Sunday, May 31, 2009

Allenamenti degli allievi regionali della Vigor Senigallia - Mister Corrado Capotondo

Quando questo sito è passato dal semplice blog su piattaforma blogger ( http://allenatorenelpallone.blogspot.com ) all'indirizzo www.allenatorenelpallone.info , l'obiettivo era quello di far diventare il sito un punto di incontro e di confronto fra tutti gli allenatori e gli operatori in generale del settore giovanile. Fra le varie idee in cantiere c'era una rubrica dove pubblicare le sedute di allenamento e le riflessioni di chiunque avesse voluto portare il contributo : una gradita e-mail di Mister Corrado Capotondo mi da l'opportunità di inaugurare questa sezione del sito.

Ricevo e pubblico 12 sedute molto interessanti svolte da Mister Capotondo con gli allievi regionali della Vigor Senigallia nella stagione 2008-2009 :


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Nel ringraziarlo , rinnovo l'invito a chiunque volesse dare il proprio contributo al confronto ad inviare sedute di allenamento , programmazioni e semplici riflessioni all'indirizzo ing.ciampichetti@(togliquesto)gmail.com . Ricordo inoltre che è ancora attivo il forum , che stenta a decollare ma che sono certo possa essere un utile strumento per confrontarci e arricchirci a vicenda.

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Tuesday, April 7, 2009

Seduta di allenamento sui tempi e i modi dello smarcamento mediante taglio e sulla guida della palla a testa alta

Assistere, durante una partita di calcio, giocata a qualsiasi livello, ad un passaggio filtrante su un giocatore in corsa che si inserisce in uno spazio liberato da un compagno, genera sensazioni positive.Tale movimento può essere spontaneo; spesso però questa combinazione di gioco è frutto di abilità che, attraverso un appropriato allenamento, si possono migliorare.Tale tipo di azione non può essere efficace se è la risultante di un gioco espresso da un solo individuo, seppur di talento , ma essa deve coniugare in modo sinergico il lavoro di più giocatori : mi è già capitato in altri post del blog di citare le parole di Massimo De Paoli , che ritengo uno dei migliori allenatori di settore giovanile che vi siano in Italia e non solo in Italia.

Questa riassume bene la mia visione della fase offensiva , quella che cerco di trasmettere ai miei ragazzi , perché voglio che si abituino già dagli esordienti a vedere gli spazi vuoti come un pieno di possibili ( per usare ancora le parole di De Paoli ) e , se gli spazi vuoti non ci sono , a saperseli creare . La frase in oggetto ha inoltre il merito di farci vedere una situazione come il passaggio filtrante per quello che è : l'azione sinergica fra due o più giocatori , che per poterla mettere in pratica devono possedere determinati pre-requisiti. Abituati a vedere partite di adulti e anche di alto livello , probabilmente si tende a dimenticare quanto lavoro può esserci dietro una situazione del genere , svolto da noi allenatori del settore giovanile.

Perché due giocatori della categoria esordienti o giovanissimi siano posti nelle condizioni di effettuare un passaggio filtrante con taglio , avremmo dovuto insegnare loro :

1) a vedere lo spazio vuoto come un'opportunità per lo smarcamento
2) qualora questo spazio non ci sia , a crearselo con movimenti opportuni ( movimento a mezzaluna o a spezzata prima ad allargare e poi a stringere )
3) a passare la palla con i tempi opportuni
4) a passare la palla con la forza opportuna
5) a smarcarsi e ricevere la palla con i tempi opportuni
6) a guidare e/o ricevere la palla a testa alta o almeno sfruttando la visione periferica per poter cogliere il movimento dell'attaccante che si sta inserendo.

La seduta di allenamento che segue si propone di allenare tutte queste abilità.


Strumento fondamentale di tutte le esercitazioni situazionali della seduta sono i 3 o 4 paletti allineati , che solitamente completo con una casacca ciascuno perché sia ben chiaro che rappresentano una linea difensiva composta da 3 o 4 avversari , perché si tratta di un metronomo straordinario : imponendo il vincolo che vale la regola del fuorigioco , i ragazzi hanno immediatamente una autovalutazione sui tempi del passaggio e dello smarcamento , perché hanno immediatamente il feedback sulla riuscita o meno della giocata ( fuorigioco = giocata non riuscita , in gioco = giocata riuscita ).

All'istruttore spetterà casomai cercare di far capire ai ragazzi dove e cosa hanno sbagliato : anticipo o ritardo nello smarcamento in verticale , anticipo o ritardo nel passaggio e nel caso di ritardo se questo è dovuto ad una ricezione errata piuttosto che ad una guida a testa bassa che non ha permesso di cogliere il movimento dell'attaccante.

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Monday, October 20, 2008

Stimoliamo l'autovalutazione nei nostri ragazzi

Proprio ieri nella partita con la Biagio Nazzaro è successo un episodio spiacevole che mi ha convinto a mettere in atto un'iniziativa che avevo in mente da un po' di tempo.

L'episodio è questo : a fine partita e negli spogliatoi alcuni dei miei giocatori hanno accusato il nostro portiere ( fra l'altro una ragazza , al primo anno in porta e che , episodio a parte aveva anche giocato una discreta partita ) per il goal subito a pochi secondi dal termine, che è nato da un errato rinvio servito direttamente sui piedi dell'avversario davanti alla porta.

Ovviamente ho preso i provvedimenti disciplinari necessari , parlando sia coi ragazzi in questione che con i loro genitori , ma non è questo di cui vorrei parlare in questa sede: vorrei invece stigmatizzare un atteggiamente che nello sport accomuna adulti e ragazzi , ma che nei ragazzi può essere un grave impedimento alla crescita tecnico-tattica ( ripeto , tralascio l'aspetto educativo che non è comunque secondario , tutt'altro ).

E' l'atteggiamento dello scaricabarile , ovvero quel fenomeno per il quale il giocatore si concentra sugli errori dei compagni , dell'arbitro o addirittura dell'allenatore per evitare un'autovalutazione oggettiva degli errori e di quanto di buono fatto in campo.

L'atteggiamento è tanto più ridicolo e paradossale quando le attenzioni finiscono su una singola decisione arbitrale o su un singolo errore di un compagno ininfluenti ai fini del risultato : nel caso in oggetto si trattava del goal che sanciva il risultato del terzo tempo sul 4-0 , quindi c'era di che poter ragionare sugli errori commessi ( e crescere , se compresi e corretti ) , invece l'episodio fungeva da catalizzatore e si abbatteva come un colpo di spugna sugli errori dei 60 minuti precedenti.

Per questo , avendo già promesso ai ragazzi nella scorsa settimana che avrei dato loro il DVD del match con il Senigallia , ho pensato di allegare al DVD questa scheda di autovalutazione , dove dovranno riportare quanto di buono ritengono di aver fatto e cosa invece pensano di aver sbagliato.

In questo modo l'autovalutazione sarà un passo obbligato e non c'è scaricabarile che tenga. Per rendere l'iniziativa più piacevole si può organizzare una cena in occasione della quale ritirare le schede di autovalutazione e rivedere il DVD insieme ai ragazzi analizzando gli errori o le giocate più significative.

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Thursday, October 9, 2008

Programmazione esordienti 1° anno S.S.D. Borghetto - Stagione 2008/09

Questa è la programmazione degli allenamenti di questa stagione , per la categoria esordienti 1° anno.

Gli aspetti salienti sono:

1) attenzione concentrata sulla tecnica di base e sulla tattica individuale ( obiettivi in verde ). Secondo la mia accezione di tattica individuale vi sono comprese anche le forme di collaborazione a 2 e 3 giocatori in fase di possesso palla ( dai e vai , dai e segui , dai e sovrapponi , sovrapposizione a 3 , taglio dietro , interscambio e incrocio ) , perché in fondo si tratta di sfaccettature del tema "smarcamento".

2) alla tattica collettiva sarà riservato quel poco tempo che basta per permettere ai ragazzi di muoversi correttamente sul campo 9c9 e mettere in pratica in condizioni ideali quanto appreso a proposito di tecnica di base e tattica individuale ( tanto per fare un esempio , difficile mettere in atto un triangolo o una sovrapposizione quando tutti i ragazzi si ammassano attorno alla palla , l'occupazione razionale degli spazi deve iniziare ad essere un requisito imprescindibile ).

3) i mesocicli saranno di 2 settimane , quindi relativamente brevi , in modo da affrontare entro Dicembre tutti gli obiettivi che avevo in programma per la stagione. Da Gennaio a Giugno provvederemo ad approfondire con mesocicli più lunghi ( tre o quattro settimane ) gli obiettivi che rivestono un maggiore interesse o quelli in cui si sono evidenziate le maggiori carenze.

Due le novità che ho introdotto da quest'anno e che, se avranno successo, penso di riproporre anche nelle prossime stagioni:

1) l'utilizzo della fase di pre-riscaldamento per proporre un nuovo dribbling ad ogni mesociclo; i ragazzi cioè , mentre attendono l'arrivo dei compagni e/o la preparazione da parte del sottoscritto del setting della seduta di allenamento vera e propria , prendono un pallone a testa ( prima settimana del mesociclo ) o un pallone a coppia ( seconda settimana del mesociclo ) e provano analiticamente o con l'avversario il dribbling proposto.

2) il ricorso a parole chiave per stabilizzare l'apprendimento dell'obiettivo del mesociclo, come spiegato nel post precedente.

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Tuesday, September 30, 2008

Ancora sui tempi di smarcamento

Torno sull'argomento , di cui si è parlato qui , perché uno degli errori più frequenti che i miei ragazzi hanno commesso nella prima amichevole stagionale riguarda proprio l'errata scelta di tempo nel movimento incontro al portatore di palla. Era un obiettivo che avevo chiesto in particolare ai centrocampisti centrali e alla punta , perché l'amichevole doveva essere un momento di verifica del lavoro svolto nel periodo preparatorio :

- ai centrocampisti centrali chiedevo di dare appoggio ai difensori che impostavano l'azione

- alla punta chiedevo di dare appoggio a sua volta ai centrocampisti

La buona volontà c'è stata , ma :

1) qualche volta partivano troppo presto , quando ad esempio il difensore stava ancora aspettando palla dal portiere , con l'effetto di trovarsi a ridosso della linea dei difensori nel momento in cui era effettivamente arrivato il momento di ricevere palla; a quel punto il passaggio si riduceva ad una "palla consegnata" pressoché inutile , perché di fatto il centrocampista toglieva la palla dai piedi del difensore senza aver guadagnato neanche un metro in profondità.

2) qualche volta aspettavano troppo , restando di fatto marcati dal diretto avversario e mettendo in difficoltà il portatore di palla che si vedeva privato della principale soluzione di passaggio ( e su questo errore abbiamo regalato diverse palle pericolose all'avversario da cui sono venuti anche uno o due goal ).

Dall'allenamento di oggi iniziamo ad affrontare in modo specifico il "triangolo uno-due" , quindi ho pensato di modificare l'allenamento odierno per focalizzare l'attenzione proprio sul tempo dello smarcamento : gli esercizi 3,4, e 5 stimolano proprio questa capacità.

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Sunday, September 7, 2008

Perché si perde il possesso palla ( 6° ed ultima parte ) : una proposta di periodo preparatorio per categoria esordienti 1° anno

A conclusione della serie di post che questo blog ha dedicato nei mesi scorsi al possesso palla vorrei presentare una proposta di periodo pre-campionato per la categoria esordienti primo anno , che è la naturale conclusione delle riflessioni maturate.

Alcune istruzioni per l'uso , raccolte anche nelle note introduttive che presentano le sedute:

1) non si tratta di una preparazione atletica , perché a mio parere non ha senso parlare di preparazione atletica a quest'età ( 11 anni ) : forza e resistenza lattacida non si possono allenare , mentre resistenza aerobica e velocità/rapidità possono essere allenate proficuamente ma implicitamente nelle esercitazioni con la palla. Le uniche capacità motorie che vengono allenate "a secco" facendo uso dei più svariati attrezzi ( ostacoli alti e bassi , cerchi , funicelle , speed ladder , ecc ) sono le capacità coordinative.

2) si cerca di migliorare il possesso palla migliorando gli aspetti di tattica individuale , come penso abbia capito chi ha seguito questi 6 post : non ha senso , secondo me , impegnare parti consistenti delle sedute a parlare di ampiezza , profondità , scaglionamento , ecc se i ragazzi non sono in grado di ricevere o proteggere palla in modo da mantenerla coperta dall'avversario o di distinguere un passaggio sullo spazio da un passaggio sull'uomo.

Qualcuno potrebbe dissentire ma mi permetto di citare, a sostegno della mia scelta, la seguente statistica curata dall'autore del libro 250 esercizi e giochi per il perfezionamento tattico : di tutte le cause che durante una partita di calcio danno luogo ad una transizione fra fase di possesso palla e fase di non possesso , ben il 50% sono dovuti ad errori tecnici "non forzati" come passaggi sbagliati o cattivo controllo della palla; il 10% è costituito da "errori forzati" , dovuti cioè a pressing e fuorigioco ; il 15% da contrasti persi e il 5% da intercetti. Nel 12% dei casi il possesso passa alla squadra avversaria attraverso un fallo con conseguente punizione , mentre la percentuale di azioni che terminano con una conclusione in porta è solo del 6%.

La statistica si riferisce al calcio degli adulti , quindi presumibilmente l'incidenza degli errori tecnici nelle partite di calcio giovanile è ancora maggiore , più probabilmente un 60-70%. E' su questi aspetti che quindi si possono avere i maggiori margini di miglioramento e su cui bisogna insistere prima di passare a risolvere gli errori di tattica collettiva.

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Monday, September 1, 2008

Perché si perde il possesso palla ( 5° parte ) : la protezione della palla , il basket e altre considerazioni

La protezione della palla è l'ultimo fondamentale di tecnica applicata che tratterò in questa serie di post perché è l'ultimo aspetto di tattica individuale che , se migliorato , può avere importanti ripercussioni sulle capacità della propria squadra di mantenere il possesso palla , anche e soprattutto in condizioni di inferiorità numerica.

Prima di presentare alcune sedute di allenamento specifiche per questo obiettivo , però , mi permetto un breve confronto fra l'importanza che il possesso palla riveste nel calcio e in altri sport di squadra con la palla : lo faccio proprio parlando della protezione della palla perché i due aspetti sono secondo me strettamente collegati.

Mi sono chiesto spesso , infatti , assistendo a partite di basket/pallanuoto/football americano ecc perché nel calcio c'è minor consapevolezza che perdere una palla significa consegnare agli avversari un'opportunità per segnare; in altre parole perché i tifosi di calcio non salutano il recupero di un pallone con lo stesso entusiasmo con cui i tifosi di basket salutano la riconquista di un rimbalzo sotto canestro? E perché un giocatore di calcio si può permettere di lanciare via una palla a caso senza essere beccato dai tifosi , mentre non potrebbe permetterselo in una partita di basket o di pallanuoto ( figurarsi il football americano dove la perdita del possesso provoca il fermo del gioco per la sostituzione dell'intera squadra di attacco con la squadra di difesa )? Eppure in entrambi i casi si sta consegnando agli avversari un'opportunità in più per mettere a segno un punto.

La risposta , secondo me , sta proprio nella protezione della palla : nel basket è praticamente impossibile perdere una palla che si ha saldamente in mano e nella pallanuoto è comunque difficile , mentre il passaggio ha i suoi rischi di intercetto più o meno come nel calcio. Questo fa si che la percentuale di azioni che iniziano da una conclusione avversaria e terminano con una conclusione nell'altra porta è molto più alta nel basket o nella pallanuoto che non nel calcio : per dirla con un termine molto in voga fra gli allenatori di oggi , nel basket vi sono molte meno "transizioni" e queste si limitano per lo più a conclusioni non andate a buon fine ( ed è lì appunto che il cestista va a recuperare i rimbalzi ) .

Possiamo trarre qualche conclusione didattica utile per un allenatore di settore giovanile da queste elucubrazioni apparentemente così astratte? Secondo me si. Parliamo di pensiero tattico individuale e proviamo a porci nei panni di un giocatore di basket in possesso della palla ed un giocatore di calcio nella stessa situazione :

1) il giocatore di basket sa che nessuno può portargli via la palla dalle mani e , anche vedendo avvicinarsi l'avversario , può osservare "con calma" le posizioni dei compagni ed attendere lo smarcamento che ritiene più opportuno ( ho messo le parole "con calma" fra virgolette perché poi ci sono le infrazioni temporali o di passi , ma questo non fa che rafforzare il nostro ragionamento : chi ha scritto le regole era consapevole che bisognava forzare il passaggio altrimenti il cestista avrebbe potuto attendere anche per tempi lunghissimi tanta è la sua certezza di non perdere palla ).

2) il giocatore di calcio non ha la certezza di non perdere palla e sa che dovrà cercare un compagno libero per il passaggio ( o concludere ) molto più in fretta del cestista;
2a) il giocatore di un certo livello, comunque , sa che può porre in atto un certo numero di accorgimenti ( quelli riguardanti la protezione della palla ) che gli assicurano se non la certezza di mantenere il pallone , almeno una buona probabilità di farlo ( o al massimo di conquistare fallo ) finché l'avversario è uno : certo se gli avversari che si apprestano ad affrontarlo sono più di uno mentre pone in essere questi accorgimenti dovrà velocemente trovare una soluzione per passare la palla.
2b) il ragazzo o il giocatore delle categorie inferiori non ha neanche questo margine di sicurezza ( anzi spesso compagni , spettatori e purtroppo anche qualche allenatore contribuiscono a mettergli ansia di non riuscire a mantenerla ) e questo lo spinge a buttare via palla.

Intervenire sul pensiero tattico individuale dei nostri allievi perché possa essere sempre più vicino a quello descritto al punto 2a e sempre meno vicino a quello descritto al punto 2b è proprio il nostro compito. Che i bambini partano quasi tutti dalla situazione 2b potete verificarlo voi stessi , molto semplicemente, come ho fatto oggi al primo allenamento con gli esordienti 1997 : consegnate le casacche e chiedete di svolgere un possesso palla con le mani senza alcuna regola ( fermo restando il divieto di sradicare la palla dalle mani degli avversari ) , ma fissando l'obiettivo per il punto ad un valore relativamente alto di passaggi.

Nessuna regola significa che si può correre con la palla quanto si vuole senza obbligo di rimbalzo , che non vi sono infrazioni di tempo , ecc ecc : se i ragazzi avessero un pensiero tattico evoluto ogni azione terminerebbe con il raggiungimento dell'obiettivo. La situazione , invece , è radicalmente diversa : già al 2° o al 3° passaggio c'è chi preferisce rischiare passaggi improbabili piuttosto che tenere palla in mano qualche secondo in più per attendere un passaggio più sicuro. Oggi c'era addirittura chi buttava palla alle proprie spalle senza guardare, tipo terno al lotto!

Dopo aver lasciato sbagliare i ragazzi per un po' ho fatto notare loro questi errori ( metodo globale/analitico/globale) : se prima l'obiettivo dei 10 passaggi non veniva quasi mai raggiunto , poi la maggior parte delle azioni terminava positivamente.

Questa aumentata consapevolezza va subito sfruttata per migliorare il possesso palla specifico che ci interessa , ovvero quello svolto coi piedi : prendiamo un pallone e scegliamo un ragazzo a caso, chiediamogli di toglierci la palla dai piedi. Mostrando il corretto uso del busto e del braccio opposto a quello con cui controlliamo la palla , non dovremmo avere difficoltà a tenerlo lontano : questa breve dimostrazione aiuta i ragazzi a comprendere che , con opportuni accorgimenti di protezione dell'attrezzo , possono avere un approccio al possesso palla simile a quello che avevano nell'esercizio precedente svolto con le mani , evitando cioè di buttare via la palla e proteggendola fino a che non si presenta l'opportunità di un passaggio utile.

Spero di non avervi tediato con tutte queste parole : ecco quindi la prima seduta sulla protezione della palla ed ecco la seconda seduta.

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Thursday, August 21, 2008

Perché si perde il possesso della palla (4° parte) : la ricezione e la lettura delle traiettorie.

Continuiamo la serie di post dedicati al miglioramento degli aspetti di tecnica applicata ( o tattica individuale ) che hanno una diretta conseguenza nel miglioramento del possesso palla ( tattica collettiva ) ed affrontiamo il tema della ricezione.

Gli errori di ricezione sono sostanzialmente di due tipi:
1) errori tattici : il giocatore orienta la palla nella direzione sbagliata o esegue una ricezione a seguire quando era opportuna una ricezione da fermo e viceversa; un video con l'esemplificazione di questo genere di errore lo si può trovare qui
2) errori tecnici: il giocatore ha deciso correttamente la ricezione più opportuna ma non è in grado di metterla in atto per carenze tecniche.

Di seguito propongo 3 sedute che ho inserito nel periodo preparatorio che andremo ad affrontare con gli esordienti 1° anno della S.S.D. Borghetto; le stesse sedute saranno riproposte ed ampliate nel mesociclo specifico dedicato alla ricezione:

1) seduta per la ricezione della palla da fermo ( stop )
2) seduta per la ricezione della palla a seguire da traiettoria radente
3) seduta per la ricezione della palla a seguira da traiettoria aerea

Nelle sedute si affronta implicitamente ed anche esplicitamente l'obiettivo di migliorare la lettura delle traiettorie : nella lista di 7 cause della perdita del possesso palla esposta in precedenza la lettura delle traiettorie era elencata subito dopo la ricezione , anche se i due aspetti sono duali e possono essere visti come due facce della stessa medaglia. In effetti all'errore tattico e a quello tecnico si potrebbe aggiungere una terza specie di errori di ricezione:

3) errori coordinativi: il giocatore saprebbe dove orientare la ricezione e avrebbe le capacità tecniche per ricevere la palla se si trovasse in traiettoria con la stessa , ma non vi si trova per lacune di anticipazione motoria e di timing.

Nelle sedute proposte si cerca di migliorare entrambe queste capacità : l'esercizio detto "palla rilanciata" ( che è presente in quasi tutti gli eserciziari per la scuola calcio, ma che per onor di copyright ho letto la prima volta nel libro di Stefano Bonaccorso - Calcio. Allenare il settore giovanile ) obbliga i ragazzi a valutare la traiettoria della palla e a farsi trovare nel punto di caduta pena l'assegnazione di un punto alla squadra avversaria se la palla tocca terra senza essere stata controllata.

Il timing viene invece allenato nel riscaldamento della seduta 1 e nelle successive esercitazioni tecniche, dove mi sono avvalso di un metronomo che a differenza di altri è gratuito e sempre disponibile : la forza di gravità! In particolare l'esercizio che alterna la ricezione ad un percorso andata-ritorno attorno a un conetto l'ho mutuato ( sempre per onor di copyright ) da un esercizio per la rapidità proposto nel libro di Weineck - l'allenamento ottimale del calciatore.

Un altro metronomo più difficile da reperire su un campo di calcio ma ugualmente efficace è la corda : ricordo che al corso di scuola calcio CONI-FIGC il Prof. Marziali ci propose un interessante esercizio in cui due allievi fanno girare una corda come nei giochi popolari e un terzo allievo lancia la palla e deve scegliere il tempo giusto per passare sotto la corda ed andare a riceverla dall'altra parte. Detto così sembra abbastanza facile , ma assicuro che metterebbe alla prova anche la capacità di timing di molti giocatori adulti.

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Friday, May 16, 2008

Un-due-tre-stella e la guida della palla

Nella visita al settore giovanile dell'Atalanta con l'AIAC Macerata , Stefano Bonaccorso ci ha tenuto una lezione sull'utilità della riproposizione dei giochi popolari nella scuola calcio , che permettono di sviluppare in forma ludica molte capacità propedeutiche al gioco del calcio: attraverso i giochi i giocatori in erba imparano ad affrontare le molteplici situazioni dello sport e della vita: l’io, l’altro, le regole, il divertimento, la vittoria, la sconfitta, la lealtà, l’errore, l’egoismo, la solidarietà, la gioia, la rabbia, la sfida, il rischio, la paura, ecc ( dagli atti del 3° convegno sul calcio giovanile dell'associazione prima del risultato ).

Ci ha poi mostrato a titolo d'esempio le capacità sviluppate dai ragazzi nel gioco del rubabandiera ( reattività , capacità di accelerazione , capacità di arresto , inganno dell'avversario ) e dei quattro cantoni eseguito con e senza palla ( anche qui : reattività , capacità di accelerazione ed arresto ma soprattutto visione periferica e capacità di intesa e comunicazione con il compagno con il quale ci si vuole scambiare di posto ).

Nell'ottica di passare da una squadra di giovanissimi 2° anno ad una di esordienti 1° anno , sto cercando di inserire alcuni di questi giochi nelle attività di riscaldamento , consapevole che le esigenze di un gruppo di esordienti sono diverse da quelle di un gruppo di pulcini o addirittura primi calci , ai quali si riferiva Bonaccorso ( e infatti assistendo alle sedute dei loro esordienti , di giochi ne ho visti ben pochi! :D ) : se nei primi calci e magari anche nei pulcini l'attività ludica deve essere preponderante , negli esordienti questo genere di giochi può essere un'ottima attività iniziale , ma nel resto della seduta è necessario concentrarsi su esercitazioni più specifiche.

Nel mesociclo dedicato alla guida della palla ho quindi pensato di rispolverare il gioco noto come un-due-tre stella : per questioni di specificità ho preferito inserire sin da subito la palla , ma nulla vieta , se i ragazzi sono un po' in ritardo motorio , di proporlo inizialmente nella sua versione classica senza la palla.

Lo scopo del gioco penso sia noto a tutti , ma lo ripropongo brevemente : i giocatori si dispongono con la palla su una linea di fallo laterale e l’istruttore si pone sull’altra. Quando l’istruttore è voltato di spalle i ragazzi devono condurre la palla conquistando più spazio possibile verso la linea di meta ; quando l’istruttore si volta verso i ragazzi , questi devono arrestarsi : chi viene sorpreso ancora in movimento riparte dalla posizione iniziale; vince chi supera per primo la linea di meta e conquista il posto dell'istruttore.



Gli obiettivi toccati dall'esercizio sono molteplici :

- guida della palla a testa alta per percepire quando l'istruttore sta per voltarsi

- guida della palla con frequenza dei tocchi variabile , in particolare con tocchi meno frequenti quando si parte e più frequenti quando l'istruttore sta per voltarsi (per riuscire ad arrestarsi in tempo)

- equilibrio monopodalico statico , dinamico e nella fase di transizione da dinamico a statico ( arresto )

- capacità di reazione semplice a stimoli uditivo-visivi ( se l'istruttore pronuncia la famosa frase "un-due-tre-stella" ) o solo visivi ( se l'istruttore si volta in silenzio ).

Il metodo che suggersico di utilizzare per far rendere al massimo questa esercitazione , soprattutto per quanto riguarda la giusta frequenza dei tocchi durante la guida della palla , è il cosiddetto "globale-analitico-globale" di cui si è già accennato in post precedenti , ovvero si lascia in una prima fase i ragazzi liberi di giocare e sbagliare. Molti non riusciranno ad arrestarsi in tempo perché conducono la palla toccandola ogni 3 o 4 passi : si può quindi chiedere di eseguire un paio di andate e ritorni da fallo laterale a fallo laterale guidando la palla con un tocco ad ogni passo. Si torna quindi a giocare altre manches chiedendo ai ragazzi di provare se non sia più redditizio guidare la palla con il metodo appena introdotto ( soprattutto poco prima che l'istruttore o chi per lui si sta voltando ).

Qui sotto ho riportato un esempio di possibile seduta , in particolare la prima del mesociclo guida della palla e dribbling.

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Tuesday, March 18, 2008

Perché si perde il possesso palla , 2° puntata : la cultura del passaggio

Nella prima "puntata" di questa serie di post ho citato come una delle cause della perdita del possesso palla la scarsa "cultura del passaggio". Avrei potuto parlare semplicemente di "precisione del passaggio" o "attenzione nel passaggio" , ma queste sono a mio parere delle conseguenze : a monte sta un atteggiamento mentale , un approccio al gesto tecnico che riesco a definire solo come "cultura del passaggio" ( per fare un parallelo , riuscireste a definire in altri termini quella che viene definita "cultura dello sport"? E' possibile ridurla al solo fair play o al sano agonismo? ).

Tale approccio presuppone la consapevolezza che affinché si possa mantenere il possesso , non è sufficiente servire il compagno , ma è necessario metterlo nelle condizioni ideali per mantenerlo :

1) un giocatore con la cultura del passaggio sa che trasmettere la palla è anzitutto un gesto di altruismo e di fiducia nel compagno , nelle cui mani ( o meglio , nei cui piedi ) si affida il proprio destino ( calcistico , si intende! ) e quello della squadra e quindi si mette nei suoi panni , lo serve nel modo migliore perché possa riceverla , controllarla ed eventualmente proteggerla;

2) un giocatore con scarsa cultura del passaggio interpreta la trasmissione della palla come uno scaricabarile ( "la palla ti è pervenuta , in un modo o nell'altro , ora sono affari tuoi e posso ritenere concluso il mio compito" ( o sarebbe meglio dire "il compitino");

La differenza sta tutta in quel "in un modo o nell'altro" : spesso il ragazzo che riesce a far pervenire palla al compagno pensa di avere assolto a pieno al proprio compito , invece quel passaggio contiene in nuce le cause che porteranno alla perdita del possesso nel giro di pochi istanti , perché :

1) è stato eseguito con forza sproporzionata rispetto alla distanza del compagno
2) è stato eseguito alzando la palla da terra , nonostante non vi fossero fra i due ostacoli che giustificassero la traiettoria aerea
3) è stato eseguito con la palla che rimbalza in modo irregolare , mentre bastava accompagnarla con l'arto calciante per farle assumere una triaiettoria il più possibile regolare
4) è stata passata palla ad un compagno marcato nella direzione dell'avversario , invece che "ad allontanarsi" dallo stesso
5) è stato eseguito verso compagni in inferiorità numerica quando vi erano soluzioni alternative in zone di superiorità
6) è stato eseguito sulla corsa mentre il compagno era fermo oppure è stato servito sui piedi un compagno che stava correndo e si aspettava la palla sullo spazio
7) è stato eseguito "con il giro sbagliato" ( ad esempio un passaggio lungo la linea laterale destra eseguito di interno sinistro o esterno destro )

Tornando all'esercizio di possesso palla di inizio stagione descritto nel post precedente , è importante interrompere l'azione ogni volta che si perde il possesso palla per il presentarsi di una di queste situazioni ed evidenziare la relazione causa-effetto ; è chiaro che il continuo spezzettamento dell'azione può essere praticato in una fase iniziale , ma è poi scarsamente tollerato dai ragazzi: una volta chiari i concetti e stabilito un dizionario condiviso sono sufficienti poche parole perché l'allievo capisca di essere caduto in uno degli errori sopra esposti; io ad esempio distinguo fra "favori" e "dispetti" : un passaggio eseguito nei 7 modi sopra descritti è chiaramente un dispetto , mentre un passaggio che mette il compagno nelle condizioni ideali di ricevere la palla e mantenerne il controllo è un "favore".

Qui è possibile scaricare la prima seduta di allenamento della preparazione di quest'anno , in cui appunto abbiamo affrontato questi temi.

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Thursday, February 21, 2008

Mancini in Roma - Real Madrid : il taglio perfetto!

Mancini è un calciatore "didattico" , alcune delle sue azioni andrebbero mostrate nei settori giovanili : già lo scorso anno mi ricordo di aver postato il video del suo goal contro il Lione perché mostrava in modo esemplare le tre fasi del dribbling ( tentativo di sbilanciamento dell'avversario --> osservazione dello sbilanciamento --> dribbling per passare dalla parte opposta ).

Contro il Real Madrid , in collaborazione con Totti , ne ha sfornata un'altra delle sue : l'azione è talmente simile a questa progressione didattica per il taglio che abbiamo eseguito la scorsa settimana , che questo pomeriggio agli allenamenti non potrò fare a meno di farlo osservare i ragazzi.

Il rischio quando si propongono esercitazioni come questa, soprattutto lavorando con ragazzi adolescenti che per loro natura tendono a mettere in dubbio e vagliare criticamente ogni insegnamento ricevuto , è quello di passare per dei fissati che passano mezz'ora su una stessa situazione di gioco finché non viene recepita in tutti i suoi aspetti.

Per questo motivo quando capita di rivedere la stessa azione riproposta in una partita così importante , l'occasione di ribadire l'efficacia di quanto insegnato non può essere lasciata cadere.


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Friday, January 4, 2008

"Back to back" e "Coast to coast"

Scritte così sembrerebbero l'ultimo tormentone di striscia la notizia , invece si tratta di due delle esercitazioni più proficue per l'allenamento della resistenza con la palla : il back to back per la resistenza lattacida e il coast to coast per la potenza aerobica.

Premetto che non le ho certo inventate io : il "back to back" ce lo ha presentato anche il Prof. Cannavacciuolo al corso di allenatore di base , sebbene mi fosse già noto perché l'avevo già letto su fare calcio.it".

Il "coast to coast" ricordo che me lo proponevano anche i miei mister quando giocavo , sebbene non l'abbia mai sentito chiamare così; l'ho rinominato in questo modo sulla falsa riga del "back-to-back" perché in questo modo rende subito l'idea di qual'è lo scopo del gioco : partire da una porta e andare a segnare nell'altra.

Si gioca a tre squadre a tutto campo ( diciamo per semplicità rossi , blu e gialli ) , anche se le zone di gioco effettivo si limitano alle due aree o alle due zone comprese fra la 3/4 campo e la linea di fondo.

Andiamo per fasi :

1) i blu ricevono dal portiere e devono uscire palla al piede dalla propria area ostacolati dai rossi;



2) conquistata la zona centrale ( dove non vi sono avversari ) , devono raggiungere l'altra area a passo sostenuto : si deve mettere un vincolo temporale allo svolgimento dell'azione , ad esempio 20 secondi da quando si riceve palla dal portiere a quando si conclude;



3) arrivati all'area di rigore devono concludere entro il tempo stabilito , contrastati dai verdi.



Terminata l'azione i gialli ricevono palla dal portiere e si ricomincia dal punto 1.



Dal punto di vista condizionale le capacità allenanti di questo esercizio sono molto molto valide , provare per credere : stabilendo un tempo limite per l'esecuzione dell'intera azione in 20 secondi , equivale a un intermittente 20''+40'' in cui i primi secondi dei 40 sono di recupero attivo ( si deve ritardare l'uscita dall'area della squadra in possesso palla ) così come gli ultimi ( si deve impedire alla squadra in possesso palla di segnare ); nel tempo restante il recupero è passivo, ma la squadra si riorganizza per affrontare un nuovo attacco degli avversari, quindi il tempo che si rimane fermi è davvero minimo. Stimolando il giusto clima di competitività fra le 3 squadre , si evitano quelli che sono i due principali svantaggi dell'allenamento atletico con la palla come ad esempio il 3vs3 o il 4vs4:

1) la disomogeneità del carico rispetto alle caratteristiche tecnico-tattiche dei giocatori : il rischio è che la squadra con migliori capacità tecnico-tattiche faccia "girare a vuoto" la squadra avversaria , per cui la prima svolge un carico di lavoro inferiore al previsto e l'altra viene sovraccaricata;

2) la difficoltà ad imprimere alta intensità nelle categorie inferiori : come ho detto più volte , nei giovanissimi provinciali l'aspetto più difficile da insegnare non sono i fondamentali tecnici o tattici ma è la cultura del lavoro e la volontà di svolgere ogni allenamento alla massima intensità.

Anche dal punto di vista tattico l'esercizio stimola molti aspetti importanti :

1) inanzitutto la capacità di portare a termine una transizione arrivando a concludere in porta con pochi passaggi e nel minimo tempo possibile ( e le statistiche dimostrano come i goal originati dalla perdita del possesso della squadra avversaria sono in numero molto maggiore dei goal che finalizzano lunghe azioni manovrate ). Qui sotto un contropiede "esemplare" che abbiamo portato a termine contro la Biagio Nazzaro e che mi ha lasciato particolarmente soddisfatto , anche se non si è concluso con la rete:



2) l'ampiezza e la mobilità : è difficile andare a concludere in pochi tocchi se la difesa è chiusa e schierata; al momento di entrare in area i ragazzi dovranno quindi compiere movimenti per allargarla ed eludere le marcature , in particolare tagli e sovrapposizioni;

3) lo scaglionamento : soprattutto nell'esecuzione con squadre da 5 o 6 giocatori , già nella fase di transizione attraverso la zona centrale chi attacca dovrà disporsi su più linee , perché altrimenti le possibilità di passaggio (e quindi di conclusione) risultano drasticamente ridotte. Al momento di affrontare i difensori vi saranno quindi uno o due giocatori che entrano prima degli altri in area giocando di sponda per gli avversari rimasti fuori.

Il metodo migliore per proporre ai ragazzi gli accorgimenti dei punti 2 e 3 è il cosiddetto "globale-analitico-globale" : ipotizzando 3 manches da 5' o 6' ( corrispondenti come carico di lavoro a 3 serie di intermittente 20''+40'' ) nella prima si lascernno i ragazzi liberi di sbagliare; nella pausa fra la 1° e la 2° ripetizione si analizzeranno gli errori commessi e si proporranno movimenti analitici per risolverli nella 2° manche; nella 3° manches si tornerà a lasciare piena libertà ai ragazzi , così che i movimenti richiesti nella 2° manches vengano percepiti come delle proposte e non come delle imposizioni , che ciascun giocatore può utilizzare o meno in base alla situazione di gioco e al proprio pensiero tattico individuale.

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Saturday, May 26, 2007

Allenamento tecnico individuale sulla conclusione ( esecuzione al volo e rapidità di esecuzione)

Le due azioni che ho più apprezzato nella partita contro la Nuova Folgore Ancona sono state quelle concluse con i goal di prima intenzione di T.B. e di Eg.M.

Non che si tratti di goal particolarmente spettacolari , tutt'altro : in entrambi ci sono responsabilità del portiere e , probabilmente , con un portierino come quello della Filottranese la palla nemmeno sarebbe entrata.

Quello che ho apprezzato particolarmente è invece l'esecuzione di prima intenzione , su cui ho insistito molto durante la stagione : ho cercato di far capire ai ragazzi che spesso è preferibile optare per un tiro "sporco" in grado di cogliere in controtempo il portiere , piuttosto che cercare a tutti i costi il bel tiro .. quando questo comporta 2 o 3 tocchi in più che permettono al portiere di chiudere lo specchio della porta e al difensore di recuperare.

Ho insistito molto su questo aspetto , anche con allenamenti tecnici specifici riservati agli attaccanti. Anche nelle sessioni dedicate ai tiri durante gli allenamenti ordinari , cerco sempre di combinare il tiro con esecuzioni di gesti che richiedono rapidità di esecuzione : l'esempio classico è il tiro al termine di una serie di skip su ostacoli o su cerchi ( come negli esercizi 3a , 3b e 3c della scheda di allenamento linkata ) . Il pallone viene passato o lanciato in aria prima che la serie di skip sia terminata , in modo che la pianificazione del gesto tecnico avvenga mentre il ragazzo è ancora impegnato a pianificare il gesto coordinativo.

Nel goal di T.B. questo è evidente : prima ancora di ricevere palla alza la testa e osserva la posizione del portiere. A quel punto la pianificazione del tiro è già avvenuta e non resta che eseguire il pallonetto per insaccare la palla.



Anche il goal di Eg.M. mi ha dato particolare soddisfazione perché , oltre alla rapidità di esecuzione , è palese l'analogia fra il gesto tecnico e le esercitazioni per le conclusioni al volo che abbiamo provato nella medesima seduta , in particolare nei punti 2a e 2b della progressione didattica 2. Nel punto 2a il tiro viene provato con la palla sopra un conetto : isolare il momento in cui la palla si trova all'altezza preferibile per calciare ( 25-30 cm circa ) permette di affrontare analiticamente il modo di colpire la palla ( dove , con che forza , con il movimento ad arco della gamba calciante e con la gamba di appoggio che funge da perno per la rotazione dell'altra ) ; una volta imparato correttamente il gesto non resta che togliere il conetto e lanciare la palla in aria : il ragazzo deve "isolare" l'istante in cui la palla si trova all'altezza di 25-30 cm e ripetere il gesto precedentemente impresso nella memoria motoria. Che Eg.M. lo abbia imparato particolarmente bene lo dimostra il fatto che ha tirato di sinistro , suo piede non naturale :


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Saturday, April 14, 2007

La sovrapposizione a 3 giocatori come strumento didattico per insegnare lo scaglionamento

Nel mesociclo che si sta concludendo abbiamo affrontato il tema della sovrapposizione ; abbiamo distinto fra sovrapposizione a 2 e 3 giocatori , ma siamo partiti dalla sovrapposizione a 2 perché ,anche senza averla affrontata direttamente in precedenza, era indirettamente nel bagaglio tattico dei ragazzi : nel macrociclo Agosto-Dicembre ci siamo allenati sugli schemi di tattica individuale a 2 giocatori ( triangolo , sponda , sostegno , ecc ) e infatti quando ho spiegato il gesto mi è stato obiettato che alla fin fine si trattava di "una specie di triangolo".

Obiezione più che mai gradita , per due motivi :

1) dimostra che il concetto di triangolo , sul quale ho insistito pedissequamente dal termine della stagione scorsa fino a Dicembre , è entrato definitivamente nel pensiero tattico dei ragazzi.

2) secondo il principio didattico della progressione "dal conosciuto allo sconosciuto" è stato sufficiente aggiungere un vincolo per dare una definizione condivisa di sovrapposizione a 2 : "la sovrapposizione a 2 è un triangolo dove il giocatore in possesso palla parte dietro al giocatore-perno e riceve palla davanti ad esso".

Abbiamo quindi passato in rassegna il concetto di sovrapposizione a 3 giocatori , innestandolo nella progressione didattica riportata qui sotto:



Progredendo nuovamente "dal conosciuto allo sconosciuto" abbiamo provato a scomporre anche questa sovrapposizione in due movimenti più elementari affrontati nel macrociclo Agosto-Dicembre : la sponda e il sostegno.

Se la sovrapposizione a 2 può essere vista come una specie di triangolo , la sovrapposizione a 3 può essere vista come la combinazione di una "sponda" e un "sostegno" ( più un ulteriore passaggio a "chiudere il cerchio" ) : il giocatore-perno viene incontro al portatore di palla ( sponda ) , mentre un terzo giocatore gli viene a sostegno e riceve l'appoggio ; a questo punto non resta che "chiudere il cerchio" con un passaggio dal giocatore a sostegno al giocatore che aveva iniziato l'azione e nel frattempo si è proposto in profondità.

Tutto è filato liscio finché si è trattato di esercitazioni analitiche , anche eseguite in condizioni di pressione temporale sotto forma di gara fra coppie e fra terne :

Quando però siamo passati ad esercitazioni che prevedevano la presenza dell'avversario ( riscaldamento e situazioni 3c1 riportate qui sotto ) sono emerse le prime difficoltà.


Ho già spiegato nel primo post di questo blog che può capitare ad un allenatore di pensare un esercizio apparentemente molto chiaro su carta , salvo poi sperimentare sul campo un'esecuzione al di sotto delle aspettative : questo caso è uno di quelli.

Stavolta l'insuccesso era chiaramente dovuto allo scarso scaglionamento : nell'esercizio di riscaldamento i ragazzi tendevano ad ammassarsi sul confine di meta , mentre nel 3c1 si disponevano in linea favorendo l'intercetto del difensore.

Ho pensato quindi alla progressione didattica seguente , in cui la sovrapposizione a 3 giocatori diventa uno strumento utilissimo per chiarire il concetto di scaglionamento. Sicuramente più utile delle partite a settori orizzontali che si trovano negli eserciziari , che abbiamo sperimentato con scarsi risultati : dalle obiezioni dei ragazzi questo gioco a tema viene visto come una costruzione artificiosa dell'allenatore , che non ha riscontro nella partita della domenica.

Le obiezioni , quando costruttive e sollevate con educazione , sono sempre un feedback importante e l'episodio del triangolo ne è la dimostrazione : i giovanissimi sono adolescenti e , si sa , gli adolescenti sono soliti contestare ogni spiegazione imposta dall'alto , priva di una dimostrazione concreta di utilità ( dalle mie parti si dice che "devono sbatterci il muso" ) : l'insuccesso nell'esecuzione della sovrapposizione a 3 era proprio la dimostrazione d'utilità che stavo cercando.

La progressione segue il metodo didattico globale/analitico/globale : nello step 1 ci si è limitati a presentare ai ragazzi un compito da eseguire ( la sovrapposizione a 3 ) , senza suggerimenti sulle modalità di esecuzione , lasciando libertà di ripetere gli errori delle esercitazioni precedenti ( con termini meno tecnici : "che sbattano pure il muso" ). Negli step successivi sono stati via via proposti dei vincoli per favorire l'esecuzione desiderata dall'allenatore , favorendo al contempo la riuscita dell'esercizio ( "la dimostrazione d'utilità" ).

Una volta eseguito correttamente il gesto nell'esecuzione vincolata ( analitica ) si tolgono via via i vincoli e si aumentano via via le difficoltà ( 2 tocchi , 1 tocco , presenza dell'avversario , pressione temporale ) per verificare che l'obiettivo sia stato definitivamente recepito :

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Tuesday, March 13, 2007

Circolazione della palla in ampiezza

Repetita iuvant : questa settimana riproporrò tali e quali le due sedute di allenamento della settimana scorsa ( per chi volesse scaricarle : seduta nr.1 e seduta nr.2 ).

L'obiettivo del mesociclo è l'ampiezza da ottenere mediante circolazione della palla a terra ( in altre occasioni avevamo già affrontato l'ampiezza mediante lanci e rapidi cambi di gioco ) . Non si tratta di una scelta casuale ; ho già ripetuto in altri post che la programmazione va modulata in base alle risposte del campo e alle situazioni contingenti : il campo dice che ci proponiamo discretamente in profondità , ma ci intestardiamo a farlo anche quando gli spazi sono chiusi e sarebbe più opportuno ripartire e cambiare fascia ; le situazioni contingenti dicevano che domenica scorsa avremmo potuto giocare sul campo ideale per mettere in pratica quanto provato in allenamento ( campo largo e superficie in erba naturale : un vero biliardo! ) e con un avversario tecnicamente forte ma che non ci soverchiava fisicamente , quindi lasciava un certo margine per giocare la palla.

Invece quanto svolto nelle due sedute di allenamento ci è scivolato addosso senza incidere neanché un po' : nemmeno nel primo tempo , pur giocato discretamente , ho visto una transizione completa palla a terra da una fascia all'altra.

Non poteva essere altrimenti visto l'atteggiamento di "sufficienza" con cui sono stati svolti gli esercizi : a costo di ripetermi , penso che trasmettere la cultura del lavoro e l'importanza dell'allenamento in una categoria come i giovanissimi sia molto più difficile che non insegnare la tecnica o la tattica individuale ; tanto più in un contesto come il settore giovanile del Borghetto , dove i numeri risicati e la categoria provinciale non aiutano certo quel clima di motivazione e sano agonismo funzionale allo scopo : lo seguo da quando ci giocavo io stesso e ho ben chiare le enormi difficoltà affrontate in questo senso da chi mi ha preceduto .

E' un compito difficile , che richiede di dosare adeguatamente "bastone" e "carota" ; la carta "bastone" me la sono giocata nel post-partita , ieri era d'obbligo ricorrere alla carota perché insistere in continui rimproveri proddurrebbe solo l'effetto contrario : ho chiesto ad un amico che gioca nella prima squadra di venire ad allenarsi con noi.

Quando il rapporto istruttori/giocatori è 1:8 è certamente più facile tenere sotto pressione ( e quindi motivare ) i ragazzi che non quando si è 1:16 ( non a caso a inizio stagione avevo chiesto espressamente di poter essere in 2 .. poi le esigenze della società hanno determinato una scelta diversa ) , soprattutto quando si svolgono esercitazioni a gruppi di 4-5 giocatori e non è possibile controllare tutti contemporaneamente.

I risultati si sono visti e nella partitella finale ho potuto verificare che l'obiettivo era stato recepito , a dimostrazione che gli esercizi svolti in precedenza erano validi .. si trattava solo di svolgerli con la dovuta concentrazione : abbiamo completato più transizioni di fascia palla a terra in 20 minuti che in tutte le 15 partite giocate quest'anno. Anche i ragazzi se ne sono accorti e la motivazione era davvero alta : abbiamo terminato con 15 minuti di ritardo fra le proteste generali di chi , finalmente , aveva capito che non ci si diverte solo scherzando...

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Friday, March 2, 2007

Ancora modulistica per il settore giovanile

Dopo il modulo di analisi della partita pubblico la scheda di valutazione calciatore che serve a farsi un'idea della situazione di partenza , ad inizio stagione , per impostare la programmazione di massima. Ogni 3-4 mesi , solitamente a Dicembre ( al termine del girone di andata ) e a fine Marzo ( al termine del girone di ritorno e prima dei tornei primaverili/estivi ), valuto i progressi maturati e , se necessario , modifico in corsa la programmazione stessa.

Ormai la stagione è iniziata , ma sarebbe stato interessante consegnarne una copia a ciascun ragazzo per suggerire l'autovalutazione delle proprie qualità tecniche-tattiche-condizionali e relazionali : sarebbe una buona occasione per far capire che nel settore giovanile l'obiettivo è la formazione di giocatori completi e non il risultato a breve termine.

Se qualcuno fosse interessato alla versione .doc senza logo della S.S.D. Borghetto sullo sfondo , può inviarmi una e-mail.

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Sunday, February 25, 2007

Fortitudo Fabriano B - S.S.D Borghetto 1-2

Vittoria meritata ma sofferta , per i soliti motivi :

1) ogni 4-5 palle goal nitide ne buttiamo dentro una. Sono convinto che in questi casi rimproverare "a caldo" il giocatore che ha sbagliato sia controproducente : molto meglio riparlarne in allenamento , dove si può ricreare la situazione senza il mormorio del pubblico e i rimproveri dei compagni.

Durante esercitazioni e partitelle sono solito posizionare due paletti a un metro da ogni palo : nel prepartita chiedo di focalizzare questa situazione quando si trovano davanti al portiere e di dimenticarsi il resto ; niente portiere , niente genitori che mormorano , niente allenatore che pure ti incita "dai che la prossima la butti dentro" ; solo quelle due porzioni di porta .. perché se la palla finisce lì non c'è portiere che tenga. Se c'è un momento in cui invece vale la pena rimproverare i ragazzi è proprio l'allenamento , quando si conclude in porta con sufficienza senza concentrazione : poi l'errore in partita diventa una logica conseguenza.

2) facciamo la partita finché siamo in parità , o quando ci troviamo sotto , poi quando passiamo in vantaggio "ci sediamo" e veniamo puntualmente rimontati.

Ho detto ai ragazzi che domani , agli allenamenti , porterò il calendario con le gare giocate fino ad oggi e conteremo le volte che quest'anno ci siamo trovati in una situazione simile : saranno come minimo una decina.

In compenso le note positive non mancano ( in fondo anche i problemi di cui sopra , prettamente di natura psicologica , hanno il loro lato positivo : per mangiarsi i goal bisogna creare occasioni e per essere rimontati bisogna saper andare in vantaggio ) :

1) siamo riusciti a giocare palla a terra su un fondo decisamente difficile ( ghiaioso e irregolare )

2) il concetto di profondità , che era l'obiettivo tattico su cui ho più insistito in questa fase , può dirsi definitivamente acquisito e non si tratta di una conquista da poco conto : anche sabato ho assistito a diverse partite di prima e seconda categoria e vedere un bel taglio con palla filtrante è merce sempre più rara anche fra gli adulti.

Noi oggi abbiamo verticalizziato anche troppo e siamo finiti una sacco di volte in fuorigioco , anche col sistema di gioco 4-2-3-1 che permette di inserirsi da 5-10 metri dietro la linea dei difensori avversari. Proprio la scorsa settimana cercavo di far capire ai ragazzi , durante le situazioni di gioco , come un tocco in più o un attimo di esitazione da parte del centrocampista fosse sufficiente a vanificare il tempo dell'inserimento.

Mi guardavano con occhi sgranati , per cui ho momentaneamente preferito glissare e accontentarmi che l'inserimento , seppur vano , ci fosse : domani potremo parlarne citando ad esempio le situazioni di gioco reali della partita odierna , in questo modo il concetto dovrebbe risultare più chiaro.

Riporterò tutte queste osservazioni modulo di analisi della partita , che pubblico nella speranza che posssa essere utile a qualcun altro : il fronte della pagina riguarda la preparazione del match ( formazione , possibili cambi , obiettivi che ci si prepone , aspetti tattici ) ; il retro riguarda l'analisi a posteriori della partita ( obiettivi raggiunti e non raggiunti , programmazione delle eventuali esercitazioni correttive negli allenamenti successivi , ecc ).

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Saturday, February 24, 2007

Programmazione Giovanissimi 2006/2007

Il primo documento che pubblico è la programmazione della prima fase della stagione 2006/07 ( macrociclo Agosto/Dicembre ) per i giovanissimi della S.S.D. Borghetto , così come l'avevo pensata quest'estate .. in base alla situazione di partenza che avevo potuto valutare allenando nella fase primaverile della categoria esordienti il gruppo che mi sarebbe stato assegnato quest'anno ( classe 1993 ).

Seguira una breve relazione , già consegnata alla società , che spiega la successione degli obiettivi , l'individuazione degli obiettivi primari e i criteri di associazione fra obiettivi tecnici , tattici , coordinativo-motori e condizionali.

Si tratta di un programma di massima che ho riadattato in corsa perché , come ho già detto , l'ultima parola spetta sempre al campo : ad agosto il campo imponeva di focalizzare l'attenzione sulle capacità tattiche individuali in fase di possesso palla ( obiettivi primari evidenziati in rosso ) perché , al termine della stagione scorsa , i 1993 denotavano buone capacità tecniche e coordinative , ma scarsa propensione alla collaborazione in fase di possesso palla. Per farla breve , vincevano ( talvolta anche largamente ) , ma i goal erano per lo più frutto di azioni personali : gli schemi elementari di collaborazione a 2 o 3 giocatori , come triangolo , sponda , sovrapposizione , sostegno e appoggio risultavano poco o per niente assimilati.

Già dalle prime partite del girone , però , si è reso necessario un cambio di rotta : nel cambio di categoria ci siamo spesso trovati ad affrontare squadre interamente composte da giocatori classe 1992 , già calati nel "contesto giovanissimi" ( rimediando talvolta sonore sconfitte ) mentre la nostra squadra è quasi interamente composta da ragazzi provenientei dal "contesto esordienti" : fra abbandoni e mancati ritorni abbiamo solo 3 ragazzi del 1992 , di cui al massimo un paio appaiono di volta in volta nella formazione titolare. Si è quindi resa necessaria una momentanea ma massiccia digressione sulle capacità tattiche individuali in fase di non possesso palla.

Per giocatori "calati nel contesto giovanissimi" intendo ragazzi in grado di eseguire contrasti con una certa decisione , valutare i tempi dell'intervento rispetto alle condizioni di palla coperta e palla scoperta e/o superiorità o inferiorità numerica , proteggere la palla esprimendo una certa forza negli arti superiori.

Per giocatori rimasti al "contesto esordienti" intendo ragazzi abituati ad un gioco dove il contatto fisico è scarso o inesistente , gli spazi sono larghi e permettono insistite azioni personali e relativa facilità di passaggio senza venire intercettati.

Allegherò il cronoprogramma definitivo che abbiamo seguito nel macrociclo Agosto-Dicembre , con gli obiettivi tattici in fase di non possesso evidenziati in rosso , alla relazione sulla stagione 2006/07 che consegnerò alla società : spero di riuscire presto a pubblicare su questo sito lo stralcio relativo al primo macrociclo.

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