Monday, September 29, 2008

A.S.D. Le Torri - S.S.D. Borghetto [C.D.(3)]

Dopo mille peripezie ( partite annullate per pioggia , avversari che non si presentano , ecc ) , finalmente sono riuscito a far disputare ai miei ragazzi la prima amichevole 9c9 , sistema di gioco con cui ci confronteremo nella fase autunnale del campionato esordienti 1° anno.

Per la verità il test è servito a poco , perché causa un'improvvisa epidemia di influenza mancavano ben 4 elementi su 13 ragazzi del '97 che compongono la mia rosa ( rispetto allo scorso anno 3 ragazzi si sono trasferiti e 2 sono aggregati col gruppo dei '96) e per arrivare al numero minimo abbiamo dovuto aggregare 2 ragazzi classe 1998 fra cui D.C. , che non conoscevo ma che si è mostrato davvero un buon elemento mettendo a segno addirittura 3 goal.

In accordo con lo spirito della categoria esordienti così come scritto nel comunicato ufficiale nr.1 , da quest'anno non scriverò il risultato nelle analisi delle partite ( anche se probabilmente si intuirà dalla descrizione del match ) , ma solo considerazioni a carattere tecnico : le indicazioni provenienti da questa prima uscita stagionale dicono che dobbiamo ancora lavorare parecchio sul possesso palla per poter sviluppare un gioco accettabile.

Avevo chiesto ai ragazzi di impostare l'azione dal portiere e di evitare il continuo ricorso al rinvio lungo , cui erano abbastanza abituati lo scorso anno : paradossalmente nel primo tempo non sono stato ascoltato e infatti abbiamo chiuso in vantaggio ( in queste categorie un liscio del difensore e un elemento veloce in grado di approfittarne si trovano sempre ) , mentre nel secondo ci abbiamo provato di più e infatti abbiamo faticato ad arrivare nei pressi della porta avversaria , abbiamo perso qualche palla stupida sulle quali abbiamo subito diversi goal. Nello specifico , dobbiamo migliorare molto sui tempi dello smarcamento ( i centrocampisti tardavano a smarcarsi incontro ai difensori e gli attaccanti commettevano lo stesso errore nei riguardi dei centrocampisti ) , sulla precisione nel passaggio e sulla guida a testa alta ( troppi passaggi sbagliati per scarsa precisione o per errori di valutazione sull'effettiva posizione del compagno perché giochiamo a testa bassa).

Poco importa : è una fatica salutare a cui dovremo abituarci. Ho spiegato cortesemente questa mia richiesta anche ai genitori che , non conoscendo ancora le mie metodologie di lavoro , hanno più volte istigato i ragazzi a buttare via palla.

Il confronto coi genitori per confutare la mentalità del "buttala via" e del "palle lunghe e pedalare" è un momento che si ripropone immancabilmente ogni volta che mi trovo ad allenare un nuovo gruppo : finora ho sempre avuto la fortuna di incontrare genitori comprensivi e pare che questo nuovo gruppo non farà eccezione.

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Sunday, September 7, 2008

Perché si perde il possesso palla ( 6° ed ultima parte ) : una proposta di periodo preparatorio per categoria esordienti 1° anno

A conclusione della serie di post che questo blog ha dedicato nei mesi scorsi al possesso palla vorrei presentare una proposta di periodo pre-campionato per la categoria esordienti primo anno , che è la naturale conclusione delle riflessioni maturate.

Alcune istruzioni per l'uso , raccolte anche nelle note introduttive che presentano le sedute:

1) non si tratta di una preparazione atletica , perché a mio parere non ha senso parlare di preparazione atletica a quest'età ( 11 anni ) : forza e resistenza lattacida non si possono allenare , mentre resistenza aerobica e velocità/rapidità possono essere allenate proficuamente ma implicitamente nelle esercitazioni con la palla. Le uniche capacità motorie che vengono allenate "a secco" facendo uso dei più svariati attrezzi ( ostacoli alti e bassi , cerchi , funicelle , speed ladder , ecc ) sono le capacità coordinative.

2) si cerca di migliorare il possesso palla migliorando gli aspetti di tattica individuale , come penso abbia capito chi ha seguito questi 6 post : non ha senso , secondo me , impegnare parti consistenti delle sedute a parlare di ampiezza , profondità , scaglionamento , ecc se i ragazzi non sono in grado di ricevere o proteggere palla in modo da mantenerla coperta dall'avversario o di distinguere un passaggio sullo spazio da un passaggio sull'uomo.

Qualcuno potrebbe dissentire ma mi permetto di citare, a sostegno della mia scelta, la seguente statistica curata dall'autore del libro 250 esercizi e giochi per il perfezionamento tattico : di tutte le cause che durante una partita di calcio danno luogo ad una transizione fra fase di possesso palla e fase di non possesso , ben il 50% sono dovuti ad errori tecnici "non forzati" come passaggi sbagliati o cattivo controllo della palla; il 10% è costituito da "errori forzati" , dovuti cioè a pressing e fuorigioco ; il 15% da contrasti persi e il 5% da intercetti. Nel 12% dei casi il possesso passa alla squadra avversaria attraverso un fallo con conseguente punizione , mentre la percentuale di azioni che terminano con una conclusione in porta è solo del 6%.

La statistica si riferisce al calcio degli adulti , quindi presumibilmente l'incidenza degli errori tecnici nelle partite di calcio giovanile è ancora maggiore , più probabilmente un 60-70%. E' su questi aspetti che quindi si possono avere i maggiori margini di miglioramento e su cui bisogna insistere prima di passare a risolvere gli errori di tattica collettiva.

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Monday, September 1, 2008

Perché si perde il possesso palla ( 5° parte ) : la protezione della palla , il basket e altre considerazioni

La protezione della palla è l'ultimo fondamentale di tecnica applicata che tratterò in questa serie di post perché è l'ultimo aspetto di tattica individuale che , se migliorato , può avere importanti ripercussioni sulle capacità della propria squadra di mantenere il possesso palla , anche e soprattutto in condizioni di inferiorità numerica.

Prima di presentare alcune sedute di allenamento specifiche per questo obiettivo , però , mi permetto un breve confronto fra l'importanza che il possesso palla riveste nel calcio e in altri sport di squadra con la palla : lo faccio proprio parlando della protezione della palla perché i due aspetti sono secondo me strettamente collegati.

Mi sono chiesto spesso , infatti , assistendo a partite di basket/pallanuoto/football americano ecc perché nel calcio c'è minor consapevolezza che perdere una palla significa consegnare agli avversari un'opportunità per segnare; in altre parole perché i tifosi di calcio non salutano il recupero di un pallone con lo stesso entusiasmo con cui i tifosi di basket salutano la riconquista di un rimbalzo sotto canestro? E perché un giocatore di calcio si può permettere di lanciare via una palla a caso senza essere beccato dai tifosi , mentre non potrebbe permetterselo in una partita di basket o di pallanuoto ( figurarsi il football americano dove la perdita del possesso provoca il fermo del gioco per la sostituzione dell'intera squadra di attacco con la squadra di difesa )? Eppure in entrambi i casi si sta consegnando agli avversari un'opportunità in più per mettere a segno un punto.

La risposta , secondo me , sta proprio nella protezione della palla : nel basket è praticamente impossibile perdere una palla che si ha saldamente in mano e nella pallanuoto è comunque difficile , mentre il passaggio ha i suoi rischi di intercetto più o meno come nel calcio. Questo fa si che la percentuale di azioni che iniziano da una conclusione avversaria e terminano con una conclusione nell'altra porta è molto più alta nel basket o nella pallanuoto che non nel calcio : per dirla con un termine molto in voga fra gli allenatori di oggi , nel basket vi sono molte meno "transizioni" e queste si limitano per lo più a conclusioni non andate a buon fine ( ed è lì appunto che il cestista va a recuperare i rimbalzi ) .

Possiamo trarre qualche conclusione didattica utile per un allenatore di settore giovanile da queste elucubrazioni apparentemente così astratte? Secondo me si. Parliamo di pensiero tattico individuale e proviamo a porci nei panni di un giocatore di basket in possesso della palla ed un giocatore di calcio nella stessa situazione :

1) il giocatore di basket sa che nessuno può portargli via la palla dalle mani e , anche vedendo avvicinarsi l'avversario , può osservare "con calma" le posizioni dei compagni ed attendere lo smarcamento che ritiene più opportuno ( ho messo le parole "con calma" fra virgolette perché poi ci sono le infrazioni temporali o di passi , ma questo non fa che rafforzare il nostro ragionamento : chi ha scritto le regole era consapevole che bisognava forzare il passaggio altrimenti il cestista avrebbe potuto attendere anche per tempi lunghissimi tanta è la sua certezza di non perdere palla ).

2) il giocatore di calcio non ha la certezza di non perdere palla e sa che dovrà cercare un compagno libero per il passaggio ( o concludere ) molto più in fretta del cestista;
2a) il giocatore di un certo livello, comunque , sa che può porre in atto un certo numero di accorgimenti ( quelli riguardanti la protezione della palla ) che gli assicurano se non la certezza di mantenere il pallone , almeno una buona probabilità di farlo ( o al massimo di conquistare fallo ) finché l'avversario è uno : certo se gli avversari che si apprestano ad affrontarlo sono più di uno mentre pone in essere questi accorgimenti dovrà velocemente trovare una soluzione per passare la palla.
2b) il ragazzo o il giocatore delle categorie inferiori non ha neanche questo margine di sicurezza ( anzi spesso compagni , spettatori e purtroppo anche qualche allenatore contribuiscono a mettergli ansia di non riuscire a mantenerla ) e questo lo spinge a buttare via palla.

Intervenire sul pensiero tattico individuale dei nostri allievi perché possa essere sempre più vicino a quello descritto al punto 2a e sempre meno vicino a quello descritto al punto 2b è proprio il nostro compito. Che i bambini partano quasi tutti dalla situazione 2b potete verificarlo voi stessi , molto semplicemente, come ho fatto oggi al primo allenamento con gli esordienti 1997 : consegnate le casacche e chiedete di svolgere un possesso palla con le mani senza alcuna regola ( fermo restando il divieto di sradicare la palla dalle mani degli avversari ) , ma fissando l'obiettivo per il punto ad un valore relativamente alto di passaggi.

Nessuna regola significa che si può correre con la palla quanto si vuole senza obbligo di rimbalzo , che non vi sono infrazioni di tempo , ecc ecc : se i ragazzi avessero un pensiero tattico evoluto ogni azione terminerebbe con il raggiungimento dell'obiettivo. La situazione , invece , è radicalmente diversa : già al 2° o al 3° passaggio c'è chi preferisce rischiare passaggi improbabili piuttosto che tenere palla in mano qualche secondo in più per attendere un passaggio più sicuro. Oggi c'era addirittura chi buttava palla alle proprie spalle senza guardare, tipo terno al lotto!

Dopo aver lasciato sbagliare i ragazzi per un po' ho fatto notare loro questi errori ( metodo globale/analitico/globale) : se prima l'obiettivo dei 10 passaggi non veniva quasi mai raggiunto , poi la maggior parte delle azioni terminava positivamente.

Questa aumentata consapevolezza va subito sfruttata per migliorare il possesso palla specifico che ci interessa , ovvero quello svolto coi piedi : prendiamo un pallone e scegliamo un ragazzo a caso, chiediamogli di toglierci la palla dai piedi. Mostrando il corretto uso del busto e del braccio opposto a quello con cui controlliamo la palla , non dovremmo avere difficoltà a tenerlo lontano : questa breve dimostrazione aiuta i ragazzi a comprendere che , con opportuni accorgimenti di protezione dell'attrezzo , possono avere un approccio al possesso palla simile a quello che avevano nell'esercizio precedente svolto con le mani , evitando cioè di buttare via la palla e proteggendola fino a che non si presenta l'opportunità di un passaggio utile.

Spero di non avervi tediato con tutte queste parole : ecco quindi la prima seduta sulla protezione della palla ed ecco la seconda seduta.

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Thursday, August 21, 2008

Perché si perde il possesso della palla (4° parte) : la ricezione e la lettura delle traiettorie.

Continuiamo la serie di post dedicati al miglioramento degli aspetti di tecnica applicata ( o tattica individuale ) che hanno una diretta conseguenza nel miglioramento del possesso palla ( tattica collettiva ) ed affrontiamo il tema della ricezione.

Gli errori di ricezione sono sostanzialmente di due tipi:
1) errori tattici : il giocatore orienta la palla nella direzione sbagliata o esegue una ricezione a seguire quando era opportuna una ricezione da fermo e viceversa; un video con l'esemplificazione di questo genere di errore lo si può trovare qui
2) errori tecnici: il giocatore ha deciso correttamente la ricezione più opportuna ma non è in grado di metterla in atto per carenze tecniche.

Di seguito propongo 3 sedute che ho inserito nel periodo preparatorio che andremo ad affrontare con gli esordienti 1° anno della S.S.D. Borghetto; le stesse sedute saranno riproposte ed ampliate nel mesociclo specifico dedicato alla ricezione:

1) seduta per la ricezione della palla da fermo ( stop )
2) seduta per la ricezione della palla a seguire da traiettoria radente
3) seduta per la ricezione della palla a seguira da traiettoria aerea

Nelle sedute si affronta implicitamente ed anche esplicitamente l'obiettivo di migliorare la lettura delle traiettorie : nella lista di 7 cause della perdita del possesso palla esposta in precedenza la lettura delle traiettorie era elencata subito dopo la ricezione , anche se i due aspetti sono duali e possono essere visti come due facce della stessa medaglia. In effetti all'errore tattico e a quello tecnico si potrebbe aggiungere una terza specie di errori di ricezione:

3) errori coordinativi: il giocatore saprebbe dove orientare la ricezione e avrebbe le capacità tecniche per ricevere la palla se si trovasse in traiettoria con la stessa , ma non vi si trova per lacune di anticipazione motoria e di timing.

Nelle sedute proposte si cerca di migliorare entrambe queste capacità : l'esercizio detto "palla rilanciata" ( che è presente in quasi tutti gli eserciziari per la scuola calcio, ma che per onor di copyright ho letto la prima volta nel libro di Stefano Bonaccorso - Calcio. Allenare il settore giovanile ) obbliga i ragazzi a valutare la traiettoria della palla e a farsi trovare nel punto di caduta pena l'assegnazione di un punto alla squadra avversaria se la palla tocca terra senza essere stata controllata.

Il timing viene invece allenato nel riscaldamento della seduta 1 e nelle successive esercitazioni tecniche, dove mi sono avvalso di un metronomo che a differenza di altri è gratuito e sempre disponibile : la forza di gravità! In particolare l'esercizio che alterna la ricezione ad un percorso andata-ritorno attorno a un conetto l'ho mutuato ( sempre per onor di copyright ) da un esercizio per la rapidità proposto nel libro di Weineck - l'allenamento ottimale del calciatore.

Un altro metronomo più difficile da reperire su un campo di calcio ma ugualmente efficace è la corda : ricordo che al corso di scuola calcio CONI-FIGC il Prof. Marziali ci propose un interessante esercizio in cui due allievi fanno girare una corda come nei giochi popolari e un terzo allievo lancia la palla e deve scegliere il tempo giusto per passare sotto la corda ed andare a riceverla dall'altra parte. Detto così sembra abbastanza facile , ma assicuro che metterebbe alla prova anche la capacità di timing di molti giocatori adulti.

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Monday, July 28, 2008

E' online il sito ufficiale della S.S.D. Borghetto

Chiedo scusa se non ho aggiornato il blog per quasi due mesi ma , dopo un meritato periodo di pausa al termine della stagione scorsa , ho cominciato da qualche settimana a programmare la nuova stagione : come annunciato allenerò la categoria esordienti primo anno e presto pubblicherò le 10 sedute di allenamento del periodo preparatorio , che possono in qualche modo essere viste come il naturale seguito della serie di post sul possesso palla finora giunta alla 3° puntata. Superata la fase egocentrica tipica delle categorie piccoli amici e pulcini , nella categoria esordienti è importante secondo me iniziare ad educare i ragazzi alla collaborazione e saper gestire il possesso palla è la massima manifestazione di collaborazione in ambito calcistico.

Nel frattempo ho dedicato un po' di tempo ( parecchio per la verità ) alla costruzione del sito ufficiale della società : l'ho fatto in forma gratuita , ma spero che il risultato sia sufficentemente professionale. Se anche la vostra società ha bisogno di un sito ufficiale vi consiglio di visitarlo : è basato sulla piattaforma open source ( quindi gratuita ) joomla e , una volta impostato e avviato da parte di chi ha una minima conoscenza di HTML, CSS, PHP e via dicendo ( non eccessiva comunque , visto che c'è riuscito anche il sottoscritto ) permette l'elaborazione di contenuti anche da parte di collaboratori che sono praticamente digiuni di informatica. Basta infatti assegnare un nome utente e una password a questi collaboratori ( che possono anche essere gli stessi allenatori , con possibilità di mettere online convocazioni , variazioni di orario delle partite e degli allenamenti e dare quindi un servizio aggiuntivo ai propri tesserati ) e si possono aggiornare i risultati , le classifiche o inserire articoli più o meno come si scrive una e-mail o un messaggio su un forum.

Chiudo qui questa parentesi dedicata al mondo del web e dai prossimi post si tornerà a parlare di questioni squisitamente tecnico-tattiche: l'ho aperta solo perché spesso molte società medio-piccole sono costrette a rinunciare ad un sito internet a causa delle spese esorbitanti che propongono alcuni operatori del settore. Spero che l'esperienza della S.S.D. Borghetto e questi pochi consigli possano tornare utili ad altre società.

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Sunday, June 1, 2008

Perché si perde il possesso palla ( 3° parte ) : lo smarcamento. Come , dove , ma soprattutto quando.

Continuando ad analizzare le cause che possono condurre ad uno scarsa capacità di mantenere il possesso palla da parte dei giovani calciatori , passiamo a parlare di smarcamento : ai fini del possesso palla il passaggio sta alla tecnica di base come lo smarcamento sta alla tattica individuale. Se cioè il passaggio è il primo aspetto di tecnica di base da migliorare per favorire il possesso , lo smarcamento è il primo aspetto da migliorare per quanto riguarda la tattica individuale.

Del resto in questo blog si è parlato ampiamente dello smarcamento e proprio la tesina che ho presentato al corso di allenatore di base si apre con la citazione non c'è calcio se non c'è smarcamento : sono stati affrontati i concetti del come smarcarsi ( ad uscire dal cono d'ombra creato dall'avversario ) e del dove smarcarsi ( ampiezza o profondità in relazione alla disposizione degli avversari ) , mentre mi sono accorto di non aver mai affrontato in generale (sul blog , non sul campo) il tema del QUANDO smarcarsi ( se ne è parlato qui , ma nello specifico del solo smarcamento in profondità ).

Rispetto al "come" e al "dove" , il "quando" può dirsi last but not least perché , se non insegniamo ai nostri ragazzi a capire quando smarcarsi , possiamo vanificare tutti gli eventuali vantaggi derivanti dall'aver insegnato il come e il dove. Mi spiego con un esempio. Tenendo presente uno smarcamento in una zona generica del campo , la classica situazione del giocatore senza palla che deve uscire dalla zona d'ombra costituita dalla presenza dell'avversario , abbiamo che :

1) se lo smarcamento avviene troppo tardi si rischia di far intercettare il passaggio al difensore o di non farsi vedere dal portatore di palla ( che opterà quindi per altre soluzioni ).

2) se lo smarcamento avviene in anticipo si da il tempo al difensore di riposizionarsi , ricreando così la zona d'ombra.

Se poi consideriamo lo smarcamento in profondità alle spalle della difesa avversaria, eventuali asincronie vanificano del tutto il buon esito dell'azione ( uno smarcamento in anticipo manda l'attaccante in fuorigioco e uno smarcamento in ritardo permette al difensore di trovarsi in vantaggio sulla palla).

Si pone quindi il problema di insegnare ai nostri ragazzi ad osservare il comportamento del portatore di palla al fine di riconoscere le condizioni di inizio-smarcamento : uno smarcamento che venisse effettuato prima di tali condizioni sarebbe in anticipo , uno smarcamento che venisse effettuato molto dopo che si sono verificate queste condizioni sarebbe in ritardo.

Vediamo quindi di capire quali sono queste condizioni di inizio-smarcamento. Secondo Stefano Bonaccorso , che ha toccato di sfuggita l'argomento durante la visita che abbiamo effettuato con l'AIAC Macerata al settore giovanile dell'Atalanta , le due condizioni sono :

A) Contatto visivo , ovvero fra il ricevente e il portatore di palla deve intercorrere un segnale che faccia capire al secondo le intenzioni di movimento del primo ( dettare il passaggio )

B) Palla giocabile , ovvero il portatore è nelle condizioni di effettuare il passaggio : un portatore voltato di spalle , una palla aerea o contesa fra compagno e avversario , una palla che deve ancora essere ricevuta o controllata in prossimità del piede calciante sono palle non giocabili e quindi uno smarcamento effettuato in tali frangenti non potrà essere prontamente servito da un passaggio.

E' il caso di affrontare subito una possibile obiezione : tutti gli smarcamenti che si svolgono in una partita di calcio rispondono alla regola di Bonaccorso? In teoria si tratta di una approssimazione , che però ha piena ragione di esistere se ricordiamo che stiamo parlando di settore giovanile e in particolare di come migliorare una squadra di giovanissimi o esordienti carente nel possesso palla. Una volta che i giocatori avranno superato queste lacune e quando magari giocheranno in categorie superiori , si potranno trovare in alcune situazioni che non soddisfano questa regola. Si pensi ad esempio ai giocatori che fintano un passaggio per ingannare l'avversario quando sanno a priori che eseguiranno un altro gesto tecnico ( ma a quel punto il compagno dovrà conoscere le intenzioni del portatore di palla per altre vie , il più delle volte perché il gesto è stato provato in allenamento ) o che vedono il compagno ( addirittura alle loro spalle ) con la visione periferica e senza instaurare il contatto visivo. Uno degli esempi più lampanti di queste capacità evolute è il goal che segue , che tutti ci ricordiamo per le emozioni che è stato in grado di trasmetterci e non certo per la situazione tattica ( però c'è anche quella ):


Lasciando da parte obiezioni ed emozioni , vediamo qualche esercitazione che può fare al caso nostro :

1) un gioco iniziale adatto ai più piccoli è una semplice variante all'un-due-tre stella proposto nel post precedente. Al fischio dell'istruttore al giocatore rosso in figura è lanciata la palla e ai giocatori blu è chiesto di guidarla per conquistare più spazio possibile , come nell'"un-due-tre stella" per la guida della palla. L'arresto dovrà però avvenire quando il giocatore rosso avrà controllato palla e avrà alzato la testa per prendere visione del movimento dei compagni : a quel punto chi sarà trovato ancora in movimento dovrà ripartire dalla linea iniziale.


L'esercizio si presta bene ad essere l'inizio di una progressione didattica , perché focalizza l'attenzione solo sul riconoscimento delle due condizioni sopra indicate : si noti che la reazione alle due condizioni è opposta a quella che i giocatori dovrebbero attuare in condizioni di gioco ( si arrestano anziché mettersi in movimento come avviene nello smarcamento ).

2) per il contatto visivo degli esercizi adatti sono il 2c1 e il 3c1 per il triangolo "dai e vai" : nel 2c1 il portatore di palla deve scegliere fra 2c1 o dribbling in relazione al movimento del giocatore-sponda , che può essere lo stesso istruttore. Se la sponda viene incontro al portatore e stabilisce il contatto visivo , il portatore opta per il triangolo "dai e vai" ( prima figura ) , se invece la sponda resta ferma ( o volta volutamente le spalle al portatore , nel caso dell'istruttore ) l'attaccante sarà costretto ad optare per il dribbling ( seconda figura ).


Analogamente nel 3c1 i due giocatori sponda si coordineranno in modo che solo uno dei due assicura il contatto visivo venendo incontro al portatore , mentre l'altro si disinteressa del gioco : il portatore dovrà ovviamente passare la palla per il "dai e vai" alla sponda che assicura il contatto visivo.




3) una volta appresi i concetto , per proporre qualcosa di più vicino alle condizioni di gara , si possono proporre delle conclusioni in porta precedute da smarcamenti mediante corsa diagonale o taglio.


Si posizionano 4 conetti a simulare una linea difensiva, un attaccante che parte dalla fascia destra e un centrocampista dalla fascia sinistra : l'azione inizia con l'istruttore che lancia per il centrocampista e l'attaccante che inizia ad accentrarsi lentamente con corsa orizzontale o "a mezzaluna" , osservando i movimenti del centrocampista; quando questi avrà controllato la palla ( palla giocabile ) e alzato la testa ( contatto visivo ) a prendere visione della sua posizione , l'attaccante effettuerà un rapido cambio di direzione ( taglio in profondità ) e di velocità per ricevere palla alle spalle del difensore ( conetto ) in cui si troverà in quel momento ( a tale scopo lo spazio di gioco è stato suddiviso in 8 quadrati mediante altrettanti cinesini ). Le varianti a questa situazione di gioco sono molteplici e via via più complesse :
a) si possono sostituire i conetti con dei difensori passivi , che si muovono in sincronia come una linea difensiva reale , per ridurre i tempi di percezione e di decisione
b) si può chiedere ai due difensori che presidiano la zona del centrocampista e dell'attaccante di eseguire movimenti reali di contrasto all'azione , con un difensore che esce ad attaccare il centrocampista ed un altro che accompagna in marcatura il taglio dell'attaccante.

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Tuesday, March 18, 2008

Perché si perde il possesso palla , 2° puntata : la cultura del passaggio

Nella prima "puntata" di questa serie di post ho citato come una delle cause della perdita del possesso palla la scarsa "cultura del passaggio". Avrei potuto parlare semplicemente di "precisione del passaggio" o "attenzione nel passaggio" , ma queste sono a mio parere delle conseguenze : a monte sta un atteggiamento mentale , un approccio al gesto tecnico che riesco a definire solo come "cultura del passaggio" ( per fare un parallelo , riuscireste a definire in altri termini quella che viene definita "cultura dello sport"? E' possibile ridurla al solo fair play o al sano agonismo? ).

Tale approccio presuppone la consapevolezza che affinché si possa mantenere il possesso , non è sufficiente servire il compagno , ma è necessario metterlo nelle condizioni ideali per mantenerlo :

1) un giocatore con la cultura del passaggio sa che trasmettere la palla è anzitutto un gesto di altruismo e di fiducia nel compagno , nelle cui mani ( o meglio , nei cui piedi ) si affida il proprio destino ( calcistico , si intende! ) e quello della squadra e quindi si mette nei suoi panni , lo serve nel modo migliore perché possa riceverla , controllarla ed eventualmente proteggerla;

2) un giocatore con scarsa cultura del passaggio interpreta la trasmissione della palla come uno scaricabarile ( "la palla ti è pervenuta , in un modo o nell'altro , ora sono affari tuoi e posso ritenere concluso il mio compito" ( o sarebbe meglio dire "il compitino");

La differenza sta tutta in quel "in un modo o nell'altro" : spesso il ragazzo che riesce a far pervenire palla al compagno pensa di avere assolto a pieno al proprio compito , invece quel passaggio contiene in nuce le cause che porteranno alla perdita del possesso nel giro di pochi istanti , perché :

1) è stato eseguito con forza sproporzionata rispetto alla distanza del compagno
2) è stato eseguito alzando la palla da terra , nonostante non vi fossero fra i due ostacoli che giustificassero la traiettoria aerea
3) è stato eseguito con la palla che rimbalza in modo irregolare , mentre bastava accompagnarla con l'arto calciante per farle assumere una triaiettoria il più possibile regolare
4) è stata passata palla ad un compagno marcato nella direzione dell'avversario , invece che "ad allontanarsi" dallo stesso
5) è stato eseguito verso compagni in inferiorità numerica quando vi erano soluzioni alternative in zone di superiorità
6) è stato eseguito sulla corsa mentre il compagno era fermo oppure è stato servito sui piedi un compagno che stava correndo e si aspettava la palla sullo spazio
7) è stato eseguito "con il giro sbagliato" ( ad esempio un passaggio lungo la linea laterale destra eseguito di interno sinistro o esterno destro )

Tornando all'esercizio di possesso palla di inizio stagione descritto nel post precedente , è importante interrompere l'azione ogni volta che si perde il possesso palla per il presentarsi di una di queste situazioni ed evidenziare la relazione causa-effetto ; è chiaro che il continuo spezzettamento dell'azione può essere praticato in una fase iniziale , ma è poi scarsamente tollerato dai ragazzi: una volta chiari i concetti e stabilito un dizionario condiviso sono sufficienti poche parole perché l'allievo capisca di essere caduto in uno degli errori sopra esposti; io ad esempio distinguo fra "favori" e "dispetti" : un passaggio eseguito nei 7 modi sopra descritti è chiaramente un dispetto , mentre un passaggio che mette il compagno nelle condizioni ideali di ricevere la palla e mantenerne il controllo è un "favore".

Qui è possibile scaricare la prima seduta di allenamento della preparazione di quest'anno , in cui appunto abbiamo affrontato questi temi.

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Wednesday, March 12, 2008

Perché si perde il possesso palla? ( 1° parte ).

Il campionato "ordinario" sta terminando e da questa settimana abbiamo diviso i giovanissimi ('93/'94) e gli allievi ('91/'92) creando un unico gruppo '92/'93 , che andrà ad affrontare il torneo allievi 2° fascia : d'ora in poi i '94 si allenaranno coi '95 ed i '91 con gli '89/'90.

Gli allenamenti saranno tenuti dal sottoscritto e dal mister degli allievi : entrambi ci siamo trovati di fronte nuovi elementi ( dei '92 che hanno disputato quest'anno il campionato allievi , solo 2 erano con me nei giovanissimi dello scorso anno ) e abbiamo concordato che questa settimana servirà per valutare la situazione di partenza , sulla quale impostare la programmazione , oltre che per conoscerci reciprocamente per quanto riguarda i metodi di allenamento di ciascuno.

Personalmente , quando mi trovo di fronte ad un nuovo gruppo , il primo esercizio che propongo è un semplice possesso palla su ampi spazi , prima a tocchi liberi e poi a 2 tocchi , con l'obiettivo di raggiungere almeno 10 passaggi consecutivi.

Il motivo è presto detto : se l'obiettivo dei 10 passaggi viene raggiunto spesso , ha senso inserire sin da subito nelle sedute di allenamento situazioni di gioco e partite a tema per la tattica collettiva ; se la squadra non è in grado di inanellare più di 5-6 passaggi consecutivi è illusorio pensare di poter insegnare proficuamente i principi di tattica collettiva : è invece il caso di rimuovere le cause di questo impedimento e insistere maggiormente sulla tecnica e sulla tattica individuale.

Nella mia pur breve carriera mi sono trovato quasi sempre nella seconda situazione ( se non altro perché ho sempre allenato esordienti o giovanissimi "misti" , cioè con ragazzi appena usciti dalla categoria esordienti , senza avere mai a disposizione lo stesso identico gruppo per 2 anni consecutivi, come può succedere nelle società più grandi dove i gruppi sono divisi per annate ) e ho potuto osservare che i motivi degli scarsi risultati nel possesso palla sono quasi sempre gli stessi :

1) scarsa "cultura del passaggio" ( nel prossimo post spiegherò cosa intendo con questa locuzione apparentemente un po' oscura )
2) poco smarcamento o smarcamento sbagliato nei parametri "come" , "dove" (ampiezza o profondità) , "quando" ( contatto visivo e palla giocabile )
3) tendenza a giocare "a testa bassa" e scarsa visione periferica
4) scarsa protezione della palla
5) errori nella ricezione : tecnici e tattici ( ricezione orientata )
6) scarsa lettura delle dinamiche del gioco e delle traiettorie : traiettorie di corsa dei compagni ( passaggio sull'uomo quando la palla andrebbe servita sullo spazio e viceversa passaggio sullo spazio quando il compagno è fermo o fa un movimento sul corto per chiedere palla sui piedi ) , traiettorie della palla
7) tendenza a concentrarsi in una zona del campo senza sfruttare tutti gli spazi a disposizione

Ciascuno di questi punti meriterebbe una trattazione separata , tante sono le cose che ci sarebbero da dire , perciò spezzerò questo argomento in più post. Alla prossima puntata.

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Sunday, February 24, 2008

S.S.D. Borghetto - Biagio Nazzaro 1-1 [A.F.]

Bella partita , con il risultato in bilico fino all'ultimo , come all'andata e come si confà ad un derby.

Considerate le numerose assenze che ci portavamo avanti dalla scorsa settimana il pareggio ci sta più che bene , anche considerando che loro sono un'ottima squadra molto cresciuta rispetto al girone di andata : hanno molti '94 in rosa e a queste età pochi mesi di differenza significano molti centimetri in più. Certo se avessimo buttato dentro quella punizione a due in area all'ultimo minuto.. avremmo avuto ridotto "il credito che avanziamo con la zona cesarini".

I primi 15 minuti sono stati sofferti perché M.R. non aveva ancora preso le misure del loro nr.8 , che come sapevamo era quello che poteva fare la differenza (non a caso sia il goal che un'altra occasione importante sono venute da due sue discese sulla fascia destra ) e davanti continuavamo a intestardirci con palle alte centrali , facili prede dei loro difensori che fisicamente ci sovrastavano.

Noi però siamo più veloci e infatti avevo chiesto ai ragazzi di cercare rapidamente la profondità con tagli e incroci continui , scelta che all'andata ci era valsa numerose occasioni da goal : ci siamo riusciti la prima volta solo dopo 20 minuti di gara e infatti c'è scappato il goal. A questo proposito ne approfitto per togliermi un sassolino dalla scarpa : nel dopo-partita ho sentito mormorare da un dirigente avversario che loro avrebbero cercato il "gioco manovrato" e noi "solamente lanci lunghi"; se trovare la profondità con 3 passaggi e un taglio significa "giocare con lanci lunghi" , sono fiero che i miei ragazzi abbiano cercato "i lanci lunghi". Del resto basta dare una scorsa a questo blog ( qui e qui solo per fare qualche esempio ) per accorgersi che reputo molto importante il possesso palla , a patto che non diventi un dogma : ci sono situazioni in cui va ricercata l'ampiezza e la costruzione manovrata ( ad esempio contro difensori veloci ma poco abili sui cross dalle fasce ) e ci sono situazioni in cui va attaccata la profondità senza dare modo alla difesa avversaria di schierarsi ( ad esempio contro difensori alti ma lenti ). Ieri era la classica partita in cui andava preferita la seconda soluzione : dal punto di vista del pensiero tattico individuale , il nostro obiettivo dovrebbe essere proprio quello di formare giocatori che al termine della trafila nel settore giovanile siano in grado di scegliere autonomamente fra l'una e l'altra soluzione in base alla situazione di gioco.

Da rimarcare infine l'ottima prestazione dei due '95 che sono entrati nel secondo tempo , che hanno dimostrato di non soffrire affatto la differenza di età. Adesso speriamo di recuperare tutti gli assenti per andarcela a giocare a Castelferretti.

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Monday, September 17, 2007

MMSA - S.S.D. Borghetto 2-4 [Eg.M.-E.C.-R.R.-F.A.]

Sono molto soddisfatto di questo primo test amichevole al termine della preparazione : al di là del risultato ( che abbiamo detto quest'anno conterà relativamente nelle partite ufficiali , figuriamoci nelle amichevoli ) , i ragazzi hanno mostrato di aver recepito l'obiettivo "possesso palla" proposto nel periodo preparatorio ( qui le sedute 4,5,6 del primo microciclo , che hanno fatto seguito alle sedute 1-2-3 presentate nel post precedente).

Ho visto pochissimi palloni calciati via o gettati in fallo laterale , anzi i due goal subiti sono originati proprio da possessi persi nel tentativo di far girare palla nella linea difensiva , piuttosto che affrettarsi a calciarla ; se per i '93 la giusta mentalità può essere vista come il frutto del lavoro svolto lo scorso anno , la vera sorpresa restano i '94 : c'è ancora molto da lavorare , ma la buona impressione sull'impegno e sulla voglia di migliorarsi che avevo avuto ad inizio preparazione è stata confermata dal campo .. qualcuno sta compiendo passi da gigante.

Come da programma , questa settimana inizieremo ad affrontare l'obiettivo "sponda , protezione della palla e tiro" , ma non sarò io a proporlo direttamente ai ragazzi perché non sarò presente agli allenamenti per 5 settimane : sabato mattina ho superato la prova tecnica per il corso di allenatore di base e già questo pomeriggio sono iniziate le lezioni ( 5h al gg. x 5gg x 5 settimane ).

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Saturday, September 1, 2007

Primi 3 allenamenti del periodo preparatorio

Il gruppo si è ridotto a 21 per le mancate iscrizioni di 3 ragazzi '94 ( che comunque , a quanto mi dicono , anche lo scorso anno non erano stati costanti nell'impegno e nella presenza agli allenamenti ).

Rispetto alle previsioni , quindi , il problema della rotazione per dare spazio a tutti si fa meno arduo e anche la disomogeneità è un po' meno marcata del previsto: con sommo piacere ho notato che un paio di '94 hanno compiuto notevoli progressi dal punto di vista tecnico-coordinativo. Mi piace pensare che sia anche merito dei "compiti per le vacanze" che avevo assegnato nelle ultime sedute dello scorso anno : dagli esercizi di salto della corda non mi è stato difficile verificare chi si è impegnato durante l'estate e chi neanche ci ha provato.

Sono moderatamente soddisfatto dei 21 rimasti : sono tutti bravissimi ragazzi e si sono dimostrati molto recettivi rispetto agli insegnamenti proposti. Come da programma , in queste 2 settimane e mezzo del periodo preparatorio affronteremo il possesso palla e gli aspetti di tecnica e tattica individuale che lo rendono possibile : il passaggio , la ricezione , lo smarcamento.

Perché i ragazzi capissero davvero l'importanza di mantenere il possesso della palla anziché lasciarlo agli avversari abbiamo affrontato una chiacchierata durante la quale mi sono servito di queste due slides : 1,2. Ho cercato con un approccio induttivo di coinvolgere i ragazzi : abbiamo ricondotto l'obiettivo "vincere una partita" all'obiettivo "segnare più goal degli avversari" e quindi ai due obiettivi in fase offensiva ("segnare goal") e in fase difensiva ("non far segnare gli avversari"). Abbiamo così convenuto che ogni volta che si perde palla ci si allontana dall'obiettivo "segnare più goal degli avversari" perché ci si allontana singolarmente dai due sotto-obiettivi:

1) perdendo palla la propria squadra perde una potenziale occasione da goal

2) perdendo palla la squadra avversaria acquista una potenziale occasione da goal

Questi concetti , espressi anche nelle slides , sono semplici e potrebbero sembrare banali , ma l'esperienza dimostra che non sono affatto scontati , soprattutto fra ragazzi di 13 e 14 anni : quanti giocatori , quando si liberano in fretta della palla o lanciano un attaccante attorniato da 3 difensori , si rendono conto che in questo modo stanno regalando una potenziale occasione da goal alla squadra avversaria e togliendone una alla propria? Dovremmo imparare dal basket , dove la perdita di un possesso palla è considerata alla stregua di un canestro subito e il recupero di un rimbalzo come un canestro realizzato. Nel calcio , invece , c'è chi ancora incita a buttare via palla senza pensarci troppo sopra.

Nel primo allenamento abbiamo quindi affrontato la causa statisticamente prevalente nella perdita del possesso palla : l'imprecisione del passaggio e della ricezione.

Nella seconda seduta abbiamo affrontato l'altra causa principale : il mancato smarcamento.

Nella terza seduta siamo passati a considerare il recupero della palla , introducendo il gesto tecnico del tackle scivolato e le nozioni tattiche di palla coperta e palla scoperta ( che i '93 conoscevano già ) : riprendendo il discorso della prima giornata , abbiamo convenuto che ad ogni recupero del possesso si compie un doppio avvicinamento all'obiettivo di "segnare più goal degli avversari" , perché si raggiungono i due sotto-obiettivi sopra esposti:

1) la propria squadra acquista una potenziale occasione da goal

2) la squadra avversaria perde una potenziale occasione da goal

All'inizio della preparazione a ciascun ragazzo è stata consegnata una cartellina che conteneva , assieme alle due slides suddette , la programmazione degli allenamenti e una scheda di autovalutazione : ho infatti dato seguito all'idea , balenatami lo scorso anno , di coinvolgere direttamente i ragazzi nella programmazione degli obiettivi e nella verifica del loro raggiungimento , così da spostare l'attenzione dalla posizione in classifica ad una autovalutazione dei progressi di ciascuno rispetto alla situazione di partenza : quest'anno ne avremo particolarmente bisogno , visto che dopo le vicessitudini di quest'estate non saremo certo lì davanti a lottare per le prime posizioni.

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Tuesday, March 20, 2007

Palle lunghe e pedalare : una mentalità dura a morire ( un episodio simpatico ma significativo ).

Giusto qualche giorno fa discutevo con un amico su come , nella nostra categoria , non sempre la ricerca del gioco paghi , anzi : la fascia d'età è tale per cui , se si dispone di 3-4 giocatori in anticipo di crescita e sufficientemente veloci , la vecchia filosofia del "palle lunghe e pedalare" può risultare molto più redditizia nel breve periodo. La divertente conferma di quanto tale mentalità sia diffusa ancora oggi , soprattutto fra genitori e dirigenti meno lungimiranti , mi è arrivata stasera : stavo montando il video di un torneo disputato sotto le vacanze di Natale ( per la cronaca la partita era S.S.D. Borghetto - Castelfrettese 2-2 ) e , durante una fase di gioco in cui recuperiamo palla nella nostra metà campo e cerchiamo di costruire una nuova azione ripartendo dal possesso difensivo , mi accorgo del simpatico commento di un nostro sostenitore che invita per ben due volte i ragazzi a non andare troppo per il sottile ( "calciala" perché non è il caso di "complicarsi la vita" ).

Ripeto : si tratta di un episodio per sorridere ( simpaticissima anche la risposta di un sostenitore avversario , in puro dialetto anconetano , per veri intenditori del genere : "come nun ce complicamo la vita , ce sté a fà gira la testa .. c***o vulé? " ) , ma che la dice lunga su come un allenatore possa trovarsi spesso a difendere le proprie idee contro-corrente. Tanto che il simpatico avventore , nel breve periodo , ha avuto ragione : dopo 5 o 6 passaggi e smarcamenti effettuati correttamente e proprio dopo aver liberato il terzino sulla fascia è stato sufficiente che questi sbagliasse la guida della palla per perderne il possesso!

Fra l'altro penso di aver capito di chi si tratti ed è una persona affabile e che sa stare alle battute : sarebbe divertente riguardarlo insieme nel lungo periodo .. diciamo fra 5 anni... se avrò avuto ragione avanzerò una bevuta!

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