Monday, June 4, 2007

Riforma dei campionati giovanissimi e allievi regionali/provinciali : sosteniamo Caridi

Apprendo dal sito nazionale del settore giovanile e scolastico che nel Lazio è in fase di sperimentazione una nuova formula per i campionati giovanili : non più la suddivisione da inizio stagione in organici regionali e provinciali , ma una prima fase Settembre-Dicembre con gironi eliminatori ed una seconda fase , presumibilmente da Gennaio a Giugno , in cui le migliori squadre della prima fase si contenderanno il titolo regionale e le squadre non classificatesi disputeranno un campionato grosso modo equivalente all'attuale campionato provinciale.

Lo scopo della riforma mostra la lungimiranza e la competenza del Dott. Caridi : Quello che tengo a sottolineare è che la riforma tutelerà i ragazzi e le Società. In estate c'è una vera e propria migrazione di ragazzi verso le Società che partecipano ai Campionati Regionali e tutto questo complica la vita delle Società che disputano Campionati Provinciali. Con questa modifica - continua Caridi - le Società a Settembre partiranno tutte sullo stesso gradino. Sarà poi il campo a scegliere chi, a Febbraio (con le liste di svincolo già chiuse per non creare una migrazione estiva bis) si contenderà il titolo regionale e per poi cimentarsi nelle finali nazionali

Finalmente un po' di coerenza da parte di qualche esponente illuminato della federazione : se non ipocrita è quantomeno schizofrenico l'atteggiamento di certi comitati regionali che , durante i corsi per istruttori del settore giovanile e durante gli incontri con le società , sottolineano come l'esasperata ricerca del risultato raramente collima con l'esigenza di formare giocatori completi e individui equilibrati, mentre a Settembre istituiscono gironi regionali in cui su 14 squadre iscritte ben 6 sono destinate a retrocedere ( parlo per la mia regione , Le Marche , e la stagione in oggetto è la corrente : 2006/07 ) !!

Ho già espresso in questo post la mia opinione su quanto la ricerca esasperata del risultato raramente collimi con la formazione di calciatori completi in grado di giocare la palla in ogni situazione , soprattutto in una categoria come i giovanissimi dove il "relative age effect" ha spesso un peso predominante sugli aspetti tecnici , confortato da pareri ben più autorevoli dei miei : A parità di prestazione tecnica fra soggetti diversi della stessa età, quelli che hanno (parametri misurabili oggettivamente) meno anni di pratica, ritardo o normale maturazione biologica, valori più bassi in alcune espressioni fisiche importanti per il calcio, sono più vicini ai presupposti del potenziale talento in quanto presentano maggiori margini di miglioramento".
Se ciò corrisponde al vero, forse si dovrebbero modificare in parte i criteri di scelta, e favorire le componenti tecniche quali le abilità specifiche in situazioni di gioco più o meno complesse e la velocità dei processi mentali coinvolti nell’azione di gioco (rapidità di anticipazione, rapidità percettiva e decisionale, ecc.), e nello stesso tempo saper aspettare qualche mese in più in attesa che si completi il ciclo auxologico. ( Stefano D'Ottavio. Fattori discriminanti il giovane talento nel calcio. Rivista "L'allenatore" , nr.5/2005. )
E' evidente che , se si lotta col coltello fra i denti perché ogni punto può essere decisivo , non ci si può permettere il lusso di aspettare "il completamento del ciclo auxologico" : giocherà chi , nel breve periodo , è in grado di contribuire più concretamente alla "causa dei punti" ; si tenderà alla specializzazione precoce ( che ciascuno sia in grado di eseguire un numero limitato di gesti , ma funzionali al proprio ruolo ) ; la "libertà di sbagliare" ( ad esempio perdendo palla pur di provare a giocarla , piuttosto che buttarla via a caso ) risulterà fortemente limitata.

E' soprendente constatare come le scelte del C.R.Lazio e del C.R.Marche vadano in direzioni antitetiche , quasi che i principi guida del settore giovanile non siano uniformi sull'intero panorama nazionale : la riforma Caridi premia le società che , pur non avendo un bacino di utenza smisurato , lavorando bene nell'attività di base possono sperare nelle annate migliori di confrontarsi con società ben più quotate a livello di palmares e di bacini di utenza.

Le scelte del C.R.Marche , riducendo i gironi regionali da 3 a 2 e obbligando alla retrocessione ben 6 squadre per regione , ottengono effetti opposti :

1) da una parte viene promossa proprio la ricerca esasperata del risultato , perché la necessità di scavalcare in classifica almeno 6 squadre da luogo a campionati giocati "alla morte" , come non si vede nemmeno nei campionati degli adulti ( nella promozione ed eccellenza marchigiani quest'anno retrocedevano 4 squadre ).

2) dall'altra pone le (poche) società regionali in una situazione di estremo privilegio , legittamando le "campagne acquisti" estive di cui parla Caridi ( che poi "campagne acquisti" non sono , perché un ragazzo di 13 anni può essere tesserato per le successive 3 stagioni con tesserino annuale , evitando così il pedaggio del premio preparazione ) , nelle quali , posso testimoniarlo per esperienza personale , succedono le peggiori nefandezze.

La testimonianza che posso portare è quella della mia società che , nell'attività di base , se la gioca alla pari con società dai numeri decisamente più grandi : passando all'attività agonistica , però , deve registrare ogni anno qualche partenza a scapito delle società "regionali" limitrofe.

Anche quest'anno le manovre sono già in corso e probabilmente porteranno due dei nostri migliori 1993 nelle file di una società che disputa il campionato regionale.

Il risultato è un cane che si morde la coda:

1) saremo oggetto di campagne acquisti finché non riusciremo a vincere un campionato provinciale

2) finche saremo oggetto di campagne acquisti sarà molto difficile riuscire a vincere un campionato provinciale.

Una situazione paradossale che non sembra lasciare spazio a vie di uscita , nella quale immagino si trovino tante società messe al muro da questo sistema di cose : sarebbe interessante promuovere l'iniziativa di Caridi presso altri comitati , ad esempio con una raccolta di firme.

Chiunque volesse aderire all'iniziativa può lasciare il proprio nome , indirizzo e-mail e società di appartenenza nei commenti di questo post: se dovessimo raggiungere un numero sufficiente di adesioni , potremmo elaborare insieme un documento di sostegno all'iniziativa di Caridi e inviarlo a tutti i comitati regionali del settore giovanile e scolastico.

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3 Comments:

Anonymous Anonymous said...

giusto

June 28, 2007 3:10 PM  
Anonymous Anonymous said...

Luca Simone Chiaramella
luca.chiaramella@amicideibambini.it
Società di appartenenza come socio Garibaldina (Milano) come allenatore Pro-Melegnano
Complimenti per l'iniziativa

July 2, 2007 9:19 AM  
Anonymous Anonymous said...

la proposta caridi è giustissima, va applicata a livello nazionale in tutto il settore giovanile.

Sandro Soro (sandrogiovanni@tiscali.it)
allenatore di base, giovanissimi Turritana, P.Torres (SS)

March 17, 2008 2:47 AM  

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