altrimenti si cerca di indirizzarlo verso l'esterno e , in caso di finta , essere più reattivi possibile nel voltarsi e nel capitalizzare il metro di vantaggio iniziale dato dalla cosiddetta distanza di sicurezza.

3) affrontando un avversario frontalmente in zona centrale , rispetto a quanto detto al punto 2 si hanno le seguenti differenze:
3a) la direzione preferenziale verso cui indirizzare l'attaccante non è la fascia più vicina , essendo entrambe le fasce troppo distanti; il difensore dovrà scegliere dove indirizzare l'attaccante sulla base di altri parametri : proprio piede dominante e quindi proprio lato forte , piede non dominante dell'attaccante e quindi suo lato debole , lato dove stanno rientrando eventuali compagni per il raddoppio;
3a) arretrando indefinitamente per mantenere la distanza di sicurezza , si fa guadagnare troppo campo all'attaccante e avvicinandosi alla porta sarà sempre più difficile chiuderne lo specchio ( viceversa sulla fascia l'avanzamento dell'attaccante produceva un restringimento dello specchio ) ; per questo motivo il difensore dovrà prima o poi contrastare l'avversario e tentare l'intercetto , avendo cura di scegliere l'attimo in cui l'attaccante perde il contatto con la palla ( o addirittura indurlo a scoprirla mediante finte difensive).

Detto questo , passiamo ad illustrare l'esercizio. Si svolge su una metà campo e prevede la partecipazione di 3 centrocampisti (C1,C2,C3) , 1 attaccante (A1) e 2 difensori (D1,D2 ) , disposti in 4 stazioni per i giocatori che attaccano e 2 per i giocatori che difendono , come mostrato nelle figure 1 e 2 ( al termine di ogni esecuzione i giocatori che hanno preso parte all'azione cambiano stazione ).


Figura 1

Figura 2


L'esercizio inizia con C1 che serve A1 nel quadrato. A1 è contrastato spalle alla porta da D1 e dovrà decidere se:

A) voltarsi per concludere, passando per le due porticine contraddistinte dai cinesini rossi : in tal caso l'azione termina , con la chiara certezza per il difensore di aver commesso un errore permettendo all'attaccante di voltarsi;

B) appoggiare nuovamente per C1 ( dai e segui ) , che cambierà gioco per C3 (figura 1); C3 sarà affrontato da D2 in fascia laterale , il cui obiettivo sarà impedirgli di entrare in area ( indirizzamento verso l'esterno , come visto sopra ). Se C1 riesce ad entrare in area deve essere lasciato libero di concludere;

C) appoggiare centralmente per C2 ( figura 2 ), che affronterà un 1c1 in fascia centrale ancora con D2. L'obiettivo per D2 sarà far indirizzare C2 verso l'esterno dell'area o intervenire tentando il recupero quando C2 si sarà avvicinato eccessivamente alla porta. Se C2 è costretto ad uscire dall'area , il difensore ha svolto il proprio compito e l'azione termina con il successo di D2.

Sempre per il principio che non vanno comunicate troppe informazioni tutte insieme , inizialmente si possono omettere i vincoli ( passaggio per le porticine rosse dell'attaccante spalle alla porta , obbligo per il difensore in fascia di non far entrare l'attaccante in area e per l'attaccante in zona centrale di non farsi portare fuori dall'area ) e far svolgere semplicemente tre 1c1. Dopo un certo numero di esecuzioni si introducono i vincoli e se ne spiega il significato.

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