Saturday, August 29, 2009

Il blog si prende una pausa di riflessione. Il suo autore pure.

Alleno da 4 stagioni e in questi 4 anni ho passato le estati a fare la conta dei ragazzi che venivano richiesti e corteggiati da società regionali o più blasonate : e non parlo di società professionistiche o di serie D , sarei il primo ad essere fiero del mio lavoro se qualche mio allievo avesse l'opportunità di puntare a questi traguardi , ma semplicemente di società che fanno del risultato giovanile il primo ed unico obiettivo.

A nulla è valso aver inserito tanti giocatori in prima squadra , dimostrando che il vero obiettivo del settore giovanile lo raggiungiamo ogni anno. A nulla è valso affiliarsi con una società professionistica , dando l'opportunità ai ragazzi più meritevoli di prendere parte a un network di scouting : quest'anno nessuno è stato selezionato , ma ovviamente per i genitori non era il ragazzo a non essere all'altezza , ma i selezionatori ad essere prevenuti. Inevitabile che abbiano ceduto alla prima sirena che parlava loro di "prospettive interessanti" ( quali? per guadagnarsi una promozione o un'eccellenza è sufficiente essere inseriti precocemente in prima squadra come facciamo noi e dimostrare di essere all'altezza , visto che i fuoriquota veramente validi sono cercati come pepite d'oro ).

Più lavori bene e peggio devi aspettarti per l'anno successivo. Avevo giurato di voler allenare a vita i ragazzi , perché prima che "allenatore" mi sento "istruttore di calcio" , ma sinceramente mi sto ricredendo. Quello che si vede in giro è umiliante per gli adulti che ruotano attorno al calcio giovanile : ragazzini appena più bravini degli altri che vengono contattati insistentemente casa per casa , illusi con mille promesse , salvo tornare alla base nel giro di pochi anni, quando cocciano pesantemente contro la realtà delle cose ma ormai non son più buoni neanche per giocare in prima categoria.

Per sopravvivere e allestire una squadra numericamente decente , si è costretti a fare altrettanto : non nel senso di andare a contattare ragazzi di altre società , ma passando l'estate a spiegare a genitori e ragazzi la realtà delle cose e pregarli di restare per permetterci di andare avanti.

No grazie : ho una dignità , quindi questa situazione è diventata insostenibile e non è questo il calcio giovanile a cui voglio dedicare il mio tempo e la mia passione. Se devo assistere a trattative estenuanti per convincere un dodicenne a militare per la mia società , tanto vale farlo per un adulto che abbia dimostrato qualcosa , non un ragazzino in anticipo auxologico che serve agli obiettivi di breve periodo perché 10cm più alto degli altri ( vedi metafora della maratona ).

A presto , speriamo. Scusatemi , ma per ora non ho certamente gli stimoli per continuare a parlare di calcio giovanile ( speriamo di trovarli per portare almeno a termine questa stagione ). Grazie ai tanti visitatori che hanno seguito con costanza questo blog ( e sono tanti .. quasi 200 al giorno in questi mesi estivi ). Spero di esservi stato utile in qualche modo.

Saturday, August 22, 2009

La maratona di New York. Metafora dedicata gli aspiranti campioni e ( soprattutto ) ai loro genitori

Il calcio giovanile è un po' come la maratona di New York. Distanza da percorrere 42.195 km. Partecipano in centinaia di migliaia. Arriva in fondo ( e per fondo intendo non abbandonare l'attività in età adulta , anche a costo di giocare in terza categoria ) qualche decina di migliaia. I piazzamenti importanti ( ovvero il professionismo ) spettano solo a poche decine di fenomeni.

C'è chi crolla negli ultimi chilometri dopo aver dato tutto con estrema umiltà e a loro va tutta la mia stima. Conosco ragazzi che hanno compiuto tutte le trafile nelle giovanili nazionali di squadre professionistiche , sacrificato i loro sabato sera a letto per giocare il giorno successivo , magari hanno anche firmato qualche contratto da professionista o seduto qualche volta in panchina nei campionati professionistici , ma alla fine hanno dovuto arrendersi. Sono andati come fuoriquota in qualche squadra di serie D o eccellenza , da lì le prospettive si sono drasticamente ridimensionate e alla fine son finiti per smettere o per giocare nelle categorie più basse come i compagni che avevano lasciato ai tempi del settore giovanile ( con la differenza che i loro compagni non avevano sacrificato tutti i pomeriggi ad allenarsi e tutti i sabati sera ad aspettare la partita della domenica ).

Però nel calcio c'è chi assume atteggiamenti che nella maratona sarebbero derisi e invece nel calcio vengono tollerati o addirittura compresi : immaginate un (presunto) maratoneta che interpreti i primi 100mt da velocista e , trovandosi in testa al gruppo e sentendosi arrivato , si volti a schernire gli altri corridori , incurante che lo aspettano ancora 42.095 km senza più birra in corpo.

Un maratoneta così finirebbe su tutte le cronache e sarebbe deriso per anni. Perché allora genitori di ragazzini pre-adolescenti appena più bravini dei loro compagni pensano di avere già un campione in casa dal futuro assicurato? Perché i loro pargoli si sentono dei fenomeni e pensano di non aver più bisogno di imparare e di migliorarsi? Perché si permettono di criticare i compagni e di giudicarli? Cari signori , forse non lo sapete che vi aspettano ancora 42.095 km? Avete compiuto solo 100mt e il sorpasso di chi state deridendo potrebbe essere dietro l'angolo.

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Sunday, July 26, 2009

La presa di posizione 6° parte : dall'inferiorità numerica alla copertura reciproca

Continuiamo il nostro viaggio nei fondamentali della presa di posizione ( qui il riepilogo delle puntate precedenti : 1 , 2 , 3 , 4 , 5 ) e , come di consuetudine ormai , vediamo come quanto imparato nella seduta di allenamento precedente può essere propedeutico per il gradino successivo.

Parliamo ad esempio di come un difensore debba dare copertura ad un proprio compagno di reparto. In un post precedente si era già parlato di sfuggita dell'argomento , mostrando come questo principio possa essere proposto già dalle categoria dei più piccoli , seppure en passant , ovvero limitandosi ad un accorgimento "logistico" nell'esecuzione di esercitazioni 1c1.

Ora è il caso di addentrarsi più specificamente nel problema ( ricordo che stiamo parlando di categoria esordienti 2° anno ) e vediamo come può tornarci utile quanto appreso nella seduta precedente , dove i nostri ragazzi hanno imparato ad affrontare avversari in inferiorità numerica , tipicamente 1c2.

Hanno infatti imparato che :
a) l'avversario più pericoloso è il portatore di palla e devono interporsi fra questi e la porta
b) devono farlo tenendo sempre presente anche la posizione dell'avversario senza palla , in modo da :
b1) intercettare l'eventuale passaggio
b2) riposizionarsi in traiettoria avversario-porta qualora questi riceva il passaggio da parte del portatore di palla.

Ma se hanno imparato ad affrontare due avversari in situazione 1c2 a maggior ragione sapranno applicare i principi appresi in situazione 2c2. Partiamo proprio dalla situazione 2c2 in figura e chiamiamo A1, A2 , D1 , D2 rispettivamente i due attaccanti e i due difensori.
Concentriamoci sul difensore D2 , quello che non affronta direttamente il portatore di palla (A1) ma marca A2:
a) se ci fossimo fermati alle prime sedute sulla presa di posizione individuale ( 1° puntata ) , si posizionerebbe in un qualsiasi punto lungo la traiettoria fra l'avversario senza palla (A2) e la porta ; per semplicità abbiamo individuato tre possibilità : D2' ( davanti al compagno ) , D2'' ( in linea col compagno ) e D2''' ( dietro al compagno );

b) nella lezione precedente , però , il nostro difensore D2 dovrebbe aver imparato che l'avversario più pericoloso è il portatore di palla e che per ostacolare questi può deviare leggermente dalla traiettoria avversario senza-palla porta , a patto di poter intercettare il passaggio e/o riposizionarsi lungo tale traiettoria non appena l'avversario senza palla riceva il passaggio
c) non potendo escludere la possibilità che il portatore ( avversario più pericoloso ) salti in dribbling il proprio compagno , dovrà prevedere la possibilità di ritrovarsi in situazione di inferiorità numerica e quindi comportarsi come visto nella puntata precedente.


Per quanto detto ai punti b) e c) , fra le tante traiettorie avversario senza palla - porta , sceglierà quindi quella che gli permetterà di posizionarsi qualche metro dietro il compagno in modo da trovarsi sulla traiettoria portatore-porta qualora questi venga saltato , ovvero in posizione D2'''. Meglio ancora se devia un po' dalla traiettoria A2-porta , come in figura. La posizione ivi indicata mette in atto proprio il concetto di copertura.


Per spiegare questi concetti , può risultare utile una variante all'esercitazione 1 della puntata precedente. Dal 2c1 con difensore passivo al 2c2 con difensori passivi.

Esercitazione 1. 2c2 con difensori passivi. A centrocampo si posizionano due attaccanti , di cui uno in possesso palla ; di fronte a loro , a pochi metri ci sono due difensori che devono prendere posizione : il difensore più vicino alla palla va in pressione sul portatore , il compagno gli da copertura cercando di marcare "a distanza" l'attaccante senza palla ( posizionamento lungo la traiettoria avversario senza palla - porta o comunque nei pressi della stessa , in modo da frapporsi quando questi riceverà palla).


Analogamente al post precedente , si possono prevedere due step per questa esercitazione : prima con gli attaccanti che si passano la palla sul posto , poi in avanzamento con conclusione a rete.

Il terzo step , che è la naturale evoluzione dell'esercizio , è ovviamente il 2c2 con difensori attivi , magari prevedendo diverse posizioni di partenza per gli attaccanti in modo da stimolare i difensori rispetto a tutte le possibili situazioni che possono incontrare in situazione di gara.

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Friday, July 24, 2009

Quale approccio alla tattica collettiva nel settore giovanile? L'individuo ( e il suo pensiero tattico ) sempre al centro.

Chiuso il sondaggio sui fuoriquota nelle categorie dilettantistiche , ne propongo subito un altro che riguarda l'approccio all'insegnamento dei principi di tattica collettiva in fase di possesso palla nel settore giovanile.

I due approcci opposti rispetto ai quali ho chiesto di prendere posizione sono sostanzialmente due :

1) l'approccio orientato alla soluzione ( solution-oriented ) ( passatemi i termini , presi a prestito dalla mia formazione ingegneristica più che da un corso di scienze motorie ! ) , che per brevità ho definito analitico , che consiste nell'indicare ai ragazzi movimento per movimento quello che dovrà essere lo sviluppo del gioco. L'esercizio principe di questa metodologia è la partita 11c0 , dove la squadra prova gli sviluppi di gioco in assenza di avversari. Il rischio di questo approccio è , secondo me , che i giocatori diventino dei burattini manipolati filo per filo dall'allenatore. Il pensiero tattico individuale è quasi annullato , il ragazzo si limita a mettere in pratica quanto proposto ( o imposto? ) dal mister. Peccato che poi in partita ci siano anche gli avversari , che non sempre "sono d'accordo" nel far riuscire lo schemino tanto amato dal mister..

2) l'approccio orientato al problema ( problem-oriented ) , che ho definito per brevità approccio globale , che consiste nel proporre lo sviluppo di gioco desiderato come una soluzione ad un problema. Il metodo esalta la sequenza di processi che secondo me sta alla base di qualunque sport di squadra ( e anzi di qualunque sport che prevede la partecipazione di un avversario ) : a) percezione della situazione di gioco --> b) elaborazione della soluzione più opportuna --> c) realizzazione motoria della soluzione .

Ovviamente , per non essere troppo manicheo , ho anche previsto l'opzione 3 , ovvero un metodo misto che combini gli aspetti positivi del primo e del secondo approccio. A voi la parola.

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Tuesday, July 14, 2009

Il sondaggio sui fuoriquota ( i cosiddetti under ) in promozione , eccellenza , serie D

Dopo quasi 6 mesi chiudo il sondaggio mediante il quale chiedevo ai visitatori ( presumibilmente quasi tutti addetti ai lavori , dato il target di questo blog ) di dire la loro sull'obbligo dei fuoriquota nei campionati dilettantistici.

Sapevo che la questione è tutt'ora dibattuta e che divide gli stessi allenatori , dirigenti e giocatori di questo complicato universo che è il calcio dilettantistico e , infatti , i risultati sono in linea con le attese.

La domanda era L'obbligo degli under nelle prime squadre dalla promozione alla serie D. Secondo te.. e già in due delle tre possibili risposte avevo caratterizzato due delle posizioni che più di frequente si incontrano :

1) E' una regola assurda, Chi è bravo gioca comunque e così si rovinano i ragazzi , che si credono da categoria superiore ma scendono subito appena viene a mancare la situazione di privilegio

2) E' una regola utile per supplire alla carenza di coraggio di dirigenti e allenatori. Dovrebbero metterla anche fra i professionisti. Perché all'estero Messi , Walcott , Benzema a 18 anni erano già titolari mentre da noi Giovinco e Balotelli fanno soltanto panchina?


La terza risposta era più conciliante e si limitava a cogliere l'aspetto del risparmio (presunto) insito nell'uso dei giovani :

3) E' una regola utile per tenere bassi i costi , altrimenti serie D ed eccellenza sarebbero solo un ospizio per ex professionisti a fine carriera.

Hanno votato in 34 e il risultato è stato di perfetta parità : 14 preferenze per la risposta 1 ( 41.2% ) , 14 preferenze per la risposta 2 ( 41.2% ) mentre solo 6 visitatori ( ovvero il 17.6% ) ha optato per la terza risposta.

A chiusura del sondaggio , dico la mia : se meritocrazia , competenza e capacità di programmazione fossero all'ordine del giorno nel calcio dilettantistico e giovanile , la regola degli under non sarebbe necessaria.

Invece , anche senza generalizzare e sembrare presuntuoso , molto spesso avviene che:

1) molti dirigenti e presidenti che si avvicinano al mondo del calcio , anche con entusiasmo , non hanno le competenze per capire l'effettivo potenziale di un giovane paragonato a quello di un giocatore esperto. In assenza di queste capacità risulta naturale valutare un giocatore in base al suo curriculum , cioè alle società e alle categorie in cui ha militato .. anche se tale militanza risale a diversi anni prima e allo stato attuale il giocatore non è più nelle condizioni fisico-atletiche ( età ) né mentali ( stimoli e motivazioni ) per garantire quanto promette il suo curriculum. In queste condizioni è chiaro che il giovane è penalizzato , anche se la sua fase ascendente fosse nettamente più redditizia per la squadra della fase calante del giocatore a fine carriera.

2) l'altro grande scotto che i giovani pagano è l'assenza di programmazione. L'allenatore è costantemente sotto pressione e non può permettersi di perdere due partita di fila , pena il rischio dell'esonero. Il giovane , per definizione , ha bisogno di fare esperienza e questo può voler dire anche commettere qualche errore. A parità di potenziale è chiaro quindi che è sempre il giovane a finire in panchina , senza contare che un giocatore dal nome importante e dal rimborso spese altrettanto importante che finisce in panchina può creare notevoli difficoltà sia nello spogliatoio che con la dirigenza. In quest'ottica l'obbligo di schierare giovani può essere un salvagente per l'allenatore , sempre che egli consideri un'investimento puntare sui giovani promettenti e non un dazio da pagare.

Ultima annotazione : perché la regola degli under funzioni davvero si dovrebbe legare il loro impiego all'effettiva crescita del ragazzo nel vivaio della società. Qualcosa di analogo alla cosidetta "lista B" dell'Uefa Champions League che obbliga le società a mettere nella lista champions un certo numero di giocatori cresciuti nel vivaio , i cosiddetti Homegrown players. Altrimenti si rischia che , come spesso succede , fatta la legge venga trovato l'inganno : sempre più spesso si sente parlare di giocatori fuoriquota che a 17-18 anni girano con il procuratore per cercare di "spennare" qualche società di serie D o eccellenza carente di giovani. E' ovvio che questo aspetto contribuisce ulteriormente a rendere indigesta una regola che invece avrebbe i suoi giusti motivi per esistere.

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Friday, July 3, 2009

La presa di posizione 5° parte : l'inferiorità numerica

Se le nozioni impartite nelle sedute di allenamento precedenti ( 1 , 2 , 3 e 4 ) sono state recepite correttamente , insegnare ai ragazzi come prendere posizione in situazione di inferiorità numerica dovrebbe risultare abbastanza intuitivo. Consideriamo ad esempio la situazione di inferiorità più semplice , il 2c1 :

1) c'è un portatore di palla , solitamente in guida della palla fronte alla porta , e si è imparato come affrontarlo

2) c'è un giocatore non in possesso palla ( più di uno nel caso di 3c1 ) , che sarà oggetto di un potenziale passaggio. Nelle sedute precedenti si è spiegato anche come affrontare un avversario senza palla :

2a) se la palla è vicina e il rischio di un passaggio è concreto , posizionarsi sulla traiettoria avversario-porta orientandosi in modo da vedere contemporaneamente palla e avversario
2b) se la palla si trova sul lato forte e l'avversario sul lato debole si può anche stringere verso il lato forte , a patto di tenere una posizione che permetta di portarsi lungo la traiettoria avversario-porta quando questi riceverà palla ( ad esempio con un cambio di gioco ).

E' chiaro che in condizione 1c2 stringere verso la palla diventa fondamentale : il portatore è l'attaccante più pericoloso e quindi deve essere l'oggetto principale di attenzione, ma si deve comunque tenere presente la posizione del giocatore senza palla. Si dovrà essere in grado:

a) di intercettare il passaggio

oppure

b) di trovarsi sulla traiettoria fra la porta e il nuovo portatore di palla, in caso di passaggio riuscito.

Vediamo di tradurre quanto detto finora in qualche esercitazione , che scopriremo potranno rivelarsi anche uno straordinario insegnamento di tattica collettiva in fase di possesso palla , utile ad aprire la mente ai ragazzi anche su concetti quali l'ampiezza , lo sfruttamento della superiorità numerica , la sovrapposizione , il taglio , ecc ecc

Esercitazione 1. 2c1 con difensore passivo. A centrocampo si posizionano due attaccanti , di cui uno in possesso palla ; di fronte a loro , a pochi metri c'è un difensore che deve prendere posizione coprendo lo specchio della porta al portatore di palla orientandosi in modo da vedere anche l'attaccante senza palla. Ad ogni passaggio fra i due attaccanti il difensore si riposiziona interponendosi alla porta rispetto al portatore di palla. Per questo stesso esercizio si possono prevedere due step :

1° step) passaggi sul posto fra gli attaccanti. La situazione è chiaramente molto semplice , ma permette al difensore sia di comprendere l'esercizio sia di valutare la giusta distanza da tenere. Detta P la porta A1 il 1° attaccante e A2 il secondo attaccante , per ovvie considerazioni geometriche è chiaro che se A1 e A2 giocano stretti ( figura 1 ) il difensore potrà tenere una distanza più ravvicinata riuscendo ugualmente a spostarsi fra le traiettorie A1-P e A2-P ad ogni passaggio. Se invece A1 e A2 giocano più larghi ( figura 2 ) la distanza da tenere sarà maggiore , perché avvicinarsi troppo al portatore significherebbe essere tagliati definitivamente fuori in caso di passaggio. Già questo 1° step dovrebbe essere un suggerimento per gli attaccanti sui vantaggi di dare ampiezza al fronte di attacco.
Figura 1

Figura 2


2° step) dopo alcuni passaggi sul posto gli attaccanti cominciano ad avanzare continuando a passarsi la palla. Arrivati nei pressi dell'area , se il portatore di palla ha lo specchio della porta libero conclude a rete.


Esercitazione 2 : 2c1 con difensore attivo : si lasciano gli attaccanti liberi di muoversi e mettere in difficoltà il difensore come credono. Queste esercizio è anche un test sul grado di maturazione tattica dei propri attaccanti : se continueranno a muoversi paralleli , senza neanche allargarsi , il difensore potrà avere vita facile a coprire costantemente lo specchio della porta. Se invece gli attaccanti posseggono un minimo di pensiero tattico , per il difensore sarà molto molto dura.

Nel caso in cui le capacità tattiche degli attaccanti siano limitate , sarà il caso di proporre alcuni suggerimenti per mettere in difficoltà il difensore. La prospettiva si ribalta e , dal punto di vista degli attaccanti , la questione diventa come mettere più in difficoltà possibile un difensore in situazione 2c1.

suggerimento 1 : allargare il fronte di attacco ( ampiezza ). I due attaccanti devono allontanarsi via via che si avvicinano alla porta , magari con l'ausilio di una fila di cinesini che funga da riferimento. Noteranno immediatamente come il riposizionamento del difensore sia via via più difficile , fino a che avranno lo specchio della porta libero per un tempo sempre maggiore.


suggerimento 2 : puntare il difensore per il passaggio o il dribbling. Nel 1° step dell'esercizio 1 abbiamo scritto che il difensore , per temporeggiare sul portatore e potersi riposizionare in caso di passaggio , ha interesse a mantenere fra sé e l'attaccante una certa distanza ( almeno finché , essendosi avvicinato troppo alla porta , non decida di tentare il contrasto e quindi il recupero della palla ). E' quindi interesse dell'attaccante puntare il difensore per ridurre questa distanza : se mentre il portatore punta l'altro attaccante si allarga , il tentativo di temporeggiamento del difensore fallisce e questi si vede costretto a tentare o il contrasto sul portatore di palla o l'intercetto dell'eventuale passaggio. Con un minimo di reazione e anticipazione delle mosse del difensore , il portatore di palla potrà scegliere se mandare in porta il compagno con un passaggio ( il difensore non fa più in tempo a recuperare ) oppure se dribblare il difensore ed andare in porta personalmente.


suggerimento 3 : sovrapposizione. Il portatore di palla serve il compagno e si sovrappone passandogli alle spalle. Per il difensore questa situazione può essere particolarmente difficile , perché se il giocatore senza palla si sovrappone all'esterno , per poter coprire entrambe le soluzioni ( portatore e attaccante senza palla ) il difensore rischia di farsi portare verso l'esterno , magari leggermente ma di quel tanto che basta per il portatore per trovare lo specchio della porta o per superare il difensore in dribbling.


suggerimento 4 : taglio. E' la situazione opposta all'ampiezza del suggerimento 2 , anche se si tratta di una scelta consapevole e non di una carenza tattica. L'attaccante senza palla , anziché allargarsi , stringe quasi a puntare il difensore per poi ricevere palla dalla parte opposta. Il taglio può avvenire:

a) dietro al difensore , che sarà in difficoltà perché non riuscirà a vedere contemporaneamente palla e avversario
b) davanti al difensore , che in questo caso va in difficoltà perché fra lui e il portatore di palla si trova per un istante anche l'altro avversario , che esercita quindi qualcosa di simile ad un "blocco" , permettendo al portatore di andarsene in porta palla al piede.

In entrambi i casi un'ulteriore arma a disposizione del difensore ( se si tratta di un 2c1 vero e proprio e non vi sono altri difensori che stanno recuperando in altre zone del campo ) può essere il fuorigioco : se il portatore ritarda il tempo del passaggio o l'attaccante senza palla taglia direttamente in profondità e non con un movimento "ad L" o a mezzaluna , avanzando un istante prima del passaggio il difensore può mettere l'attaccante in offside.

Per gli attaccanti , questa possibilità è uno stimolo a smarcarsi e a passare la palla ( o eventualmente dribblare ) con i tempi giusti.
Terminiamo le esercitazioni proposte eliminando ogni vincolo e facendo giocare liberamente i ragazzi come nel contesto di gara.

Esercitazione 3: minipartite 2c1 con giocatore jolly. : si compongono squadre di 2 giocatori ciascuna e per ciascun campo di gioco si prevede la presenza di un giocatore jolly che gioca con la squadra in possesso di palla. Uno dei due giocatori per ciascuna squadra svolge il ruolo del portiere : terminata l'azione avversaria il giocatore che svolgeva il ruolo di portiere diventa attaccante e chi ha fatto il giocatore di movimento diventa portiere. Se il difensore conquista palla senza che l'azione termini , si effettua immediatamente la transizione cercando di andare in goal con l'appoggio del giocatore jolly.

In figura è mostrata anche una possibile soluzione "logistica" per la creazione dei campi di gioco : uno più ampio con porte grandi ottenuto prolungando l'area di rigore , due più piccoli laterali ricavati nello spazio che va dalla linea dell'area di rigore al fallo laterale. L'obiettivo è quello di far eseguire un elevato numero di azioni 2c1 variando spazi e situazioni , per far maturare esperienza tattica e motoria che i ragazzi potranno riutilizzare nei diversi contesti di gara.

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Wednesday, July 1, 2009

Complimenti a Beppe Bergomi , una bella storia di calcio vissuto e un esempio per tutti gli allenatori di settore giovanile

Una volta smesso con il calcio giocato avrebbe potuto trovarsi ben presto seduto su qualche panchina prestigiosa, magari anche scavalcando le regole come ha fatto qualche suo collega dai trascorsi calcistici "pesanti".

Invece , appese le classiche scarpette al chiodo , ha deciso di intraprendere la carriera di commentatore , regalandoci consulenze tecniche sempre godibili e , non dimentichiamolo , le magiche emozioni delle telecronache al mondiale 2006.

Ma il richiamo del campo era troppo forte e quindi , inizialmente come semplice secondo impegno nel tempo lasciato libero dall'attività di commentatore , ha deciso di cimentarsi nel ruolo di allenatore. Con l'umiltà e la semplicità che lo hanno sempre contraddistinto , ha deciso di cominciare con una squadra di esordienti di una società di puro settore giovanile , cioè di dilettanti , seppur dai nobili trascorsi e affiliata con gli immancabili colori nerazzurri.

Gli addetti ai lavori hanno potuto seguire questa esperienza dalle pagine della rivista Il Nuovo Calcio , mediante la quale hanno anche saputo del passaggio dagli esordienti agli allievi regionali 1992 , con i quali circa un mese fa ha vinto il titolo regionale ( seppur non partendo fra i favoriti .. dicono i ben informati calati nel contesto del calcio giovanile lombardo ) , guadagnandosi il posto alle finali nazionali , dove proprio in questi giorni ha battuto in finale i campioni laziali del Tor di Quinto laureandosi campione d'Italia dilettanti.

Davvero complimenti , una bella storia di semplicità , competenza e dedizione che ci riconcilia con lo sport in generale e col calcio ( giovanile ) in particolare. Complimenti non soltanto per la vittoria , ma anche per l'esempio di umiltà impartita ai tanti colleghi, magari dal passato molto meno "pesante", che si sentono i nuovi profeti del calcio giovanile. Grandissima lezione di sport , zio Bergomi. Firmato un tuo estimatore milanista.

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Saturday, June 20, 2009

Ciao Edo

Ciao Edo. Avevo deciso che per un po' era meglio restare solo e in silenzio, ma di fronte a tragedie come queste ti chiedi quanto debba durare il silenzio e probabilmente non c'è una misura che possa rispondere a questa domanda.

Ho sempre pensato che chi allena i giovani per vocazione non è mai solamente un tecnico , ma in fondo è anche un fratello maggiore ( non dico un secondo padre per rispetto verso l'immensa tragedia che stanno vivendo i tuoi genitori ) e si porta sempre dentro qualcosa dei ragazzi che ha allenato.




Di te già mi portavo dentro ( oltre alla tua gentilezza , alla tua educazione e alla tua bontà d'animo.. quante volte ti rimproveravo di essere troppo buono - agonisticamente parlando - anche in mezzo al campo e ora un po' me ne pento ) questo bel ricordo che , ironia del destino , avevo scelto per il banner di questo blog e come profilo di Facebook.. segno che ne andavo davvero fiero.

Un ricordo di un momento speciale , che già mi fece commuovere a suo tempo ( seppur mascherato dietro il mio carattere un po' burbero ) e che non mancherà di farmi commuovere in futuro ogni volta che la vedrò.

Ti confido un segreto , anche se dicono che le persone intimamente buone come te una volta che sono lassù non hanno più segreti : Mauro , che ti accompagnò al ristorante quel giorno , mi rimproverò di non aver mai indossato quella maglia. Lo sai , sono un burbero , e non ho mai avuto il coraggio di dirvi che , in realtà , quella maglia la custodisco gelosamente nel cassetto perché ho paura che , usandola e quindi dovendola lavare, si cancellassero le vostre firme.

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Saturday, June 13, 2009

La presa di posizione 4° parte : l'avversario senza palla ( in condizioni di parità numerica )

Nei precedenti post di questa serie sulla presa di posizione si è parlato dei diversi modi di affrontare il portatore di palla. Dopo le esercitazioni proposte i ragazzi dovrebbero sapere come affrontare il possessore fronte alla porta ( 1° parte ) , quello spalle alla porta ( 2° parte ) e come saper discernere dinamicamente nel contesto di gara fra queste due situazioni ( il timing , 3° parte ).

Passando a considerare la presa di posizione rispetto all'avversario senza palla ( in condizioni di parità o superiorità numerica , quando cioè sul portatore di palla vi sia già almeno un compagno ) , la comprensione dovrebbe essere agevolata da quanto detto in precedenza : inanzitutto continua a valere il principio per cui il difendente deve trovarsi sempre nella traiettoria avversario-porta o per lo meno deve avere la certezza di potercisi trovare quando questi riceverà la palla.

Questo concetto è così fondamentale che , a mio parere , può e deve diventare una di quelle parole chiave condivise fra allenatore e giocatori che rendano immediata la comunicazione durante la partita : se chiedo ad un mio ragazzo che sta affrontando il proprio avversario diretto di mettersi in traiettoria capisce immediatamente di cosa stiamo parlando. Qualcosa di analogo succede per richiamare le diverse distanze da mantenere lungo questa traiettoria : in pressione significa ad una distanza di 1:1,5mt senza attaccare , attacca significa che si deve cercare il contrasto ( perché l'avversario seppure frontale è ormai troppo vicino alla porta ) o almeno il contatto ( situazione di spalle ).

Trovati i punti comuni con le situazioni precedenti , quali sono gli elementi di difficoltà introdotti da questa nuova situazione? Sostanzialmente tre :

1) che orientamento tenere
2) che distanza tenere dall'avversario
3) come comportarsi quando l'avversario sta per ricevere un passaggio

La prima domanda ha una risposta semplice : in tutti i casi tranne che in uno l'orientamento da tenere è quello che permette di vedere contemporaneamente palla e avversario. Il caso particolare è il cross da fondo campo o comunque all'indietro , caso in cui è impossibile vedere contemporaneamente avversario e pallone a meno di contravvenire al principio di interposizione fra avversario e porta ( figura 1 ). Poiché il principio di interposizione fra avversario e porta resta comunque prioritario , l'alternativa è quella che vediamo messa in atto dai tanti difensori esperti di cui la scuola italiana è maestra : si privilegia la vista della palla , ma la posizione dell'avversario viene seguita con il tatto. E' la classica indicazione che diamo ai nostri ragazzi di "sentire l'avversario" , ovvero di utilizzare il contatto braccio-petto per controllare continuamente i movimenti dell'avversario e comportarsi di conseguenza.




Per quanto riguarda la seconda domanda , la distanza da tenere dipende principalmente da due fattori :
a) la distanza dalla porta , ovvero la pericolosità della zona di campo in cui si trova a marcare : quanto più ci si avvicina alla porta , tanto più le distanze si devono accorciare , fino ad andare a diretto contatto in area di rigore.
b) la distanza della palla , ovvero quante probabilità ci sono che l'avversario senza palla riceva un passaggio e sia immediatamente pericoloso : è chiaro che quanto più l'avversario ha probabilità di essere servito in modo immediatamente pericoloso e tanto più lo si dovrà marcare da vicino.

Introducendo concetti come questi, anche se si sta spiegando la marcatura individuale e quindi non si sta affrontando la tattica collettiva , in realtà si stanno già abituando i ragazzi al dualismo fra marcatura e copertura tipica del gioco a zona. Si pensi ad esempio alla marcatura dell'avversario senza palla su lato debole , ovvero sulla fascia opposta a quella del portatore di palla : il giocatore per essere servito necessiterà di un cambio di un gioco , che richiede un certo tempo di esecuzione ( considerata anche la ricezione orientata da parte dell'avversario ). Il nostro difensore potrà stringere verso il lato forte, ma la distanza dovrà essere tale da permettergli di trovarsi immediatamente in traiettoria non appena l'avversario riceva palla e diventi il portatore. Ricordiamo che stiamo parlando di tattica individuale e non abbiamo ancora parlato di diagonali e di gioco a zona ( e personalmente non lo faccio né nella categoria giovanissimi né tantomeno in quella esordienti ) : risulta però intuibile come insegnare la diagonale a ragazzi che siano in possesso di questo bagaglio sulla presa di posizione è praticamente immediato : puoi stringere fino a portarti in linea con il penultimo difensore , ma bada bene che appena l'avversario sul lato debole riceve palla devi essere in grado di interporti fra lui e la porta.

Una simile introduzione graduale ai principi del gioco a zona come la diagonale ha l'enorme vantaggio che i ragazzi sanno perché stringono verso il lato forte e quindi sanno come farlo ( non è un incomprensibile dettame di tattica collettiva , come se fossero soldatini di un risiko a loro sconosciuto ): ovvero stringeranno di quel tanto che permetterà loro di trovarsi in traiettoria avversario-porta non appena l'avversario avrà ricevuto il cambio di gioco. Quante volte invece vediamo , anche nelle categorie degli adulti , terzini che stringono troppo con la conseguenza che l'avversario sul lato forte una volta ricevuta palla si trova direttamente in porta??

La terza questione è a sua volta strettamente dipendente dalla seconda : quanto più l'avversario si trova vicino alla porta e quindi potenzialmente pericoloso , quanto più si dovrà cercare l'intercetto o il contrasto. Se viceversa l'avversario si trova in una zona non pericolosa e quindi è marcato a distanza tale da non permettere l'intercetto , si potrà anche permettere che riceva palla riconducendosi così al problema di affrontare un portatore di palla come visto nei post precedenti.

Veniamo ora ad alcune esercitazioni mediante le quali insegnare i principi finora descritti. Sulla falsa riga delle esercitazioni di riscaldamento proposte negli articoli precedenti , un esercitazione di messa in azione che entri subito nell'obiettivo può essere la seguente :

esercitazione 1 : messa in azione a coppie : i ragazzi vengono divisi a coppie attaccante-difensore e corrono liberamente su una metà campo , svolgendo eventualmente andature preatletiche o skip. L'istruttore ( o un compagno ) guida la palla nella medesima metà campo. Al fischio dell'istruttore gli attaccanti si fermeranno sul posto e i difensori prenderanno posizione rispetto ai tre riferimenti :
a) portatore di palla ( istruttore )
b) avversario
c) porta

Osservando le posizioni assunte dai difensori , l'istruttore potrà correggere e spiegare gli eventuali errori , al limite anche passando la palla all'avversario del difensore che si è posizionato erroneamente , chiedendo di concludere l'azione 1c1.

Esercitazione 2 : 1c1 con passaggio proveniente da diverse posizioni. Su una metà campo vengono posizionati diversi cinesini , mentre l'istruttore in possesso della palla si posiziona in un altro punto della metà campo. A turno una coppia attaccante-difensore viene coinvolta a disputare un 1c1 , con l'attaccante che si posiziona su un cinesino e il difensore che , al fischio dell'istruttore dovrà prendere posizione rispetto ai riferimenti palla-porta-attaccante partendo da posizioni diverse ( dietro la porta , da una fascia , dalla metà campo ). Se l'attaccante vince l'1c1 e va alla conclusione senza segnare conquista 1 punto , se segna due punti. Se l'attaccante riceve palla ma il difensore vince l'1c1 , il difensore conquista 1 punto. Se il difensore intercetta palla prima che l'attaccante la riceva , conquista 2 punti.

Esercitazione 3 : 2c2 con partenza da diverse posizioni. Lasciando i cinesini sparsi per la metà campo come nell'esercitazione 2 , una coppia di giocatori ( attaccante in possesso palla e suo marcatore ) parte da un cinesino ed un altra coppia ( attaccante senza palla e suo marcatore ) da un altro cinesino. Al fischio dell'istruttore prende il via un normale 2c2 dove il 1° difensore si trova ad affrontare un avversario in possesso palla e l'altro difensore un attaccante senza palla. In caso di passaggio fra i due attaccanti dovranno o tentare l'intercetto oppure invertire i ruoli : chi attaccava il portatore prende posizione rispetto all'avversario senza palla , chi dava copertura e marcava l'attaccante senza palla va in pressione sul portatore.

Esercitazione 4 : partita con le fasce e lato debole interdetto ai difensori. Si gioca una partita con 3 zone longitudinali : una zona centrale e due fasce laterali. Quando la palla staziona in una delle due fasce , la squadra non in possesso palla deve lasciare libera la fascia opposta ( lato debole ). Osservazione : il marcatore di un eventuale attaccante che si trovi sul lato debole è tenuto ad "aspettare" l'attaccante lungo la linea di demarcazione della fascia sulla traiettoria attaccante-porta.

Nell'esercizio 3 si può iniziare ad introdurre modifiche alla presa di posizione intesa come nozione di tattica individuale per iniziare a guardare alla tattica collettiva. Il marcatore dell'avversario senza palla dovrà mettersi non solo in modo da potersi trovare sulla traiettoria attaccante-porta quando questi sarà in possesso palla , ma anche in modo da dare copertura al compagno che affronta l'attaccante in possesso palla , per prevedere la possibilità che questi perda l'1c1 e venga saltato. Ma questo argomento sarà l'oggetto delle prossime puntate.

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Torneo "Memorial Andrea Ciriaci" : terzi classificati

Con questo torneo si chiude ufficialmente la stagione. E' il terzo torneo disputato in questa stagione e , ironia della sorte , ci siamo classificati terzi per la terza volta.

Di seguito il riepilogo delle varie partite , che ci ha visto sconfitti solo contro la Dorica Torrette , che ha poi vinto meritatamente il torneo battendo con un secco 3-0 la Vigor S.M.A.

Quella contro la Dorica Torrette è stata la nostra partita più opaca e abbiamo anche offerto loro un paio di goal dei quali , visto il valore dell'avversario , non avevano assolutamente bisogno. Molto bene invece , anche a livello di gioco , nei quarti di finale contro il Marina Picena P.S.Elpidio e nella finalina contro la Maceratese. Al di là del risultato positivo , essercela giocata contro squadre che hanno un bacino di utenza smisurato rispetto al nostro e sono ai vertici del calcio giovanile regionale è la degna conclusione di una stagione. Ora possiamo goderci le meritate vacanze certi di aver lavorato bene e che i ragazzi sono cresciuti tutti , dal primo all'ultimo : l'appuntamento è per Agosto con una nuova stagione.

Girone Eliminatorio
Borghetto - USAP 5-3 [N.G.(3),L.B.,D.Ma.]
Borghetto - Maceratese 2-2 [N.G.,D.Ma]
Borghetto - Folgore Castelraimondo 2-2 [N.G.,D.Ma]

Quarti di finale
Borghetto - Marina Picena P.S.Elpidio 3-1 [M.F.,F.R.,P.N.]

Semifinale
Borghetto - Dorica Torrette 2-4 [N.G.-Da.M.]

Finale 3° posto
Borghetto - Maceratese 3-1 [P.N.,F.R.,D.Q.]

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