Riforma Giovanissimi Lazio : parola d'ordine rimescolamento
Svesto quindi per una volta i panni dell'alleducatore per calarmi in quelli di pseudo-giornalista : cliccando qui si possono scaricare le classifiche aggiornate alla 2° giornata ( si ringrazia il sito senza riserve ) , con le squadre promosse dai provinciali evidenziate in rosso e le squadre dei regionali di eccellenza in nero.
In un post precedente dissi che il buon esito della riforma dipenderà dalla competitività mostrata dalle società promosse dalla fase provinciale e che se anche l'esito dovesse essere favorevole e le goleade dovessero scarseggiare , stento a credere che le società più quotate ( Savio , Romulea , ecc ) verranno relegate fra i provinciali e si troverà un compromesso. I risultati sembrano confermare questa analisi :
1) le 8-9 società davvero di elite che avevo citato nel post scorso si trovano , come prevedibile , al comando dei propri gironi
2) in 4 gironi su 8 queste società sono affiancate in testa a 6 punti da società promosse dai campionati provinciali : 2 giornate sono poche per trarre conclusioni e le differenze reti lasciano intuire che , con tutta probabilità , la fuga è solo rimandata. Ciò non toglie che questa evidenza è un punto a favore della riforma.
3) in 4 gironi su 8 l'ultimo posto è occupato con 0 punti da società provenienti dai campionati di elites. 2° punto a favore della riforma.
4) nelle zone medie della classifica si evidenzia una sostanziale equivalenza e nei gironi B,F,G,H nelle zone medio-alte vi sono più società neopromosse che società di eccellenza. 3° punto a favore della riforma.
In conclusione le tesi del Dott. Caridi sembrano confermate : escluse le 8-9 società di cui si parlava sopra , il cui appeal verso genitori e ragazzi è dovuto al blasone e all'offerta tecnico-formativa più che al campionato di appartenenza , fra le altre società sembra esservi una sostanziale equivalenza; la consuetudine estiva che vede le società regionali mettere in seria difficoltà , sulla sola base del campionato disputato , società loro equivalenti dal punto di vista dell'offerta formativa è un'ingiustizia oltre che un ostacolo al miglioramento dell'offerta stessa da parte delle società che investono nel settore di base.
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