Thursday, March 12, 2009

Il tiro di collo pieno ( 3° parte ) : l'importanza delle braccia

Riprendiamo la serie di post sugli errori più comuni nel tiro in porta di collo pieno affrontando l'aspetto delle braccia ( qui le puntate precedenti : 1 , 2 ).

L'importanza di un uso corretto e coordinato delle braccia nei gesti tecnici del calcio è spesso sottovalutata , mentre a mio parere è di fondamentale importanza: il motivo è il rapporto intimo che esiste fra una capacità condizionale come la forza e le capacità coordinative. Rapporto che , per semplificare , potrebbe essere riassunto dallo slogan di un noto spot pubblicitario di qualche anno fa : la potenza è nulla senza il controllo.

Per dirla con termini più tecnici un giocatore coordinato è in grado di :

1) reclutare un maggior numero di fibre muscolari rispetto al giocatore scoordinato

2) esercitare il giusto controllo fra muscoli agonisti ed antagonisti , che possono lavorare in sinergia con un minore dispendio di energia e un maggiore rendimento nell'utilizzo della forza massima a disposizione rispetto al giocatore scoordinato.

Questo spiega perché giocatori che non fanno dell'ipertrofia il loro punto di forza ( Mihailovic , Kakà , Totti ) , sono in realtà in grado di calciare la palla con una velocità superiore a quella di colleghi dotati invece di una massa muscolare più sviluppata.

Per fare un termine numerico , fatta 100 la forza massima di un giocatore che potremmo definire "ipertrofico" , se questi è in grado di utilizzare solo il 50% della forza a sua disposizione , sarà in grado di calciare la palla con una forza inferiore rispetto a un giocatore che ad esempio ha il 30% di forza in meno ma è in grado di trasferirne nel gesto il 90% ( 70%*90%=63% > 50% ). Eventuali laureati in scienze motorie all'ascolto mi passino le cifre che probabilmente non hanno riscontro reale come ordine di grandezza , ma quello che mi premeva era far capire il concetto.

Volendo utilizzare termini ancora più popolari , potremmo dire che il giocatore scoordinato calcia in maniera contratta , mentre il giocatore coordinato diciamo volgarmente che è "sciolto". Ebbene , tutta questa per premessa per dimostrare quanto segue: calciare con le braccia ancorate al corpo e non coordinate con i movimenti degli arti inferiori è il classico esempio di esecuzione di un gesto contratto , che riduce inevitabilmente la forza massima imprimibile alla palla.

Le immagini spesso parlano più di mille parole:



Volendo passare a suggerire degli esercizi correttivi , è difficile trovarne di specifici per il movimento delle braccia nel gesto del tiro. E' piuttosto una questione riconducibile alla coordinazione generale e ad una corretta tecnica di corsa , che da molta importanza al movimento coordinato delle braccia. Si possono quindi proporre i soliti skip le tipiche andature preatletiche che servono a migliorare la tecnica di corsa , alcune delle quali sono riassunte in questo video :



Una successione particolarmente redditizia può essere la seguente : andatura preatletica o skip + sprint + tiro in porta. Nell'andatura o nello skip si solleciterà il ragazzo ad un uso coordinato delle braccia , movimento che andrà mantenuto anche nella fase di sprint e che , per esperienza , avrà quasi inevitabilmente un transfer nella fase di tiro , con un uso delle braccia meno contratto.

In altre parole migliorando la tecnica di corsa ( e in particolare l'uso delle braccia ) in quella particolare forma di sprint che è la rincorsa per il tiro , si migliora inevitabilmente anche il tiro stesso perché si passerà pian piano da un gesto contratto ad un gesto tecnicamente e coordinativamente efficiente.

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Wednesday, December 10, 2008

Esercizi per la speed ladder : parte 1

Vedo dalle statistiche di accesso al blog che molti arrivano qui cercando esercizi da effettuare con la speed ladder.

Gli esercizi possibili sono praticamente infiniti ( l'unico limite è la fantasia ) , ma può capitare che se non si arriva al campo con qualcosa di scritto si finisce per proporre sempre gli stessi : ne approfitto per mettere per iscritto alcuni degli esercizi che faccio svolgere , nella speranza che possa essere utile anche ai visitatori del blog.

Sono i primi che mi sono venuti in mente , altri ne seguiranno in post successivi: quello che suggerisco è di far seguire all'esercizio di skip/rapidità su speed ladder un tiro in porta , un gesto tecnico che richiede particolare coordinazione e/o rapidità o un semplice sprint/allungo.

Rimarrete stupiti dei miglioramenti nella precisione e nella rapidità di esecuzione che i ragazzi mostreranno nel gesto : se gli esercizi proposti alla speed ladder vengono variati spesso e sono sempre più impegnativi , il controllo motorio richiesto è tale da stimolare nei ragazzi una concentrazione ed una percezione dei propri movimenti tale da rendere più facile e più rapida anche l'esecuzione del gesto tecnico successivo.

Esercizio 1: corsa semplice con 1 toccata per quadrato


Esercizio 2: corsa semplice con 2 toccate ogni quadrato


Esercizio 3: skip ginocchia alte 1 toccata ogni quadrato


Esercizio 4: skip ginocchia alte 2 toccate per quadrato


Esercizio 5: corsa calciata dietro con 1 toccata ogni quadrato


Esercizio 6: corsa calciata dietro con 2 toccate ogni quadrato


Esercizio 7: skip alternato ginocchia alte ( destro e sinistro ) + calciato dietro ( destro sinistro )


Esercizio 8: skip alternato ginocchia alte e calciata dietro ( destro alto avanti + destro calciato dietro - sinistro alto avanti + sinistro calciata dietro )



Cliccando sulle immagini è possibile ingrandirle : di seguito la legenda dei 3 tipi di appoggi proposti.

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Friday, October 31, 2008

Dove acquistare la speed ladder

Dalle statistiche di accesso vedo che molti arrivano qui con ricerche inerenti la speed ladder ed il relativo acquisto: ricordo che in un post di qualche mese fa posi io stesso la domanda ai visitatori del blog nella speranza che qualcuno sapesse indicarmi dove acquistarla in Italia , ma non ricevetti risposta e risolsi la cosa autonomamente , acquistandola online sul sito www.conker4sport.com .

Non si tratta di pubblicità quindi non me ne viene niente ( a differenza degli annunci di articoli sportivi e dei link ai libri presenti sul blog ) , spero solo di essere d'aiuto a chi sta cercando questo attrezzo di fatto introvabile in Italia.

Due piccole curiosità:

1) quella che oggi tutti chiamano speed ladder e sembra l'ultimo ritrovato nella metodologia dell'allenamento della rapidità in realtà era già utilizzato in Italia almeno 5 anni fa , se è vero che a pagina 135 della guida tecnica della scuola calcio edita dalla FIGC nel 2004 viene indicata con il nome di "coordinatore di frequenza". Putroppo digitando "coordinatore di frequenza" sui motori di ricerca non compaiono nomi di negozi italiani dove poter acquistare l'attrezzo.



2) le visite a questo sito inerenti la speed ladder hanno subito letteralmente un'impennata negli ultimi 2 giorni. Oggi mi sono recato in edicola e ho scoperto l'arcano : a pag 100 del Nuovo Calcio di Novembre c'è un articolo di Roberto De Bellis dedicato all'uso della speed ladder. Curiosità nella curiosità , il modello di speed ladder è proprio quello che ho acquistato su conker4sport.com !!

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Tuesday, August 19, 2008

Speed Ladder

In inglese si chiama speed ladder , traducibile letteralmente come scala della velocità , e negli USA sta impazzando per gli allenamenti di rapidità di ogni sport : dal soccer al basket al football americano. Del resto basta cercare speed ladder su Youtube per rendersene conto:






In realtà , per quanto riguarda la metodologia dell'allenamento , non si tratta di nulla di nuovo e gli stessi esercizi possono essere proposti sugli over bassi e poggiando a terra dei paletti. Ma volete mettere la praticità? Chi allena nelle categorie provinciali o fra i più piccoli lo può capire bene : mettiamo di voler proporre una gara di rapidità e coordinazione fra due squadre con questo genere di esercizi. Per piazzare una quindicina di paletti o over bassi a terra ci vogliono un paio di minuti e se si allena un gruppo un po' "vivace" in due minuti si può scatenare il finimondo! Con questo attrezzo invece.. tac , due secondi e si è già pronti.

Per questo mi sono deciso di acquistarne un paio o di farle acquistare alla mia società , ma non sono assolutamente riuscito a trovarne sui siti di catene sportive in italia. Si può trovare su e-bay e sul sito di nike.com , ma la provenienza sono quasi sempre gli USA con gli inevitabili disagi che questo comporta in termini di spese di spedizione e tempi di consegna : piuttosto che farle arrivare dall'america tanto vale costruirsele.

Per una volta , quindi , proporrei che il flusso usuale della comunicazione nel blog si inverta : qualcuno saprebbe dirmi chi commercializza la speed ladder in italia? Chi volesse darmi una mano può usare i soliti canali di feedback : i commenti , il forum o l'indirizzo e-mail indicato nel profilo.

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Friday, March 7, 2008

Gli esercizi di De Bellis gratis su youtube

Youtube è veramente una fonte inesauribile di informazioni per allenatori in cerca di ispirazione , quindi ne approfitto spesso quando ho occasione di navigare un po' in internet; ieri sera mi ero messo a cercare qualche esercizio interessante sulle capacità coordinative ( a proposito : in inglese si chiamano "coordinative skills" o "coordination skill"?) : con mia grande sorpresa , ho trovato una serie di video degli allenamenti di una squadra turca che ripropongono tali e quali tutti gli esercizi proposti nel DVD di Roberto De Bellis Esercitazioni per l’adattamento e la trasformazione del gesto calcistico attraverso la variazione dello stimolo. Da una rapida ricerca su ho scoperto che l'allenatore è Hikmet Karaman e la squadra dovrebbe essere l'Ankaraspor ( ex squadra , mi pare di aver capito , visto che sembra sia stato esonerato ) : qui potete trovare tutti i video in oggetto.

Che il libro fosse molto apprezzato e che i suoi esercizi avessero iniziato a circolare mi era noto , ricordo ad esempio di averne visti alcuni opportunamente rimodulati quando durante il corso di allenatore di base siamo andati ad assistere agli allenamenti degli juniores nazionali della Maceratese.

Il problema è però , appunto , la capacità di rimodularli da parte di ciascun allenatore per adattarli alle proprie esigenze , che del resto è l'auspicio formulato dallo stesso De Bellis al termine del DVD: qui invece sono semplicemente riproposti tali e quali e per di più pubblicati su internet come se si trattasse di contributi originali. Non penso ci siano gli estremi legali per la violazione del copyright , perché in fondo si tratta delle riprese dell'allenamento di una squadra di calcio e non è reato riproporre gli esercizi trovati su un libro o su un DVD ( anzi , i libri e i DVD si comprano proprio per quello ). Certo la scelta di pubblicarli su youtube , senza citare la fonte e attribuendosene in qualche modo la paternità , lascia per lo meno un po' perplessi.

Per quanto mi riguarda , ho sempre cercato di interpolare questo genere di esercizi ( ad esempio skip su over bassi o su cerchi , magari alternati a rotazioni delle braccia ) all'interno delle esercitazioni tecnico-tattiche , soprattutto per allenare la capacità di reazione motoria.

Eccone un esempio:

ESERCIZIO per allenare la conclusione in condizioni di pressione temporale

Si dispongono una serie di 5-6 over bassi ( o di cerchi ginnici o la combinazione di entrambi ) immediatamente fuori dall'area di rigore. L'allenatore si colloca sul dischetto di rigore con un pallone : quando calcio la palla verso gli over l'allievo inizia ad eseguire gli skip e deve terminarli prima che arrivi la palla : una volta uscito dagli ostacoli deve calciare di prima in porta.


Il "segreto" dell'esercizio sta nel calciare la palla più o meno forte a seconda del grado di difficoltà che si vuole dare all'esercizio : calciando piano l'allievo avrà a disposizione due o tre passi di rincorsa prima di concludere. Calciandola più forte dovrà tirare di prima non appena messo il piede di appoggio fuori della serie di ostacoli. In entrambi i casi , per poter calciare di prima , dovrà programmare il gesto motorio prima di uscire dalla serie di ostacoli , mentre sta eseguendo gli ultimi 2-3 skip , e questo ripropone un contesto molto simile a quello di gara : in area può capitare ad esempio che l'attaccante sia a contatto con un avversario o stia osservando il piazzamento del portiere o dei compagni. In tutti questi casi , se vuole poter calciare di prima intenzione , deve pianificare il gesto tecnico mentre sta svolgendo altri "compiti".

VARIANTE : quando l'esercizio è stato appreso e si vuole aumentare la difficoltà , oltre a passare la palla con una forza tale da obbligare l'allievo a calciare non appena mette il piede di appoggio fuori dagli ostacoli , si può prevedere la presenza di un portiere che quando mancano ancora un paio di skip si sposti verso uno dei due pali. L'allievo dovrà tirare di prima verso il palo lasciato libero.

Già lo scorso anno portai l'esempio di benefici evidenti che questo genere di esercizi avevano portato ai miei ragazzi : lo feci in questo post e ne approfitto per riproporre il video del goal di T.B. che ricalca in modo chiarissimo questo esercizio.

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Wednesday, June 13, 2007

salto della corda e capacità coordinative

Il prossimo anno al gruppo dei 1993 si aggiungerà , nella categoria giovanissimi , il gruppo dei 1994. Come avevo fatto coi 1993 , in questa ultima fase della stagione sto affiancando l'istruttore degli esordienti per valutare la situazione di partenza e improntare al meglio la programmazione per il prossimo anno : una programmazione non certo facile perché all'interno della squadra saranno presenti due gruppi omogenei al proprio interno ma abbastanza eterogenei fra loro.

Ho infatti potuto notare un certo ritardo nella tecnica e nella coordinazione dei ragazzi 1994 : nulla di irrimediabile , perché la nota positiva è che non manca la buona volontà e la voglia di migliorarsi.

Per questo ho pensato di stilare una scheda con qualche esercitazione di recupero tecnico e coordinativo che i più volenterosi potranno svolgere durante il periodo estivo , così da ridurre il gap. Nell'introdurre il motivo delle esercitazioni , ho approfittato per spiegare ai ragazzi le fondamentali differenze che intercorrono fra settore agonistico e settore di base e qual'è l'approccio con il quale andrebbe affrontata la categoria giovanissimi : nessuno è obbligato ad eseguire gli esercizi e ad Agosto non starò di certo a controllare che siano stati eseguiti ; si tratta solo di un'opportunità in più per quelli che hanno intenzione di migliorarsi e di giocarsi sin da subito un posto in squadra con compagni di un anno più grandi.

Dovendo cercare un esercizio facile da eseguire da soli e che stimolasse al massimo le capacità coordinative , la scelta è caduta sul salto della corda : equilibrio , combinazine , ritmizzazione sono intrinseche al gesto stesso e , variando esercizio dopo esercizio il tipo di salto, si va a stimolare anche la capacità di differenziazione.

Trattandosi in fondo di balzi , il salto della corda va a stimolare anche le capacità condizionali e sto pensando di proporlo anche ai 1993.

L'altra faccia della medaglia è che l'allenamento delle capacità condizionali non andrebbe forzata in ragazzini di 13 anni , ma in fondo il salto della corda è uno di quei giochi popolari preferiti dai ragazzini per secoli e che gli stessi tecnici della federazione rimpiangono.

Del resto , per raggiungere un carico di lavoro tale da mettere a rischio muscolatura e articolazioni dovrebbero svolgere così tanti esercizi da trovarmeli ad Agosto così :

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Friday, June 8, 2007

Libri calcio : ancora consigli per gli acquisti

Dopo il libro+dvd di De Bellis ho acquistato due nuovi libri online :

1) Il libro di Gualtieri Un modello di preparazione atletica precampionato per giovanissimi in vista della prossima stagione. La parte teorica è molto ben fatta , anche se ripresenta in forma più concisa quanto già spiegato nel suo altro libro Programmazione annuale dell'allenamento per giovanissimi. Gli esercizi prevedono quasi tutti l'utilizzo della palla e questo approccio ha i suoi pro e i suoi contro: è indubbio che l'esercizio risulta meno noioso e più utile anche per gli aspetti tecnico-coordinativi , ma se non si ha un gruppo omogeneo in quanto a impegno negli esercizi si rischia di svolgere una preparazione atletica soddisfacente solo per quelli che eseguono ( correttamente ) gli esercizi al massimo delle proprie possibilità. Devo ancora decidere quale di queste due vie seguirò : probabilmente inizierò con una preparazione con la palla e , in caso di scarso impegno , passerò ad esercitazioni "a secco" , in modo da favorire anche l'inculcamento di una certa "cultura del lavoro" negli allenamenti ( che a mio parere è proprio uno degli aspetti più difficili da affrontare in una categoria provinciale , dove l'aspetto competitivo è meno accentuato che nei regionali).

2) il libro di Vatta La tecnica del calcio e le capacità coordinative , perché era l'unico che citasse esplicitamente le capacità coordinative nel titolo e che non fosse esplicitamente dedicato alla scuola calcio.

Ero infatti alla ricerca di esercizi per l'affinamento delle capacità coordinative dai giovanissimi in su : il libro , per quanto un po' datato , risponde alle mie esigenze e , seppure alcuni esercizi siano a mio parere un po' superati , ne ho tratto spunti interessanti.

Di sicuro la reputazione di pioniere e di figura storica del movimento calcistico giovanile italiano Vatta se la merita tutta , e per la competenza tecnica ( gli stessi esercizi che oggi possono sembrare datati , ai tempi della stesura del libro e delle riprese della videocassetta erano certamente all'avanguardia ) e per la statura morale ed umana del personaggio.

A proposito di questo secondo aspetto , riporto per intero un'intervista concessa qualche anno fa da Vatta al quotidiano "Il Giornale" ( in grassetto le frasi che mi sento di sottoscrivere in pieno ):

«Hanno scritto che al Torino ho reso 350 miliardi di lire. Ma non cambierei mai la mia carriera con quella di un allenatore di prima squadra».
Sergio Vatta, 68 anni. Il mago Vatta. Quattro scudetti, sei coppe Italia, quattro tornei di Viareggio con la Primavera del Torino; uno scudetto giovanissimi e uno Primavera come responsabile dei parigrado della Lazio, poi direttore tecnico delle nazionali giovanili e allenatore dell’Italia femminile portata alla fase finale dei mondiali. Ha visto nascere e crescere (e cresciuto) campioni e signori nessuno, ma come una levatrice di altri tempi non ha fatto differenze né sconti.
La prima missione?
«Nel ’75. Allenavo l’Ivrea, ma un giorno alla settimana lavoravo per il Torino. Giacinto Ellena, allora responsabile del settore giovanile granata, mi disse: “Si va a Lione per vedere un francese con il cognome italiano”»
E vide?
«Facile: Michel Platini. Mezzala del Nancy, quella sera fece gol e prese una traversa. “Può giocare in qualsiasi squadra al mondo” scrissi nella mia relazione. Si poteva opzionare con cento milioni, ma Radice, tecnico del Toro, disse: “Non dimentichiamo che gioca in Francia, un campionato minore”»...
Se ne sono sentite di migliori come profezie?
«Sì, ma dopo quel viaggio fui assunto dal Torino».
Scannerizzi 24 anni di lavoro in granata: il top undici?
«Mi manca un portiere, poi: Francini, Cravero, Benedetti, Mandorlini, Fuser, Dino Baggio, Venturin, Sclosa, Lentini, Vieri».
Cominciamo dall’ultimo.
«Me lo segnalò Serino Rampanti, ex ala del Toro, amico di Bob Vieri, il padre di Christian. Bobo giocava nel Prato e per convincere il presidente toscano, tifoso granata, a vendercelo comprammo anche il figlio Paolo, portiere ad Ancona».
Com’era Vieri?
«“Mi diceva: sono il più scarso di tutti, vado a casa”. Io gli rispondevo: è vero, sei scarso, ma fai sempre gol. Aveva una feroce voglia di riuscire, alla fine di ogni seduta si fermava un’ora più degli altri a crossare. Non avrei mai pensato potesse diventare così forte».
Altro fenomeno: Lentini.
«Lo vidi in una partita degli allievi a Mathi Canavese e ne fui impressionato. In pochi hanno fatto la differenza come lui nelle giovanili, la maglia numero sette finiva sempre stracciata. E una volta fece infuriare Pagliuca...».
Racconti...
«Fece quattro gol alla Samp. Nell’ultimo scartò mezza squadra, poi si fermò sulla linea di porta, aspettò il ritorno del portiere e segnò. Eravamo al Fila, Pagliuca lo inseguì per tutto il campo...».
Il provino più strano?
«Al Filadelfia si presenta un ragazzino e mi dice: “Arrivo da Bagnara Calabra, abito da mia sorella e voglio giocare nel Torino”. “Sei troppo piccolo per noi”, gli dissi, così lo mandai al Victoria Ivest, una nostra succursale. Mi richiamarono: questo piccoletto è un fenomeno.... Era Benny Carbone».
La sconfitta indimenticabile?
«Tardelli. Dopo averlo visto a Como, andammo da Pianelli che ci accolse sconsolato: “A l’a pialu l’Avucat” disse. L’aveva già preso l’Avvocato. Ma la Juve mi chiese persino un parere prima di un acquisto importante...».
Quando?
«Boniperti stava comprando Del Piero e mi telefonò per avere il mio consenso. Ovviamente gli dissi di prenderlo. Volle regalarmi una spilla da giacca della Juve, ma la rifiutai...».
Capitolo osservatori: scelga i più affidabili?
«Un certo Mollicciara, da Massa Carrara. “Ho quattro giocatori da serie A”, mi disse al telefono. Non ci volevo credere, così andai a vedere. Noi prendemmo Bertoneri e Francini. Ma il Milan Evani e Battistini. Era tutto vero».
Altri specializzati?
«Sola. Da Padova. Ci segnalò Pancaro, a Treviso con la Calabria per il torneo delle Regioni. Ci costò 20 milioni, dieci all’Acri, la sua squadra, altrettanti al padre. E fu sempre Sola a mettermi sulle piste di Dino Baggio».
A proposito, che tipo era il Baggio meno famoso?
«Faceva il centravanti, lo portai indietro. “Lei rovina mio figlio”, mi urlava la madre. E lui la cacciava via, “non ti voglio più vedere vicino agli spogliatoi”».
Premio occhio di lince?
«A Volfango Patarca, allenatore dei giovanissimi della Lazio. Scriveva in un italiano zoppicante, ma conservo ancora le relazioni su Nesta e Di Vaio, all’epoca undicenni».
Leggiamole...
«Nesta: (testuale dalla scheda): “Dotato di tecnica eccezzionale salta l’uomo con facilità incredibile per la sua età è eccezzionale sa fare di tutto. Centrocampista con mezzi tecnici e fisici di gran talento se continua a migliorare e non distrarsi ha un futuro come calciatore».
E Di Vaio?
«Rileggo la scheda: “Ha tecnica eccezzionale, furbizia scatto e rapidità di esecuzione incredibile. Chiedo a tutti di non far perdere un simile talento”».
È stato accontentato, Patarca. Ma la sua gioia maggiore qual è?
«L’esordio di Mandorlini in serie A. Andrea era il primo giocatore allenato da me ad arrivare così in alto».
Allenatori: il più e il meno collaborativo?
«Fascetti ci seguiva sempre. E quando gli piacevamo in modo particolare, il lunedì successivo ci invitava tutti a cena».
All’opposto?
«Radice. Spesso il nostro campo era preparato meglio di quello della prima squadra. E allora lo prendeva lui. E ci costringeva ad allenarci nel cortile del Filadelfia, sulla ghiaia».
Il giocatore più vicino ai giovani?
«Junior. Conosceva tutti i ragazzi e finito il suo allenamento si fermava a fare le partitelle con loro».
Il miglior talento visto crescere?
«Buffon. Il più forte degli ultimi 30 anni. Lui e Totti li ho avuti nell’under 15. Poi Pirlo: anche lui passò dall’under 15, “è il giocatore del 2000” dissi: tecnico e capace di resistere al gioco fisico dell’avversario».
Ha allenato la nazionale femminile: la donna più forte in quale categoria maschile potrebbe giocare?
«Negli allievi regionali. E farebbe molta fatica».
Ha detto: gli istruttori si stanno trasformando in allenatori. Che cosa significa?
«Che puntano troppo sulla prestazione. Robotizzano i ragazzi e dimenticano che i giovani non sono adulti in miniatura. Ogni stagione il calcio italiano perde circa 50mila praticanti: 14 anni è il passaggio critico».
Perché
«Scuola superiore, altri interessi, trasformazione fisica e, soprattutto, scoperta di non essere un campione. L’istruttore di calcio dev’essere bravo a farsi preferire a tutto questo. Non per niente in Francia li chiamano educateur».
Parliamo dei procuratori intorno ai giovanissimi?
«Sono una rovina. Ma se un ragazzino ha bisogno del procuratore a 14 anni diventerà un cittadino di serie B».

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Saturday, March 3, 2007

Libri sul calcio : Esercitazioni per l'adattamento e la trasformazione del gesto calcistico attraverso la variazione dello stimo

E' arrivato ieri per posta il libro con dvd
  • esercitazioni per l'adattamento e la trasformazione del gesto calcistico attraverso la variazione dello stimolo di Roberto De Bellis.

    Viene presentata una lunga serie di esercitazioni per allenare le capacità coordinative e gli aspetti di psicocinetica in ragazzi dai giovanissimi in su : il libro non lo dice e parla genericamente di "esercizi adatti anche per il settore giovanile" , ma alcuni gesti proposti vanno eseguiti con una rapidità ed una complessità tali da essere proponibili , a mio parere , solo dai giovanissimi in su. Non a caso per la registrazione del dvd sono stati chiamati giocatori della primavera e della prima squadra del Chievo , di cui De Bellis è il preparatore atletico.

    Ci sono comunque un sacco di spunti interessanti , alcuni validi anche per il riscaldamento prepartita : sono sempre stato convinto che la fase di preparazione alla gara non debba limitarsi a mettere in moto l'apparato muscolare e cardio-vascolare , ma debba anche e soprattutto provvedere all'attivazione di quei sistemi in grado di rendere il giocatore reattivo e concentrato sin dal primo minuto di gara :

    1) l'attivazione sensopercettiva ( per raccogliere il maggior numero possibile di informazioni sulle posizioni della palla , degli avversari e dei compagni ) e propriocettiva ( rapida raccolta delle informazioni sullo stato del proprio corpo );

    2) l'attivazione cognitiva , per elaborare nel minor tempo possibile il gesto tecnico che , secondo il pensiero tattico individuale di ciascun ragazzo , è in quel momento il migliore in relazione alla posizione dei compagni , della palla e degli avversari;

    3) l'attivazione del sistema nervoso centrale , responsabile di programmare l'esecuzione del gesto tecnico prescelto;

    Il livello di concentrazione , rapidità di elaborazione ed esecuzione richiesto da questo genere di esercizi è tale da andare a stimolare proprio questi meccanismi.

    Presto pubblicherò una scheda con gli esercizi svolti quest'anno nel riscaldamento prepartita , che sembrano aver funzionato relativamente bene visto che abbiamo spesso sofferto di "sindrome da secondo tempo" , ovvero di un buon impatto con i primi minuti di partita ed un progressivo calo di concentrazione e motivazione nei secondi tempi.
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