Friday, May 9, 2008

La siepe di Zingonia

Mino Favini , per chi segue un po' il mondo del calcio giovanile , è uno di quei personaggi che ti verrebbe spontaneo guardare dal basso verso l'alto , non foss'altro che per la lunga lista di campioni scovati in una vita interamente dedicata al calcio : Vierchowood, Fontolan, Matteoli , Borgonovo, Annoni, De Marchi, Simone, Zambrotta, De Ascentis, Pedone , Donati , Pelizzoli, Morfeo, Tacchinardi, Locatelli , Pazzini , Montolivo , ma potrei continuare fino a fondo pagina!

Se lo ascolti parlare , però , ti accorgi subito che non è un tipo a cui piace stare sul piedistallo. L'umanità che lo contraddistingue ci ha colpito subito quando , arrivati a Zingonia per la visita al settore giovanile dell'Atalanta , ci accoglie per i saluti di benvenuto; ne abbiamo la conferma quando , lasciati liberi di girare per il centro sportivo nerazzurro ad osservare gli allenamenti delle varie categorie dagli esordienti alla prima squadra , si intrattiene con questo o quel collega a raccontare aneddoti.

Così ci racconta di quando ha scommesso su Gianfranco Matteoli o Marco Simone , contro tutti gli integralisti del "calcio muscolare" che non li ritenevano morfologicamente all'altezza ( "troppo piccoli , dove vuoi che vadano" gli dicevano : verrebbe da ringraziare i tanti Mino Favini sparsi per il mondo che ci permettono oggi di ammirare un Messi piuttosto che un Giuseppe Rossi o un Giovinco ) ; oppure , elogiando la cultura del lavoro di De Ascentis che stava svolgendo un lavoro differenziato sotto i nostri occhi , ci ricorda di quando nei primi anni '90 , responsabile del settore giovanile al Como , l'allora mister della prima squadra gli chiese un primavera che facesse da lepre per il test di Cooper : il ragazzino quasi doppiò i colleghi fra maledizioni di ogni genere.

Ma il consiglio che più mi è rimasto impresso , sul quale mi piacerebbe svolgere qualche breve riflessione , è la metafora della siepe. Una perla di poesia e pragmaticità , che non può non colpire i sentimenti di chi , magari chiamandola in altro modo , la siepe ce l'ha sempre chiara in testa ogni volta che varca il cancello del campetto di provincia : "non vi preoccupate di vincere 1-0 piuttosto che 2-0 , perché tanto alla fine quello che conta è saltare la siepe".

Al che lo guardiamo un po' perplessi e lui ci indica due campi del centro sportivo di Zingonia : nell'uno si allena la prima squadra , nell'altro la primavera. In mezzo , una siepe alta circa due metri che costeggia tutta la linea laterale.

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Friday, May 2, 2008

Un campione per un fondamentale : la veronica ( o roulette ) di Monsieur Zidane

Riprendo la rubrica un pallone per un fondamentale con Zinedine Zidane e la "sua" veronica o roulette.


La veronica è un gesto che si vede abbastanza di rado nel calcio d'elites , ancora meno fra i dilettanti e quasi mai nei nostri settori giovanili. Per questo si presta a mettere in luce due errori che secondo me sono piuttosto comuni nella didattica del dribbling ( o almeno lo sono stati per gli allenatori che ho avuto nel settore giovanile ) :

1) si tende a pensare alla finta e al dribbling come capacità innate , che si apprendono direttamente in situazione , trascurando l'analicità e l'approccio sistematico che invece è riservato ad altri gesti tecnici. Questo articolo apparso sul notiziario del settore tecnico è la conferma che questa visione è ancora molto diffusa : a Gennaio 2006 non esisteva ancora una categorizzazione sistematica e una nomenclatura univocamente condivisa delle finte , come invece esiste da decenni per tutti gli altri gesti tecnici. La veronica dimostra proprio che alcune finte non vengono spontanee durante l'1c1 , a meno che non si sia prima appreso e perfezionato il movimento in assenza di avversario ; in compenso si tratta di un gesto relativamente semplice , cioè si imprime facilmente nella memoria dopo un numero non eccessivo di ripetizioni. A questo proposito , una novità che ho pensato di introdurre nella programmazione della stagione per gli esordienti del prossimo anno è di sfruttare per questo scopo il pre-riscaldamento , ovvero quella fase durante la quale si attende che tutti i ragazzi si siano cambiati e che l'allenatore abbia preparato il setting della seduta : affrontando una finta diversa ad ogni mesociclo , i ragazzi sanno che possono ( e devono ) impiegare il tempo che trascorre dall'uscita degli spogliatoi all'inizio dell'allenamento vero e proprio a provare liberamente la finta della settimana. Otterrei così il duplice scopo di affrontare durante l'arco dell'anno quasi tutte le finte catalogate nell'articolo di cui sopra e di risparmiare tempo prezioso all'interno delle sedute vere e proprie per l'esecuzione situazionale; veniamo così al secondo aspetto:

2) nell'esecuzione situazionale della finta (1c1 , 2c1 , ecc ) , che invece trova ampio spazio nelle sedute di allenamento sin dalla scuola calcio , si dovrebbe rproporre per ciascuna finta una o più situazioni di gioco in cui essa risulti redditizia , così che ritrovando lo stesso contesto in partita il ragazzo possa associare immediatamente al problema (situazione) la soluzione (finta e dribbling); ho sottolineato il termine immediatamente perché mi è capitato di leggere ultimamente il libro di R.Capanna , Allenare Oggi Le Quattro Regole d'Oro , in cui si afferma che secondo recenti ricerche di alcuni neuroscenziati se lo stimolo creato da una situazione di gioco ricalca abbastanza fedelmente un contesto già affrontato e risolto in precedenza , la programmazione del gesto motorio in reazione allo stimolo avviene senza che vengano sollecitate le aree cognitive. Avrò modo in seguito di riaffrontare questo argomento , per ora mi preme sottolineare che la veronica si presta molto bene ad esemplificare questa seconda questione relativa alla didattica del dribbling : c'è una particolare situazione , che viene mostrata nel video al minuto 1:30 e che Zidane spiega chiaramente al minuto 1:20 , in cui la veronica può risultare la soluzione ottima al problema; è il caso in cui la palla è "contesa" a metà strada fra attaccante e difensore ( perché il primo se la è allungata in guida della palla o semplicemente perché vi si è trovata dopo un rimpallo) , tanto da indurre il difensore a tentare l'intercetto ("pensi di poter prendere il pallone e quindi vieni in avanti" dice Zidane all'intervistatore che si improvvisa difensore ) ; la veronica è ottimale perché permette all'attaccante di anticipare l'intervento del difensore , richiamare rapidamente la palla verso la propria sfera di competenza , proteggerla interponendo il corpo e superare il difensore senza che la palla sia mai scoperta ( durante l'intera rotazione fra difensore e attaccante c'è sempre di mezzo il corpo di quest'ultimo ). In molte altre situazioni , specialmente quando il portatore di palla ha saldamente il possesso della stessa e non si tratta quindi di una situazione di palla "contesa" , tentare una veronica può risultare addirittura controproducente .. perché rispetto ad altri dribbling si rischia di perdere il contatto con la palla.

Per chiudere l'argomento , a dimostrazione che in fondo la veronica non è un'esclusiva di Zidane ma è invece possibile vederla anche in una modesta partita di un campionato provinciale , a patto che il gesto sia stato memorizzato (punto 1) e che si sia in grado di riconoscere la situazione di gioco in cui può essere redditizia (punto 2) , eccola eseguita da Eg.M. contro la Castelfrettese , proprio nella situazione di gioco descritta poche righe sopra :


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Monday, April 28, 2008

Maggio , tempo di bilanci

Torno a postare dopo più di un mese di "assenza" , dovuta in parte a impegni di lavoro e in parte ad una pausa di riflessione che al termine di una stagione è sempre propizia per riordinare le idee e prepararsi verso nuove avventure.

Sto già mettendo mano alla programmazione per il prossimo anno che , salvo stravolgimenti dell'ultima ora , riguarderà la categoria esordienti. Consiglio quindi chi fosse interessato all'argomento ( e dalle statistiche di accesso al sito sono parecchi ) a tenere d'occhio il blog nei prossimi mesi.

Riparto quindi con un nuovo gruppo ( un ottimo gruppo , li ho già visti più volte all'azione e ringrazio il responsabile tecnico per la fiducia accordatami ) più o meno da dove ero partito tre anni fa nella mia prima esperienza da "istruttore in solitaria" , con lo stesso entusiasmo e , spero , con un pizzico di esperienza in più. La pausa di riflessione mi è servita infatti per un'autovalutazione non esente da un po' di sana autocritica : consiglio questo articolo di Lucia Castelli per chi volesse una scaletta di punti in base ai quali autovalutarsi.

L'aspetto che più dovrò migliorare è sicuramente quello organizzativo : mi sono accorto che in molte sedute ci sono troppi tempi morti e questo toglie intensità; i motivi sono principalmente due:

1) per questioni di lavoro difficilmente riesco ad arrivare al campo 20 minuti prima ed allestire con calma il setting della seduta ( o molto spesso questo non è possibile perché il campo è occupato da altre squadre );

2) le sedute me le costruisco da solo ( il più delle volte osservando le carenze dei ragazzi durante le partite ) e spesso anche gli stessi esercizi sono inventati di sana pianta : questo fa si che fra un esercizio e l'altro ci sia da spostare parecchia attrezzatura. Dovrò fare più attenzione a questo aspetto , perché allenamenti poco intensi spesso si traducono in scarsa intensità in partita e nel torneo Velox che abbiamo appena terminato questa lacuna è stata chiarissima.

Avevo chiesto alla società di iscrivere i ragazzi al torneo Velox , a carattere regionale , perché si era prospettata la possibilità di avere in prestito due dei nostri ragazzi che la scorsa estate erano andati a fare i regionali. Putroppo a torneo iniziato la federazione ha posto ostacoli al nulla osta e ci siamo ritrovati a giocare contro squadre regionali senza i rinforzi sperati ( e anzi sono subentrate "le solite" assenze ) , facendoci rimediare due brutte figuracce.

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Monday, March 24, 2008

Insegnare la copertura reciproca ai più piccoli : basta un accorgimento logistico

In questo fine settimana sono andato ad assistere ad alcune partite del torneo di Filottrano categoria esordienti : ne approfitto per fare i complimenti ai nostri '95/96 che , pur classificandosi al penultimo posto causa un palese strapotere fisico degli avversari , hanno strappato applausi al pubblico presente per la capacità di giocare sempre la palla senza mai buttare via il pallone ( altrettanto non può dirsi di alcune squadre che pure sono arrivate nelle prime posizioni ).

Se ce ne fosse bisogno mi sono ulteriormente convinto di quanto nella fascia d'età 11-15 anni la differenza nei risultati la facciano pochi elementi in anticipo di crescità rispetto agli altri , che possono prendere palla a metà campo e arrivare con azione personale soli davanti al portiere). Se non si dispone di difensori altrettanto veloci e fisicamente sviluppati risulta difficile arginare tali individualità ; addirittura impossibile se , come è probabile nella categoria esordienti , i ragazzi non padroneggiano pienamente forme di collaborazione difensiva quali il raddoppio e la copertura reciproca.

Mi è venuto quindi in mente il seguente esercizio , anche se più che un esercizio si tratta di una diversa organizzazione logistica degli esercizi 1c1 : per quanto riguarda la fase analitica dell'insegnamento della finta e del dribbling , in cui il difensore svolge un ruolo passivo , sono solito far eseguire gli esercizi a coppie in ordine sparso per il campo ( soprattutto nella fase di riscaldamento ). Perché non svolgere invece l'esercizio a terne , con i difensori che , una volta superati , vanno a coprire nuovamente la porta alle spalle del compagno?




Soprattutto nelle categorie pulcini ed esordienti , in cui le esercitazioni 1c1 sono svolte molto di frequente , la continua ripetizione di questo movimento permetterebbe di imprimerlo nell'esperienza tattico-motoria senza dover svolgere sedute specifiche sul raddoppio e sulla copertura , che risulterebbero troppo precoce in queste categorie.

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Saturday, March 22, 2008

Buona Pasqua

Buona Pasqua a tutti i lettori del blog e alle loro famiglie
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Tuesday, March 18, 2008

Perché si perde il possesso palla , 2° puntata : la cultura del passaggio

Nella prima "puntata" di questa serie di post ho citato come una delle cause della perdita del possesso palla la scarsa "cultura del passaggio". Avrei potuto parlare semplicemente di "precisione del passaggio" o "attenzione nel passaggio" , ma queste sono a mio parere delle conseguenze : a monte sta un atteggiamento mentale , un approccio al gesto tecnico che riesco a definire solo come "cultura del passaggio" ( per fare un parallelo , riuscireste a definire in altri termini quella che viene definita "cultura dello sport"? E' possibile ridurla al solo fair play o al sano agonismo? ).

Tale approccio presuppone la consapevolezza che affinché si possa mantenere il possesso , non è sufficiente servire il compagno , ma è necessario metterlo nelle condizioni ideali per mantenerlo :

1) un giocatore con la cultura del passaggio sa che trasmettere la palla è anzitutto un gesto di altruismo e di fiducia nel compagno , nelle cui mani ( o meglio , nei cui piedi ) si affida il proprio destino ( calcistico , si intende! ) e quello della squadra e quindi si mette nei suoi panni , lo serve nel modo migliore perché possa riceverla , controllarla ed eventualmente proteggerla;

2) un giocatore con scarsa cultura del passaggio interpreta la trasmissione della palla come uno scaricabarile ( "la palla ti è pervenuta , in un modo o nell'altro , ora sono affari tuoi e posso ritenere concluso il mio compito" ( o sarebbe meglio dire "il compitino");

La differenza sta tutta in quel "in un modo o nell'altro" : spesso il ragazzo che riesce a far pervenire palla al compagno pensa di avere assolto a pieno al proprio compito , invece quel passaggio contiene in nuce le cause che porteranno alla perdita del possesso nel giro di pochi istanti , perché :

1) è stato eseguito con forza sproporzionata rispetto alla distanza del compagno
2) è stato eseguito alzando la palla da terra , nonostante non vi fossero fra i due ostacoli che giustificassero la traiettoria aerea
3) è stato eseguito con la palla che rimbalza in modo irregolare , mentre bastava accompagnarla con l'arto calciante per farle assumere una triaiettoria il più possibile regolare
4) è stata passata palla ad un compagno marcato nella direzione dell'avversario , invece che "ad allontanarsi" dallo stesso
5) è stato eseguito verso compagni in inferiorità numerica quando vi erano soluzioni alternative in zone di superiorità
6) è stato eseguito sulla corsa mentre il compagno era fermo oppure è stato servito sui piedi un compagno che stava correndo e si aspettava la palla sullo spazio
7) è stato eseguito "con il giro sbagliato" ( ad esempio un passaggio lungo la linea laterale destra eseguito di interno sinistro o esterno destro )

Tornando all'esercizio di possesso palla di inizio stagione descritto nel post precedente , è importante interrompere l'azione ogni volta che si perde il possesso palla per il presentarsi di una di queste situazioni ed evidenziare la relazione causa-effetto ; è chiaro che il continuo spezzettamento dell'azione può essere praticato in una fase iniziale , ma è poi scarsamente tollerato dai ragazzi: una volta chiari i concetti e stabilito un dizionario condiviso sono sufficienti poche parole perché l'allievo capisca di essere caduto in uno degli errori sopra esposti; io ad esempio distinguo fra "favori" e "dispetti" : un passaggio eseguito nei 7 modi sopra descritti è chiaramente un dispetto , mentre un passaggio che mette il compagno nelle condizioni ideali di ricevere la palla e mantenerne il controllo è un "favore".

Qui è possibile scaricare la prima seduta di allenamento della preparazione di quest'anno , in cui appunto abbiamo affrontato questi temi.

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Monday, March 17, 2008

Agugliano Polverigi - S.S.D. Borghetto 2-0

Brutta sconfitta , per una lunga serie di motivi:

- su 18 convocati ci siamo presentati in 12 : qualcuno ha avvisato all'ultimo minuto , uno in particolare non si è neanche degnato di alzare il telefono. Non sto a fare nomi e cognomi , ma visto che questo qualcuno doveva farci fare il salto di qualità invece per tutto il campionato ha dimostrato grossi limiti caratteriali , dopo quest'ultimo episodio mi trovo costretto ad ammettere che come educatore con lui ho fallito. La speranza è che crescendo , e magari con un altro allenatore visto che dopo 2 anni e mezzo è ora di lasciare il gruppo in altre mani , riesca a scattare "la molla" e possa diventare da "potenziale buon giocatore" a "buon giocatore"

- come all'andata dimostriamo di soffrire una squadra ostica come l'USAP , che concede poche occasioni e se vince o perde lo fa quasi sempre di misura : in due gare abbiamo lasciato l'intera posta in palio; sei punti che avrebbero dato una fisionomia del tutto diversa alla nostra classifica.

- in queste partite il risultato si gioca spesso su episodi , come calci d'angolo , punizioni o azioni personali : l'avevo detto ai ragazzi nell'intervallo , perché nel primo tempo avevamo letteralmente buttato alle ortiche questo genere di occasioni ( possibile che al 2° anno di giovanissimi , pur su un campo di grandi dimensioni , non siamo in grado di mettere un calcio d'angolo a centro area o sul 2° palo?? ). Detto fatto , a metà primo tempo abbiamo subito goal proprio su calcio d'angolo.

- ammetto che il 2° goal probabilmente è colpa mia , perché per recuperare ho rivoluzionato la squadra : considerate le assenze ed avendo a disposizione un solo cambio , l'unico modo per dare un po' di peso ad un attacco fino a quel momento poco producente era spostare in avanti M.R. che già a Castelferretti aveva messo in difficoltà gli avversari con le sue folate offensive. Dietro abbiamo perso in solidità subendo il raddoppio. Avessi saputo aspettare , nel finale proprio su calcio d'angolo abbiamo avuto l'occasionissima ( ennesimo goal mangiato a porta vuota in questo campionato ) che avrebbe voluto dire pareggio. Da questo punto di vista sono molto più "istruttore di scuola calcio" che "allenatore di base" , cioè piuttosto che portare a casa un punto con un tiro in porta preferisco perdere una partita creando occasioni da goal : se mai mi capiterà in futuro di giocarmi un campionato dovrò imparare ad essere più paziente.

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Wednesday, March 12, 2008

Perché si perde il possesso palla? ( 1° parte ).

Il campionato "ordinario" sta terminando e da questa settimana abbiamo diviso i giovanissimi ('93/'94) e gli allievi ('91/'92) creando un unico gruppo '92/'93 , che andrà ad affrontare il torneo allievi 2° fascia : d'ora in poi i '94 si allenaranno coi '95 ed i '91 con gli '89/'90.

Gli allenamenti saranno tenuti dal sottoscritto e dal mister degli allievi : entrambi ci siamo trovati di fronte nuovi elementi ( dei '92 che hanno disputato quest'anno il campionato allievi , solo 2 erano con me nei giovanissimi dello scorso anno ) e abbiamo concordato che questa settimana servirà per valutare la situazione di partenza , sulla quale impostare la programmazione , oltre che per conoscerci reciprocamente per quanto riguarda i metodi di allenamento di ciascuno.

Personalmente , quando mi trovo di fronte ad un nuovo gruppo , il primo esercizio che propongo è un semplice possesso palla su ampi spazi , prima a tocchi liberi e poi a 2 tocchi , con l'obiettivo di raggiungere almeno 10 passaggi consecutivi.

Il motivo è presto detto : se l'obiettivo dei 10 passaggi viene raggiunto spesso , ha senso inserire sin da subito nelle sedute di allenamento situazioni di gioco e partite a tema per la tattica collettiva ; se la squadra non è in grado di inanellare più di 5-6 passaggi consecutivi è illusorio pensare di poter insegnare proficuamente i principi di tattica collettiva : è invece il caso di rimuovere le cause di questo impedimento e insistere maggiormente sulla tecnica e sulla tattica individuale.

Nella mia pur breve carriera mi sono trovato quasi sempre nella seconda situazione ( se non altro perché ho sempre allenato esordienti o giovanissimi "misti" , cioè con ragazzi appena usciti dalla categoria esordienti , senza avere mai a disposizione lo stesso identico gruppo per 2 anni consecutivi, come può succedere nelle società più grandi dove i gruppi sono divisi per annate ) e ho potuto osservare che i motivi degli scarsi risultati nel possesso palla sono quasi sempre gli stessi :

1) scarsa "cultura del passaggio" ( nel prossimo post spiegherò cosa intendo con questa locuzione apparentemente un po' oscura )
2) poco smarcamento
3) tendenza a giocare "a testa bassa" e scarsa visione periferica
4) scarsa protezione della palla
5) errori nella ricezione : tecnici e tattici ( ricezione orientata )
6) scarsa lettura delle dinamiche del gioco e delle traiettorie di corsa dei compagni ( passaggio sull'uomo quando la palla andrebbe servita sullo spazio e viceversa passaggio sullo spazio quando il compagno è fermo o fa un movimento sul corto per chiedere palla sui piedi )
7) tendenza a concentrarsi in una zona del campo senza sfruttare tutti gli spazi a disposizione

Ciascuno di questi punti meriterebbe una trattazione separata , tante sono le cose che ci sarebbero da dire , perciò spezzerò questo argomento in più post. Alla prossima puntata.

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Friday, March 7, 2008

Gli esercizi di De Bellis gratis su youtube

Youtube è veramente una fonte inesauribile di informazioni per allenatori in cerca di ispirazione , quindi ne approfitto spesso quando ho occasione di navigare un po' in internet; ieri sera mi ero messo a cercare qualche esercizio interessante sulle capacità coordinative ( a proposito : in inglese si chiamano "coordinative skills" o "coordination skill"?) : con mia grande sorpresa , ho trovato una serie di video degli allenamenti di una squadra turca che ripropongono tali e quali tutti gli esercizi proposti nel DVD di Roberto De Bellis Esercitazioni per l’adattamento e la trasformazione del gesto calcistico attraverso la variazione dello stimolo. Da una rapida ricerca su ho scoperto che l'allenatore è Hikmet Karaman e la squadra dovrebbe essere l'Ankaraspor ( ex squadra , mi pare di aver capito , visto che sembra sia stato esonerato ) : qui potete trovare tutti i video in oggetto.

Che il libro fosse molto apprezzato e che i suoi esercizi avessero iniziato a circolare mi era noto , ricordo ad esempio di averne visti alcuni opportunamente rimodulati quando durante il corso di allenatore di base siamo andati ad assistere agli allenamenti degli juniores nazionali della Maceratese.

Il problema è però , appunto , la capacità di rimodularli da parte di ciascun allenatore per adattarli alle proprie esigenze , che del resto è l'auspicio formulato dallo stesso De Bellis al termine del DVD: qui invece sono semplicemente riproposti tali e quali e per di più pubblicati su internet come se si trattasse di contributi originali. Non penso ci siano gli estremi legali per la violazione del copyright , perché in fondo si tratta delle riprese dell'allenamento di una squadra di calcio e non è reato riproporre gli esercizi trovati su un libro o su un DVD ( anzi , i libri e i DVD si comprano proprio per quello ). Certo la scelta di pubblicarli su youtube , senza citare la fonte e attribuendosene in qualche modo la paternità , lascia per lo meno un po' perplessi.

Per quanto mi riguarda , ho sempre cercato di interpolare questo genere di esercizi ( ad esempio skip su over bassi o su cerchi , magari alternati a rotazioni delle braccia ) all'interno delle esercitazioni tecnico-tattiche , soprattutto per allenare la capacità di reazione motoria.

Eccone un esempio:

ESERCIZIO per allenare la conclusione in condizioni di pressione temporale

Si dispongono una serie di 5-6 over bassi ( o di cerchi ginnici o la combinazione di entrambi ) immediatamente fuori dall'area di rigore. L'allenatore si colloca sul dischetto di rigore con un pallone : quando calcio la palla verso gli over l'allievo inizia ad eseguire gli skip e deve terminarli prima che arrivi la palla : una volta uscito dagli ostacoli deve calciare di prima in porta.


Il "segreto" dell'esercizio sta nel calciare la palla più o meno forte a seconda del grado di difficoltà che si vuole dare all'esercizio : calciando piano l'allievo avrà a disposizione due o tre passi di rincorsa prima di concludere. Calciandola più forte dovrà tirare di prima non appena messo il piede di appoggio fuori della serie di ostacoli. In entrambi i casi , per poter calciare di prima , dovrà programmare il gesto motorio prima di uscire dalla serie di ostacoli , mentre sta eseguendo gli ultimi 2-3 skip , e questo ripropone un contesto molto simile a quello di gara : in area può capitare ad esempio che l'attaccante sia a contatto con un avversario o stia osservando il piazzamento del portiere o dei compagni. In tutti questi casi , se vuole poter calciare di prima intenzione , deve pianificare il gesto tecnico mentre sta svolgendo altri "compiti".

VARIANTE : quando l'esercizio è stato appreso e si vuole aumentare la difficoltà , oltre a passare la palla con una forza tale da obbligare l'allievo a calciare non appena mette il piede di appoggio fuori dagli ostacoli , si può prevedere la presenza di un portiere che quando mancano ancora un paio di skip si sposti verso uno dei due pali. L'allievo dovrà tirare di prima verso il palo lasciato libero.

Già lo scorso anno portai l'esempio di benefici evidenti che questo genere di esercizi avevano portato ai miei ragazzi : lo feci in questo post e ne approfitto per riproporre il video del goal di T.B. che ricalca in modo chiarissimo questo esercizio.

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Thursday, March 6, 2008

S.S.D.Borghetto - Filottranese 0-3 ( e non solo )

Perdere 3-0 e restare soddisfatti : si può? Limitatamente a questa partita contro la prima in classifica direi di si.

Nel primo tempo , con la squadra al completo per la prima volta in tutto il campionato , ce la siamo giocata tranquillamente alla pari , palla a terra ( in occasione del turno infrasettimanale abbiamo potuto giocare allo stadio comunale in erba ) e concedendo molto poco : ci hanno segnato su un tiro al volo da fuori area su una respinta dei nostri difensori , non potevamo farci niente , solo i complimenti a chi ha tirato. In compenso , fosse entrata quella palla che invece si è stampata sulla traversa nei primi minuti , la partita avrebbe preso una piega diversa.

Nel secondo tempo , complici un paio di infortuni e 7 cambi ( i '94 non potranno neanche disputare il torneo dei giovanissimi sperimentali , quindi ho dato spazio un po' a tutti ) , abbiamo retto altri 15 minuti e poi nel finale hanno dilagato.

Qui sotto un video del primo tempo; le occasioni da goal sono state poche , quindi ho preferito raccogliere le azioni in cui abbiamo cercato di impostare l'azione dai difensori , ovvero quello che avevo chiesto ai ragazzi prima della partita : non sempre siamo arrivati a concludere , ma apprezzo il fatto che ci abbiano provato.




Mancano 2 partite , poi i '93 andranno coi '92 per il torneo allievi sperimentali 2° fascia e i '94 con i '95 , senza però disputare il torneo giovanissimi 2° fascia , perché i numeri non lo consentono. Abbiamo ormai affrontato tutte e 3 le prime della classe e rispetto al girone di andata ce la siamo giocata alla pari con chiunque; nelle riflessioni a margine della partita con il responsabile tecnico e l'allenatore dei '95 concordavamo su un doppio rammarico :

1) non essere riusciti a posizionarci subito dietro le prime 3 , piazzamento che sarebbe stato tranquillamente alla nostra portata per i valori visti in campo , causa assenze e limiti caratteriali più volte evidenziati da parte di chi invece avrebbe dovuto fare la differenza;

2) non aver potuto disporre dei 3 ragazzi '93 che in estate se ne sono andati a fare i regionali altrove: per potenziale tecnico , per ruolo ( una punta centrale , un centrocampista e un difensore centrale .. proprio l'ossatura della squadra ) e per capacità di trascinare la squadra sono proprio gli elementi che ci avrebbero permesso di lottare per il vertice e per il miraggio di una promozione fra i regionali di cui avremmo tanto bisogno.

Se ne è parlato già abbastanza nei post di questa estate e non tornerei a farlo se non si avvicinasse la scadenza dell'attuale consiglio direttivo, con la necessità di fare un bilancio e guardare alle prospettive future : il bilancio di questi 3 anni dice che , grazie a disponibilità economiche prima impensabili , si è arrivati al top di quello che è possibile fare con il solo bacino di utenza di Monte San Vito : il rapporto istruttori/ragazzi e le qualifiche dei tecnici (4 allenatori di base , 3 diplomati ISEF e tutti gli altri con patentino scuola calcio-FIGC ) è quello di una scuola calcio specializzata , abbiamo due preparatori dei portieri , un responsabile tecnico libero da impegni di allenatore , un pulmino , ecc ecc

Nonostante questo la competitività delle categorie del settore agonistico è costantemente minata dalla fuga dei ragazzi migliori verso le società regionali , anche le categorie del settore di base possono trovarsi in difficoltà per via dei numeri ( i '95 ed i '96 si allenano in 7-8 elementi ), siamo costretti a far giocare giovanissimi e Juniores su un campo sterrato largo 50metri e se piove far allenare tutti risulta quasi impossibile : mi sento di dire che siamo ad un bivio.

Da una parte continuare su questa strada , con la consapevolezza che , se dovesse venir meno il sostegno economico su cui abbiamo potuto contare in questi 3 anni , il ridimensionamento sarebbe inevitabile. Continuando a masticare amaro perché se ne andranno i ragazzi migliori e qualche volta anche i tecnici migliori ( a proposito , il mister della Filottranese capolista è proprio di Monte San Vito ed ha allenato a Borghetto quando mio padre era presidente, così come il loro responsabile tecnico; a questo punto ne approfitto per fargli un "in bocca al lupo" per la vittoria del campionato ).

Dall'altra parte cercare di allargare gli orizzonti , avviando una qualche collaborazione con società dei comuni limitrofi , che permetterebbe di risolvere le carenze numeriche e di strutture ed uscire finalmente da un ruolo di subalternità. Per quanto mi riguarda , penso che l'unica strada percorribile per il futuro sia la seconda e sento di dover fare qualcosa perché si apra una riflessione in questo senso : l'iniziativa sarà online prossimamente su "questo schermo".

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